...il Rock lo preferisco corretto Blues

sabato 31 luglio 2010

PRE-SEASON: EMIRATES CUP

CARLA OSSA

AGGUATI E FAIDE

Dice Gianfranco Fini che, da ora in poi, non voterà quel che non condivide. Perché, prima votava anche quel che gli faceva senso? Dice che, da ora in poi, il governo dovrà contrattare, con lui e con i suoi, ogni singolo provvedimento. Perché, prima come funzionava? Oltre tutto, preso dalla foga, deve essersi dimenticato un paio di particolari: a. ci sono dei finiani che siedono al governo, sicché sarebbe singolare non dicessero la loro, nella sede propria; b. egli è il presidente della Camera, ovvero il titolare delle regole del gioco, non il proprietario del pallone. Il fatto è che le cose stanno in modo diverso: spinto a creare un partito proprio, composto in modo disomogeneo e senza una storia comune alle spalle (Alleanza Nazionale l’aveva, sebbene non encomiabile), Fini ha perso un’importante rendita di posizione, consistente nell’essere prima il cofondatore e poi la minoranza del più grande partito italiano.

venerdì 30 luglio 2010

“WE DO NOT NEGOTIATE”

"If I want to buy your house and you don't want to sell, you don't negotiate with me, that's completely normal."

VASCOLIVE!: JENNY E' PAZZA - IMOLA 1998

NOBEL PER LA PACE / 51


Il Congresso di Washington ha approvato la richiesta di Obama di finanziare con ulteriori 59 miliardi di dollari la guerra in Afghanistan e Iraq (spese extra, più qualcos'altro). 308 voti a favore, 114 contro.

ALL'USCIO

Gianfranco Fini esce, Pier Ferdinando Casini è alla porta, Francesco Rutelli s’affaccia. Movimenti in corso, nel condominio delle libertà. Non ci si deve far distrarre, però, dalle considerazioni sulle persone, non ci si deve far mettere fuori strada da simpatie e antipatie, perché in questi giorni estivi si consuma il tentativo di dare un senso politico alla legislatura, disegnando anche il possibile sbocco elettorale.

E IN ITALIA ABBIAMO LA P3

Mentre in Italia Alexander Stille, Vittorio Zucconi e Lucia Annunziata continuano a spiegare che il caso Wikileaks è il nuovo Pentagon Papers, così come il Top Secret America del Washington Post della settimana scorsa era il nuovo Watergate, in America escono articoli su articoli che evidenziano il flop delle due inchieste (quella del Post è certamente un'inchiesta, quella di Wikileaks è beppegrillismo). Tra i più efficaci, Andrew Exum sullo stesso Times di New York che ha legittimato Wikileaks. Oggi invece su New Republic interviene il giudice Richard Posner, su Top Secret America.

giovedì 29 luglio 2010

"I AM ARSENAL'S CAPTAIN"

Di Puyol dice che è come un fratello maggiore, la calma è la virtù di Bojan, semplicità e autenticità le caratteristiche di Busquets. Xavi lo considera un maestro, Valdes uno con personalità, di Messi dice che è calmo, timido e gentile. Su Iniesta, l'uomo che ha deciso la finale del mondiale, dice che ha tanta pazienza, considerando il numero di infortuni che il centrocampista del Barcellona e della Spagna ha dovuto subire.
Di Arséne Wenger, invece, dice che è la persona, dopo il padre, più importante della sua vita.
Lui, Cesc Fabregas, dopo i rumors di questa estate si sente un Gunners, il capitano dell'Arsenal.

BEN TORNATA!!

L'avevamo lasciata non partente al Gran Premio delle Nazioni, dopo il secondo posto nel Turilli edizione 2009. Otto mesi d'inattività per problemi fisici, otto mesi d'attesa per poterla nuovamente ammirare.

NULLA E' RELATIVO

Si è svolto nella sede della Borsa di Milano il sorteggio del prossimo campionato di Serie A; e di come si sono abbinate le squadre per le 38 giornate che le vedranno affrontarsi non scrivo nemmeno una riga: banale.
Due, però, gli appunti.

RISIKO CONTRO L'IRAN

L’opinionista liberal Joe Klein e il dittatore cubano Fidel Castro hanno poco in comune. Così come il settimanale neoconservatore Weekly Standard e la rivista online giapponese The Diplomat. Poca affinità anche tra le pagine del Wall Street Journal e quelle del quotidiano saudita Asharq Al-Awsat. Stessa cosa tra il mensile filo israeliano Commentary e l’American Interest di stretta scuola realista diretto da Francis Fukuyama.

MEGLIO RACCONTARE I FATTI

Sembra che stia per venir giù la Casa Bianca. Sembra che si sia scoperto chissà che. Sembra sia arrivato il nostro Watergate quotidiano.

NEI GIARDINI CHE TUTTI SANNO

Barack Obama ha scelto il Giardino delle rose della Casa Bianca, ieri a mezzogiorno, per dire agli americani di essere molto preoccupato per la massiccia fuga di notizie sulla guerra in Afghanistan. Il presidente però ha confermato che i documenti riservati finiti su Wikileaks non svelano niente che non fosse già di pubblico dominio.

OUT NOW

NON SOLO FIAT

C’era una volta l’Italia in cui il contratto dei metalmeccanici, la sua discussione e il suo rinnovo, in un contorno di riflessioni operaiste e lotte di classe, era rivelatore dello stato di salute politico e sociale dell’intero Paese, intonando una melodia cui s’accodava il resto delle relazioni industriali. C’è, ora, l’Italia in cui la più grande impresa del settore metalmeccanico manda a fondo l’idea stessa del contratto, e manda a spasso i colleghi confindustriali, senza che la cosa lasci traccia profonda in un mondo politico tutto preso a perdersi in sé medesimo. Che questo fosse l’andazzo, del resto, lo avevamo segnalato nel mentre si svolgeva il surreale referendum di Pomigliano d’Arco, quando gli operai di quella fabbrica furono chiamati a esprimersi sugli effetti della globalizzazione. Come se a qualcosa serva la loro opinione. Come se possa essere rilevante in uno stabilimento e non anche in tutti gli altri, di quella e delle altre aziende.

mercoledì 28 luglio 2010

HUGO ABERGS MEMORIAL

UNA LUCE CHE BUCA IL BUIO

La notizia, piaccia o non piaccia, è passata ancora una volta sottotraccia, come accade nell'estate 2006, quando la Penisola fu investita da due (?) scandali: Calciopoli, chiamata da quelli più esperti Farsopoli, e i dossier Telecom/Pirelli.
Oggi come ieri le notizie frammentarie sono sotto gli occhi di tutti, solo che pochi ci vedono e molti, o fanno finta di non vedere oppure sono all'oscuro di tutto, oscurati da quel modo tutto Made in Italy di non ricordare mai le cose.
Il 16 agosto di quella calda estate del 2006, Enzo Biaggi rilasciò un'intervista al Tirreno:

16 ANNI DOPO

Finalmente Gianfranco Fini ha detto una cosa di destra, anzi no, è riuscito a dirla fascista: gli inquisiti si dimettano. Non prendetevela con lui, anzi ringraziatelo, egli rende un servizio alla collettività ricollocandosi nel filone più congenito, quello che portava lui e i suoi camerati a inneggiare al manipulitismo, a trascurare l’istituto borghese della presunzione d’innocenza e la pretesa liberale di difendere i diritti dell’individuo, non lasciandolo preda degli accusatori di Stato. Ringraziatelo per la pertinacia con cui sta ricomponendo il fronte, facendo emerge con nitida chiarezza quel che da anni sosteniamo: nulla è più a destra del giustizialismo, anche quando veste i panni dipietreschi dell’alleanza con la sinistra o quelli travagliati del giustizialismo senza giustizia. Si sono ritrovati, eia eia.

92.000 DOCUMENTI

Novantaduemila documenti segreti sulla guerra in Afghanistan, subito definiti "i diari di guerra afghani", sono stati pubblicati alla mezzanotte di domenica sera da Wikileaks, il sito internet specializzato nella diffusione di materiale riservato e coperto dall’anonimato che da qualche mese ha preso di mira la Casa Bianca di Barack Obama e la sua strategia militare contro i talebani e al-Qaeda.

martedì 27 luglio 2010

PRE-SEASON: NEUSIEDL1919 0-4 ARSENAL

VIVERE ROCK IN THE CASBAH

Fosse solo un parlare di noi stessi, sarebbe molesto. Fosse solo per rispondere a quattro presunti intellettuali della musica nazional-popolare per eccellenza, saccenti conformisti, che si sentono colti sol perché stolti, sarebbe mortalmente noioso. Parlare della storia, della Casbah, è ancora troppo presto: vuoi perché la carta d'identità è ancora distante dall'essere maggiorenne, vuoi perché coloro che giorno dopo giorno si prodigano alla sua realizzazione, anziché la storia vogliono scriverne la leggenda.

LISA E LANA

Le prime donne di un'intera generazione tornano in pista. 
Lisa cercherà di ripercorrere le orme di papà, l’unico indigeno vincitore del Hugo Abergs Memorial. Il numero è ottimo, gli avversari tosti, a partire da quel Torvald Palema che sarà il favorito tecnico della corsa.
La "mia" Lana, invece, dopo quella fiction andata in scena contro un ex, ex, ex corridore di biciclette, partirà a -40, in un invito sui due mila metri sulla pista di casa.

BASTA POLEMICHE

Al sentimento popolare rimarrà "er gol de Turone" e il rigore di Ronaldo, da professare alle generazioni future. Basta moviola. La Rai ha deciso che con l'inizio del nuovo campionato l'uso delle immagini sarà solo didattico, verrà spiegata la norma senza dilungarsi nel dibattito. Sono strafavorevole (come Camillo). Sarei stato favorevole anche ai tempi in cui Baresi alzava la mano e scattava la bandierina degli amici di Meani, lo sarei stato ai tempi di Moggi, lo sono anche adesso che gli arbitri fischiano cinque volte al giorno rivolti verso il salotto buono della Madonnina.

GENIO E CARISMA

I PUPI

La politica mette in scena l’opera dei pupi, marionette che traducono i poemi cavallereschi in un susseguirsi concitato d’amori struggenti, minacce devastanti e gran clangore di spade. Ora l’uno ora l’altro finiscono infilzati o decapitati, per riprendere il proprio posto nella rappresentazione successiva. La politica d’oggi somiglia a questa recita perché non si ha il coraggio di riconoscere il vero problema, che non è quello delle correnti e neanche della condotta governativa. Il fatto è che viviamo, da sedici anni, in un ibrido che non ha mai funzionato, né con la destra né con la sinistra. Un centauro al contrario: non come il mito greco, dell’animale con il corpo da cavallo, ma torso e testa d’uomo, possente e intelligente, ma il contrario, un bipede gracile con il testone nitrente.
Gianfranco Fini non è il problema, ma il suo frutto (come lo furono altri). Il punto critico, dal quale nessuno può prescindere, si concentra nel fatto che il nostro sistema elettorale (come anche quello precedente, il mattarellum) non è coerente con il sistema costituzionale. Quindi: prima si vota e poi si procede a disfare quel che gli elettori hanno creato.

LAGUNA SECA: HIGHLIGHTS


lunedì 26 luglio 2010

domenica 25 luglio 2010

NOBEL PER LA PACE / 50

Secondo attacco missilistico obamiano in meno di ventiquattro ore, sempre in Pakistan.
Sempre con delle vittime: questa volta quattro.

SALVATA LA LIBERTA' DI SPUTTANARE

Intercettazioni: siamo alla farsa nella farsa. Ora il Governo si è inventato una «udienza filtro» che a un certo punto delle indagini e ben prima del processo (se mai ce ne sarà uno) riunisca pm & avvocati & giudici per decidere quali intercettazioni possano essere pubblicate e quali debbano sparire. E' l'emendamento Caliendo. Il criterio è quello ultra-discrezionale della «rilevanza», chimera soggettiva che tanto ricorda «l'extrema ratio» che in origine doveva giustificare una custodia cautelare (il carcere preventivo) e che poi è divenuta una regola. Lo capisce anche un minorato che la nuova norma serve soltanto a essere elusa: esattamente come capita adesso, anzi peggio, perché ufficializza la perfetta discrezionalità di tre parti - da immaginarsi il mercato delle vacche: pm e avvocati che trattano sui verbali, io ti faccio pubblicare quello, tu questo - con una parte che però rimane esclusa, in fondo alla filiera: i giornalisti. Proprio loro.

LAGUNA SECA: POLE POSITION

BRUTTO AVVISO

L’avviso di garanzia a Carlo Buora e Marco Tronchetti Provera è una brutta storia. Non tanto per gli indagati, che pure non ne avranno goduto, ma per la giustizia, per quell’intreccio di pressioni e interessi che si è sviluppato nella e sulla procura della Repubblica di Milano.
Gli indagati, per i quali vale la presunzione d’innocenza, non hanno molto da temere, perché i fatti cui si riferiscono le ipotesi d’accusa sono già vecchi di anni e le indagini sono ancora in corso (la procura ha appena chiesto sei mesi di proroga), quindi non si chiuderanno prima del 2011. Per l’udienza preliminare, se ci sarà, ci vorrà, ad essere ottimisti, un altro anno, quindi, ove sia disposto, il processo potrebbe cominciare nel 2013. Basta una derubricazione o un’attenuante per mandare tutto in prescrizione. Fine della storia e fine dei pericoli, per i coinvolti.

CRESCITA AL RIBASSO

Che lo stato fosse comatoso l'ho scritto in parecchie circostanze, denunciando un sistema, quello del calcio italiano, che si esalta al suo mantenimento.
Colpe e colpevoli, visti i fattori in campo, non si potevano, e non si devono, attribuire a chi, sia da commissario tecnico (di cui non ho mai fatto mistero sulle errate scelte) che da giocatori, ha partecipato all'ultima edizione del mondiale. Quanto invece a chi, nella gestione calcistica più fallimentare di sempre, continua a sostenere che nulla abbiamo da imparare, che tutto va bene, che il movimento è in crescita.
Peccato che dopo le disfatte nell'Europeo del 2008 e nel mondiale sud africano, e le "eliminazioni" dall'organizzazione dei prossimi due campionati europei, l'Italia chiude nel peggiore dei modi l'avventura nel campionato europeo di categoria (under19), uscendo mestamente con un solo punto nel girone e zero reti realizzate. A questo si aggiunge l'esclusione automatica dal Mondiale Under 20 di Colombia 2011.
Un movimento in continua crescita, al ribasso.

STUPRANDO IL DIRITTO

In tema di giustizia il governo e la maggioranza soffrono di schizofrenia. La radice greca del termine indica un cervello diviso, uno sdoppiamento che complica la vita. Il guaio di certe malattie, al contrario della rottura di un femore o di una colica renale, è che il soggetto non sempre è consapevole del problema. Così abbiamo governanti che si scagliano contro la magistratura e i giornalisti, accusandoli (giustamente) di agire con scarso rispetto della presunzione d’innocenza, e abbiamo parlamentari (Giorgio Straquadanio, ad esempio) che si recano in visita ai detenuti in custodia cautelare, sottolineando (giustamente) che non sempre ricorrono i tre motivi canonici per privare un cittadino innocente della libertà, ma abbiamo anche governanti che s’inalberano contro una più che giusta sentenza della Corte Costituzionale, che ha cancellato il carcere preventivo obbligatorio per i sospettati di stupro, e abbiamo una maggioranza parlamentare che, pur attestandosi sulle posizioni prima richiamate, votò la norma ora abrogata, evidentemente convinta che il diritto possa essere storto al punto da valere per alcuni e non per altri.

sabato 24 luglio 2010

ELISHA CUTHBERT




RADAR

Nato per contrastare legalmente le frodi contrattuali, era poi stato utilizzato per le impreviste potenzialità di un suo difetto, e cioè il fatto che consentiva di conoscere il traffico telefonico di qualunque persona senza che rimanesse traccia di chi aveva interrogato il sistema. A Roma il pm Saviotti inizia dunque a procedere «contro ignoti» e finisce per chiedere al gip Aldo Morgigni l’archiviazione. Ma il gip la respinge perché non condivide l’impostazione «contro ignoti» e valuta, alla luce di quanto le indagini milanesi avevano via via evidenziato, che, se il sistema Radar aveva quelle caratteristiche, esse non potevano che rientrare in una responsabilità aziendale in ipotesi riportabile ai vertici societari. Così ordina al pm di formulare un’imputazione a carico di Tronchetti e Buora, nel contempo ravvisando un profilo di incompetenza territoriale.

NAD AL SHEBA PUNTA LE TERME

Il Terme di Montecatini 2010, Memorial Vivaldo Baldi, è nato sotto i migliori auspici fin dal momento del sorteggio. Proprio lì, grazie alla pole position pescata da Nad Al Sheba e alla conseguente immediata decisione di Mauro Baroncini di schierare al Sesana il suo gioiello, il Gruppo II toscano ha assunto una connotazione di rilievo. Quando nelle varie generazioni ci sono soggetti di primissimo piano che dominano, solitamente limitano la propria presenza alle prove di spicco in pista grande, come “avvicinamento“ al Derby. Per cui nei GP estivo-autunnali sugli anelli da 800 metri ci si deve tendenzialmente accontentare delle seconde linee. È successo così, tanto per fare un paio di esempi, con Daguet Rapide e Lana del Rio. Non è successo con Nad Al Sheba. Lo scellerato anticipo del Nazionale al 12 giugno e lo slittamento del Città di Napoli al 30 ha prodotto la presenza del campione da Windsong’s Legacy questa sera a Montecatini. Baroncini l’aveva anticipato: «Se prendo un numero in prima fila ci sarò perchè non voglio che Nad resti tre mesi senza correre, dal Nazionale al Marangoni». Detto fatto, tra l’altro tirando il miglior numero. «Tanto meglio, un vantaggio in più, ma avrei corso anche con il cinque o con il sei». Giusto per capire la determinazione con la quale il Principino sarà al Sesana. Nad Al Sheba d’altronde ha vinto l’Elwood Medium, poi ha fatto doppietta da Gruppo I nel Giovanardi e nel Nazionale. Vero che le corse si vincono sul palo, altrettanto vero che Nad Al Sheba sarà un favorito pressochè no betting.
Ma c'è una notizia che non può passare inosservata...

PRE-SEASON TRAINING - EXCLUSIVE PICTURES

BACK IN BLACK


ROCK IN THE CASBAH 2010 / 1



Alla fine ha vinto la musica, e ROCK IN THE CASBAH si farà... con tanto di DJ

SVENTAGLIATA SUL FUOCO

Più che arieggiare il clima e cercare di raffreddarlo, il Presidente della Repubblica ha usato il ventaglio della tradizionale cerimonia per soffiare sul fuoco delle polemiche, arroventandole ulteriormente. Egli stesso, del resto, è consapevole di quanto questo sia anomalo, tanto che ha sentito il bisogno di far riferimento all’articolo 74 della Costituzione, quindi alla regolarità e linearità del proprio agire. Peccato, però, che quell’articolo attribuisce al Presidente il potere, prima di promulgare una legge, quindi una volta terminati i lavori parlamentari, di inviare un messaggio motivato alle Camere, in modo da manifestare eventuali perplessità. Il Parlamento, stabilisce il medesimo articolo, può votare nuovamente il testo, senza cambiare una virgola, e, in quel caso, il Presidente è tenuto a firmarlo. Pena il tradimento della Costituzione. Le cose sono andate assai diversamente, perché in tema d’intercettazioni Giorgio Napolitano è entrato nel merito e, come se non bastasse, ha anche avuto da ridire circa l’ordine dei lavori parlamentari e la loro agenda. Si può cercare quanto si vuole, nella Costituzione, ma non si troverà nulla che glielo consenta.

L'ILLUSIONE



NOBEL PER LA PACE / 49

Cinque i missili lanciati nell'ennesimo attacco obamiano in Pakistan, 16 le vittime.

LAGUNA SECA: PRE-2010 RED BULL U.S. GRAND PRIX

venerdì 23 luglio 2010

LA GOGNA

Da tre giorni negli Stati Uniti non si parla d'altro che di Shirley Sherrod, la funzionaria afroamericana del dipartimento dell'Agricoltura licenziata in tronco via Blackberry dall'Amministrazione Obama per comportamenti razzisti, poi riabilitata perché non era vero niente, riempita di scuse ufficiali e infine tornata eroina dei diritti civili. Gli americani si sono appassionati agli aspetti politici della vicenda, all'eterno riemergere della questione razziale nel dibattito sociale e culturale del paese, malgrado l'elezione di un presidente nero sembrasse averlo chiuso definitivamente.

VALORI

VA TUTTO BENE

Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, dice che tutto va bene, usando il linguaggio costruttivo dell’ottimismo, ma dovendo fare i conti con anni che sarebbero dovuti servire alle riforme strutturali e profonde, passati, invece, fra conquiste teoriche e arretramenti rovinosi.
Da questo emerge chiaro un dato: mancano le alternative. Manca un'opposizione capace di fare politica, manca l'alternativa concreta che possa costruire le condizioni di un diverso governo.
Nello sport come in politica le cose viaggiano in parallelo.

IL RISCHIO D'INCARTARSI

Il rischio vero, per il governo, non è quello di andare incontro ad una crisi, ma d’incartarsi. Quello che corre il partito di maggioranza relativa, reggente il governo, ovvero il Popolo delle Libertà, non è quello di spaccarsi, ma di perdere credibilità. Silvio Berlusconi è certamente consapevole di questi pericoli, e quando afferma che tutto va nel migliore dei modi possibili, che tutto è perfetto e che l’importante è “fare”, usa il linguaggio costruttivo dell’ottimismo, ma tradisce la rabbia di chi vede ripetersi un film già visto, e dell’orrore: i primi tre anni, quelli che si sarebbero dovuti dedicare alle riforme strutturali e profonde, passati fra conquiste teoriche e arretramenti rovinosi, e gli ultimi due della legislatura dedicati ad una sorta di autocoscienza senza esiti.

giovedì 22 luglio 2010

QUESTIONE DI ATTRIBUTI

Né Di Pietro, né Travaglio; né Flores D’Arcais, né Santoro. Stavolta è stato Gianfranco Fini, presidente della Camera, che, forse per bloccare sul nascere le proteste del popolo delle “Agende rosse”, ha liberamente interpretato il senso dell’aggettivo “eroe” attribuito da qualcuno al mafioso Mangano.
Fini, pur di smarcarsi dalla maggioranza del PdL che sullo scranno più alto di Montecitorio lo ha messo, puntualizza un giorno sì e l’altro pure.

ACCA' NISCIUN E' FESS

Siamo alle comiche! Dopo quattro anni di insabbiamenti compiacenti, la giustizia sportiva vuole fare chiarezza (un nobile scopo) e dare credibilità ad un’inchiesta, monca, che si trascina dal 2006, ma chiede altri due anni per poter trascrivere tutte le intercettazioni. Avete letto bene altri due anni!
La Giustizia Sportiva, quella giustizialista dell’estate del 2006, quella del rinnovamento, quella dei processi sommari svolti in 15 giorni che avrebbero cambiato gli equilibri dell’intero mondo calcistico, oggi è diventata garantista, e non si azzarda a prendere decisioni, abbandonando anche la tanto cara “caratteristica prioritaria di tempestività e celerità dei giudizi”.

L'AUTONOMIA

Partiamo da un presupposto abbastanza scontato: il rispetto dei ruoli tra il governo politico della Figc e la giustizia sportiva è un confine invalicabile e chiaramente non c’è l’interesse dei componenti delle due entità a metterlo e mettersi in gioco. E’ in qualche modo, un ulteriore appoggio alla loro autonomia.
Ma in cosa consiste questa autonomia? Possiamo leggere i principi che la regolano, le norme a cui sottostare, ma credo che dei semplici esempi rendano meglio l’idea.
Ieri abbiamo letto la notizia che il presidente Coraggio (Corte di Giustizia federale ) e i suoi consiglieri, hanno espresso il parere sulla proposta di radiazione rimpallata da Abete, definendola “ implicita nella squalifica di cinque anni”, rimettendo allo stesso Abete, tramite gli uffici competenti, l’onere della comunicazione ai futuri radiati dell'"intervenuta applicazione" della radiazione. Questa è autonomia, quella di poter decidere, dopo 4 anni (il prossimo anno Moggi avrebbe scontato la squalifica), che essa è implicita nella semplice proposta.
Ma è proprio con calciopoli che la giustizia sportiva ha potuto dare il meglio di se. Vogliamo ricordare brevemente le “anomalie” con cui si è svolto il processo sportivo di calciopoli?

SKYPE E PLAYSTATION

Ci sono altre succose notizie su Guantanamo, il supercarcere che Obama NON ha chiuso. Come scritto in un altro post, i grandi giornali e le grandi agenzie di stampa hanno deciso di fare causa all’Amministrazione Obama perché vorrebbero un maggiore accesso.

FORZE SPECIALI

Non solo missili con i droni. Il Wall Street Journal svela che Obama ha autorizzato operazioni delle forze speciali dentro il territorio pakistano, assieme alle truppe regolari di Islamabad

VERITA' DA SCHIANTO

La giustizia è bendata, ma qualcuno ha equivocato e crede che stia giocando a mosca cieca. Ha dell’incredibile ed è inaccettabile che, nel giro di ventiquattro ore, due procuratori di Caltanisetta dicano che sono vicini a clamorose verità, relativamente all’omicidio di Paolo Borsellino, chiedendosi se la politica potrà reggere così pesanti rivelazioni e, il giorno appresso, il presidente della commissione parlamentare antimafia corregga il tiro: no, la verità è ancora lontana. Ma questi signori hanno mai avuto per le mani i codici penale e di procedura? conoscono la storia delle indagini su quell’omicidio?

LO SGORBIO

Silvio Berlusconi si sbaglia, alla grande: se dovesse divenire legge l’emendamento presentato dal governo, la nuova norma sulle intercettazioni telefoniche non sarebbe come l’attuale, ma nettamente peggiore. La vicenda è avviata su una china tragica e grottesca. Non sono valsi a nulla i nostri ripetuti avvisi, l’avere scritto con chiarezza e in anticipo che ci si precipitava verso il dirupo, perché è prevalsa una lettura tutta tattica della faccenda, un’attenzione tutta rivolta ai giochetti di palazzo. Ora c’è un ulteriore errore da evitare e due vie per uscirne.

MOLTI LO DICONO

Quattro cortei di quattro gatti, a contendersi le spoglie di due giudici che combatterono la mafia a dispetto di molti colleghi, Falcone e Borsellino. Quattro comitive di manifestanti tutte fieramente decise a tirare dalla propria parte due magistrati che, se sentissero le interpretazioni fantasiose date al loro pensiero ed alle loro azioni, si rivolterebbero nella tomba. Ma non è questo il punto. Tutti e quattro i gruppi scesi in strada per ripetere il solito cerimoniale hanno una sola idea in testa: in quegli anni – che è meglio mantenere nel vago, altrimenti la tesi non sta in piedi –; in quegli anni la seconda repubblica nacque con la complicità e magari perfino sotto la guida della mafia. E per farla breve, la prima vittoria di Berlusconi e tutte le altre che ne seguirono, macchiate di quella sorta di peccato originale, sono dovute all'azione di poteri mafiosi insinuatisi nelle pieghe e nei gangli dello Stato.

PRE-SEASON: STURM GRAZ 0-3 ARSENAL


mercoledì 21 luglio 2010

L'INCHIESTONA

Con un’enfasi senza precedenti nella storia del giornalismo, il Washington Post ha sconvolto la foliazione cartacea, ha ridisegnato la home page, ha creato un formidabile database ricco di grafici, illustrazioni e filmati per offrire ai lettori un’inchiesta multimediale sullo stato dell’intelligence americana nove anni dopo gli attacchi islamisti dell’11 settembre. La prima puntata è uscita ieri. Oggi e domani il resto.

RIPARTIRE DALL'ENERGIA

Ci sono buone notizie che mettono malinconia. La buona notizia è che la Asg, del gruppo Malacalza, s’è aggiudicata un’importante fornitura di magneti e superconduttori, necessari ad una centrare nucleare francese, di nuova generazione, a fusione. La malinconia è indotta dal fatto che continuiamo ad essere tagliati fuori da quella fonte d’energia, mentre dell’eolico e del solare siamo riusciti a farne fonti di scandalo, anziché d’elettricità. Ecco, allora, un tema sul quale il governo potrebbe dimostrare non solo di esistere, ma di avere qualche cosa di serio da dire e fare.

martedì 20 luglio 2010

SACHSENRING: HIGHLIGHTS


COPIONE E SCENOGRAFIA

Ora la sceneggiatura è scritta, il copione imparato. Incantevole, ma deviante, corrotto: prima la confusione, in un'Italia che diventava campione del mondo, poi quattro gatti che manifestavano per mancanza di alternative, quindi l'assenza totale di chi aveva deciso di sorridere, rimettendo tutto nelle mani della giustizia. Altro da aggiungere? No, perché l'omertà è servita per depistare, mentre connivenza, interessi e cospirazione hanno armato il braccio che ha ucciso.

DALLE APPARENZE ALLE EVIDENZE

«Io rispetto i presidenti, perché investono i loro soldi. Non solo, li voglio tutelare. Non capisco perché continuano a parlare di aumenti dei ricavi, ma non di diminuzione dei costi. Si impari, per esempio, da Moratti, ma anche da Berlusconi. Attualmente sono l'esempio da seguire: sono riusciti a ripianare situazioni economiche pesanti. Ma quelli che sbraitano di più sono altri. Mi sorprende qualche dirigente urlante e contestatore: se si va a vedere come gestiscono squadre e società c'è da mettersi le mani nei capelli».

FALSA MEMORIA

Copione perfetto. Suggestivo, ma fuorviante: prima lo sfregio alle statue di Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, poi quattro gatti alla marcia del “popolo dell’agenda rossa”, quindi il governo assente alle celebrazioni per l’anniversario della strage di via D’Amelio. Non c’è altro da aggiungere, sono ingredienti più che sufficienti per la stampa originalmente conformista, pronta a scrivere che Palermo è ripiombata nell’omertà e nella connivenza, che lo Stato si prostituisce ai depistaggi e che solo pochi uomini, puri e coraggiosi, reggono il vessillo della verità e dell’antimafia. Tutto totalmente falso. Come ieri i politici dell’antimafia (Leoluca Orlando Cascio in testa a tutti) si scagliarono contro i migliori nemici della mafia, oggi i professionisti della commemorazione, veri profanatori del ricordo, si dedicano a inquinare la memoria, cercando ancora di sfregiare il volto di due uomini che morirono isolati e sconfitti, da palermitani che credevano nello Stato e lo servivano con non ricambiata lealtà.

ARSENALISATION

lunedì 19 luglio 2010

RIFORMARE PER CRESCERE

La settimana che si chiude ha messo in scena uno spettacolo significativo, sul quale è bene che ciascuno rifletta, anche perché si riprodurrà in quella a venire: da una parte il Senato vara la manovra economica, con un’opposizione rituale in Parlamento e inesistente nel Paese, dall’altra lo scontro raggiunge il calor bianco sulle questioni di giustizia, compresa l’accusa di frequentare Flavio Carboni, con cui gli uni andavano a cena e gli altri facevano società. Detto in altre parole: all’Italia reale, che lavora e paga la crisi, si presta un’attenzione superficiale, distratta, mentre l’Italia politica, delle camarille e dei moralisti senza etica, ritiene d’essere l’ombelico del mondo.

domenica 18 luglio 2010

PALERMO, 19 LUGLIO 1992

« Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola. »

CARPE DIEM

E' servita Calciopoli, e provatemi a dimostrare il contrario, per far raggiungere al calcio italiano una storica tripletta, quella conquistata dall'Inter nella stagione appena conclusa: Champions League, Scudetto e Coppa Italia.
Dalle macerie post-2006, il calcio italiano, nel suo complesso (tanto da usare una terminologia d'attualità), si è ritrovato a dover fare i conti con un movimento completamente azzerato, una politica fallimentare ed una società, "onesta", che si è dovuta caricare sulle spalle il futuro di un'intera nazione; quest'ultima retrocessa, insieme alla Juventus, per mano di una giustizia forcaiola e giustizialista.

DEMOLIZIONE IN CORSO

Anziché affondare nelle sabbie mobili di polemiche dissennate, o massacrarsi in scontri propagandistici che servo solo a indebolire tutti, si provi a rispondere a questa domanda: perché la sinistra, quand’era al governo, fece redigere dal ministro della giustizia, Clemente Mastella, un disegno di legge contro le intercettazioni e contro la divulgazione di atti giudiziari? Lasciate perdere le questioni di coerenza, che neanche sanno di che si tratta. Posto che la crisi del governo Prodi fu determinata dalle inchieste giudiziarie, domandatevi perché non avete saputo più nulla della famiglia Mastella, mentre siete stati inondati da cricche e P3, a suon d’intercettazioni. Le risposte, messe in parallelo con la surreale unanimità sul caso Ganzer, dovrebbero suggerire qualche inquietudine, non l’ennesimo bisticcio.

VALENTINO ROSSI C'E'

"Ho bisogno di più chilometri per poter davvero recuperare il feeling e sentirmi di nuovo a posto con la moto, ma penso di aver fatto un ottimo lavoro e questo è stato un ottimo ritorno, meglio di quanto avrei desiderato. Ho sentito un po’ di male alla spalla, ma ancora di più alla gamba nei cambi di direzione, ma alla fine la lotta con Casey è stata talmente divertente che non ci ho pensato."

SACHSENRING: LA GARA


ORA BASTA

"Cesc is our captain, he is so important to us and we want to keep him, that is why we were not listening to any offers. It was not a problem of money, just the desire to keep him at the club."

sabato 17 luglio 2010

SACHSENRING: POLE POSITION

Fuoco e fiamme per la pole position, la quarta stagionale e consecutiva (39° in carriera, 13 delle quali in MotoGP), di Jorge Lorenzo al Sachsenring. A 25 minuti dal termine l’esplosione, nel senso letterale del termine, del propulsore ai limiti del kilometraggio della propria Yamaha l’ha costretto a fermarsi: l’olio in pista nei pressi della prima curva (la “Coca Cola Kurve”) ha tratto in inganno Ben Spies e Randy De Puniet, con quest’ultimo arrivato a sbattere con la caviglia destra sulla M1 dell’iridato Superbike in carica, costretto ad interrompere in anticipo le prove con il 7° tempo.

PRE-SEASON: BARNET 0-4 ARSENAL


TREMONTI E LE URNE

Non sarà il gioco dell’estate, quello sul governo delle larghe intese, perché finirà prima. Il presupposto perché si possa giocarlo è che Silvio Berlusconi perda, oltre a Gianfranco Fini, anche Umberto Bossi, e che i due, assieme ad altri, assicurino al Presidente della Repubblica d’essere pronti a sostenere un nuovo governo. Vabbe’ che fa caldo, ma questi sono miraggi. Semmai è il presidente del Consiglio che potrebbe lavorare a consolidare e allargare le alleanze di cui dispone, se solo la piantasse d’incaponirsi su quel che non serve e decidesse di dedicarsi a quel che preme al Paese. Siccome, però, il gioco appassiona, e la posta è consistente, più d’uno s’industriano a come concretizzare il presupposto, al punto da soffiare la soluzione all’orecchio di giornali che non vedono l’ora di potere scrivere senza spremere troppo le meningi: portiamo Giulio Tremonti a palazzo Chigi. Qui le cose si fanno rischiose e, come suggeriva la mamma, il gioco è bello finché dura poco.

LIV TYLER

SACHSENRING: LIBERE 2

E' bastato il rientro del #46 per rimettere in ordine le cose.
Così, stamane, i "fantastici 4" hanno dato vita alla seconda sessione di libere quasi come ci si trovasse a disputare l'ora di qualifica.
Jorge Lorenzo, dopo la giornata poco indicativa di ieri, ha "sparato" il miglior tempo, seguito come un'ombra dal ducatista Casey Stoner, secondo a poco più di un decimo.
Dani Pedrosa, dopo il momentaneo primo posto di ieri, si è dovuto accontentare del quarto posto, a mezzo secondo dal maiorchino.
Valentino, invece, dopo una notte passata senza grossi problemi, è entrato in pista con molta cautela nei primi giri (causa un tracciato umido per la pioggia scesa nella notte), per poi cominciare a girare con più continuità fino a giungere terzo sul traguardo a quattro decimi dal compagno di squadra Lorenzo.
Oggi prove ufficiale, con un Valentino Rossi in più.

AL CENTRO DEL MONDO

Noi italiani siamo forti, diciamocelo una volta per tutte.
Apparteniamo ad una delle terre più piccole del pianeta e nonostante questo siamo riusciti, nei secoli, ad essere ammirati e copiati da decine di popoli.
Sul piano sportivo, poi, siamo riusciti a creare leggende e miti, come quasi nessun altro Stato è riuscito a fare.
Miti e leggende che hanno esaltato milioni di fans, hanno aperto brecce in porte chiuse da sempre, hanno dato visibilità e popolarità anche a sport minori, facendoli addirittura entrare, attraverso la televisione, nelle case all'ora di cena.

venerdì 16 luglio 2010

SACHSENRING: LIBERE 1

Per questo Gran Premio farò un'eccezione con la cronaca delle libere, perché il "dottore" è tornato in pista.
I suoi 29 giri, uno stint iniziale di 7 tornate, hanno avuto buoni riscontri cronometrici, accusa soltanto 7/10 da un Pedrosa in formissima, e una guida che non sembra risentir molto dalla frattura scomposta ed esposta di tibia e perone della gamba destra.

STATO COMATOSO

"Dopo la vittoria della Spagna al Mondiale di calcio in Sudafrica, tutti parlano del modello iberico, ma l'Italia non è da meno e non deve copiare niente da nessuno. La Spagna è nostra amica e ha conseguito una bella vittoria. Mi piace il loro modello nel calcio ma io mi tengo il sistema italiano nel suo complesso".
Con queste parole Petrucci esalta il “sistema italiano nel suo complesso”.
Non possiamo meravigliarci, è il classico atteggiamento di chi non si prodiga per far crescere lo sport che rappresenta, ma di chi continua a mantenerlo nel limbo.

MUTANDE DI LATTA

Forse varrebbe la pena di ragionare, in modo da non fare la fine della mosca contro al vetro, in attesa della giornalata assassina, e da tenere conto della condizione in cui si trova l’Italia, evitando di scherzare con il fuoro. Scajola, Brancher e Cosentino si sono dimessi per evitare al governo di affrontare le rispettive mozioni di sfiducia. Quelle mozioni, in un certo senso, sono state presentate per interposta opposizione, ma sono nate dentro l’area di governo. Tutti e tre i casi, inoltre, sono stati incubati nelle inchieste giudiziarie e sono deflagrati grazie al non casuale passaggio d’intercettazioni telefoniche ai giornali.

QUESTIONI SERIE

L'abbiamo lasciati a quota 13, Mara Op e le sue vittorie consecutive. Ma stasera sarà nuovamente in pista, stasera sarà nuovamente agonismo, l'ennesima prova per portare avanti un sogno.
Il Savio di Cesena il luogo dell'evento.
Ci aggiorniamo in serata.

giovedì 15 luglio 2010

CAVALLO LIBIDINOSO / 2

Ha corso, anche bene, ma nel palmares devo scrivere ancora "Ra" (rottura in arrivo).
Il "libidinoso", comunque, è uno che ci sa fare.
Partito ancora una volta dalla seconda fila è riuscito a trovare posto alla corda, in quarta posizione. Al passaggio di fronte alla tribuna, poco prima del chilometro, il parziale, ottimo, che gli ha consentito di sopravanzare tutti e posizionarsi in prima posizione.
Poi la curva, l'ultima, e la sensazione che il "buono" era già stato dato. L'ingresso in retta, comunque, l'avrebbe portato ad un buon piazzamento, ma la "libidine" ha compromesso la prestazione.
Mi è piaciuto, ancor più della "prima", mi ha fatto ottima impressione il parziale, nella categoria.
Stasera coccole, perché le merita. Alla prossima...

CAVALLO LIBIDINOSO

Tra pochi minuti scenderà in pista per la sua seconda uscita; luogo Tor di Valle.
Al debutto avrebbe corso in 2:01, salvo rompere in dirittura, dopo gara d'attesa e un più che discreto 600 conclusivo.
Lo seguiremo, passo passo, esaltandolo quando meriterà e coccolandolo un po' quando le cose non andranno nel verso giusto.
Lui è Noah Stars, da Pine Chip, Queen As e Yankee Glide.

HE'S BACK / 2

Alle 14:00 l’appuntamento al Centro Medico del Sachsenring. Effettuata la visita di controllo da parte del Dottor Huber Fischer, Valentino Rossi ha ricevuto il via libera: potrà correre questo fine settimana.
Il nove volte iridato tornerà così in sella alla Yamaha YZR M1 a 41 giorni dalla frattura scomposta ed esposta di tibia e perone della gamba destra rimediata nel secondo turno di prove libere al Mugello, lo scorso 5 maggio.
Domani alle 13:55 il ritorno in sella nella MotoGP con la prima sessione del Gran Premio di Germania al Sachsenring, mentre oggi è atteso per la conferenza stampa della vigilia.
Attualmente Valentino Rossi insegue a 104 punti in campionato rispetto a Jorge Lorenzo: anche se mancano 11 gare, è praticamente impossibile pensare ad un recupero in classifica… o no?

NOBEL PER LA PACE / 48

Primo attacco missilistico obamiano del mese di luglio, dopo una sosta di oltre due settimane.
Dieci i morti, questa volta.

PIU' IMMOBILI CHE STABILI

I governanti delle democrazie occidentali sono in crisi, di efficacia e di consensi. Con una eccezione: l’Italia. Tutti i governi hanno perso le elezioni, politiche e amministrative, o sono crollati nei sondaggi. Non quello italiano, che ancora la settimana scorsa, in un sondaggio commissionato da La Repubblica, quindi da un foglio ostile, era segnalato in larghissimo vantaggio sull’opposizione e su ogni altra ipotesi o formazione. Visto che siamo i più stabili e anche i più entusiasti di chi ci governa, ne traiamo reale giovamento? La risposta è negativa. Più che una società stabile sembriamo una società immobile, il che si riflette sulla politica.

mercoledì 14 luglio 2010

UN'ESTATE AFOSA

Di e su Calciopoli, in questa afosa estate, ho cercato, nei limiti del possibile, di scriverne poco: un po' per impegni personali, un po' per una certa propensione a credere che, dopo quasi un lustro, anche quell'opinione pubblica che tanto chiedeva giustizia (talmente tanto che fu accolta anche all'interno delle sentenze) si fosse schiarita le idee, avesse fugato, ed in base alle ultime uscite dal processo napoletano, anche gli ultimi dubbi.
Ma dopo ieri sera, l'ennesima afosa di questo mese di luglio, la "cappa" è tornata prepotente nella mente dei giustizialisti.
Sono sincero (non scrivo "onesto" per non confondervi le idee), la trasmissione "Complotti" andata in onda su La7 non l'ho guardata. Due le ragioni: a) il titolo mi faceva "paura" (Complotto contro Moggi); b) ero curioso di ascoltare, attraverso le testimonianze delle "chiacchiere da bar", quanto propinato dal canale di proprietà di Telecom Italia Media.

HE'S BACK

Per la conferma dovremo attendere domani, domani mattina.
Ma il Professor Giuseppe Porcellini pensa che Valentino Rossi possa provare a correre al Sachsenring.
E allora prepariamoci, domenica tutti in piedi sul divano, Valentino Rossi is back.

GANZER DEVE LASCIARE

Il generale Bruno Ganzer non può restare al suo posto. Trovo incredibile che questa evidenza non risulti tale agli occhi dei vertici istituzionali e del generale stesso. Così come trovo necessario sottolineare la follia di un Paese che ha appena finito di condannare, in sede penale, Gianni De Gennaro, all’epoca dei fatti capo della Polizia, ora condanna il capo del Raggruppamento Operativo Speciale, mentre sta ancora processando il suo precedessore in quel medesimo posto, il generale Mario Mori. La giustizia condanna i vertici della sicurezza, lo Stato condanna lo Stato, in una spirale devastante rispetto alla quale le posizioni personali dei diretti interessati rappresentano ben poca cosa.

OCCHIO BOVINO

Basta un dato per capire che non si tratta di una piccola bega nazionale: l’80% delle multe europee, per lo sfondamento delle quote latte, è affibbiato all’Italia. Noi, però, non cerchiamo di rimediare, non cerchiamo di risolvere il problema, ma ci tiriamo dietro le multe dando il manzoniano spettacolo dei capponi di Renzo, che si beccavano fra di loro mentre andavano, afferrati per le zampe, verso la pentola.

COERENZA E INCOERENTI

Abbiamo letto di condanne “etiche”; abbiamo appurato che Palazzi e Abete “ignoravano” l’esistenza di ulteriori telefonate; ci vogliono far credere che alcune intercettazioni possono essere ritenute come “penalmente” rivelanti senza avere un equo metro di giudizio, ma basandosi sulle opinioni di chi ha dato già ampia dimostrazione di imparzialità.
Il tutto presentato senza ordine e condito da qualche chiacchiera per alimentare la leggenda della “juve ladra” e del calcio marcio ante-2006.
Ma la coerenza?

martedì 13 luglio 2010

CENE E CAPEZZOLI

Non serve un invito a cena in casa di Denis Verdini, per portare i magistrati al banchetto della spesa pubblica e nell’anticamera del potere (la cui sala principale è vuota, non esistendo l’inquilino). Non basta un comunicato dell’Associazione Nazionale Magistrati per coprire una vasta e devastante deviazione, che inquina la giustizia tanto quanto la vita pubblica. Come non bastano le dimissioni di Antonio Martone (uno dei convitati verdiniani, commensale di Flavio Carboni) per chiudere la faccenda, anche perché non le ha date, è solo andato in pensione. Tutta questa sbrindellata faccenda, dai contorni più grotteschi che orridi, indica la decadenza dei costumi pubblici. Vedo che, in ritardo di qualche anno rispetto a queste pagine, sul Corriere della Sera si sono accorti che l’Italia ha un problema di classe dirigente. E’ vero, e nel problema comprenderei anche la lentezza dei loro riflessi. Ma dirlo serve a poco, se poi non si ha il coraggio di mettere a fuoco i problemi specifici.

INNOCENTI MA RESPONSABILI

Abbiamo già scritto quel che pensiamo della P3. Anche quel che pensiamo delle inchieste a strascico. Ma il sorridere della prima e il detestare le seconde, il far valere, sempre e comunque, la presunzione d’innocenza, cui accoppiamo, qualche volta, quella di totale infondatezza, non deve nascondere il dato politico. Pensare che l’innocenza risolva tutto è come credere nel giustizialismo al contrario: per i manettari vale solo l’accusa, che è annuncio di condanna, per il loro opposto vale solo che l’accusa non è dimostrata. Sbagliato, in tutti e due i casi, perché il problema politico c’è e prescinde dalle faccende togate. Anzi, ci si può spingere ancora oltre: venti anni di giustizialismo dissennato e fascistoide hanno consentito, per reazione, ad una politica sbilenca di tenersi in equilibrio.

lunedì 12 luglio 2010

P3

Non so perché la chiamino P3, forse perché sarebbero stati in tre a fondare questa formidabile associazione segreta, più somigliante alla trama dell’audace banda dei soliti ignoti che al tramare di cospiratori clandestini. La trinità affarista, inoltre, comunicava di continuo e per telefono, a evidenziare l’acutezza complottarda e la prudenza di chi ha molto da nascondere. Se la chiamano a quel modo, invece, per intendere la successione ordinale rispetto alla P2, allora è bene avvertire che, per liquidare la loggia di Licio Gelli, fondata un centinaio d’anni prima della sua nascita, si fece una legge contro le associazioni segrete, salvo doversi accorgere, grazie alle sentenze della Corte di cassazione, che essere iscritti a quel gruppo massonico, pagando le quote o “all’orecchio del gran maestro”, non era un reato. Temo, quindi, che il nome sia l’annuncio di una bufala.

QUANDO IL CALCIO E' EMOZIONE


Il mondiale sud africano si è concluso. 
Ha vinto la Spagna, meritatamente e grazie ad un gol di Andrés Iniesta, che su assist di Cesc Fabregas a pochi minuti dal termine del secondo tempo supplementare ha scritto la pagina più importante della storia del calcio spagnolo.
A distanza di due anni il calcio spagnolo fa doppietta, prima trionfando a Vienna e alzando al cielo la seconda Coppa Europa della propria storia, e ieri sera mettendo mano alla prima Coppa del Mondo; con gli stessi interpreti, con la stessa determinazione, con quell'ineguagliabile capacità di giocare al football, caratteristica portata nella nazionale delle furie rosse dal blocco Barcellona, l'ennesimo blocco di campioni che ha portato ancora una volta, come accadde quattro anni orsono da coloro che vennero definiti "ladri", la vittoria di un gruppo solido ma soprattutto composto da fenomeni.
Poi c'è un'altra versione che racconta una vittoria, un trionfo: quella fatta di lacrime, di emozioni, di nodi in gola e di baci. 
Come quelli dati da capitan Iker Casillas : alla coppa prima, e all'amore dopo, perché il gioco del calcio rimarrà per sempre un'amore infinito, un'emozione che non morirà mai.

domenica 11 luglio 2010

QUANDO BUON SANGUE NON MENTE

Il padre ha raccontato una pagina importante dell'ippica nostrana, vincendo sia in Italia che oltre le Alpi. Lui, figlio di Axel, dopo un inizio poco convincente aveva dimostrato di saperci fare, quando, naturalmente, la testa gli dava semaforo verde.
In questa caldissima estate sta mettendo a terra il potenziale, in categorie che, per potenza e qualità, non gli appartengono.

ANCORA L'"ITALIANO"

Quando vinse il Lotteria fu una sorpresissima con annessa prima volta per un driver campano. Nel Duomo, questa volta sì da favorito, confermò quanto di ottimo fatto vedere nel Gruppo I napoletano. Ieri sera, nonostante l'ennesimo percorso tutto grinta e aria in faccia, è arrivata la definitiva conferma: Italiano è il miglior indigeno del momento. Niente record nel Riccardo Grassi di Cesena (a un solo decimo dalla prestazione dello scorso anno di Gironda As) ma la più bella vittoria del portacolori della Ucci-Riccitelli.

IL "FRATELLO" ASSOLTO

La notizia non ha i presupposti per essere "pubblicizzata": né in televisione né sulla stampa, perché troppo impegnati a non darle, le notizie. Non sarà presa in considerazione dalla politica, quella stessa che allora accusò in diretta televisiva. Né tanto meno dalla giustizia, che sì si impegnò a piangere ma solo dopo il depistaggio ai danni dell'Italia.
Il maresciallo Antonio Lombardo si suicidò, suo cognato Carmelo Canale disse che di suicidio non si trattava, e nel dirlo suicidò se stesso. 
Oggi è arrivata l'assoluzione definitiva, e per Canale è solo una piccola consolazione che gli è costata una vita, mentre la rinuncia alla giustizia e la falsificazione della nostra storia rimane il prezzo che abbiamo pagato tutti.

sabato 10 luglio 2010

NON SE LO MERITAVA

Su di Lei ho sempre scritto, enfatizzandone le gesta, collocandola, a ragione, nell'olimpo dei più grandi, per meriti e titoli. Di lei me ne innamorai in un pomeriggio piovoso di aprile, quando alla scala del trotto si impose, oltre che con i parziali, con il cuore, la grinta, quella voglia congenita di non mollare mai, quel suo modo, unico, di voler essere sempre lì, lì nel mezzo.

MA CHE SORPRESA!

Alcuni anni fa, ricordo un episodio giornalistico che fece scalpore. Era in corso lo spoglio delle schede per le elezioni americane e in piena notte non si sapeva ancora chi avrebbe vinto. La mattina successiva, mentre tutti i giornali restavano sul vago, ce ne fu uno che aprì la propria prima pagina annunciando la vittoria di Bush Jr. Qualche ora dopo, la notizia fu confermata ufficialmente. Il direttore di quella testata spiegò successivamente che, dal momento che la notizia non c’era, aveva deciso di affidarsi al proprio istinto e aveva vinto la propria “scommessa”. Il rischio di una figuraccia era alto, ma tutto considerato il gioco valeva la candela.

NASTYA KUNSKAYA



CARBONI PER TUTTI

L’arresto di Flavio Carboni è una buona notizia. Ci guadagnano tutti, tranne qualche interesse marginale. Bravi, andate avanti così. Con intercettazioni che rovistano fra le miserie di gentucola che suppone d’essere protagonista del potere e contestando le associazioni segrete, che sono lo strumento più utilizzato per cercare di non vedere le cose pubbliche ed evidenti.

venerdì 9 luglio 2010

TERREMOTATI ISTITUZIONALI

L’Aquila resterà il simbolo di una tragedia. Prima il terremoto, poi il resto. Tragico anche il copione che prevede il disprezzo per le molte cose ottime che si sono fatte, fino a far tornare i terremotati sulle prime pagine dei giornali, ma in quanto manganellati dalla polizia. L’Aquila sarà il nome di un’Italia che ha perso il rispetto per sé stessa, al punto da preferire l’alimentazione degli scontri alla soluzione dei problemi.

L'ELASTICO

La manovra economica passerà, non per questo il governo si rafforzerà. La fiducia sarà posta, come scontato e da noi annunciato, e sarà accordata. Silvio Berlusconi lo ha paventato, ma non è questa la materia su cui i ministri rischiano di rincasare, perché sarebbe un esageratamente masochistico autogol. E’ sbagliato, però, sottovalutare il segnale, perché il presidente del Consiglio è aduso, talora anche troppo, a sostenere che tutto va bene, il governo è in perfetta forma e la maggioranza è solida, questa volta, invece, fa ciondolare la crisi davanti agli occhi della sua maggioranza. Perché?

giovedì 8 luglio 2010

FATTORI ESTERNI

Molto probabilmente ancora non sono soddisfatti. Dopo aver alimentato l’odio antijuventino per anni, dopo aver “sostenuto” e “collaborato” alle indagini di calciopoli (solo quelle che hanno portato alla condanna della juventus, non facciamo confusione!), ancora oggi ospitano interviste di “atleti” livorosi che non sanno proporre altro che la solita frase trita e ritrita. E’ la volta di Toldo : "Ho vissuto due epoche. Pre e dopo Calciopoli. Facchetti e Moratti ci hanno guidati fuori dalle difficoltà, costruendo una squadra vincente, che poteva vincere anche prima ma fattori esterni non ce lo hanno permesso".

MANOVRA MAL MANOVRATA

Come impiccarsi alla “manovra”. Questo potrebbe essere il titolo dello spettacolo cui stiamo assistendo. Complici attori maldestri, ma anche regole istituzionali prive di senno e ragionevolezza. La rappresentazione terminerà con l’approvazione, ma il costo sostenuto, per raggiungere lo scopo, sarà decuplo rispetto al necessario.

mercoledì 7 luglio 2010

MONDIALE 2010: IN FINALE

VALENTINO RI-PARTE


A 32 giorni dall’incidente del Mugello si può salire in sella. Non è un miracolo, ma è sicuramente un recupero in tempi record per Valentino Rossi, che oggi potrà ritrovare il feeling con una moto, nello specifico una Yamaha YZF R1, a Misano Adriatico. Un test rigorosamente a porte chiuse consentito dai progressi maturati nelle ultime settimane... continua

ESSERE LIBERI

Cari Amici del Legno Storto...

UN CALCIO A CASTRO

Fidel Castro si occupa di calcio. Guillermo Fariñas, intanto, vive le sue ultime ore, a digiuno di pasti e di libertà. Fidel Castro lamenta gli errori arbitrali, che sono costati al Brasile l’uscita dai mondiali, a vantaggio degli olandesi. Dice che se anche l’Uruguay dovesse essere escluso la finale sarebbe tra squadre europee, il che lascia “stupefatti” i tifosi cubani e indigna lui, il loro carnefice, che, ancora una volta e come sempre, adombra l’idea di un complotto ai danni dei popoli liberi. Primo fra tutto quello degli schiavi cubani.

TERZO POLLO

Dice Francesco Rutelli che è scoccata l’ora del terzo polo. A questa costruzione si dedica, egli ricorda, da quando è uscito dal Partito Democratico, che aveva cofondato. Allo stesso sforzo chiama Gianfranco Fini, che dal Popolo delle Libertà non vuole uscire, avendolo cofondato. In quella casa terza, inoltre, dovrebbe darsi tutti appuntamento con Pier Ferdinando Casini, a lungo esponente del centro destra, poi navigante solitario più per necessità che per scelta. Tutto questo m’affascina, perché terzopolista nacqui, e probabilmente creperò, ma non capisco cosa diavolo vogliano fare questi signori e temo che neanche loro abbiano le idee passabilmente chiare. Intanto perché per esserci un terzo polo occorre che ce ne sia un primo e un secondo. Se qualcuno li vede mi faccia un fischio, perché io vedo solo spaccature pro o contro Silvio Berlusconi.

martedì 6 luglio 2010

MONDIALI 2010: PER LA SELECCION E' TRIONFO

Domenica pomeriggio l'Argentina è atterrata all’aeroporto Ezeiza, e nonostante l'uscita di scena dal Mondiale, i tifosi argentini amano ancora Maradona e la Seleccion, accolta trionfalmente a Buenos Aires dopo l'eliminazione nei quarti di finale contro la Germania.

ERRORI E USCITE

Nominare Aldo Brancher ministro, senza avere precostituito le deleghe, senza avvertirlo di non utilizzare il legittimo impedimento come primo atto e senza averne valutato le conseguenze, è stato un errore. Indurlo alle dimissioni, come l’accettarle in tutta fretta, incombente una mozione di sfiducia, è stato un errore al quadrato. Fargliele presentare in tribunale, sbracando nella forma e nella sostanza, sovvertendo l’ordine istituzionale e della sovranità un errore al cubo. Considerato quanto sia stata fantozziana l’intera operazione, diciamo che la settimana dei grandi chiarimenti si apre all’insegna della fuga e della confusione. Anticipo quel che vedo: 1. la rottura fra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini è irrimediabile; 2. le elezioni anticipate non sono un’uscita di sicurezza; 3. le ipotesi di grandi coalizioni e governi d’emergenza sono impraticabili.

QUELLI CHE... STRAPARLANO

In qualche circostanza, a seconda della tematica trattata, mi è capitato di scrivere, e di vedere pubblicato, qualche mio articolo su "Il Legno Storto", quotidiano di informazione web.
Adesso, però, rischia di chiudere, perché il magistrato Piercamillo Davigo vuole rivoltarlo come un calzino: l'ex pm di Mani Pulite, infatti, ha chiesto 100 mila euro di danni e i suoi colleghi si stanno dando da fare per procedere rapidamente. Anche il capo del sindacato dei magistrati, Luca Palamara, ha scatenato la Digos contro il blog.
Per l'esattezza la Procura di Roma ha comunicato (attraverso il quotidiano la Repubblica, divenuto ormai il "postino" e il "megafono" delle procure) che ha aperto un fascicolo per le minacce che il quotidiano di informazione avrebbero formulato con questo articolo nei confronti del dr. Palamara.
Giorni fa è giunta anche una citazione dal Dr. Davigo che chiede 100.000 € per risarcimento danni da diffamazione a mezzo stampa per quest'altro articolo , pubblicato il 21 giugno 2009.
Per completare il quadro, circa due mesi fa il blog collettivo di destra ha ricevuto un'altra querela dal sindaco di Montalto di Castro – Salvatore Carai del Partito Democratico – che si è sentito diffamato da questo articolo pubblicato il 27 ottobre 2009.
Tutto questo da parte di quelli che straparlano di bavaglio alla libera informazione.

lunedì 5 luglio 2010

QUARTO MONDO

Dice che non è "causa-effetto", Abete, ma tant'è che il primo Consiglio federale post-disastro Mondiale ha prodotto una novità: con decorrenza immediata, le società di calcio potranno tesserare un solo extracomunitario, a patto che si privino di un altro.
Ora, non discuto la norma, che andrebbe attentamente letta per poterne carpire gli svantaggi e i vantaggi, ma le modalità. In pieno calciomercato, in pieno inizio stagione 2010-2011 viene completamente modificata una regola che consentiva il tesseramento di due extracomunitari al posto di altrettanti (facevano, e fanno, eccezione, i calciatori che già giocano nei campionati italiani).

MONTMELO': HIGHLIGHTS


domenica 4 luglio 2010

ANCORA

Dice, ancora, di avere avuto contatti con i dirigenti, quelli che dicono di non sapere nulla, e di aver ricevuto incarichi da Telecom e Pirelli, Emanuele Cipriani.

FORUS OPEN 2010

Lisa America continua a fare cose dell'altro mondo, pur non vincendo. Torvald Palema, e dico Torvald Palema, va in testa in un amen, domina da un capo all'altro ma deve difendersi da Lisa e dal suo finale. Terna completata da Oceano Nox.

MONTMELO': LA GARA

Chi lo ferma più? Jorge Lorenzo vince anche a Barcellona e, parlando di numeri, ipoteca il mondiale. In sette gare cinque vittorie (terza consecutiva), 165 punti su 175 a disposizione.

OSCAR O NOBEL?

Sarebbe un peccato lasciarsi sfuggire la ragguardevole e promettente evoluzione del giustizialismo italico: prima avevamo il processo falso nel posto vero, ora il processo vero nel posto falso. Al debutto la radice antica, inseparabile da ogni popolo bue: il gran spettacolo dell’accusa, che la difesa e l’innocenza son noiose e prive dei grandi ingredienti: sesso, sangue e lussuria. Poi un primo progresso: con i giornali padronali a far da gran cassa alle accuse rivolte contro gli eletti, la vil razza politica, divenendo gazzette porta voce degli accusatori e forconi incitanti al linciaggio, grazie ai soldi di quei poverelli abbeverati dalla spesa pubblica, che si dicevano intimoriti e concussi dallo straordinario e incontenibile potere di quelli che venivano trascinati via in ceppi.

SPARIGLIARE

Il “ghe pensi mi” berlusconiano, che fa tanto cumenda, non potrà tradursi nell’ordine della marina borbonica, contagiata dalla genialità partenopea: “facite ammuina”. Serviva ad indurre timore negli avversari che, osservando il subbuglio e la concitazione nella nave dovevano supporre chissà quale ardita e micidiale manovra. Fantasioso, ma l’ammuina è in corso da tempo, si scorge anche da riva e, come se non bastasse, i marinai ne hanno approfittato per mollarsi vicendevolmente ceffoni e calci negli stinchi. Ciò cui Silvio Berlusconi deve attrezzarsi, entro lunedì, è il colpo del giocatore di classe, impegnato in un serio scopone: lo spariglio.

MONDIALI 2010: GRAZIE DIEGO!

Nello sport, così come nella vita, si può perdere e vincere, imparando da entrambe, facendo esperienza degli eventuali errori commessi e delle cose andate come si sperava, ma di fondo rimane una sola ed unica verità: averci provato, fino in fondo, con le proprie idee, coltivando un sogno e offrendolo a chi ci è vicino, a chi si vuole bene, alla gente, ad un popolo intero; e se è andata male pazienza, la coerenza non ha prezzo.
In questo, Diego Armando Maradona, ha vinto il suo mondiale, la sua sfida nel voler proporre, in mondovisione, il meglio del meglio che il calcio argentino potesse offrire in questo scorcio di storia calcistica.
Tutti presenti, i più forti del mondo, e tutti insieme, in campo e fuori.

sabato 3 luglio 2010

MONDIALI 2010: ARGENTINA - GERMANIA 0-4

Il mondiale dell'Argentina finisci qui, al Cape Town Stadium, travolta da una bella Germania e da un gol, dopo appena due minuti, che ha indirizzato la gara a favore dei tedeschi.
La partita è tutta nei primi due minuti di gioco, dove Muller (ancora in gol e tra i migliori dei tedeschi) mette la sfera in fondo al sacco con la complicità di Romero, e da qui comincia la gara perfetta dei tedeschi, capaci di contenere i sud-americani e di ripartite con ottime manovre che hanno portato alla straripante vittoria.
Messi torna a casa senza aver segnato un solo gol ma disputando un buon mondiale, anche se non sarà ricordato come il mondiale di Messi.
Maradona, in questo momento in conferenza stampa, ringrazia tutti, dai giocatori all'intero staff, orgoglioso del percorso fatto fino ad oggi.
Io ringrazio Maradona, di aver portato in Sud Africa un gruppo di giocatori che escono da questo mondiale a testa alta, dimostrando la capacità di saper perdere. Ringrazio il Pibè de Oro per aver creduto nel calcio della fantasia, del talento, del provare a vincere con i migliori, e anche se questo non è successo rimane vivo il sogno di averci provato.

MONTMELO': POLE POSITION


Una sessione di qualifiche ufficiali specchio del momento magico di Jorge Lorenzo, che nella “sua” Barcellona ha conseguito la terza pole position stagionale e consecutiva. Il capoclassifica di campionato è felice del risultato anche se ha qualche preoccupazione in vista della gara di domani: con questo caldo la scelta delle gomme sarà determinante.

AMANDA BRAUN



MANINE E TESTONI

Lo avevamo scritto il giorno in cui il presidente del Consiglio decollava verso il Canada, con il programma di rientrare i 7 luglio: riusciranno a fare un guaio, se affidati a sé stessi. Ci sono riusciti. Che bisogno c’era, tanto per dirne una, di tornare a parlare del lodo Alfano nel mentre è ancora aperta la piaga delle intercettazioni? E se è naturale che ci sia frizione con le Regioni, mentre si varano i tagli alla spesa, che bisogno c’è di alternare le aperture al dialogo con la sconfessione di Roberto Formigoni e la condanna degli amministratori del sud, quasi tutti del centro destra? Non entro nel merito, ma lo capisce chiunque che, in questo modo, si trasforma la maggioranza in un insieme di trincee da cui ci si spara addosso vicendevolmente.

PICCOLI FRATELLI

Giampaolo Pansa suggerisce a Silvio Berlusconi di trovarsi un successore. Gli aveva già suggerito, del resto, di ritirarsi. Mario Sechi, riflettendo criticamente su quel suggerimento, ha fatto notare che le seconde file non mettono in mostra giovanotti di primo pelo: o si tratta di gente già avanti nell’età, anche se adesso ci si considera ragazzi fino a quaranta anni e giovani fino a sessanta, oppure di soggetti che navigano in politica da una tentina d’anni, che solo con molta fantasia possono essere definiti delle novità. Il suggerimento di Pansa non è umorale, ma ragionato: il governo non riesce a combinare molto, il logoramento interno alla maggioranza è già da tempo innescato, forse è meglio evitare l’agonia.

A TESTA ALTA, CON ORGOGLIO E PASSIONE


Perdere l'appuntamento con la storia sbagliando un penalty al minuto centoventi ed uscendo dalla manifestazione alla lotteria dei calci di rigore, riassume tutto quello che è stato di Uruguay-Ghana.
Una partita che ha visto gli africani coltivare un sogno, con il gol di Sulley Muntari a pochi secondi dal termine della prima frazione, che ha visto i sud-americani inseguirlo, con una punizione "magica" di Forlan, il tutto condito da un finale che solo il gioco del calcio è in grado di offrire.
Minuto centoventi, appunto.
Ultima chance di evitare i tiri dagli undici metri. Punizione dalla destra per i ghanesi, palla che finisce in area di rigore, Appiah colpisce a botta sicura con la porta sguarnita, Suarez (il centravanti uruguayano) ribatte sulla linea, pallone che si impenna finisce sulla testa di Adiyiah che di prepotenza rispedisce il pallone verso lo specchio della porta, e ancora Suarez, questa volta di mano, a ribattere il pallone fuori; calcio di rigore Ghana, Suarez espulso, partita praticamente finita.
E invece la traversa dice di no a Gyan, al Ghana e ad un continente intero, fermati da un "legno" che porterà con se, e per ancora quattro lunghi anni, i sogni calcistici di un movimento cresciuto ma ancora alla ricerca del grande risultato, della grande impresa.
La disperazione del centravanti ghanese a fine partita l'essenza di questo sport, capace prima di far credere, poi di far sperare ed infine di lasciare solo lacrime, ad un popolo, a milioni di persone che hanno creduto di vedere per la prima volta nella storia una propria nazione fra le prime quattro del mondo.
Questo è il football, che in una notte africana ha visto l'Uruguay toccare il paradiso e il Ghana prendere l'ascensore per l'inferno, ma a testa alta, con orgoglio e passione.

MATCH PREVIEW: ARGENTINA-GERMANIA

venerdì 2 luglio 2010

ARSENAL 2010-2011


CORIANDOLI COSTITUZIONALI

Il Presidente della Repubblica non si è riservato di esprimere un giudizio sulla legge relativa alle intercettazioni telefoniche, attualmente al vaglio del Parlamento, lo ha già fatto e ha già annunciato la bocciatura. Giorgio Napolitano non si è limitato a manifestare le proprie opinioni, cosa che la Costituzione, per volere essere precisi, esclude, ma si è spinto a intervenire sui calendari parlamentari, disponendo affinché delle intercettazioni non si parli finché si discute della manovra economica, e non si è fermato alla manifestazione di una preferenza, ha anche reso pubblica la propria irritazione perché il Parlamento, che un tempo si sarebbe definito “sovrano” ha voluto organizzarsi diversamente. E neanche questo gli è bastato, perché ha usato parole assai precise per indicare che di queste cose, quindi sia della diversa opinione sulle intercettazioni sia dei calendari parlamentari, ha discusso con esponenti della maggioranza, in questo modo potendo voler dire due cose: a. ho concordato un’azione con gli uomini della maggioranza che si opporranno a tutto questo; b. ho avvertito chi di dovere che se la maggioranza avesse preteso d’essere tale si sarebbe aperto un conflitto.
Quel clima di collaborazione istituzionale, di cui taluno favoleggiò, non c’è più. E cambiata stagione, e l’aria sé fatta appestata e appiccicosa.

COMPETIZIONE SIMULATA

A frenare lo sviluppo non ci sono solo le arretratezze legislative e dell’organizzazione pubblica, ci sono anche quelle di un mercato economico che preferisce la rendita alla competizione. La politica è, a ragione, nel mirino delle critiche, ma altrettante ne merita il nostro capitalismo, spesso impegnato a investire nei mezzi di comunicazione al fine di garantirsene reticenza e omertà. In qualsiasi lussuoso convegno si metta piede, fra uno speech e un coffee break, si sprecano le frasi fatte su quanto sia importante la rete di telecomunicazioni per l’ammodernamento e la competitività del Paese, e i medesimi luoghi comuni ritornano nelle interviste dei più altolocati papaveri del settore. Ma non si pianta un chiodo e non si fanno passi in avanti, nel mentre l’intera filiera finisce in mani straniere.
Lo stesso ex monopolista, chiamato ad illustrare i propri programmi l’Autorità delle comunicazioni, parla di una rete ad alta velocità, per il 50% della popolazione, entro il 2018. Oltre tutto, è la stessa metà degli italiani che già dispone dei migliori servizi. Ed è anche logico, perché le società puntano al profitto proprio, non a quello collettivo.

giovedì 1 luglio 2010

DENTRO IL MALE


Venerdì 2 Luglio: presentazione del libro "Dentro il male" a Bolano (Sp) durante "Ambiente da bere", evento organizzato dal presidente della provincia della Spezia e di 'Ambientevivo', Marino Fiasella.
“…Lei mi guarda, vorrebbe dirmi molte cose e forse lo sa, lo sa che non ce la fa più. Eppure non perde occasione per farmi intuire quanto mi ama anche solo con una lacrima che le stilla dagli occhi, come fosse una minuscola barca di cristallo che contiene in gemma tutte le mille attenzioni che vorrebbe offrirmi. Quella lacrima rimane lì, in bilico, come le sue parole, e io, guardandola, leggo nei suoi riflessi quello che mi vuole comunicare…. ”

CORRUZIONE SCOLASTICA

La corruzione e l’umiliazione del merito sono discipline che insegniamo a scuola. Prima di abbandonarsi a tanti sproloqui senza senno, circa una classe politica mediocre e corrotta, che umilierebbe un Paese dotato e sano, sarà meglio porre mente all’esperienza delle prove Invalsi, che proprio in questi giorni si è consumata sui banchi degli esami per la scuola media. Riflettere su quel che succede è come fare un tassello nel cocomero, ricavandone dati d’importanza generale.

PRESSIONE E DEPRESSIONE

L’aumento della pressione fiscale, nel mentre si vive in depressione economica, non è una bella cosa, ma neanche un dato di per sé esemplificativo di una politica. Se si riuscisse a combattere efficacemente l’evasione fiscale, ad esempio, nell’anno di riferimento aumenterebbe la pressione complessiva, con gran piacere, però, dei contribuenti onesti. Il dato riferito all’anno scorso, del resto, risente dello scudo fiscale, che è pur sempre una tassazione degli evasori. Il punto preoccupante è un altro, ovvero la mancanza di una politica e una prospettiva di restituzione. Ben venga la lotta agli evasori, ma serva non ad alimentare la spesa pubblica, in gran parte corrente e improduttiva, bensì a premiare i cittadini che hanno adempiuto ai loro doveri, facendo scendere, per loro, le tasse. Ed è questo, appunto, che non si vede.

NO ROCK IN THE CASBAH, NO PARTY

E' strano pensare ad un'estate del genere, molto strano. C'era Natale e Capodanno messi insieme lassù in San Costanzo. Ed è strano pensare alla mancanza del numero 11, come se al Torino dello scudetto del 1976 ci togli Paolino Pulici... mancano un sacco di Goal ...