...il Rock lo preferisco corretto Blues

lunedì 31 gennaio 2011

LO STILE JUVENTUS / 28

Nonostante l'appellativo non sia sfuggito (ex-dipendenti), e nonostante in molti, forse alcuni, abbiano fatto finta di non sentire (o forse hanno preferito cambiare immediatamente canale), oggi, l'ex, prova ancora a dare consigli, anzi, lo fa direttamente a Lui, a colui che l'ha appellato ex-dipendente.
Di cosa parla? Indovinate un po'? "Bastava l’innesto di 3-4 giocatori di qualità, invece di questi 15 che per la maggior parte non sono da Juve!"
Ma tralasciando quello che ormai è diventato il tormentone fuori-stagione, due sono i passaggi che voglio evidenziare.
1) "La Juve è una squadra sottotono ed in totale confusione evidenziata anche dalla conferenza stampa di sabato superflua ed ovvia"
2) "Per costruire servono tempo e giocatori importanti e di immagine. Bastava l’innesto di 3-4 giocatori di qualità, invece di questi 15 che per la maggior parte non sono da Juve! I soldi sono finiti? Allora Andrea ti do un consiglio : non difendere più l’operato dei tuoi dirigenti perché il non avere soldi non deve esser un alibi, fai come facevamo noi che di soldi ne avevamo sempre pochi a disposizione e vendevamo per ricavare i soldi soldi per comprare".

HIGHLIGHTS: ARSENAL 2-1 HUDDERSFIELD TOWN

PRIX D'AMERIQUE 2011 / 2

domenica 30 gennaio 2011

CAMPAGNA ELETTORALE / 12

Duecento giornalisti al lavoro, un sito dedicato completamente alle prossime presidenziali: Politico2012

REPORT: ARSENAL 2-1 HUDDERSFIELD TOWN

Andiamo al quinto turno di FA Cup (il sorteggio di pochi minuti fa ci ha abbinato al Leyton Orient, gara da giocare al Brisbane Road), dopo aver battuto l'Huddersfield Town (un ottimo Huddersfield) con merito, sia perché più superiori tecnicamente, sia perché in dieci uomini per tutto il secondo tempo (e qualche minuto del primo) abbiamo avuto la forza di credere che la qualificazione si dovesse decidere ad Islington. E così è stato. Abbiamo patito (molto) nella fase iniziale della ripresa, quando i Terriers hanno profuso il massimo sforzo per recuperare il gol di Bendtner (il secondo gol nelle ultime due gare). Lee ha trovato il pari, con un colpo di testa su cui Almunia (oggi ottimo) nulla a potuto, e a quel punto, con l'ingresso del capitano in campo, l'Arsenal ha fatto capire che voleva la vittoria, che avrebbe fatto di tutto, seppur in inferiorità numerica, per passare il turno. A cinque dalla fine l'episodio che ha dato la svolta al match: rigore per fallo sul danese #52. E Cesc Fabregas non ha sbagliato, spiazzando Ian Bennett e portando i Gunners al quinto turno. Andiamo al quinto turno

PRIX D'AMERIQUE 2011 / 1

Ha vinto il migliore, Ready Cash, in 3'14"59 (1'12"1), quello che ha dato dimostrazione a partire dal Bretagne di una condizione psicofisica impressionante. Ha vinto distaccandosi in maniera netta ed imbarazzante sul finire dell'ultima, lasciando sul posto il favorito Maharajah. Bene anche quest'ultimo, molto bene, e capace di recuperare qualche lunghezza al vincitore negli ultimi metri di corsa. Ottima terza Olga du Biwetz, che ha confermato una condizione al diapason.
Capitolo Lana.

CHAPMAN DAY'S

Ne parla approfonditamente It's not just about football, di Herbert Chapman, con il pezzo titolato: "the man who made Arsenal". Leggetelo, è molto interessante.

NUNCA VI NADA IGUAL

La risposta di Dilma Rousseff, presidente del Brasile, a Giorgio Napolitano è diplomatica nella forma e dura nel contenuto: noi brasiliani non esprimiamo giudizi sulla vostra giustizia, ma voi avete il dovere di rispettare la nostra, il mio predecessore, Lula, ha preso una decisione che condivido e voi Cesare Battisti ve lo scordate. Perché i brasiliani ci tengono tanto? Perché sfidano anche una parte della loro opinione pubblica? La risposta c’è, e se le nostre autorità avessero fatto maggiore attenzione a chi è il nuovo ministro della giustizia, se ne conoscessero la storia, si sarebbero evitati ulteriori passi falsi.
C’è un filo che lega questa vicenda al modo in cui agisce la procura di Milano? C’è un legame fra l’infarto della nostra giustizia e il diniego a consegnarci un assassino? Alle due domande si deve rispondere in modo positivo. E si deve aggiungere una cosa: dietro allo scontro, fra Brasile e Italia, per la sorte di un terrorista, c’è un ricatto relativo al mondo degli affari.
I giornali italiani tendono a raccontarla come una storia d’incomprensione: noi vogliamo far scontare la galera a un cittadino italiano che ha ammazzato quattro volte e loro, invece, credono sia un perseguitato politico, uno che rischia la vita, se torna qui. Le nostre autorità statali, dal governo al Presidente della Repubblica, si rivolgono alle autorità brasiliane come se fossero Calimero: scusate, siamo amici, vogliamo restarlo, ma, forse, caso mai, vi state sbagliando. Invece non si sbagliano proprio per niente, lo hanno fatto apposta. E lo hanno fatto anche per ritorsione. Così come lo hanno fatto per mandarci un segnale inequivocabile: se voi italiani pensate di venire in Brasile per fare affari, fregarci i soldi e portarveli via, avete sbagliato indirizzo, se volete continuare in quella condotta noi vi sbattiamo fuori dalla porta, per la felicità dei vostri concorrenti, e vi facciamo anche il mondiale pernacchio di tenerci un figuro come Battisti.

sabato 29 gennaio 2011

MATCH PREVIEW: ARSENAL - HUDDERSFIELD TOWN

Mettiamola così: 'sta bella sensazione di competere in tutte le manifestazioni a cui stiamo partecipando mi piace, e nemmeno poco.
Secondi in campionato con tanto da giocarci; agli ottavi di Champions contro il Barcelona, una sfida che non vedo l'ora inizi; in Coppa di Lega siamo finiti a Wembley, a giocarci il primo trofeo dell'anno solare contro il Birmingham. Approdare al quinto turno di FA Cup sarebbe un ulteriore motivo di orgoglio nei confronti di un gruppo che sta giocando ogni gara con impegno, dedizione e rispetto. L'avversario è ampiamente alla portata, inutile nasconderlo, ma è pur sempre partita di coppa, e la concentrazione sarà fattore determinante per l'esito finale. Della formazione, come già detto in altra occasione, poco mi importa, la fiducia rimane massima per le scelte di Wenger.

UN UOMO CHE NON DICE MINCHIATE

Suo padre ne sarebbe orgoglioso, così come suo zio, e ogni tifoso bianconero dovrebbe rendere merito a un ragazzo che, con tranquillità, si è messo a parlare di lavoro, di programmi, di gestione, senza peli sulla lingua, senza raccontare «minchiate».
È bello, in un paese che esulta alla possibilità di fare un ponte in coincidenza con i festeggiamenti per l'unità d'Italia, sentire parlare gente che ha voglia di lavorare.
Andrea Agnelli, nella conferenza stampa odierna, l'ha dichiarato apertamente, affrontando i temi del momento attuale della Juventus, di quale situazione ha dovuto affrontare all'inizio, a dove vorrà arrivare.
Semplici puntualizzazioni, che confermano quanto detto all'inizio dell'avventura.
Lo dico con una punta di orgoglio: sentendo parlare il Presidente ho ritrovato le parole dette e scritte da questa Redazione. Parole che hanno tracciato la semplice realtà, senza andare fuori dal seminato.
E' bene rimarcarle.

PRIX D'AMERIQUE 2011

Ci siamo, domani sarà Amérique, la corsa delle corse, il voler esserci almeno una volta nella vita, il palcoscenico più affascinante del trotto mondiale.
I diciotto migliori trottatori del mondo si sfideranno sui 2.700 metri dell’ippodromo di Paris-Vincennes, tempio mondiale del trotto, per cercare di aggiudicarsi il favoloso montepremi che quest’anno ammonta ad un milione di euro.
Per l'Italia ci sarà Lana del Rio, e l'emozione sale in gola.
Sembra ieri, ma il tempo passato e le corse vinte sono state tante. Sembra un sogno, ma quella cavalla che vidi per la prima volta in un piovoso aprile sull'anello di Milano domani sarà in pista a Parigi.
L'orgoglio, personale, è tanto. Quando credevo che questa cavalla fosse pronta per la prima categoria, in molti erano scettici. Quando cominciò a vincere i primi gran premi pensai che dopo tanti anni una femmina avrebbe potuto aggiudicarsi il nastro azzurro, mentre altrettanti sostennero che non ne aveva le qualità. Dopo essere stata incoronata nel Derby, e aver vissuto il cambio di età, sostenni che la sua dimensione era della prima categoria internazionale, nelle corse dell'Europa del Nord, sulla pista nera di Vincennes, ma la programmazione fu diversa.

IMMOBILISMO CAUTELARE

I prossimi funzionari pubblici che saranno chiamati ad occuparsi della spazzatura napoletana, come d’ogni altro disastro ambientale provocato dall’incuria degli amministratori locali e dagli interessi della criminalità organizzata, saranno fortemente tentati di rifiutare. In alternativa potrebbero chiedere, in via cautelare, una casa all’estero, un conto nei paradisi fiscali e un passaporto diplomatico, in modo da potere scappare nel caso qualche procura decidesse che la colpa del disastro non è di chi lo ha provocato, ma di chi ha tentato di porvi rimedio.
Quando la protezione civile fu chiamata a Napoli, cosa si pensava che potesse fare? Credevano che facessero sparire la mondezza per incanto, disintegrandola fuori dall’atmosfera terrestre? Avevano a che fare con discariche chiuse, sotto sequestro della magistratura o sature. Se così non fosse stato non si sarebbe provocata alcuna emergenza, semmai un accumulo, da smaltirsi in fretta e, tutto sommato, in modo semplice. Il problema è strutturale, invece, perché non si sapeva dove metterla. Gli uomini al servizio dello Stato, un prefetto e il personale della protezione civile, avranno anche sbagliato, ma se fossero stati disponibili luoghi e modalità per fare sparire il tutto, nel rispetto formale e sostanziale della norma, semplicemente si sarebbe dovuto mandare al manicomio quanti non avevano provveduto prima. Hanno agito, quindi, in condizioni d’emergenza.
Ricordo una telefonata fra di loro, raccolta dagli inquirenti e prontamente passata ai giornali (è il rito post moderno della malagiustizia medioevale), nel corso del quale uno diceva all’altro che in una tale discarica c’era ancora posto, si poteva usarla. Peccato che, codicilli alla mano, era da considerarsi satura. E allora? dovevano mangiarsela? Decisero di procedere, come avrebbe fatto qualsiasi persona sensata. O, meglio, qualsiasi sconsiderato che crede di adempiere ad un dovere e non ha fatto i conti con l’irresponsabilità di massa. Difatti, ora sono al gabbio. Accusati di reati ambientali, hanno perso la libertà. Di taluni si dice con il “beneficio” degli arresti domiciliari, come se fosse una scelta di bontà e non una modulazione relativa alla pericolosità sociale. E la minaccia, per la collettività, non sono quanti hanno seppellito Napoli sotto al pattume, ma quanti hanno provato a rimuoverlo.

BET PREVIEW

Everton v Chelsea
Tip: Chelsea to Win  
Stake: 8/10
Odds: 2.00



Info Everton
Info Chelsea

venerdì 28 gennaio 2011

IL PAESE DEL GRATTA E VINCI

Leggo a destra e a manca che il tifoso bianconero è disorientato, che non capisce l’immobilismo (in tema di mercato) della società presieduta da Andrea Agnelli. In poche parole: il popolo juventino non afferra perché vengano negati quegli investimenti necessari per consentire il definitivo salto di qualità.
Il rewind è necessario, per non smarrire la realtà.
Estate 2010, Beppe Marotta è il nuovo uomo mercato della società bianconera, passata dalla gestione Cobolli, Gigli e Blanc a quella dell'erede naturale della famiglia Agnelli, Andrea.
La stagione precedente, quella 2009/10, si conclude con un misero settimo posto ed un bottino di appena 55 punti, frutto di 16 vittorie, 7 pareggi e ben 15 sconfitte; un record in negativo per i gloriosi 114 anni della storia bianconera.
Il parco giocatori, i contratti stipulati e le prospettive future di quella che era la vecchia dirigenza, inducono Marotta a dover ripartire da capo, a cercare di ricostruire sulle macerie lasciate: prima da Calciopoli e successivamente da una gestione incompetente e disorganizzata.
La mole di lavoro è tanta, e nell'estate del 2010 vengono ceduti/prestati ben 15 elementi, considerati (a ragione) non idonei per il nuovo progetto. Lo smembramento (dovuto) fa si che nella stessa estate, cercando di non commettere gli errori degli anni precedenti, vengano presi in prestito con diritto di riscatto molti dei giocatori che stanno attualmente disputando la stagione bianconera. Insomma, con pochissimi denari a disposizione, contratti onerosi da saldare, e l'obbiettivo di entrare nella prossima Champions League, la nuova dirigenza cerca di muoversi senza fare troppi danni, offrendo al neo-tecnico Luigi Delneri una rosa di giocatori che possa competere per l'obbiettivo dichiarato.
Nel frattempo va avanti il progetto stadio, il primo di proprietà in Italia, un progetto che agli occhi del tifoso dovrebbe garantire la serietà di chi sta lavorando per il compimento dello stesso, ma che evidentemente non basta.

CAMPAGNA ELETTORALE / 11

Sarah Palin fa i conti di inizio anno e il suo bilancio a gennaio segna un più, raggiungendo la cifra di 1,3 milioni di dollari. E' un primo tesoretto che l'ex governatore dell'Alaska e candidata alla vicepresidenza con John McCain nel 2008, può spendere per lanciare la sfida alle primarie repubblicane in vista delle prossime elezioni presidenziali. Non si tratta di una cifra rassicurante, ma rappresenta un punto di punto di partenza, soprattutto se si analizza quanto sta dietro alle cifre.
Dalla fondazione del suo Pac, comitato di azione politica, la Palin ha raccolto 4,5 milioni di dollari e ne ha spesi 3,2 milioni.
Le sue donazioni, come racconta il tesoriere del comitato, arrivano da tutti gli Stati dell'Unione e, nonostante non tutti i donatori abbiano indicato la loro professione, molti sostenitori economici del comitato della Palin sono pensionati.
Leggendo le cifre si nota anche un continuo flusso di denaro nelle casse del Pac anche nel periodo trascorso tra la fine della campagna per le elezioni di medio termine e la fine dell'anno. In quel lasso di tempo, la Palin ha speso 230 mila dollari, chiudendo il 2010 con 2,3 milioni di dollari in uscita, ma alla voce "entrate" nello stesso periodo ha raccolto 275 mila dollari, portando in cassa nel 2010 3,5 milioni di dollari.

RISPOSTE DA NOBEL PER LA PACE

Barack Obama ha avvertito l'opposizione e le autorita' egiziane che "la violenza non e' la risposta per risolvere i problemi. Per Obama il governo di Hosni Mubarak "deve stare attento a non fare ricorso alla violenza" e lo stesso debbono fare "le persone che protestano in strada".

FERMARE I PAZZI

Fermiamo i pazzi. Un gruppo di esaltati e assatanti s’è impadronito del nostro dibattito pubblico, costringendolo a strisciare nel sordido e impedendogli di guardare quale che sia cosa abbia a che vedere con gli interessi collettivi, con i rischi che corriamo, con le opportunità che non cogliamo.
Che senso ha mandare al Parlamento centinaia di pagine d’intercettazioni, segnalandone ai giornali passi ove non si scorge l’ombra di un reato, ma si soffia sul fuoco del discredito, del dileggio, del mettere zizzania? Certo, conosco a memoria l’obiezione dei moralisti senza morale, che sono anche i politicastri senza idee: in nessun Paese del mondo sarebbe possibile vedere al governo chi conduce a quel modo la propria vita privata. Finiscono la frase con l’impressione d’avere detto una grande verità, talmente tale da non potere essere dimostrata. Invece hanno suggellato la propria inutilità: in nessuna democrazia un governante in quel modo colpito e indebolito resta al governo con il consenso degli elettori, perché da nessuna parte c’è un’opposizione di morti viventi, come da noi.
Quando vai al mercato non compri la migliore mela del mondo, non acquisti l’iperuranica perfezione del pomo, porti a casa la migliore disponibile. Nel nostro mercato elettorale Silvio Berlusconi è considerato la scelta preferibile perché le altre sono orribili. Pensare di uscirne sperando che si suicidi o che lo ingabbino per sempre è da pazzi (oltre che da soggetti incapaci di vivere nella democrazia e inadatti a comprendere lo stato di diritto). I giornali di ieri titolavano: “Sesso e Soldi”, riferendosi a Bertolaso. Sono mesi e mesi, anni, che non parliamo d’altro, ma non c’è lo straccio di una sentenza, mentre l’opposizione non è riuscita a creare il simulacro di un’alternativa. Sembrano dementi, non si rendono conto che il loro andare appresso al giustizialismo convince gli italiani che l’altro è comunque migliore. O, se preferite, meno peggiore. Fra una mela ammaccata e una marcia e bacata preferiscono la prima. Ovviamente.

giovedì 27 gennaio 2011

ALLUNGAMENTI

Martedì è andata in scena l'ennesima, inutile, costosa udienza, all'interno dell'aula 216 del Tribunale di Napoli, sul processo di Calciopoli.
La conclusione della giornata? Un nulla di fatto, a causa dei ritardi del perito trascrittore, che ha chiesto un altro mese di tempo per terminare le trascrizioni delle ultime intercettazioni ammesse.
Si slitta al 22 febbraio, il tutto, forse, si concluderà non prima di maggio, mangiatori di pane a tradimento permettendo. 

BET PREVIEW

Millwall v Barnsley
Tip: Millwall to Win  
Stake: 8/10
Odds: 1.80



Info Millwall
Info Barnsley

I SILENZI SONO FINITI

Pavel Nedved, ora consigliere del Cda bianconero, ha servito l'antipasto, in merito alle provocazioni di Massimo Moratti sui fatti di Calciopoli.
Intervenendo al seminario di aggiornamento per giornalisti sportivi intitolato "Il calcio e chi lo racconta", il numero uno della società di Corso Vittorio Emanuele II aveva dichiarato, ancora una volta, che Calciopoli "è stata una grande truffa".
"Quella Juve poteva battere chiunque, anche i campioni del mondo", è stata la replica, piccata, del campione ceco.
I silenzi sono finiti, parrebbe, e dopo quattro anni di "smile" e toni accondiscendenti, il neo-presidente bianconero non ci sta più, e la replica estiva (da parte di entrambi i cugini) all'ennesima presa di posizione di Massimo Moratti lo testimonia ampiamente: "Non ha mai saputo perdere e non ha ancora imparato a vincere...".
La riunione indetta con urgenza ieri mattina alla Exor, alla quale hanno partecipato sia Andrea Agnelli che John Elkann, insieme con gli avvocati Michele Briamonte e Luigi Chiappero, è stata voluta proprio per stabilire linee e strategie con cui controbattere al presidente dell’Inter; e di cose da dire questa volta ce n'è tante.

CHAPMAN LEGEND'S

Quando si parla di Arsenal e Huddersfield Town (che domenica si affronteranno nel quarto turno della FA Cup) nello stesso respiro, è quasi impossibile non pensare a Herbert Chapman.
Chapman ha portato l'Arsenal a conquistare il primo grande trofeo nel 1930, battendo, guarda caso, proprio l'Huddersfield nella finale di FA Cup. In precedenza, e alla guida dei Terriers, Chapman vinse due titoli consecutivi: nel 1924 e nel 1925; prima di trasferirsi a Londra.
I due club, di conseguenza, sono intrinsecamente legati al manager che cambiò radicalmente il modo di pensare football in Inghilterra nel decennio 1920/30.
Uno dei manager più innovativi e astuti di tutti i tempi, che per sempre rimarrà sinonimo di leggenda.

CAMPAGNA ELETTORALE / 10

Con il discorso sullo Stato dell’Unione di ieri sera si è ufficialmente aperta la campagna elettorale per la Casa Bianca del 2012; anticipata di qualche giorno su queste pagine.
Se Obama riuscirà a far tornare buona parte dei milioni di posti di lavoro persi nella crisi vincerà a mani basse. Altrimenti se i repubblicani troveranno un candidato credibile (Sarah Palin?) sarà tutta da vedere. 

MENO MALE CHE C'E' SANREMO

Lo scorso anno c'eravamo congedati dopo aver assistito ad un "tutti contro tutti", andato in scena nella serata finale sul palco del Teatro Ariston. Quest'anno, tanto per non perdere il vizio, s'è iniziato, alla consueta conferenza stampa ufficiale di presentazione del cast del Festival, con l'inatteso forfait di Belen Rodriguez ed Elisabetta Canalis, che ha fatto infuriare i fotografi presenti, visto che la presenza delle due showgirl era annunciata anche sulle prime pagine di molti dei quotidiani esposti in bella vista per le vie di Sanremo.
L'inizio, dunque, è davvero promettente, visto che per la prima volta nello storico del Festival il cast non è presente al completo alla conferenza stampa ufficiale.
A pochi giorni dal via della 61à edizione della canzone italiana, rimane, viste le premesse, un dato oggettivo: la canzone delle canzoni del Festival di Sanremo è quella che ha "vinto" lo scorso anno, "amici" permettendo.

SESSO & SOLDI

Guido Bertolaso, secondo la procura di Perugia, è un corrotto che, in associazione a delinquere con altri, ha fatto lievitare i costi in capo all’amministrazione pubblica e ha favorito gli amici negli appalti, ricavandone benefici in vil denaro (mediante il pagamento dell’affitto di un appartamento a sua disposizione) e in prestazioni sessuali (la celebre massaggiatrice del Salaria Sport Village), pertanto si chiede che sia rinviato a giudizio e si chiederà, al processo, la sua condanna. Peccato però che, da molto tempo e per mesi, le carte dell’accusa si sono trovate sui giornali, che egli abbia dovuto lasciare il posto che occupava e che il processo arriverà, nel caso sia rinviato a giudizio, quando la pena pubblica è già stata scontata. Ove mai, poi, non fosse mandato a processo o fosse assolto sarebbe una ulteriore beffa, perché sui giornali e nelle radio e televisioni sarà stato ulteriormente dipinto come delinquente: oggi, per la fine delle indagini, poi per l’inizio dell’udienza preliminare, quindi per quando l’accusa parlerà, e così via massacrando.
Peccato, inoltre, che gli viene imputato quel che era nella natura degli appalti pubblici in condizioni d’emergenza, disposta non da lui, ma da governi di diverso colore. L’inchiesta, insomma, è stata prudenzialmente tenuta lontana dalla causa del male.
Ma c’è un altro aspetto, nell’orrore della malagiustizia, che sprofonda nel grottesco: ora che le indagini sono chiuse e si passa alla fase processuale il cittadino Scaiola Claudio non risulta essere stato indagato e, quindi, neanche lo si vuole imputato. Salvo il fatto che il ministro Scaiola si dimise esattamente a causa di qesta inchiesta. Ci mise del suo, con la surreale dichiarazione circa la vendicativa speranza di trovare chi gli aveva pagato la casa. Ma ammise che i conti non tornavano e lasciò l’incarico. Insomma, fece quel “passo indietro” che viene chiesto, a furor di giornali, a tutti quelli che finiscono nelle inchieste. Era lecito, a quel punto, coltivare la speranza che gli implacabili inquirenti avrebbero almeno soddisfatto quella curiosità. Invece, niente. Scaiola è immacolato. Ma anche giubilato. C’è qualcuno in grado di spiegarmi che senso ha?

mercoledì 26 gennaio 2011

LICENZIATO

Max da Londra, mi informa del licenziamento di Andy Gray, il giornalista sportivo di Sky Sport che ha fatto delle battute sulla capacità di fare il guardialinee in una partita di calcio da parte di una ragazza di 25 anni.
In Inghilterra si sa, non stanno troppo a perdere tempo sulle cose, e in meno di 48 ore è stato licenziato il giornalista sportivo più popolare della Tv inglese. Ha perso un lavoro da due milioni di sterline all'anno, la faccia, e nessuno ha preso le sue difese. Dai calciatori, alla federazione a chiunque faccia politica o solo i cronisti sui giornali.

WE'RE GOING TO WEMBLEY

CAMPAGNA ELETTORALE / 9

L'ambientalista Sarah Palin diventa un cyborg e salva il mondo dai petrolieri. Quella che può sembrare una storia irrealistica e senza alcun filo logico, è la trama del nuovo fumetto «Steampunk Palin», appena pubblicato negli Usa, che ha come protagonista proprio l’ex governatrice dell’Alaska, divenuta celebre nel mondo per essere stata la prima donna repubblicana candidata alla vicepresidenza degli Stati Uniti d’America.
Sarà questo il nuovo "vestito" della Palin per la rincorsa alle presidenziali del 2012?

GIUSTIZIA INCIVILE

Il 54% degli italiani hanno poca o nessuna fiducia nella magistratura, collocandosi sopra la media europea; per il 56% i magistrati agiscono a fini politici; per l’86% un magistrato che sbaglia deve pagare, contrariamente a quel che avviene oggi; e per il 68% i magistrati dovrebbero essere controllati da un organismo indipendente, non composto da loro colleghi. E non si dica che gli italiani sono troppo severi, perché sono assai più generosi dei giudici che siedono alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che ci considerano direttamente incivili.

HIGHLIGHTS: ARSENAL 3-0 IPSWICH TOWN

REPORT: ARSENAL 3-0 IPSWICH TOWN

Ce ne andiamo a Wembley, a disputare la finalissima della Coppa di Lega, meritatamente, dopo aver affrontato con la giusta determinazione e intensità una competizione che potrebbe rivelarsi determinante in questo finale di stagione. E' stato bello ed emozionante affrontare un Ipswich Town che c'ha messo tutto per provare a ribaltare una qualificazione fin troppo scontata, un Ipswich Town che dopo la maritata vittoria nella gara di andata è riuscito nell'impresa di reggere per un'ora, ordinatamente, anche nella gara di ritorno, seppur con il bus posteggiato in area di rigore. Poi c'ha pensato Bendtner, ancora una volta tra i migliori in campo, a sbloccare il risultato e mettere l'Arsenal nella condizione migliore per superare il turno. E appena due minuti dopo, su calcio d'angolo di Arshavin, è stato Laurent Koscielny, di testa, a far esplodere la North Bank, a far impazzire di gioia l'intero Emirates Stadium, conscio che il viaggio a Wembley era ormai cosa fatta. Cesc Fabregas, ancora su assist del russo, ha chiuso definitivamente il discorso, mettendo alle spalle di Fulop il pallone del 3-0.
Quattro anni dopo l'Arsenal torna a disputare una finale, a giocare per alzare al cielo un altro trofeo, il primo della nuova era Wenger. Stasera conosceremo l'avversario, che uscirà dalla sfida del St Andrew's tra il Birmingham e gli Hammers, e chiunque dovesse accompagnarci a Wembley sarà avversario da rispettare, da prendere con la giusta considerazione, anche se, obbiettivamente, il risultato finale, in grossa parte, dipenderà solo ed esclusivamente da noi.
Ieri sera, oltre alla nota positiva della qualificazione, è stato bello vedere un Arshavin in crescita, autore di due assist e di una prova che ne rafforza il suo ruolo all'interno di questo gruppo. E' stato importante non subire gol, ancora una volta dopo i clean sheet contro West Ham e Wigan, come importante, anche se Bacary Sagna è dovuto uscire dopo appena venti minuti per uno scontro fortuito con Wojciech Szczesny, è stato non subire infortuni, in un match che avrebbe potuto riservare brutte sorprese. La palma del migliore in campo (anche se Nicklas Bendtner mi ha per l'ennesima volta impressionato per adattabilità e applicazione) la merita senza dubbio Jack Wilshere, un moto perpetuo che ha dominato in lungo e in largo per tutta la serata, rendendosi protagonista del lancio millimetrico che ha portato il danese numero 52 a sbloccare il match. Ma il vero migliore in campo, quello che da qualche tempo si stalla sopra tutti, è il gruppo, un gruppo di ragazzi cresciuti e allevati dalla competenza e dalla parsimonia di Arséne Wenger, ancora una volta inneggiato dai Gooners sul finire della gara. Un gruppo che sta facendo la differenza, a prescindere dalle qualità tecniche dei singoli, un gruppo che sta portando avanti un progetto iniziato tanto tempo fa, un gruppo che si vuole bene e che vuole finalmente vincere, giocando fino all'ultima goccia di sudore ogni partita che si presenterà da qui alla fine della stagione. Non posso sapere (e nemmeno vorrei) come finirà questa stagione, a me basta vedere questi ragazzi felici di giocare al football, orgogliosi di abbracciarsi l'uno con l'altro ogni qual volta si segna una rete; questa, per me, è la più grande vittoria che questo Arsenal mi possa dare.

FRA LA TONACA E LA TOGA

L’idea di un governo con il centro destra e senza Silvio Berlusconi è una speranza cui si uniscono in molti, fra politici, giornalisti e palazzi romani, anche se non sanno descriverne né i contorni né la legittimità. Mi stupisce quanta brava gente non comprenda il punto che consente a Berlusconi, nonostante tutto, di mantenere un vantaggio elettorale: la resistenza agli attacchi giudiziari. Il calore polemico offusca la mente e molti non si rendono conto di quanto alto sia il discredito della nostra giustizia. Pochi numeri, di una ricerca effettuata da Ferrari Nasi & Associati, la dicono lunga: il 54% degli italiani hanno poca o nessuna fiducia nella magistratura, collocandosi sopra la media europea; per il 56 i magistrati agiscono a fini politici; per l’86 un magistrato che sbaglia deve pagare, contrariamente a quel che avviene oggi; e per il 68% i magistrati dovrebbero essere controllati da un organismo indipendente, non composto da loro colleghi. E non si dica che gli italiani sono troppo severi, perché sono assai più generosi dei giudici che siedono alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che ci considerano direttamente incivili.
Gli italiani si sono fatti idee personali su quale possa essere il grado di responsabilità di Berlusconi, per ciascuna delle mille cose che gli sono imputate. E’ escluso che lo considerino un santo, ma gli riconoscono il miracolo di non avere ceduto. Una fetta consistente degli elettori ha continuato e continuerà a votarlo proprio per questo, perché sente che un nuovo colpo giustizialista, nuove condanne senza processi, incarnerebbe l’incubo della Repubblica giudiziaria. Del resto, diciassette atti d’inchieste penali offrono pezze d’appoggio per considerarle una persecuzione, anche prima che la commissione parlamentare considerasse tali le intercettazioni disposte dalla procura di Milano.

martedì 25 gennaio 2011

VERITA', BUGIE E SILENZI

E' scritto a pagina 130 del libro "Un calcio nel cuore", la verità su Calciopoli di Luciano Moggi, a chiare lettere e senza tanti giri di parole: "Era il 1999, da cinque anni stavo alla Juventus, mai ero rimasto in una società per così tanto tempo e la voglia di un'esperienza a Milano dove non avevo mai lavorato poteva diventare una sfida professionale interessante e stimolante.... Ricordo bene, era maggio. Mi incontro con Moratti, parliamo prima di programmi e poi di contratto. L'accordo di massima finisce su un foglio. Nero su bianco, insomma.".
Però, proprio ieri, lo stesso Massimo Moratti ha dichiarato: "Se ho mai pensato di prendere Luciano Moggi? Non mi piace smentire, per carattere, cose che si pensano che siano vere, e comunque non ho mai pensato di prendere Moggi.".
Chi dice la verità e chi mente?
Detta molto schiettamente: non mi interessa.
L'attenzione la sposto, ammettendo entrambe le verità.

MATCH PREVIEW: ARSENAL - IPSWICH TOWN

Ci siamo, stasera, dopo un periodo di grandi sacrifici e lavoro, c'è la possibilità di volare a Wembley, di disputare una finale, di posizionare definitivamente le basi per quello che sarà il domani. Il match, facile sulla carta, si fa sentire ora dopo ora, e questo offre la dimensione di quanto importante sia battere l'Ipswich Town, di quanto sia importante, per morale e fiducia, accedere ad una finale che (parole di chi come Mourinho l'ha vinta al suo primo anno sulla panchina del Chelsea) proietterebbe i Gunners, in caso di vittoria, ad un finale di stagione tutto da giocare, consapevoli della propria forza. E' una coppa molto particolare questa, e non meno importante di altri trofei. Particolare perché si aggiudica nell'ultimo week-end di febbraio, importante perché, vincendola, il gruppo si solidifica ulteriormente, prende consapevolezza della propria forza, affrontando il finale di stagione con una marcia in più; questo lo dice la storia della Coppa di Lega.
Formazioni in campo? Non mi interessa, chi ci sarà sarà consapevole di tutto questo, chi scenderà in campo dal primo minuto saprà perfettamente quello che dovrà fare. E' bello sentire questa partita, adoro sentire le partite. Non resta altro che aspettare ancora qualche ora, Wembley, in fin dei conti, non è poi così lontana.

lunedì 24 gennaio 2011

E' CONFUSO... O FORSE NO?

Lo scrive il giornale ufficiale delle indagini di calciopoli: "Se ho mai pensato di prendere Luciano Moggi? Non mi piace smentire, per carattere, cose che si pensano che siano vere, e comunque non ho mai pensato di prendere Moggi".
Parole di Massimo Moratti, intervenuto al seminario di aggiornamento per giornalisti sportivi intitolato "Il calcio e chi lo racconta" in corso a Coverciano.
Non resta altro che rimanere fiduciosi.

THE WORLD IS QUIET TODAY


LISTA UFFICIALE MOTOGP 2011

Questa la lista dei partecipanti al Campionato del Mondo MotoGP 2011, annunciata dalla FIM nella giornata di oggi.

E' CONFUSO

Sarà stata la batosta di Udine, in cui una buona Inter del primo tempo è rimasta negli spogliatoi per poi scendere in campo nella ripresa senza lucidità e gambe.
Ma questo passaggio va seriamente evidenziato: "Se consideriamo l'Inter come società che fa parte del calcio italiano...".
Non lo sa, ci mette un "se" per non sbagliarsi. Poi, però, rinsavisce, e dice la più grande (questa volta si) delle verità: "Se l'Inter ha vinto così tanto dopo calciopoli è la dimostrazione di quanto sia stata la truffa più grande del calcio italiano.".
In effetti così è: ma ci pensate senza calciopoli l'Inter.

LO STILE JUVENTUS / 27

Poi qualcuno, ancora, si domanda, nonostante abbiano vinto millanteria e chiacchiere da bar, come mai è stato così facile mettere a fuoco la sagoma di quello che una volta era il direttore generale della Juventus.
Deliri di onnipotenza, né più né meno, come tutti quelli usciti dalle intercettazioni telefoniche.
Stamane, il delirio, supera il confine: "Quando ero a Napoli e avevo Maradona e Careca di punta chiedevo a Renica di lanciare lungo davanti direttamente dalla difesa per fare riposare i centrocampisti ed aspettare la giocata del campione.". Leggera divagazione sul tema Ibrahimovic, quello che se ce l'hai vinci, altrimenti perdi. Stravagante, e contraddittoria, la motivazione: "Chi ha lui vince lo scudetto. E’ successo già 5 anni su 5.".
E già, vinto in quei cinque anni in cui il campionato di calcio italiano era paragonabile, con rispetto, alla Lega scozzese, per non dire peggio.
Simpatico anche il siparietto romano: "Contro il Cagliari sono stati decisivi i cambi con gli ingressi di Vucinic e Menez.". Non certo, in fatto di episodi decisivi, il non rigore assegnato ai capitolini.
Sulla Juventus? Niente, la solita minestra, d'altronde senza stile viene difficile parlare della Signora.

BET PREVIEW

Southend United v Macclesfield
Tip: Southend United to Win  
Stake: 8/10
Odds: 1.88




PRIX DE CORNULIER 2011

domenica 23 gennaio 2011

HIGHLIGHTS: ARSENAL 3-0 WIGAN ATHLETIC

NOBEL PER LA PACE / 91

Altro attacco missilistico obamiano in Pakistan, questa volta 4 vittime.

CUFFARO E LE SENTENZE

La sentenza della cassazione chiude un processo a Salvatore Cuffaro (che ha un altro procedimento in corso), ma apre un problema politico e istituzionale gigantesco. Siamo arrivati ad un tale livello di follia collettiva, si sono così intricati i rapporti fra politica e giustizia, che si può assistere allo spettacolo del partito in cui Cuffaro milita, un partito d’opposizione, l’Unione di Centro, assieme al quale si schiera la maggioranza di centro destra, che solidarizzano con il condannato, pur affermando di rispettare la sentenza. Come se il rispetto delle sentenze possa consistere nell’eseguirne il dispositivo e considerarne falso il contenuto. Già, perché se si giudica, come la sentenza fa, Cuffaro un politico che, approfittando della sua posizione, ha favorito la mafia, allora quel giudizio ricade sul suo partito e sui suoi amici, che, oltre tutto, si trovano in Parlamento grazie al determinate contributo dei voti cuffariani. Insomma, la via dell’“umano dispiacere”, scelta da Pier Ferdinando Casini e Marco Follini, non sta in piedi. La solidarietà espressa da Fabrizio Cicchitto e Gaetano Quagliarello non può essere letta se non come un contrasto totale con il merito e il dispositivo della sentenza. Da ieri definitiva.
E’ molto, ma non basta. Perché la via della condanna è stata scelta dalla Corte di cassazione, confermando la sentenza di secondo grado, dopo che il procuratore generale, ovvero colui il quale rappresenta le ragioni della sentenza di merito e, quindi, la pretesa punitiva dello Stato, aveva sostenuto, argomentando nel dettaglio, che l’aggravante mafiosa non era affatto provata. Insomma: è vero che Cuffaro passò delle notizie a Michele Aiello, e vero che aderì ad alcune sue raccomandazioni, ma lo fece pensando di rendere piaceri ad un uomo potente, non di favorire gli interessi della mafia. Che Cuffaro fosse consapevole di questo, secondo il procuratore generale, non era stato accertato dal processo e, quindi, aveva invitato la Corte a rinviare la posizione dell’ex governatore siciliano, ora anche ex senatore. Ma i giudici, appunto, sono stati di diverso avviso. E qui si apre una questione: è il procuratore generale, Giovanni Galati, ad aver preso lucciole per lanterne, o le due sentenze di merito ad avere indotto la cassazione a non indebolire l’impianto accusatorio? La vedo così: se l’accusatore riconosce alcune ragioni, importanti, dell’accusato è segno che si tratta di un procuratore onesto e coraggioso, ma se la sentenza gli dà torto, affermando che la pena da scontare è superiore a quella da lui richiesta, allora è un incapace. Qualcuno ha sbagliato, ed è bene che si sappia.

QUIRINALE & VATICANO

I sismografi di palazzo indicano il convergere di due zolle tettoniche: il Quirinale e il Vaticano. S’intende che la terra di mezzo, ove risiede, in non sempre buona compagnia, Silvio Berlusconi, è candidata ad un terremoto devastante. Ciò suggerisce la necessità di tornare a ragionare politicamente, vale a dire con conoscenza del terreno e una qualche idea sul futuro. Ammesso che qualcuno abbia creduto diversamente, sia chiaro che lo scontro riguarda il potere, non la morale. E il fatto che si resti a guardare (con gioia, stupore o raccapriccio) il non intaccato gradimento elettorale del presidente del Consiglio la dice lunga su quanto si sia smarrito il senso della politica.
La morale è una materia difficile da maneggiare. Il Presidente della Repubblica invita ad abbandonare le ideologie, retaggio del passato, e unirci tutti in un afflato di nazionale fratellanza. Bella cosa, ma non posso: non ho mai frequentato le ideologie. Lui, invece, né è sacerdote da una vita, e deve la sua posizione attuale all’esserne stato un sommo rappresentante. Mi scusi, ma perché dovrei abiurare io che non sbagliai, su invito di chi, invece, ha un torto grande come la storia dell’Europa, dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi? Le gerarchie vaticane, dal canto loro, non possono certo tacere innanzi alla copula di gruppo o al sesso cercato, compulsivamente, fuori dal matrimonio. Posso capire. Ma cerchino di capire anche noi, cui non dispiace l’idea che la nostra Corte di cassazione abbia fatto osservare alla loro Sacra Rota che è ora di finirla con le sentenze di nullità matrimoniale che sfondano il muro del ridicolo, laddove sappiamo tutti che si tratta di un mercato, di un paravento, di un modo per aggirare la legge italiana, non innocente e non gratis. Non recepiremo più quelle sentenze, e facciamo bene. Meglio tardi che mai. Ma guai a confondere: quando il segretario di Stato Vaticano, Tarcisio Bertone, avverte che oltre Tevere si condivide il “turbamento” di Giorgio Napolitano, noi leggiamo il messaggio politico, che suona forte e chiaro.
Il Vaticano è un mondo composito e non uniforme, e basterà vedere come taluno, oltre le mura leonine, attacca il nuovo Ior (la banca vaticana) per rendersene conto. Una parte di quel mondo ha trovato ampia convenienza nel benedire i pensieri, le opere e le azioni del centro destra e del suo capo, inventore e coagulante: Berlusconi. Un’altra parte trova conveniente far osservare che non sta bene appoggiarsi e appoggiare chi pratica condotte così distanti dalla dottrina. Immagino il cielo sappia indicare loro chi altro potrebbe meglio adattarsi a quel format. Il Quirinale è meno plurale, anche perché meno affollato, ma alle prese con un problema delicato: il Presidente della Repubblica detesta Berlusconi, ma quello s’ostina a prendere più voti degli altri. Disdicevole. Non v’è chi non veda che cambiare governo in corso di legislatura, data la nostra Costituzione e la nostra legge elettorale, è operazione ad altissimo rischio istituzionale. Quindi si sono messi in testa la seguente cosa: costringiamo Berlusconi a chiedere lui il cambio di cavallo. Se lo scordino.

sabato 22 gennaio 2011

REPORT: ARSENAL 3-0 WIGAN ATHLETIC

Partita dominata, come doveva essere, dal primo all'ultimo minuto, senza dare respiro ai Latics, senza offrire un solo (uno solo) tiro nei primi quarantacinque minuti, conclusi con 11 tiri fatti e il 67% di possesso palla. Semplicemente impressionanti.
Giornata completata con l'hat-trick di Robin van Persie (ed un rigore fallito), che ha confermato quanto andiamo scrivendo da queste parti da un po' di tempo.
Che altro dire, stasera sono realmente senza parole, e allora mi viene in mente una data, nemmeno troppo vecchia (anche se sembra passato un secolo), quando in un lunedì notte, e grazie al nostro talento, fummo capaci di cambiare il corso della storia, capendo una volta per tutte il valore effettivo della squadra, della capacità della squadra di mettere in pratica il lavoro di quasi cinque anni.
Oggi come allora l'estasi è tanta, mentre l'Arsenal continua a scrivere le pagine della storia.

IN ATTESA DELLE MOTIVAZIONI / 1

L'Associazione GiùleManidallaJuve, in merito alla notizia apparsa oggi sul quotidiano TuttoSport riguardante l'esito del ricorso al Consiglio di Stato, datato 6/11/2008 e basato sulle note violazioni giuridiche e costituzionali avvenute nel 2006 che portarono alla retrocessione della società Juventus, rilascia un comunicato stampa.

VERSO L'AMERIQUE

Domenica prossima sarà Prix d'Amérique, senza Lisa ma con Lana, mentre domani, tanto per iniziare, sarà giornata di trotto montato, sarà il giorno del Prix de Cornulier.
In pista un'altra nostra portacolori, La Dany Bar. Non avrà nulla da perdere, ma solo da guadagnare; domani vediamo dove arriva.

IN ATTESA DELLE MOTIVAZIONI

Costa cara all’asso­ciazione GiulemanidallaJuve la battaglia legale combattu­ta presso il Tar e il Consiglio di Stato per vedere cancella­te le sentenze sportive parto­rite nel 2006 sulla vicenda Calciopoli. Proprio il Consi­glio di Stato (relatore Rober­ta Vigotti, presidente Luigi Maruotti), ultimo grado di appello amministrativo, ha confermato il difetto di legit­timazione dell’associazione di tifosi e azionisti Juve a costi­tuirsi in vece del club (che non l’ha mai fatto) nelle sedi amministrative e bocciato il suo ricorso. La sesta sezione del supremo organo ammini­strativo non ha solo chiuso il capitolo del procedimento aperto da Glmdj, ma anche sanzionato il ricorrente a rifondere le onerose spese le­gali: 12 mila euro a Coni, Figc e Inter (che resisteva all’espo­sto per difendere lo scudetto del 2006), oltre che al Mini­stero dello sport, citato an­ch’esso nell’atto, che era sta­to bocciato dal Tar il 5 giugno 2008, per un totale di 40 mi­la euro.

VOTI BASSI

Barack Obama averaged 46.7% job approval in his second full year in office, spanning Jan. 20, 2010-Jan. 19, 2011. That places Obama's approval on the low end compared with other presidents elected to office since World War II -- similar to the averages of Jimmy Carter and Bill Clinton, but better than Ronald Reagan's historical low second-year average.

BET PREVIEW

Arsenal v Wigan Athletic
Tip: Theo Walcott score in anytime  
Stake: 8/10
Odds: 2.25



Arsenal Line-Up (4-2-3-1)
53.Wojciech Szczesny; 3.Bacary Sagna, 20.Johan Djourou, 6.Laurent Koscielny, 28.Kieran Gibbs; 19.Jack Wilshere, 17.Alexandre Song; 14.Theo Walcott, 4.Cesc Fabregas, 8.Samir Nasri; 10.Robin van Persie.

MATCH PREVIEW: ARSENAL - WIGAN ATHLETIC

Come scritto da It's not just about football, inizia un periodo in cui giocheremo gran parte delle partite, e della stagione, in casa, all'Emirates Stadium. Un periodo a dir poco importante, visto che i nostri avversari diretti, chi più chi meno, dovranno affrontare incontri e trasferte non propriamente semplici.
Ma veniamo a noi, solo a noi, perché alla fine, nel bene e nel male, saranno i nostri risultati a determinare eventuali successi finali.
Ospitiamo il Wigan, che non meno di un mese fa ci costrinse ad un pareggio. Oggi, e senza pensare al risultato del DW Stadium, serviranno i tre punti, servirà un'altra, l'ennesima, prestazione convincente come lo è stata tre sere fa ad Elland Road.
In campo, con ogni probabilità, sarà ancora il turno di Wojciech Szczesny tra i pali, per confermare a Wenger di essere il futuro numero uno dei Gunners. La linea a quattro sarà composta da Sagna a destra e Gibbs a sinistra, mentre i centrali saranno ancora Koscielny e Dj, con quest'ultimo chiamato ancora una volta a dimostrare di essere il centrale difensivo del futuro.
La mediana, dopo l'ottima prova di Denilson contro il Leeds United, sarà composta da Song e Wilshere. In attacco ci sarà il confermatissimo, e sempre più decisivo, Robin van Persie, che sarà sostenuto da Walcott a destra, Fabregas centrale e Nasri a sinistra.
Ora cannoni incrociati, e pronti a vivere un altro intenso pomeriggio targato AFC1886.

venerdì 21 gennaio 2011

BET PREVIEW

Barnsley v Swansea
Tip: Swansea to Win  
Stake: 8/10
Odds: 2.15


Mark Robins è pieno di guai, e manco pochi. I Tykes, per l'impegno del 28° turno di Championship, dovranno fare a meno del duo difensivo composto da Stephen Foster e Jason Shackell, entrambi out per squalifica. A questo si aggiunge l'assenza, per infortunio, degli altri due centrali di ruolo: Jay McEveley e Luca Potter. Una situazione di emergenza totale. Anche Adam Hammill, che ha di recente firmato un contratto con i Wolves, non sarà del match, al contrario di Jim O'Brien, che dovrebbe far parte dell'11 titolare.
Brendan Rodgers, invece, non avrà grossi problemi di formazione. Gli Swans partono alla volta dell'Oakwell di Barnsley con il serio intento di proseguire il sogno promozione. Il centrocampista Leon Britton sarà a disposizione di Rodgers, che dovrà scegliere come utilizzarlo, visto l'enorme potenziale nella zona di centrocampo che ha a disposizione. Darren Pratley, Mark Gower, Joe Allen e Kemy Agustien, al momento, garantisco una qualità di base ben oltre la media della Lega. Anche Andrea Orlandi è tornato ad allenarsi dopo l'infortunio alla coscia, e potrebbe usufruire di qualche minuto. Unici due problemi saranno l'assenza del terzino sinistro Neil Taylor, per un problema alla caviglia che lo terrà fuori per almeno tre settimane, e del capitano (ormai lungodegente) Garry Monk. Quindi è probabile che venga riproposto il quartetto difensivo che ha ottenuto un clean sheet nella gara contro il Crystal Palace: Alan Tate, Ashley Williams, Angel Rangel e Ashley Richards.

GRADITI RITORNI / 1

La diagnosi è di sei settimane, giorno più giorno meno. L'ha detto, in relazione al ritorno in campo di Vermaelen, Arséne Wenger attraverso il sito ufficiale dell'Arsenal: "The time to be back, if all goes well, they tell me is six weeks. A bit more, a bit less I don't know. But I count six weeks.". In teoria, e di conseguenza, pare esclusa la presenza del centrale belga nella gara di andata dell'ottavo di Champions League contro il Barcelona.

BET PREVIEW

Southend United v Bury
Tip: Bury to Win - Draw no Bet 
Stake: 8/10
Odds: 1.81



Paul Sturrock avrà a disposizione il giovane centrocampista Lee Sawyer, anche se pare improbabile un suo impiego dal primo minuto. Mark Phillips, dopo essere tornato in panchina nell'ultimo match dovrebbe partire dal primo minuto. Glenn Morris dovrebbe mantenere il suo posto tra i pali, nonostante Rhys Evans si candidi come alternativa.
Gli Shakers non hanno alcun tipo di problema di formazione. Alan Knill potrà contare sull'attaccante Andy Bishop, anche se la sua presenza è ancora in dubbio.
Gli Shrimpers giungono a questo appuntamento dopo una vittoria, di valore, contro il Rotherham, ma il cammino tra le mura del Roots Hall, fino a questo momento, non è dei più incoraggianti: 3 vinte, 2 pareggiate e 5 perse, 12 gol fatti, 16 subiti. Gli Shakers, invece, stanno attraversando un momento a dir poco delicato. Non vincono dal 23 novembre (0-5 contro il Lincoln City) e nelle ultime sei gare sono arrivati 3 pareggi e altrettante sconfitte. Lontano dal Gigg Lane Stadium, però, i ragazzi di Alan Knill hanno offerto un rendimento davvero ottimo, risultando, ad oggi, la miglior formazione esterna della League Two: 7 vittorie, 1 pareggio e 4 sconfitte, segnando 24 gol (il miglior attacco esterno della Lega) e subendone 14.

LA PROCURA DA' I NUMERI

E va bene, siamo un Paese incivile, facciamo i processi in piazza e ce ne freghiamo delle leggi. Nessuno che abbia sale in zucca crede più nella giustizia, ma ciascuno può cogliere le opportunità che sorgono dal suo disfacimento. Ad esempio: telefonare ai protagonisti di un’inchiesta, alla gente intercettata, e chiedere chiarimenti e particolari. Magari si può chiamare solo per insultare, o, più caritatevolmente, per manifestare solidarietà. I numeri di telefono? Non c’è problema, li fornisce la magistratura, come tutto il resto del materiale nel quale rotolarsi con guardonesca lussuria.
I numeri possono essere utili anche nel caso si sia depressi e solinghi, senza neanche avere il privilegio di conoscere direttamente Lele Mora e la sua prestigiosa agenzia. Sebbene, occorre riconoscerlo, in questo modo la procura fa concorrenza sleale a quotidiani come il Corriere della Sera, che monetizzano la diffusione di numeri personali e di agenzie intente a intessere “relazioni sociali”, senza beninteso, che ciò abbia nulla a che vedere con il mercato della prostituzione. Magistrati disintermediatori, una chicca.
Siccome tale modo d’amministrare la giustizia mi fa ribrezzo, neanche leggo i testi delle intercettazioni. Rifiuto d’allinearmi alla barbarie. Ma mi hanno inviato i documenti, scaricati dalla rete e non sottratti nottetempo in procura, facendomi osservare che accanto ai nomi della fauna parlante c’è, puntualmente, il numero di telefono. Non volevo crederci e ho controllato: è vero. Gente non indagata (e se anche lo fosse, non cambierebbe nulla) di cui è gettata sulla piazza non solo la vita, ma anche l’indirizzo e il numero di telefono. Il tutto allo scopo, ufficiale e mendace, di documentare la necessità di effettuare una perquisizione, laddove, all’evidenza, la richiesta è totalmente inutile, perché dopo questo pandemonio, ammesso che ci fosse qualche cosa da perquisire e acquisire, a questo punto non c’è più. Quindi, inutile essere ipocriti, falsi e bugiardi, lo scopo era uno solo: imbandire, subito, il processo in piazza.

giovedì 20 gennaio 2011

DIFFERENZE

Simon Grayson (Manager Leeds United): "The players can be proud of what they achieved with their work-ethic, the way they passed it at times, and an attitude to never give in. The atmosphere was unbelievable and the national media who were there understand what we are all about if they didn't know already.".
Questo, invece, quello che accade in Italia.

CAMPAGNA ELETTORALE / 8

Sarah Palin non e' mai stata cosi' in basso negli indici di popolarita'.L'icona dei Tea Party oggi non piace al 56% degli americani e solo il 36% la giudica favorevolmente.
E' quanto emerge da un sondaggio elaborato dalla Cnn, secondo cui l'ex governatrice dell'Alaska ha perso 7 punti rispetto a novembre, all'epoca delle elezioni di medio-termine.
Un duro colpo, in previsione della stagione delle primarie repubblicane per stabilire il candidato conservatore per la corsa alla Casa Bianca del 2012.

HIGHLIGHT: LEEDS UNITED 1-3 ARSENAL

PENTOLONE DA PAURA

Quel che bolle nel pentolone Italia fa schifo. C’è chi se ne compiace, chi ne sniffa a piene nari il vapore peso e unto. I pezzi che galleggiano e s’immergono nella broda mi ricordano il peggio. E’ una malattia profonda, un’infezione cronica, una debolezza culturale ed etica del nostro centocinquantenario mondo. Quel pentolone va rovesciato, prendendo atto che la legislatura è finita. Inutilmente trascorsa. Se non si amputa va in cancrena il resto.
Per cercare di discernere i torti dalle ragioni occorre affidarsi ai ricordi. Gli olezzi odierni non lo consentono. Il moralismo mi sta sul gozzo, è un paravento di porcherie. Ritengo che ciascuno possa fare quel che gli pare, nel rispetto della decenza e della volontà altrui. La decenza è importante: abbiamo il diritto di assolvere ai nostri bisogni, non quello di farlo stando sul terrazzo. La rassegna di fanciulle frequentanti la casa di Silvio Berlusconi non ha ancora presentanto una sola Cosette (I Miserabili, Victor Hugo, se non lo avete letto prendetevi il lusso e la gioia di farlo). Ma non è questo il punto. Il fatto è che a me, laico, i capi politici dediti alla genuflessione papalina hanno fracassato l’anima con predicozzi sul valore sacro della famiglia, salvo poi farsene diverse o abbandonarsi al lenocinio. Dire una cosa e farne un’altra non è un buon costume. Eppure si può sopportare, perché davanti ad una sinistra che s’accodò al fascistissimo giustizialismo manettaro era opportuno e saggio puntare su chi diceva di volere cambiare la nostra giustizia. La peggiore del mondo civile, e anche di quello scarsamente civilizzato. Ma anche questa legislatura è andata sprecata, ancora una volta abbiamo in mano i cocci delle barricate personali. Non userò mai il latinorum dei vili (modello “par condicio” o “ad personam”), preferisco l’italiano schietto: il centro destra ha fallito.

mercoledì 19 gennaio 2011

REPORT: LEEDS UNITED 1-3 ARSENAL

Hanno vinto tutti, a prescindere dal risultato e dalla qualificazione. Ha vinto l'Arsenal, perché di un tasso tecnico superiore, ma soprattutto perché quel tasso tecnico è stato accompagnato fin dal primo minuto da una cattiveria agonistica che ha creato la disparità. Ha vinto l'Arsenal perché questa tipologia di gara ha confermato quello che Arséne Wenger attendeva da cinque anni: la capacità di capire quando è il momento di fare sul serio. Ha vinto il Leeds United, dimostrando di valere la Premier League, certificando nella FA Cup, di fronte ad un Arsenal, il proprio valore. Ha vinto Elland Road, tutta. Al 18' della prima frazione l'apoteosi: 34mila sciarpe bianche sventolavano nel cielo, sorrette dai canti che uscivano dalla voce degli Whites, dall'altra parte 6mila Gooners che inneggiavano l'Arsenal; chapeau a tutti!
In pillole: ha vinto il calcio inglese, la FA Cup, la cultura sportiva di un'intera nazione.
Ora la gara.

FINIREMO LI'

Il quadro è surreale, e il soggetto, in questo caso il nostro "Bel Paese", assomiglia sempre più alla "giovane vergine autosodomizzata" messa in olio su tela da Salvador Dalí.
C’è un potere militante e irresponsabile che si diverte a sovvertire l’espressione della sovranità popolare, da Berlusconi a Prodi, dalle giunte di destra a quelle di sinistra.
L'Italia, a grossi, è questa. Le decennali inchieste sul conto del Premier sono da repubblica delle banane, l'opposizione, invece che fare opposizione, vuole abbattere Berlusconi al solito modo, con i giudici e con lo sputtanamento totale, non alle urne.
Berlusconi, invece, si è fatto male da solo, sarebbe bastato non assoldare escort di ogni tipo per evitare lo sputtanamento a mezzo stampa.
Un'opposizione seria non c'è, una maggioranza seria non esiste più, il vuoto lasciato, prima o poi, sarà colmato, e la sensazione è che a penetrare sarà ancora una volta il corno del rinoceronte.

"TRIPLA A" O DEFAULT?

La visita del presidente cinese Hu Jintao a Washington domani non poteva avvenire con una premessa più chiara, visto che in un’intervista scritta al Wall Street Journal di ieri ha annunciato con tagliente durezza che l’era di un sistema monetario mondiale dominato dal dollaro “appartiene al passato”.
Oscar Giannino approfondisce l'argomento, e un dato salta subito all'occhio: il 70% dei cittadini americani, negli ultimi sondaggi, si dichiara fantasticamente favorevole al default tecnico. Fantasticamente perché è un giudizio che la dice lunga su che tipo di contribuenti siano gli americani: di fronte a politici che non riescono a fermare la spirale compulsiva del debito e del deficit pubblico, a differenza degli italiani che continuano a credere che il problema a sia l’evasione fiscale gli americani preferiscono il crac. Almeno ferma l’orologio del debito, e addossa ai politici la chiara responsabilità del disastro, una volta per tutte nella storia. 

NUMERI DA PREDATOR

September's record number of 21 strikes was followed by 16 strikes in October, 14 in November, and 12 in December. The previous monthly high was 11 strikes in January 2010, after the Taliban and al Qaeda executed a successful suicide attack at Combat Outpost Chapman that targeted CIA personnel who were active in gathering intelligence for the Predator campaign in Pakistan. The suicide bombing at COP Chapman killed seven CIA officials and a Jordanian intelligence officer.
The US carried out 117 attacks inside Pakistan in 2010, more than doubling the number of strikes in 2009. In late August 2010, the US exceeded 2009's strike total of 53 with a strike in Kurram. In 2008, the US carried out a total of 36 strikes inside Pakistan.

BET PREVIEW

Leeds United v Arsenal
Tip: Over 1.5 HT 
Stake: 8/10
Odds: 2.40



E' il replay di FA Cup, l'ultimo del terzo turno, che porterà una della due formazioni a giocare contro l'Huddersfield Town nel turno successivo. Ad Elland Road i sarà il tutto esaurito: 36000 Whites contro 6000 Gonners. In campo la voglia, da entrambe le parti, di proseguire il cammino della coppa nazionale più affascinante del globo.

MATCH PREVIEW: LEEDS UNITED - ARSENAL

Ci siamo, stasera ad Elland Road andrà in scena il replay di FA Cup e la partita, non per mettere le mani avanti, sarà più complicata di quel che sembra, più complicata rispetto alla categoria che attualmente ci differenzia. Ci saranno 34000 voci a spingere gli Whites, saremo in 6000 (il 15% della capienza dell'impianto, in FA Cup questa è la regola) a non fare sentire soli Wenger & Co. Sulle formazioni c'è ancora stretto riserbo, anche se è probabile che sia noi che loro adotteremo il miglior undici che in questo momento è possibile. Importante andare avanti? Assolutamente si, la miglior medicina per proseguire questa stagione è continuare su tutti i fronti, senza pensare troppo a quel che sarà domani. Ma non sarà facile, questo credo sia chiaro. Di sicuro, anche con l'undici che ha espugnato Upton Park, il Leeds, come scrive un Gooner, è molto meglio del West Ham. Cannoni incrociati e un solo grido: c'mon Gunners.

NOBEL PER LA PACE / 90

Sesto attacco statunitense dell'anno in territorio pakistano. L'attacco ha avuto luogo nella zona di Datta Khel, un centro di comando e di controllo di al Qaeda e gruppi terroristici affini. Cinque le vittime.

martedì 18 gennaio 2011

GRADITI RITORNI

Fino a ieri pareva destinato a stare fuori fino ad aprile, poi in serata correvano voci che la stagione era praticamente finita, nella notte, sul sito ufficiale, la notizia più attesa, quella che ha fatto dormire sonno tranquilli a tutti i Gooners del globo: Vermaelen tornerà in campo il 16 febbraio, contro il Barcelona; speriamo. 

MARSHGATE LANE / 1

Oggi così, domani l'ingresso principale dei Giochi Olimpici del 2012
"How am I driving?" non perde tempo, e scatta quel che domani non sarà più possibile vedere, toccare, camminare. Immagini di una Londra lontana dall'Inghilterra, immagini che porteranno con se la cultura e la storia di luoghi che rimarranno per sempre nel nostro immaginario.

NEL FANGO

Vista da fuori l’Italia sembra un’arena di lottatori nel fango. Sembra che a nessuno importi nulla del danno arrecato non dico all’immagine, ma direttamente ai nostri interessi. Sembra che a nessuno importi un fico secco dei tantissimi italiani che si distinguono ed eccellono in giro per il mondo, cui la sera s’infligge il supplizio di spiegare cosa diavolo succede nel loro Paese. I più ottimisti dicono: anche negli Stati Uniti il Presidente è stato costretto a parlare di quel che avvenne sotto al tavolo dello studio ovale. E’ vero, ma il tutto durò qualche mese, fu comunque un danno, colpì la sua credibilità (anche perché non era credibile), e tutto si chiuse con la suturazione della ferita giudiziaria e l’inesistenza di motivi per procedere. Noi andiamo avanti da diciassette anni.
I brasiliani che si tengono Cesare Battisti (e lo fanno per mettere in difficoltà i rapporti con le nostre imprese, non certo per amore d’un personaggio spregevole quanto pochi altri) possono sempre dirci: non ci siamo mai permessi di descrivere la vostra giustizia con parole così colorite quali quelle utilizzate da chi vi governa. Tesi strumentale, ma non priva di fondamento. La stampa anglosassone pubblica quel che giunge dai festini, ma sottolineando che la fonte sono gli uffici giudiziari. Come a dire: un Paese incivile, ove rivolgersi alla giustizia serve solo ad esporsi al pubblico ludibrio. Da noi sono tutti pronti a far le prime pagine per le inchieste più inverosimili, in cui costumi debosciati vengono descritti come (improbabili) crimini, ma la notizia che i delinquenti condannati se ne vanno a spasso perché il signor giudice impiega più di quattro anni per redigere la sentenza finisce nelle pagine di cronaca, ci vive un solo giorno e poi se ne ricorda solo il citato criminale, che ci fa marameo a tutti.

LO AVEVAMO VISTO

Le dimissioni di Silvio Berlusconi non sono un evento probabile. Neanche auspicabile. Anzi, sarebbero una tragedia, un errore imperdonabile, un danno non ai suoi tifosi o agli interessi che direttamente egli rappresenta, ma all’Italia, che si vedrebbe nuovamente condannata a non uscire dalla propria storia peggiore. Le ammiraglie del giornalismo muovono in quella direzione, offrendo, in cambio delle dimissioni, il diritto di nominare il successore. Sembra una posizione cinica, invece è sintomo di scarso, o punto, senso delle istituzioni. E della storia, direi.
La questione rilevante non è l’ennesima inchiesta, nella quale si materializza l’essere giunti al fondo del trogolo, ma un attacco e una resistenza oramai privi di senso politico. In una democrazia la condotta privata dei governanti è rilevante, e quella cui s’è dedicato il presidente del Consiglio non accettabile. Ma è materia che si sottopone agli elettori. La pretesa della penalizzazione nasce dalla convinzione che gli elettori non sarebbero disposti a cambiare governate, sicché debbano essere le baionette giudiziarie a provvedere. Un incubo, questo, che viviamo dal 1992-1994, e dal quale non usciremo se non avendo il coraggio della verità e la forza delle riforme. Oggi, invece, anche nelle vicende pecorecce che colmano le pagine di un giornalismo cieco all’Italia, viviamo la viltà dell’attentato e lo sfinimento del campare senza cambiare.
Anche il più accanito degli antiberlusconiani non può non accorgersi che è pazzesco pensarlo al centro di trame mafiose, intrallazzi finanziari e traffico di prostitute. Si deve essere fuori di testa per immaginare una roba simile. Ma anche il più severo degli antigiustizialisti non può non osservare che i pubblici ministeri non possono essere sfidati e svillaneggiati uno ad uno, mano a mano che si fanno avanti, come se non spettasse al legislatore cambiare le regole in base alle quali agiscono. Se non si è capaci di farlo allora sì, sarà meglio togliersi di torno.

lunedì 17 gennaio 2011

MARSHGATE LANE

C'è una storia, di Sport, che sta per iniziare, e questo Blog in collaborazione con "How am I driving?" ve la racconterà.
In questa "prima" il racconto lo lascio integrale, senza scalfire nemmeno una parola, senza farvi perdere l'emozione di camminare per Marshgate Lane.
Una via dispersa in una zona industriale dell'est di Londra. Vicino ci sono paludi, zanzare, topi, rumori di piccoli business. Alcuni caffe' dove il menu e unico: English Breakfast servito con caffe lungo, lunghissimo... macchiato con una goccia di latte. Quando si vedeva uno in giacca e cravatta in queste zone, lo si guardava sempre con sospetto.
Queste zone non erano neppure segnate nelle mappe della citta'. Alcuni anni fa, una ventina di anni fa, una linea della DLS collegava Stratford alla City Londinese, Canary Warf.
Ma pochi di coloro che lavoravano negli uffici dorati della city prendevano questo lento trenino, l'overground. Casomai in queste zone di Londra ci vivevano coloro che lavoravano si alla City, ma nei ristoranti, nelle imprese delle pulizie o coloro che ancora erano alle prime armi.

BET PREVIEW

Milton Keynes Dons v Plymouth
Tip: Milton Keynes Dons to Win 
Stake: 9/10
Odds: 1.70



Karl Robinson, dopo la vittoria per 2-0 con il Tranmere Rovers, ha dichiarato: "I want us to be tagged as the best football team in the league, that's my objective.". Pochi peli sulla lingua dunque, obbiettivo primario giocare un grande football, per accedere, a fine stagione, ai play-off. La squadra più "dottor Jekyll e signor Hyde" della Lega, sembra pronta al salto di qualità. All'MK Stadium la costruzione di questo prestigioso traguardo: tra le mura amiche, i Dons hanno raccolto, nelle dodici apparizioni, ben 9 vittorie, 2 pareggi ed una sola sconfitta (1-4 contro lo Sheffield Wednesday), andando a segno per 20 volte e subendo appena 9 reti, migliore difesa interna del campionato.
Di contro, ci sarà un Plymouth che giunge a questo appuntamento con una striscia negativa di tre partite, perse rispettivamente con Bournemouth (3-0) e Huddersfield (3-2) in trasferta, e contro l'Oldham Athletic (0-2) in casa, Oldham che arrivava dalla sonora sconfitta per 6-0 nella gara contro i Saints.
I Pilgrims, lontani da Home Park, hanno raccolto, nelle 11 apparizioni, 3 vittorie, 2 pareggi e ben 6 sconfitte, segnando 14 gol e subendone 21, questi ultimi che fanno della difesa tra le peggiori del torneo.
Nessun precedente tra le due formazioni.

CALCIOPOLI E' VIVA

"Il responsabile degli arbitri, Nicchi, deve scendere dalla propria torre d'avorio e dare risposte a noi e ai palermitani, che chiedono giustizia. Secondo le classifiche stilate da alcune emittenti lombarde al netto degli errori arbitrali il Palermo sarebbe stato primo in classifica dopo il girone d'andata. Nel 2011 ci sono state sviste grossolane contro Bari, Chievo e oggi a Cagliari. Il fuorigioco di quest'ultima partita (offside di Matri nell'azione del primo gol del Cagliari ndr), sarebbe stato in grado di fischiarlo anche un bambino delle elementari, dunque o il guardalinee è incapace, oppure c'è qualcosa di peggio dietro. Se andaste al casinò per puntare sul rosso o sul nero, e uscisse sempre e comunque il rosso, non andreste a chiedere legittimamente spiegazioni al direttore del casinò? Ripeto, Nicchi dovrà scendere dalla torre d'avorio, al livello degli altri esseri umani, e fornire spiegazioni alla società e ai palermitani".
A parte il fatto che se esce sempre il rosso, in un tavolo da roulette di un casinò, le spiegazioni si dovrebbero chiedere solo ed esclusivamente al caso, ma il punto è: ma possibile che c'è sempre qualcosa dietro?

TRENTATREESIMI

La disparità tra il nostro calcio è quello del resto d'Europa è basato su criteri quali: il comportamento dei tifosi, gli atteggiamenti positivi dei giocatori, il rispetto dell'avversario e dell'arbitro. In pillole: cultura sportiva.
Lo dice anche il nuovo metodo (Fair Play della Uefa) che assegnerà, dalla stagione 2011/2012, un posto supplementare alle tre migliori nazioni europee al primo turno eliminatorio della Europa League.
L'Italia è "solo" trentatreesima, ma questo è un dettaglio.
Ernesto Paolillo, in tema di fair play finanziario, ci tiene a sottolineare: "Esistono delle disparità tra le situazioni bilancistiche delle nostre squadre rispetto a quelle estere. Non disponiamo di stadi, non abbiamo il pubblico che viene allo stadio perché i nostri impianti non sono all'altezza, non abbiamo ancora la nuova legge sugli stadi.".
Ecco spiegato il motivo: nazioni come la Norvegia, l'Eire, la Svezia, la Finlandia e addirittura l'Islanda, per non parlare di Inghilterra e Germania, hanno stadi di proprietà, la gente che va nello stesso perché trova il confort di un'impianto moderno, ed è garantita dalla legislatura giuridica.
Chiude così: "Il calcio italiano pagherà pesantemente questa introduzione, ma questo non vuol dire che non sia corretta."
Esatto, il calcio italiano la pagherà, la Juventus forse no.
Perché sta ultimando uno stadio di proprietà e costruendo, sulle ceneri di calciopoli, un futuro competitivo. Proprio come ai tempi di Giraudo, ben 5 anni fa.

CAMPAGNA ELETTORALE / 7

Camillo informa: Si chiama Herman Cain, magnate della pizza, il nome nuovo tra i repubblicani in vista delle presidenziali del 2012.

L'ACUTO DI LANA

Ora anche nel Prix Tenor de Baune, che si aggiunge, con il passare degli anni, alle perle che ha saputo sfoderare nella sua fantastica carriera Lana del Rio.
Dal Premio Pienza al Tino Triossi, passando per il Premio Emilia, Lana ha sempre dimostrato una cosa: se entra in azione, dopo corsa tatticamente accorta, nei 700 metri finali, può battere chiunque; è devastante.
L'ha fatto anche ieri, a Vincennes, vincendo sulla distanza dei 2700 metri (partenza tra i nastri) in 1.13.1, standosene accorta per 1800 metri per poi chiudere, bene, molto bene, su Ready Cash (successivamente distanziato), uno dei favoriti dell'Amérique di fine mese.
Lisa, dopo le recenti analisi cliniche, ha dato forfait all'appuntamento dell'anno, e se ne riparlerà l'anno prossimo. Lana, la Lana vista ieri pomeriggio, lo può correre, e credo anche bene, un tentativo che, senza pressioni, porterebbe esperienza, utile per entrare a titolo definitivo nel giro dei grandi, quelli che dal marzo prossimo inizieranno a sfidarsi sulle piste di mezza Europa.

LO STILE JUVENTUS / 26

Stamane c'è da divertirsi, un po' come quando si va al circo e la scena viene presa dai clown.
In ordine. Del Milan, quello che vincerà lo scudetto, scrive ancora di occasione sprecata, come quella con la Roma prima delle feste e come quella con l'Udinese della settimana scorsa. Non si legge di crisi rossonera (a Cagliari, nonostante la vittoria grazie ad un gol in fuorigioco, si erano ampiamente intraviste le difficoltà), ma di occasioni mancate, come se quest'ultime fossero sinonimo di episodi sfortunati (il Milan!!).
Per il Napoli opta per un pari che ci può stare, perché Sinisa Mihajlovic, a differenza di Gigi Delneri (quello che il gol del pareggio l'aveva fatto), ha bloccato le fasce limitando fortemente la pericolosità offensiva del Napoli.
L'Inter, invece, è rinata grazie a Leonardo (che stimo moltissimo come persona), perché quel Benitez, soprattutto sotto il profilo mentale, non aveva dato ai neroazzurri la giusta spinta. Bene, poi c'è il riferimento, che è fantastico: "basti pensare a Maicon che sembrava giocasse il fratello e a Milito.". Alcuni numeri. Sulle 18 partite disputate dall'Inter in campionato, il Signor Maicon ha disputato 10 gare: 7 con Benitez, 3 con Leonardo; per il resto della stagione si è portato dietro un fastidiosissimo infortunio. Nelle apparizioni con Benitez, e con quell'Inter, le vittorie sono state 4, 2 i pareggi e la sola sconfitta nel Derby, per un totale di 14 punti sui 21 a disposizione (il ciclo riguardava gli scontri, tra le altre, contro Juventus, Roma e Milan, per non contare le due genovesi e il Palermo). Con Leonardo, e cioè dopo il mondiale per club, su tre partite sono arrivate altrettante vittorie, e una condizione atletica in continuo miglioramento. Questo discorso lo si può estendere a Milito, così come a Cambiasso, Chivu e Stankovic, per non parlare di Walter Samuel fuori dai giochi, da un bel pezzo, per tutta la stagione. Benitez ha giocato la sue ultime gare di campionato, e di conseguenza di Champions (qualificandosi alla fase finale) con questi giocatori titolari dal primo minuto: Castellazzi, Biabiany, Pandev, Santon, Natalino, Coutinho, Nwankwo, Alibec, Benedetti e addirittura Orlandoni a Brema. L'altra sera a San Siro, così come dal giorno della Befana, l'Inter in campo era così disposta: Castellazzi, Maicon, Lucio, Cordoba, Chivu, Motta, Cambiasso, Zanetti, Stankovic, Eto'o, Milito; domanda: ma di cosa stiamo parlando?