
lunedì 30 giugno 2008
domenica 29 giugno 2008
VASCO LIVE IN CONCERT
Per questo a grande richiesta Milano Concerti ha il piacere di aggiungere quattro nuove date al calendario; il giro del rock’n’roll show di Vasco riprenderà a settembre e toccherà quattro città non ancora visitate nella prima parte del tour:
19 settembre BOLOGNA Stadio Dall’Ara
26 settembre BARI Arena Della Vittoria
4 ottobre TORINO Stadio Delle Alpi
SI CONSIGLIA DI ACQUISTARLI SOLO NELLE PREVENDITE AUTORIZZATE.
Per maggiori informazioni Milano Concerti (a Live Nation company)
02 5300 6501 – info@milanoconcerti.net – http://www.livenation.it/ – SITO UFFICIALE: http://www.vascorossi.net/
E’ uno spettacolo potente, “maschio”, molto rock. Di rock duro e rigoroso come l’ultimo album. Vasco dal palco trasmette una rabbia e una forza incredibili. Trascinato anche da una band di altissimo livello, grande energia e affiatamento: una band che si diverte sul palco e fa divertire il pubblico!
Parte “Qui si fa la storia” e fin dalle prime battute si percepisce che non dà un attimo di tregua, è godimento puro e fiato sospeso dal primo all’ultimo brano. Per oltre 2 ore e mezza. Tanto dura la scaletta che si compone di più di 30 brani, inclusi due medley.
L’anima e il ritmo della scaletta sono dettati dalle nuove canzoni, che ci sono tutte, o quasi (mancano solamente “Non vivo senza te” e “Ho bisogno di te”).
Tutte sono collegate tra loro dai temi che più spesso ricorrono nelle sue canzoni: contro l’ipocrisia, l’intolleranza, i limiti alle libertà individuali, l’indifferenza.
Torna tutto: non è un caso che siano stati scelti brani come “T’immagini” e “La Noia” particolarmente attinenti a “Il mondo che vorrei”, con la differenza che oggi l’ironia della prima si è trasformata in disincanto. Senza peraltro significare rinuncia al sogno di una “Vita spericolata” che qui Vasco canta in versione acustica, pianoforte e voce.
Sono di grande attualità in questa “società così nobile e così antica” canzoni come “Non appari mai” , “L’uomo che hai qui di fronte” e “Gli spari sopra”, che dimostrano la continuità e la coerenza dell’artista.
Come sempre la scaletta prevede brani di grande intensità come “Un senso” e “Sally” e momenti di puro divertimento, tra sesso e rock’n roll, con canzoni come “Gioca con me”, il nuovo singolo.
Il palco su cui si muove Vasco è maestoso, ricco di effetti spettacolari. Ideato dallo studio Gio Forma, è largo 70 metri, profondo 22 metri, alto 25 metri (per un totale di 903 metri quadri di piano calpestabile). Le sue principali caratteristiche sono:
- Il fondale semicircolare che si sviluppa per 42 metri, composto da circa 1000 specchi convessi che riflettono tutto quello che c’è intorno;
- 2 megaschermi ad altissima definizione di tecnologia MiStrip (barre led luminose) di metri 9 x 14 che rimandano le immagini dal palco;
- 1 gigantesco anello ellittico centrale sospeso in aria, composto da 300 barre MiStrip luminose per effetti e immagini dall’alto;
- 2 passerelle semicircolari laterali, lunghe 20 metri che entrano fra il pubblico, come per un abbraccio, facendolo sentire sul palco.
Il tocco di magia finale sarà dato dal gioco di luci, studiate dal light design Giovanni Pinna.
- STEF BURNS - chitarra
- MAURIZIO SOLIERI - chitarra
- CLAUDIO GULINELLI - basso
- MATT LAUG - batteria
- ALBERTO ROCCHETTI - pianoforte
- FRANK NEMOLA - tastiere
- ANDREA INNESTO - sax e cori
- CLARA MORONI - cori
1000 specchi circolari utilizzati per la scenografia
venerdì 27 giugno 2008
CHIELLINI BLINDATO. MENO MALE CHE...
Meno male che non ci hanno fatto ridere. Giorgio Chiellini con le sue ottime prestazioni in maglia azzurra ad Euro 2008 ha quasi costretto la Juve a blindarlo subito, perchè sul difensore hanno messo gli occhi in tanti. E dire che uno dei migliori centrali in circolazione, con margini di miglioramento notevoli, è ancora alla Juventus quasi per caso, per pochi milioni. Come dimenticare la frase di Ranieri della scorsa estate, quando Chiellini era stato praticamente messo sul mercato: "Chiellini può partire se ci fanno ridere". Ranieri spiegava che il difensore poteva essere ceduto se gli acquirenti avessero offerto la cifra che la Juve chiedeva. Si vocifera che la richiesta fosse di 13 milioni e che il Manchester City si sia fermato a 10. Per fortuna della Juve!giovedì 26 giugno 2008
VOTO ED IMBROGLIO ESTERO
CALCIOPOLI, UN'INDAGINE "DEBOLE"
Nell'indagine "Off Side", battezzata dai media col nome di Calciopoli, l'anomalia più evidente è data dal fatto che, sia per il processo GEA di Roma che per quello di Napoli, le indagini siano state affidate agli stessi investigatori. Ciò ha comportato che mentre veniva fatta l'inchiesta sulla GEA, contemporaneamente, veniva svolta l'inchiesta su Calciopoli.Quindi ad aprile 2005 gli investigatori già conoscevano tre numeri di sim svizzere.
ASTA RECORD
mercoledì 25 giugno 2008
IN BIANCONERO LADRONI, IN AZZURRO CAMPIONI
"Solo rubare, sapete solo rubare". Questa la hit più ascoltata del calcio italiano e ha accompagnato ciascuno di noi dai tempi delle figurine Panini fino a quelli della playstation. Ce lo hanno gridato in tutti i modi. Famose le battute di Prisco sulle dita della sua mano o quelle sugli arbitri arrivati a piedi allo stadio e tornati in auto a casa. La hit più ascoltata del calcio italiano ha attraversato indenne gli anni di Boniperti e quelli della Triade, fino ad arrivare all’odierna Juve del sorriso non risparmiata anch’essa, incredibilmente, dalle ingiurie più becere e scontate.INGIUSTIZIA UGUALE PER TUTTI
Non è bello, ma è così: della giustizia, quella vera, non importa a nessuno dei tanti commentatori, o delle tante coscienze a tassametro. Funziona il riflesso condizionato del giustizialismo, funziona la sfida fra poteri, avvince il clangore delle sciabolate, ma la giustizia ed il suo non funzionamento no, non interessa. lunedì 23 giugno 2008
SPAGNA-ITALIA 4-2
Per il futuro di questa nazionale si parla già stamane sui quotidiani sportivi di un possibile ritorno di Marcello Lippi, ma è ancora troppo presto per fare processi e dare sentenze, certo è che dopo un fallimento in termini di risultati nessun tecnico è mai rimasto al timone degli azzurri.
Donandoni ha avuto il demerito di non rischiare, ha cercato più nel risultato che nel gioco le sue e le nostre fortune, le chiamo scelte, che vanno prese con il beneficio della buona fede e dell'avere dato comunque il massimo.
Analizzare la partita nei dettagli stamane serve a poco, portiamo via di positivo un'ottima difesa, che con Chiellini e Panucci, Buffon compreso, hanno dato una sicurezza evidente, e con un Grosso e Zambrotta che hanno dato il loro contributo più in fase difensiva che offensiva, non essendo mai scesi con convinzione sulla fascia, il negativo sta nel non avere avuto il "coraggio" di proporre un centrocampo, che abbassava di molto il baricentro, lasciando l'iniziativa, seppur sterile, alla compagine di Luis Aragones, e di conseguenza avere avuto una distanza tra i reparti (centrocampo-attacco) che non ha praticamente mai permesso che cambiasse l'inerzia del match.
Come sopraccitato, miglior azzurro in campo ieri sera è stato Giorgio Chiellini, sempre attento e puntale e sul quale, insieme a molti altri nostri giovani speranze, si dovrà puntare già da ottobre per arrivare all'appuntamento mondiale del 2010.
di Cirdan
domenica 22 giugno 2008
ITALIA-SPAGNA, L'ATTESA...
La grande notte di Italia-Spagna, giocano Aquilani e Perrotta.In campo alle 20.45. A Vienna atmosfera delle grandi occasioni. Confermate le anticipazioni della vigilia, Donadoni schiera i tre romanisti a centrocampo insieme ad Ambrosini. Davanti ancora Toni e Cassano. Chi vince sfiderà la Russia.
DONINGTON - GP D'INGHILTERRA
ESTATE

sabato 21 giugno 2008
OLANDA-RUSSIA 1-3
QUOTA 200

"Senza dubbio, Donington e' uno dei miei circuiti preferiti di tutto il mondo e di esso conservo bellissimi ricordi, inclusa ovviamente la mia prima vittoria in 500 nel 2000, quando vinsi una fantastica battaglia con Jeremy McWilliams e Kenny Roberts. E' una pista molto completa: e' veloce e filante, ma anche tecnica, mentre come molti altri non sono molto entusiasta dell'ultima parte! Correre in Inghilterra e' sempre speciale per me perche' vi ho vissuto per lungo tempo e, nonostante ora sia tornato a vivere nuovamente in Italia, mi piace pensarla ancora come una seconda casa e spero che il pubblico continui a supportarmi come ha sempre fatto. L'anno scorso ero molto dispiaciuto per aver mancato il podio, che a Donington e' sempre qualcosa di speciale, percio' l'obiettivo e' risalirci quest'anno".
TOCCA A LUI
L'assenza forzata per il turno di squalifica di Andrea Pirlo, farà con molta probabilità esordire nel centrocampo azzurro Alberto Aquilani.Cresciuto nelle giovanili della Roma, ha esordito in Serie A il 10 maggio 2003 in Roma-Torino (3-1).
Inizia ottimamente la stagione 2006-2007, mettendo a segno una doppietta nella finale di Supercoppa Italiana persa contro l'Inter (4-3 dts). È nuovamente determinante nella vittoria della Roma a San Siro contro il Milan: il suo assist di rabona per il brasiliano Mancini varrà il gol del 2-1 ad opera di Francesco Totti.
Il 25 novembre successivo, nel momento migliore della sua stagione, dopo un contrasto in allenamento con il compagno Taddei, ha subito una lesione collaterale mediale al ginocchio destro che lo ha tenuto lontano dai campi di gioco per un periodo molto più lungo del previsto: rientrerà solo sei mesi dopo.
La stagione termina con la vittoria della Coppa Italia.
Voci, adesso, lo vogliono in rotta con la Roma per problemi economici di livello contrattuale, e conteso da molte squadre, come Juventus ed Inter.
giovedì 19 giugno 2008
ANCHE LA JUVE PATTEGGIA
mercoledì 18 giugno 2008
FRITTATA GIUDIZIARIA
Fermi, l’idea di rifare la guerra giudiziaria per non ottenere niente è un incubo. Quello appena compiuto è un errore, per ragioni che riassumo: 1. Pensare che l’arretrato giudiziario, per i crimini più gravi, possa assorbirsi in un anno non è illusorio, è irreale. 2. Stabilire quali processi si fanno e quali no sulla base della pena e non del reato è sbagliato, oltre che dubbiamente costituzionale. 3. Non fare i processi ai delinquenti di strada equivale a dare impunità a quanti più nuocciono alla sicurezza dei cittadini. 4. Sospendere il decorso della prescrizione è una violazione dei diritti individuali, per giunta aggravante la scandalosa lentezza della giustizia italiana.martedì 17 giugno 2008
FRANCIA-ITALIA 0-2
lunedì 16 giugno 2008
TORTORA E LA GIUSTIZIA CHE PEGGIORA
17 giugno 1983. Non s’era ancora fatto giorno quando, venticinque anni fa, entrarono nella sua camera d’albergo ed arrestarono Enzo Tortora. Da allora ad oggi il buio s’è fatto più pesto, la giustizia si chiama ancora tale, ma a dispetto di quel che è. Il numero di quanti, innocenti, finiscono nel tritacarne è aumentato. L’incapacità di punire i colpevoli è, oramai, cronica. Eppure, in tanti, fanno ancora spallucce. Sì, è un problema serio, ma non li riguarda, non li tocca. Certe cose, si sa, succedono solo agli altri. E se succedono, in fondo in fondo, una ragione c’è. Non vi pare? Non è lo schifo della giustizia italiana, ma tale immondo atteggiamento che mi fa credere la storia di Tortora sia stata inutile, non sia valsa a far capire.sabato 14 giugno 2008
DAVANTI AD UN MURO

Anno domini 2008, mese di giugno.
Ventiquattro mesi prima.
Non conoscevo nessuno, ma proprio nessuno delle molte persone che conosco oggi. Stavo vivendo una di quelle stagioni che mai avrei immaginato potessero rimanere nel tempo scolpite come la lava scolpisce le roccie dopo la sua calata a fondo valle. Stava nascendo, quasi incosapevolmente, qualcosa che mi rimmarà dentro per sempre, perchè come ha scritto una di quelle persone che non conoscevo, è ciò che resta di un'estate che non ho capito, anzi si!
Ventiquattro mesi dopo, oggi.
Di sentenze, informative, capi di imputazione, ricorsi e quant'altro ne sono passati a decine sotto i miei occhi, sotto la mia voglia di capire, di analizzare, di scrivere, di leggere e rileggere. Per quel che riguarda l'ovatatto e a volte, per non dire spesso, reticente mondo del calcio, di quell'aborto giuridico che si è denominato "calciopoli" non ne è scaturita una sola condanna, che successivamente i tribunali giuridici ed amministrativi hanno giudicato. Eppure siamo ancora qui, a sentire da ogni dove che la Juventus rubava, comprava arbitri, gestiva il mercato dei calciatori, gestiva addirittura le griglie dei designatori, e per non farsi mancara nulla ma proprio nulla, aveva dirigenti che avevano la capacità di chiudere dentro stanzini più o meno fatiscenti chiunque si opponesse al loro volere.
Da un articolo pubblicato in data odierna da un giornalista, Davide Giacalone, che con il calcio non ha mai avuto un grosso feeling e sopratutto un grosso interesse (in alcune conversazioni personali il suo verbo verso il calcio è stato di tenore simile), recuperiamo la notizia che il processo sulle spiate illegali, di cui si resero protagonisti settori di Telecom Italia, con molta probabilità andra a morire, pur non essendo in realtà mai nato. Già morto - come scrive Giacalone - perché, se si farà, servirà a giudicare un passato remoto, mentre sul fenomeno vivo hanno agito gli arresti cautelari e le notizie diffuse nel corso delle indagini, confermando la triste condizione di una giustizia che s’amministra usando tutto, tranne che le sentenze.
In parole povere i coinvolti nelle indagini sono liberi e sopratutto da considerarsi innocenti.
E ci mancherebbe, per me che ho sempre sostenuto la tesi del garantismo e non quella del giustizialismo spiccio è il minimo, senza un processo degno di tale nome è giusto che sia così. Siamo nei giorni in cui si dibatte sul nuovo decreto legge inerente le intercettazioni telefoniche, il quale dovrà passare attraverso l'iter di Parlamento e Senato per poi giungere definitivamente al Presidente della Repubblica. E le montagne di dossier, spiate, pedinamenti, accumulo di materiale a scopo diffamatorio, tentativi di condizionare chi liberamente scriveva? Fermi! Fermi nell'attesa che la Corte Costituzionale faccia sapere come deve essere interpretata la legge che impone la distruzione di tutta quella roba.
E se si distrugge, tra un rinvio ed un attesa, su cosa si faranno mai questi eventuali processi? Il tempo incalza, direbbe qualcuno, ma qui oltre che i processi non si vedono neppure dei rinvii a giudizio e la prescrizione sta prendendo il sopravvento, nell'attesa che Tizio aspetti Caio e Caio attenda Sempronio. E tutto questo potrebbe inevitabilmente servire solamente a non rendere più perseguibile un gigantesco intreccio di politica, affari e spie private.
Il compianto Enzo Biagi, all'epoca dello scandalo di "calciopoli" esternò questa frase, riportata in un'edizione del Tirreno in data 16 agosto 2006 riguardante proprio il mondo del pallone: "Una sentenza pazzesca, e non perchè il calcio sia un ambiente pulito. Una sentenza pazzesca perchè costruita sul nulla, su intercettazioni difficilmente interpretabili e non proponibili in un procedimento degno di tal nome, una sentenza pazzesca perchè punisce chi era colpevole solo di vivere in un certo ambiente, il tutto condito da un processo che era una riedizione della Santa Inquisizione in chiave moderna. E mi chiedo: cui prodest? A chi giova il tutto? Perchè tutto è uscito fuori in un determinato momento? Proprio quando, tra Laziogate di Storace, la lista nera di Telecom, poi Calciopoli, poi l'ex Re d'Italia ed ora, ultimo ma non ultimo, la compagnia telefonica Vodafone che ha denunciato Telecom per aver messo sotto controllo i suoi clienti. Vuoi vedere che per coprire uno scandalo di dimensioni ciclopiche hanno individuato in Luciano Moggi il cattivo da dare in pasto al popolino?"E guarda caso, in quei faldoni ormai impolverati giacciono da tempo immemore dossier inerenti proprio il mondo del pallone.Nel 2006 destra e sinistra votarono per la distruzione, in modo che degli innocenti non fossero calunniati. Peccato che fosse già tutto (o quasi) sui giornali.E come non ricordarlo, con il senno di poi e senza una condanna, che i presunti innocenti finirono sui giornali grazie alle intercettazioni.Furono presi di mira dall'intera opinione pubblica, perchè era proprio sulle basi di "opinioni" che la gente giudicava e giustiziava, proprio come le parole scritte da Enzo Biagi: "hanno individuato in Luciano Moggi il cattivo da dare in pasto al popolino".
E oggi, come ciliegina sulla torta, si manda a processo l’ex capo dei servizi segreti statali. Riprendendo l'articolo di Giacalone; nel migliore dei casi, un ridicolo paradosso.
Allora adesso mi chiedo: è giunto il momento di voltare per sempre pagina? Non lo so e non lo voglio nemmeno sapere. Di certo l'ottimismo, quel gran bel profumo della vita citato in un noto spot pubblicitario, sembra arrivato al capolinea della sua essenza. E a noi che ci resta? Come dice il buon Trillo, precedentemente citato, ci resta un'estate, quella del 2006, che non abbiamo capito, anzi si, e poco altro.
Continueremo sicuramente nella nostra "povera" ma sincera informazione, continueremo a ribattere i contenuti di tutto ciò che siamo riusciti ad estrapolare dalle pagine delle sentenze, delle informative che abbiamo avuto in nostro possesso, ma credo che dopo questo, il film è giunto ad elencare i titoli di coda, con sempre gli stessi nomi e cognomi, che ancora una volta, chiuso il sipario, rimarranno dietro a pagine come questa: “Nella valutazione del materiale probatorio la Commissione (la Caf, ndr) si limiterà ad indicare quegli elementi di sicura valenza, che non si prestano ad interpretazioni equivoche, perché già solo dall’analisi di taluni fatti incontrovertibili emerge a chiare lettere ciò che era nella OPINIONE di tutti coloro che gravitavano nel mondo del calcio, e cioè il condizionamento del settore arbitrale da parte della dirigenza della Juventus”.
Non vuole essere una resa o quant'altro, e neppure uno scietticismo dilagante da infondere a chi ha seguito passo passo le vicende dal primo giorno del loro lungo e inesorabile cammino. Ma la realtà di oggi dice che si è sciolto un governo e ne è entrato un'altro, si sono consumati alcuni ricorsi al Tar con gli esiti che tutti sappiamo, è di pochi giorni la notizia del "patteggiamento", si sempre quell'ammetere le proprie colpe, dell'Inter sul caso Bilanciopoli, e tutto è finito in una bella "multina" come direbbe il buon Giacomino di Aldo, Giovanni e Giacomo al controllore di tram che verificava i documenti al disperato Ajejeje Brazov, e sul caso Telecom ora questo, con la concreta possibilità che i primi che potranno usufruire di tale decreto legge saranno proprio coloro che hanno il loro nome spiccicato sui faldoni di dossier ormai impolverati, per non dire della sparizione di tutti i propositi bellicosi della Kroll di qualche mese orsono. E allora credo che sia giusto mettere un punto, andare a capo e proseguire con la corretta informazione che è sempre stata proposta, senza ideologie di sorta, ma prendendo sempre e comunque in esame le notizie che, approfondite e verificate, sono state messe sotto gli occhi di tutti, perchè daltronde e purtroppo, come dice Giacalone, si ha avuta la conferma della triste condizione di una giustizia che s’amministra usando tutto, tranne che le sentenze.
di Cirdan













