...il Rock lo preferisco corretto Blues

sabato 23 maggio 2009

L'OVVIO E L'INCAPACITA'

Ci sono cose che vivono nel regno dell’ovvio. La prima è che la magistratura è dominata da una minoranza rissosa e politicizzata, mentre il corpaccione è composto da persone anche brave, ma che tirano a campare senza per questo ammazzarsi di lavoro. La seconda è che i parlamentari sono troppi, il processo legislativo lento ed anacronistico, salvo sfornare, a raffica, leggine illeggibili. E, fin qui, siamo nell’ovvio, in quel che ciascuno, purché dotato di ragionevolezza, sa essere inconfutabilmente vero. Da qui in poi s’entra nell’inconcludenza propagandistica.
Proclamare la prima ovvietà, secondo il parassita giustizialista che succhia il sangue alla sinistra, equivale a smontare lo stato di diritto, asservire la magistratura, cancellare la legge. Come se esistesse il diritto e la sua civiltà nel Paese più condannato per violazioni dell’uno e dell’altra. Come se si potesse minacciare l’indipendenza di una magistratura che dipende totalmente da lotte di corrente. Al contempo, la tenia immobilista che alberga nell’intestino del centro destra preferisce utilizzare lo sfascio per mettere in luce le responsabilità dei rossi, dimenticando che quando si ha la maggioranza e si governa si ha il dovere di riformare, e non il diritto di lamentarsi, come se si fosse al bar.
Desta scandalo anche la seconda ovvietà ...continuità
di Davide Giacalone