...il Rock lo preferisco corretto Blues

sabato 12 luglio 2008

CIAO GIANFRANCO

E' morto Gianfranco Funari
addio al "cattivo presentatore".
ROMA - Gianfranco Funari, autore e showman televisivo, è morto questa mattina nell'ospedale San Raffaele di Milano, dove era ricoverato da 5 mesi per gravissimi problemi cardiaci e polmonari. Aveva 76 anni. Dagli inizi come croupier, e poi come cabarettista, aveva via via conquistato grande popolarità in televisione ritagliandosi il ruolo di conduttore-opinionista dallo stile diretto, caustico, aggressivo, non di rado volgare. Un atteggiamento che ha spesso suscitato polemiche e lo ha reso oggetto di attacchi da più parti. Ma anche di riconoscimenti: "Ha cambiato il rapporto fra la tv e il pubblico", ha commentato a caldo Pippo Baudo, fra le prime reazioni alla notizia della sua scomparsa. Gli piaceva definirsi "il giornalaio più famoso d'Italia". La sua interpretazione della comunicazione televisiva: "Per essere eccezionali bisogna marscherarsi da normali, abbassarsi al gradino più basso, corteggiare senza pudore le casalinghe". Ma sosteneva anche che "la televisione è come la m..., bisogna farla ma non guardarla".
Gianfranco Funari (Roma, 21 marzo 1932 – Milano, 12 luglio 2008) è stato un conduttore televisivo e opinionista italiano, autodefinitosi "il giornalaio più famoso d'Italia".
Si rese celebre con uno stile comunicativo particolare, caratterizzato da un linguaggio caustico, a volte volgare, che tratta temi politici e di attualità con grandissima padronanza del mezzo televisivo, riuscendo a creare spesso polemiche e rappresentando il bersaglio di critiche e di attacchi da più parti. Lo stesso Funari affermava che in televisione «per essere eccezionali bisogna mascherarsi da normali, abbassarsi al gradino più basso, corteggiare senza pudore le casalinghe».
Dopo alcune esibizioni amatoriali come cabarettista in vari locali romani come Il Giardino dei Supplizi e il Sette per Otto, nel 1967 fu notato da Oreste Lionello (che gli propose di entrare nei suoi spettacoli) e dall'entourage di Mina, che lo fece approdare al Derby di Milano, dove debuttò il 30 aprile 1969 interpretando dei monologhi di satira di costume.
Il 1970 è l'anno del debutto televisivo con La domenica è un'altra cosa con Raffaele Pisu, cui fa seguito il programma di Castellano e Pipolo Foto di gruppo (1974); scrisse anche un romanzo, Famiglia svendesi, e recitò nel film di Domenico Paolella Belli e brutti ridono tutti. Incise anche un 45 giri con due canzoni: Io faccio niente e A 80 anni è vietato morire il 14 agosto.