...il Rock lo preferisco corretto Blues

martedì 30 settembre 2008

MONICA BELLUCCI, AUGURI!

Monica Anna Maria Bellucci (Città di Castello, 30 settembre 1964)
Nata a Città di Castello, ma residente a Lama, una frazione di San Giustino, fino a che non si è trasferita in Francia, inizia a lavorare come modella per pagarsi gli studi presso la facoltà di giurisprudenza dell'Università di Perugia, che tuttavia abbandona presto per dedicarsi completamente alla passerella.
La carriera cinematografica inizia nei primi anni novanta. Nel 1992 fa la sua prima comparsa in un film in lingua inglese: Dracula di Bram Stoker (diretto da Francis Ford Coppola) nel ruolo di una delle tre concubine del conte Dracula. La sua popolarità però inizia ad aumentare nel 2000 quando gira il film italiano Malèna e soprattutto quando interpreta i ruoli di Persephone in Matrix Reloaded e Matrix Revolutions e di Maria Maddalena ne La passione di Cristo diretta da Mel Gibson.
Nel novembre 2007 diventa testimonial per Intimissimi e recita nel cortometraggio Heart Tango diretto da Gabriele Muccino.
Parla l'italiano, il francese e l'inglese. Nella Passione di Cristo ha inoltre recitato in aramaico.
di Cirdan

LA PAURA

Li chiamano xenofobi, e quelli prendono i voti dei turchi e degli slavi. Li chiamano nostalgici e reazionari, e quelli prendono i voti dei giovani, razziando fra i sedicenni per la prima volta chiamati alle urne. Può darsi che a molti non freghi niente di quel che è successo in Austria, ma è solo una variante di un più generale problema democratico, che coinvolge anche noi.
Per raccontare il contorcimento di budella, in questa parte, occidentale e ricca, del mondo, si usano categorie del secolo scorso, come “destra estrema” o “sinistra radicale”. Per capire il disagio economico ci attacchiamo al concetto di “potere d’acquisto”, descrivendo consumatori sempre più poveri. Invece il mondo, negli ultimi dieci anni, è diventato più ricco e si è sviluppato globalmente, come mai nel passato. Certo, come capita agli adolescenti, ora si ritrova con brufoloni sulla faccia, una peluria oscena alle mandibole, od un seno troppo grosso su un corpo di bambina. Ma è cresciuto. Dovremo affrontare mille guai, perché da noi il mercato s’è sviluppato quale annesso della libertà, in Cina, per esempio, sarà la ricchezza diffusa a dover far saltare la dittatura. Il guaio grosso, però, rischiamo d’averlo in casa, con elettori che votano le estreme non per protesta, ma per paura. I turchi si sono fatti un mazzo tanto, in Austria od in Germania, per ottenere diritto di cittadinanza. Ora non tollerano i clandestini e gli irregolari, cui imputano la minaccia al loro sogno conquistato. La classe media, che è classe generale, è cresciuta nel benessere, anche al di sopra delle proprie possibilità. Ora imputa alla globalizzazione od all’Europa il rischio di dovere rifare i conti.
Il voto guidato dalla paura non deve intimorire, anzi, aiuta. E’ destinato a gruppi che deluderanno i loro odierni sostenitori. A me preoccupa il vuoto mentale di molte classi dirigenti, oramai incapaci di ripensare e riproiettare il futuro. La finanza che è saltata per aria aveva un orizzonte speculativo, a breve, senza progetto. Molta politica le somiglia. La democrazia è un metodo, come il capitalismo, ha poi bisogno di protagonisti. Se mancano idee e uomini guida, prevale l’egoismo del farsi i fatti propri, e nasce la paura che non sia più possibile. La politica serve, è indispensabile, ma se ha la P maiuscola.
http://www.davidegiacalone.it/index.php/politica/la_paura

lunedì 29 settembre 2008

MILANO TROTTO - MARTEDI' 30 SETTEMBRE

Apro questa nuova rubrica ippica imperniata sul trotto milanese, dando un'occhiata a tutti gli appuntamenti che il "Trotter" di San Siro fornirà ai propri appassionati.
Ippodromo di MILANO - Convegni del 30/09/2008
Apertura settimanale al "trotter" milanese.
Ottimo convegno, imperniato su otto corse: due saranno le prove per i puledri di 2 anni, in una saranno tutti debuttanti (4à corsa) nell'altra si affronteranno soggetti più che validi nella seconda prova più remunerativa della giornata (2à corsa).
I soggetti di 3 anni apriranno e chiuderanno il convegno, nella 1à corsa si sfideranno soggetti più che discreti interpretati dai gentlemen, nella 8à e conclusiva scenderanno in pista soggetti di minima.
Nel contorno si sfideranno gli anziani in un miglio di categoria "E" (3à corsa), soggetti di 4 anni impegnati in una minima (7à corsa) e sempre sulla distanza dei 1600 metri un lotto di femmine di ottima qualità (5à corsa).
La corsa con maggior dotazione di giornata sarà una categoria A-B per indigeni ed esteri di 5 anni ed oltre (6à corsa) con la curiosità nel vedere il rientro di un soggetto come Gregomar.
1 Ora: 14:30:00 Nome: PR. TIO PEPE - cond.gentl.
Premio: E 10.450 Distanza: mt. 1600 - Trio
1 LUC ROC 1600 L.Rocca
2 LUNA DEI ROB 1600 A.Ciapparelli
3 LOIRA BONEST 1600 M.Canali
4 LEONOR DEL RONCO 1600 Gus.Matarazzo
5 LEMONSID GLORY 1600 R.Ruffato
6 LINDA GIANCA 1600 G.Borriello
7 L'ARENA DI VERONA 1600 L.Pennati
8 LAPO LUCK 1600 S.Manzato
9 LISBONA ORS 1600 Mar.Castaldo
Miglio per discreti 3 anni interpretati dai gentlemen.
L'ARENA DI VERONA trova contesto alla portata anche se con numero complicato, LUC ROC ha buon numero per rimanere in posizione, LISBONA ORS avrebbe preferito altra collocazione, ma avrà la corda come amica.
LAPO LUCK potrebbe avere la fortuna di essere mandato da LEONOR DEL RONCO e provarla da un capo all'altro, mentre la citata femmina della Bivans potrebbe fornire la sorpresa nonostante sia al rientro.
SELEZIONE:8/5/9/1/7
2 Ora: 15:00:00 Nome: PR. ANFIONE - cond.
Premio: E 14.080 Distanza: mt. 1600 - Trio
1 MINERVA DEI 1600 R.Andreghetti
2 MATA HARI 1600 R.Haller
3 MOON LIGHT BI 1600 A.De Chirico
4 MISS LADY EFFE 1600 M.Smorgon
5 MAURI GASTI 1600 P.Gubellini
6 MINEIRO AS 1600 M.Baroncini
7 MAGIA SF 1600 M.Lovera
Condizionata sul miglio per ottimi puledri di due anni.
MISS LADY EFFE va per la quarta a seguire dopo avere notevolmente impressionato nel girare di fuori all'ultima uscita, MAURI GASTI non starà certo a guardare e con il rientrante Pietro Gubellini proverà il colpo ad effetto.
MINEIRO AS è soggetto di qualità e parziale e non stupirebbe vederlo passare per primo il palo dopo aver dato ottima impressione al Criterium, MINERVA DEI starà attenti agli eventi favorevoli.
Occhio a MOON LIGHT BI che sta crescendo corsa dopo corsa.
SELEZIONE:4/6/5/3/1
3 Ora: 15:30:00 Nome: PR. MOICANO - cat.E
Premio: E 8.800 Distanza: mt. 1600 - Trio
1 ETIENNE PAV 1600 A.Guzzinati
2 GRAFITE PRAV 1600 A.De Felice
3 GRISA FIELD 1600 M.Fanti
4 EXET 1600 R.Andreghetti
5 ERINA 1600 A.De Chirico
6 GINESTRA LUNG 1600 A.Farolfi
7 GAUGUIN ANS 1600 P.Gubellini
8 GAIDA 1600 A.Gocciadoro
Anziani di categoria "E" sul miglio.
Rientra GAUGUIN ANS, ma c'è da credere che possa essere già pronto, GINESTRA LUNG sembrerebbe in crisi di "gioco" e risultati ma la categorie è la sua.
EXET, dalla culla di Sant'Antonio, potrebbe fornire la sorpresa.
Un occhio va tenuto aperto anche per le chance di GAIDA, in forma.
SELEZIONE:7/4/6/8/5
4 Ora: 16:00:00 Nome: PR. GRIFONE - DEBUT.
Premio: E 7.700 Distanza: mt. 1600 - Trio
1 MILLY SEM 1600 M.Guzzinati
2 MARCYMAR 1600 M.Guasti
3 MONZA 1600 P.Gubellini
4 MELAVERDE WISE 1600 M.Baroncini
5 MAESTOSO RAL 1600 R.Haller
6 MEXICO MILAR 1600 F.Restelli
7 MONELLA NOF 1600 F.Nogara
8 MAGICMAR 1600 A.Farolfi
9 MERCURY ROC 1600 D.Nuti
Debuttanti sul miglio, con tutte le incognite del caso.
MONZA è una Daguet Rapide con qualifica in 1.18.8 e con Pietro in sulky si erge a favorita, MILLY SEM è un prodotto da Zambesi Flash e la qualifica non è stata da meno, per MELAVERDE WISE parla il training.
Personalmente mi piace molto la genialogia di MAESTOSO RAL (Cocktail Jet e Elga di Jesolo da Park Avenue Joe).
MAGICMAR ha brutto numero ma qualifica importante.
SELEZIONE:3/5/4/1/8
5 Ora: 16:30:00 Nome: PR. MARINO - cond.
Premio: E 13.200 Distanza: mt. 1600 - Trio
1 ISIDE EK 1600 S.Carro
2 ISLAND STARS 1600 H.J.W.Grift
3 IT'S A WISE 1600 M.Guasti
4 IMPERIAL MAST 1600 M.Compagno
5 ICHY JET 1600 P.Gubellini
6 IGEA 1600 R.Andreghetti
7 ISLANDA 1600 M.Baroncini
8 IDRA ETOILE 1600 Santo Mollo
9 INDIGENA 1600 A.Demuru
Miglio per ottime femmine di 4 anni.
IDRA ETOILE, nonostante il numeraccio, ha chance corposa al pari della qualitativa ICHY JET.
ISIDE EK va a giorni alterni, IMPERIAL MAST vince poco in questi contesti ma ha discreto motore.
ISLANDA è un bel veleno.
SELEZIONE:8/7/5/4/1
6 Ora: 17:00:00 Nome: PR. DECIMA C.NAZ. - cat.AB
Premio: E 16.060 Distanza: mt. 1600 - Trio
1 MAXL -D- 1600 R.Haller
2 LILIANA SIMONI -DK- 1600 Santo Mollo
3 EVERGREEN AA 1600 V.Sciarrillo
4 VICTOR LAVEC -NL- 1600 H.J.W.Grift
5 FRANCISCO BI 1600 W.Lagorio
6 GADONI 1600 A.Greppi
7 BOARDWALK HALL -US- 1600 R.Andreghetti
8 TITUS B -D- 1600 A.Guzzinati
9 GALANTEZ 1600 A.Farolfi
10 GUENDALINA BAR 1600 M.Smorgon
11 GREGOMAR 1600 P.Gubellini
Corsa con maggior dotazione di giornata per indigeni ed esteri di categoria A-B sul miglio.
Rientra GREGOMAR, qualitativamente il migliore, FRANCISCO BI ha corso un gran "Mirafiori" quindi per lui parla la forma, GADONI sta andando davvero forte.
EVERGREEN AA ha numero ideale per andare davanti e magari provarci, TITUS B è soggetto da tenere in considerazione.
SELEZIONE:11/3/5/6/8
7 Ora: 17:30:00 Nome: PR. IRUNDA C.NAZ. - cond.
Premio: E 4.620 Distanza: mt. 1600 - Trio
1 INSIDER 1600 E.Vairani
2 IMPERIOSA PANT 1600 R.Andreghetti
3 IOLANDA PB 1600 Ad.Albonetti
4 IKEBANA VOL 1600 G.Schettino
5 IMPETUOSO TAB 1600 L.Guzzinati
6 ISENGARD SPRINT 1600 A.Gocciadoro
7 IAIA DIAMOND 1600 F.G.Fulici
8 INZAGO 1600 A.De Chirico
9 IRONWILL DIAMOND 1600 Mass.Castaldo
10 IPER SEM 1600 M.Guzzinati
11 IRMA DEL DUOMO 1600 D.Nuti
12 IKARIA 1600 Santo Mollo
13 IDOLO DEL PRI 1600 A.Guzzinati
14 IDONTSHARE AS 1600 H.J.W.Grift
Miglio per 4 anni di minima.
IMPERIOSA PANT ha numero ideale per essere l'idea di piazza e magari qualcosa in più, ISENGARD SPRINT si è un po perso strada facendo ma potrebbe ritrovare i migliori argomenti.
IPER SEM dovrà costruire e non sarà semplice, così come IKARIA che ha dalla sua qualità.
IDOLO DEL PRI l'altro che conta.
SELEZIONE:2/12/13/10/6
8 Ora: 18:00:00 Nome: PR. ASTOCADA C.NAZ. - cond.
Premio: E 6.050 Distanza: mt. 1600 - Trio
1 LUGANA 1600 M.Guasti
2 LEONZIA PRAV 1600 R.Andreghetti
3 LEMY GRIF 1600 M.Smorgon
4 LATIN LOVER CUP 1600 L.Guzzinati
5 LINUCCIO SEM 1600 M.Guzzinati
6 LULU DI VAREN 1600 D.Nuti
7 LIGABUE 1600 Gio.Fulici
8 LIOLA' CAR 1600 V.Sciarrillo
9 LIFRUCU DVM 1600 A.Nuti
10 LEGOLAS DEI VENTI 1600 E.Osnaghi
11 LADY DIANA ROSSO 1600 Santo Mollo
12 LOBAC 1600 E.Vairani
Tre anni di minima sulla distanza del miglio.
LEMY GRIF è fuori categoria, deve solamente mettere giù i piedi, LEONZIA PRAV rientra, LATIN LOVER CUP sta correndo discretamente.
LADY DIANA ROSSO a percorso netto ha chance, occhio a LOBAC.
SELEZIONE:3/12/2/4/11
PROSSIMO APPUNTAMENTO VENERDI' 3 OTTOBRE 2008
di Cirdan

LA FOLGORE TOGATA


Con puntualità cronometrica, ecco la saetta giudiziaria. Protestare l’incostituzionalità del lodo Alfano serve a fulminare Berlusconi? Semmai a cortocircuitare l’opposizione. La Cgil si è appena salvata dal prendersi le colpe per Alitalia, Veltroni ha appena finito di rivendicare la collaborazione con un salvataggio che aveva avversato, il fronte imprenditoriale ringrazia tutti, e questo, per alcuni, presenta il pericolo che si torni a parlare di cose serie e di riforme. Così, ecco la folgore togata che torna in azione, trasciandosi appresso la promessa di piazze arruffate dal desiderio di vedere in galera l’avversario politico.
L’immunità per le alte cariche dello Stato (lodo Alfano) non ferma il processo e non fa scorrere la prescrizione, li sospende. Per avversare tale norma si chiede l’intervento della Corte Costituzionale, ottenendo l’effetto di sospendere il processo senza bloccare il calendario della prescrizione. L’insensatezza è evidente, ma la si accetta pur di trascinare il processo sull’unico terreno che interessa, quello dello scontro politico e della propaganda mediatica. Tutto a spese del contribuente, che paga caro un disservizio scandaloso.
Un paio di giorni fa è saltata l’udienza preliminare relativa all’uccisione di un tifoso, avvenuta un anno prima. C’era un’errata notifica. Ed è sempre così, la gran parte dei processi si trascina per anni a causa dei testi mal citati dalle procure, e nel 40% dei casi si tratta di appartenenti alle forze dell’ordine. Solo il 29,5% dei processi si conclude con una sentenza, più del 70 si perde per strada, in una costosa ed incivile inutilità. La legge dice che i giudici devono scrivere e depositare le motivazioni delle sentenze il giorno stesso, e solo in casi eccezionali entro 90 giorni, però, sia per il penale che per il civile, non ci riescono mai prima di 300 o 500 giorni, ma ci sono toghe che impiegano anni.Fortunatamente non avremo Orlando Cascio alla vigilanza Rai, e mi fa piacere che lo si sia chiarito, ma non è escluso che vedremo Luciano Violante alla Corte Costituzionale. Il teorico e l’artefice del giustizialismo politico e della politicizzazione della magistratura, l’istruttore parlamentare dei processi, si troverebbe a giudicare le leggi.
Si meritano a vicenda. Siamo noi, che non ce lo meritiamo.

ANDARE CONTRO LA STORIA



VARENNE-RESTO DEL MONDO: 2-1

Questo in pillole l'esito delle tre batterie del derby. Non tutto è andato secondo le previsioni e in questo era stato profeta Enzo Giordano che, pur facendo un naturale e interessato tifo per le figlie del "Capitano", da buon napoletano scaramantico in mattinata aveva detto: "Sembra tutto facile, ma le corse bisogna prima vincerle in pista". Mai affermazione fu più veritiera. E' stato un bel pomeriggio di corse che però ci ha insinuato anche un grande dubbio.

Luigi Migliaccio da Trotto&Turf di lunedì 29 settembre 2008.

"FORSE ERO TROPPO SICURO..."

E' stata una delusione, bisogna pur ammetterlo, ma che in fin dei conti non scalfisce più di tanto il valore e il potenziale della figlia regina di Varenne, Lana del Rio. Sabato pomeriggio intorno alle 15:30 è scesa in pista bella come sempre è andata in testa dopo i primi 500 svelti metri di corsa, 6.6 (100), 29.7, e ha graduato il più possibile fino al primo chilometro, passato sul piede del 1.18.4. A quel punto sembrava in una botte di ferro e con una terz'ultima frazione passata con un paletto in 31.5 Santo Mollo ha cominciato ad accellerare concludendo gli ultimi 800 metri di corsa in 56.7 (28.8-27.9), ma sul palo è arrivata la sorpresa.

Lana terza a media di 1.15.0, con Letter From Om vincitrice in 1.14.9 dopo essere filtrata lungo i paletti e Libeccio Grif, autore di una gara superlativa, secondo con media identica della vincitrice.

Per un cavallo "normale" non ci sarebbe stato nulla di clamoroso, anzi, con una chiusa in 41.9 per gli ultimi 600 metri gli elogi si sarebbero sprecati, ma per una campionessa come Lana del Rio aver ceduto proprio nelle fasi finali la vittoria ha aperto discussioni e qualche giallo.

"Forse ero troppo sicuro di vincere la batteria in canter - ha commentato Santo Mollo nel dopo corsa - ho cercato di risparmiarla per la finale e pensare che non le ho neanche tolto i ferri di allenamento evitando di metterle quelli più leggeri da corsa". Un'eccesso di sicurezza di cui un onesto Santo Mollo si è assunto la responsabilità figlia indiscussa della delusione. "Mi sono reso conto - ha proseguito il driver calabrese - mentre cercavo di sfilare, che la cavalla non era esplosiva come nel Marangoni, ma una volta in testa pensavo di poter gestire a mio piacimento la corsa. Invece nonostante una chiusa in meno di 42.0 per gli ultimi 600 metri mi sono piombati addosso, battendoci". Esplosività, Santo Mollo ribadisce un concetto che tra le righe si era potuto capire nelle parole del dopo corsa del Marangoni, quando disse: "Ora Roma, certamente, anche se avrei preferito andare direttamente alla finale senza passare per le batterie, ma tant'è, andiamo con fiducia, quella di sempre, con l'obbiettivo principe di centrare un posto per il pomeriggio del 12 ottobre". Per il driver vincitore in sequenza di Emilia, Giovanardi, Città di Napoli, Nazionale e appunto Marangoni quella dichiarazione, per chi non ha voluto far finta di nulla, qualcosa voleva pur dire. Probabilmente già intravedeva nella batteria di sabato scorso una qualche mancanza da parte di Lana del Rio, mancanza che non le avrebbe consentito di correre al 100%, è così è stato. Forse un impegno troppo ravvicinato dopo il rientro e la corsa del Marangoni è stata la causa principale della mancanza di esplosività nelle fasi iniziali, forse una leggera infiammazione alle vie respiratorie, riscontrata nel post-gara dal veterinario, le ha tolto quel 20-30% di potenziale che è stato fatale nelle fasi conclusive.

Due analisi che probabilmente raccontano l'unica verità possibile di quello che è accaduto a Lana del Rio sabato pomeriggio. Ora ci saranno 15 giorni per l'entourage della cavalla nel ritrovare gli stessi identici stimoli e soprattutto la fiducia che hanno portato Lana del Rio a vincere (per la prima volta nella storia) i quattro Gruppi I consecutivi che portano la generazione dei tre anni al Derby.

Di parole in questa due giorni se ne sono fatte anche troppe, daltronde con la cronaca nuda e cruda del risultato non poteva essere altrimenti, ma mi preme sottolineare alcuni aspetti:

  1. La chiusa di Lana rimane senza ombra di dubbio importante; un cavallo che, probabilmente con le vie respiratorie leggermente infiammate che ne hanno compromesso un 20-30% di potenziale e con una ferratura "pesante" da allenamento riesce a chiudere 800 metri terminali in 56.7 con un 41.9 di ultimi 600 non lo si puo considerare una delusione, anzi, immaginiamo tra 15 giorni senza questi due "handicap" cosa potrà fare in pista.
  2. Fino a sabato pomeriggio la quota ipotetica di Lana del Rio per la finalissima del 12 ottobre faticava a raggiungere la pari, non tanto per le qualità indiscusse della campionessa, quanto per la supremazia schiacciante contro i coetanei dimostrata in pista per tutto l'iter classico. Ora appare alquanto paradossale considerare Lana una comprimaria del derby, collocandola come quarta/quinta forza in campo.
  3. Evidentemente le parole di Santo Mollo nel post-Marangoni raccontavano forse più verità di quello che si è successivamente potuto appurare tra controlli veterinari e ferrature. Evidentemente l'entourage avrebbe preferito una finale diretta per cause a noi sconosciute, cause che avrebbero comunque evitato a Lana un ulteriore impegno a distanza evidentemente troppo ravvicinata, nonostante, ribadisco, l'ottima prova svolta sabato pomeriggio.

ANDARE CONTRO LA STORIA

Nel Paese dell' "usa e getta" si fa troppo presto a proclamare inbattibile un chicchesia e, dopo una prova che non ha confermato le attese (non brutta o incolore), inserirlo nel dimenticatoio considerandolo un flop o addirittura finito. E' un po il caso di Lana, dove in molti hanno già espresso dei seri dubbi su quella che sarà la sua prova nel giorno del Derby. In questo spazio sono sempre stato con i piedi per terra, nonostante il mio tifo dichiarato da tempi non sospetti per la figlia di Varenne, sia nei trionfi (tanti) che nelle delusioni (pochissime), ma la fiducia è sempre stata immutata, prima di sabato e ancor di più dopo. Sicuramente la posizione di lancio nella finalissima non sarà certo delle più proprizie, purtroppo l'unico vero aspetto negativo che ne è scaturito dalla batteria, ma cio non toglie il ruolo che Lana avrà.

Le favole, spesso, nel momento in cui tutto sembra prendere la giusta piega hanno un brusco risveglio, dove disgrazie e imprevisti sembrano ribaltare un lieto evento, ma si sa, è tutta suspance per tenere il pubblico inchiodato alla sedia. E chissà se la favola di Lana del Rio non abbia voluto prendersi la briga di creare un po di attesa e di rendere il suo finale ancora più bello. Perchè andare contro la storia, in questa circostanza, non avrebbe davvero prezzo.

di Cirdan

domenica 28 settembre 2008

QUINTA GIORNATA - RONALDINHO E' "ALEGRIA"

LA LAZIO NON SI FERMA PIU', LA JUVENTUS RALLENTA


JUVE SPENTA - Allo stadio Marassi di Genova una spenta Juventus non va oltre lo 0-0 contro i blucerchiati. E dopo il pareggio interno di soli tre giorni fa contro il Catania perde l'ennesima occassione di portarsi provvisoriamente in vetta alla classifica, aspettando il Derby di Milano. Nella più brutta apparizione della stagione gli uomini di Ranieri forniscono una prova incolore, priva sia di spunti dei singoli che di cuore e voglia collettiva. La Sampdoria ringrazia, e con una squadra che attualmente non può offendere più di tanto per la mancanza di un vero centravanti porta a casa un punto, rimandando la prima vittoria stagionale. Per ulteriori approfondimenti consultare la cronaca della partita.
TRIONFO LAZIO - La Lazio non si ferma più e con il miglior attacco del torneo (13 reti realizzate) sbanca anche l'Olimpico di Torino con un perentorio 3-1, guadagnando la vetta del campionato in attesa del derby di Milano. Ancora in gol l'argentino Zarate (doppietta), arrivato a quota 6 nella classifica marcatori. La compagine di Delio Rossi offre l'ennesima prova convincente, con un calcio spumeggiante e giocate di prima, con ripartenze letali che piegano un buon Toro. Contestato l'arbitro Gava che assegna un calcio di rigore ai laziali sul finire dell'incontro. con la Lazio in vantaggio per 1-0; espulso il portiere Sereni per aver fermato una chiara occasione da gol. Il Toro termina l'incontro in 9 per la successiva espulsione di Pratali; anzitempo negli spogliatoi anche l'allenatore De Biasi.
IL NAPOLI INSEGUE - Al Dall'Ara di Bologna il Napoli di Reja, con un gol dell'argentino Denis a pochi minuti dal termine, coglie il decimo risultato utile consecutivo di questo inizio di stagione, contro un Bologna in netta crisi di gioco e risultati.In un match che non ha detto molto i partenopei hanno colto il risultato pieno credendoci fino alla fine.
Secondo posto in classifica dietro la Lazio di Zarate e compagni, confermando i notevoli passi in avanti fatti dalla società di De Laurentis.
Ottima come sempre le prova di Hamsik, sempre più uomo squadra.
CATANIA E UDINESE SI CONFERMANO - Il Catania di Zenga, dopo l'ottima prova infrasettimanale contro la Juventus, coglie la terza vittoria consecutiva (sempre per 1-0) tra le mura amiche. Sofferta più del previsto, contro un discreto Chievo, la vittoria degli isolani giunge comunque meritatamente grazie ad un gol di Paolucci.
Anche al Friuli di Udine i padroni di casa colgono tre punti importantissimi contro un Siena mai domo.Il rientro di Di Natale fa cambiare volto alla squadra di Marino che nella prima frazione si porta sul 2-0 grazie ai gol di Quagliarella e Pepe. Il Siena non molla e riapre il match al termine della prima frazione con la rete di Kharja.
Nella ripresa non succede praticamente nulla e con 10 punti i friulani si piazzano al terzo posto.
VITTORIE INTERNE PER ROMA, PALERMO E LECCE - La Roma ritrova una boccata di ossigeno e con il più classico dei risultati, 2-0, piega un'Atalanta volenterosa che, però, fuori casa non riesce proprio a segnare. In gol Panucci e prima segnatura stagionale di Vucinic. Come il Catania, il Palermo centra la sua terza vittoria interna stagionale consecutiva grazie ad un gol del bomber tascabile Miccoli, arrivato a quota 4 in classifica capocannonieri; ancora importante la prova di Simplicio che dietro le punte sta rivelandosi giocatore fondamentale per i rosanero.Giacomazzi e Castillo firmano la vittoria del Lecce contro un Cagliari giunto alla quinta sconfitta consecutiva.
GILARDINO TRASCINA I VIOLA - Nell'anticipo del sabato sera la Fiorentina doveva riscattare la batosta presa all'Olimpico contro la Lazio affrontando il Genoa di Milito che veniva dalla vittoria a Marassi contro la Roma.Ha risolto tutto Alberto Gilardino al 30' della ripresa con un gol dei suoi, splendido. Un buon Genoa ha, comunque, confermato l'ottimo momento di forma, mettendo in difficoltà la banda Prandelli.
"ALEGRIA" MILAN - Il match clou della quinta giornata di campionato era il derby di Milano, posticipo serale.Ha vinto il Milan, con un gol sul finire del primo tempo di "Dinho", al secolo Ronaldinho, su assist perfetto di Kaka'. Bella partita che ha visto gli uomini di Ancelotti mettere in campo, oltre alla solita grande tecnica individuale, un grande sacrificio collettivo che ha permesso al Milan di giocare per oltre un'ora con il tridente KA-PA-RO. Monumentale Clarence Seedorf, migliore in assoluto in campo. L'Inter ha mostrato ancora una volta di non avere un gioco, ma di essere comunque sempre pericolosa grazie al numero impressionante di campioni a disposizione di Mourinho; l'occasione a tempo scaduto di Adriano su assist di Maicon lo testimonia ampiamente.
MOVIOLA - Da rivedere il calcio di rigore concesso alla Lazio. Sereni sembra toccare con la mano il ginocchio di Brocchi impedendogli la conclusione a rete ma è altresì vero che l'azione è molto confusa. Giusto il rigore per il Torino a tempo scaduto. Blerim Dzemaili è stato atterrato in area di rigore da Stephan Lichtsteiner. Nelle altre partite nulla da segnalare.
CLASSIFICA CORTA - Si conclude così una settimana che ha visto giocare ben tre turni al massimo campionato nazionale.
Classifica che vede ora la Lazio al comando in solitaria con 12 punti, seguita dal Napoli a quota 11.
Al terzo posto rimangono appaiate a quota 10 punti Catania, Inter e Udinese, mentre il Milan con la terza vittoria a seguire raggiunge a quota 9 Juventus, Palermo e Atalanta.
Seguono Fiorentina e Roma a quota 7 in coabitazione con il Lecce.Chiudono la classifica Reggina e Cagliari rispettivamente a 1 e 0 punti.
Appuntamento a domenica 5 ottobre 2008
di Cirdan

VALENTIN"OTTO"

SCUSATE IL RITARDO...

NON C'E' PROBLEMA, GRAZIE VALE!



di Cirdan

VALENTINO ROSSI...SCUSATE IL RITARDO

IL RE SI E' RIPRESO LA CORONA
L'aveva lasciata due anni orsono, passati tra difficoltà tecniche e problemi personali.
Valentino Rossi a Motegi è tornato ad essere Campione del Mondo della classe "regina".
Ottavo titolo mondiale, ottavia vittoria stagionale, in un 2008 che verrà ricordato a lungo.
Le scelte del campione di Tavullia si sono rivelate come sempre vincenti, come nel 2004.
Allora ci fu' il passaggio da Honda a Yamaha, con tutte le incognite del caso, e trionfare al primo tentativo ebbe il gusto dell'inaspettato, la sensazione dell'eroico, perchè combattuto (cominciando fin da subito a Jerez in quel corpo a corpo sull'ultima curva contro Gibernau) contro lo scetticismo generale, contro la stessa Honda che dichiarò: "Valentino ha vinto con noi e non il contrario".
Ma il talento, spesso, prevale, ha ragione di esistere e soprattutto di durare nel tempo perchè sostenuto dalla mente che non ha bisogno di telimetrie o gap da ridurre.
La scorsa stagione, durante il trionfo Ducati e di Stoner se ne sono lette e sentite delle più svariate sul conto del "dottore": mancanza di stimoli, epoca finita, il nuovo che sopravanza il vecchio, in parole povere la fine di un'era.
Ma per chi conosce Valentino, sportivamente parlando, sapeva che non era così.
L'abnegazione al lavoro, la voglia di mettersi sempre in discussione ma soprattutto il divertimento nel guidare una moto erano gli elementi che avrebbero fatto del Sig. Rossi la "fenice" del 2008.
Un'inverno trascorso a testare i nuovi pneumatici, da Michelin a Bridgstone, come nel 2004 un'inversione di tendenza per dimostrare che è sempre il pilota, quando ha talento, a saper fare le giuste scelte e a farle diventare vincenti.
E poi via, di nuovo in pista, a confrontarsi e a voler dimostrare prima di tutto a se stesso che il "46" era ancora vivo.
E'stato l'anno dei record, dei nuovi record, è stato l'anno in cui Valentino si è affiancato ai grandi di sempre a quelle leggende che questo sport lo hanno fatto diventare epico, che hanno fatto appassionare milioni di tifosi.
Prima Nieto, poi niente meno che Agostini, per diventare il pilota più vincente di sempre nella classe "regina", prima appaiandolo con 68 trionfi per poi staccarlo definitivamente.
LA SVOLTA
Laguna Seca, Domenica 20 luglio 2008 è una data che difficilmente Valentino Rossi dimenticherà.
In quel "cavatappi" del circuito statunitense è riassunto tutto quello che Valentino ha dovuto sopportare per due stagioni da parte di stampa, addetti ai lavori e non solo, è riassunta tutta la determinazione messa in pista in questa stagione, perchè come spesso ha sottolineato il campione di Tavullia: "per battere Stoner bisogna lavorare, tanto, e io devo guidare bene, anzi benissimo, perchè Casey e la Ducati sono un osso duro".
Parole che dette da uno "normale" sarebbero state quasi logiche ma dette da uno che vanta 7 titoli mondiali fanno capire perchè in quella bacheca può annoverare tanti trionfi.
A Laguna Seca Rossi ha vinto, e non è stato solamente il risultato nudo e crudo a far cambiare le cose ma la modalità.
Valentino ha vinto perchè voleva vincere, correndo con una moto leggermente inferiore in quella circostanza, ha vinto perchè ha ritrovato il piacere del testa a testa, delle "sportellate", dell'andare vicino e forse oltre quel limite che gli ha insegnato che cosa significa correre in moto, correre le gare.
Ha vinto contro chi ha sempre reputato "un osso duro" da battere, perchè lui, quando c'è da tirare fuori la grinta e il talento non è mai stato secondo a nessuno, nemmeno questa volta.
Da quella magica serata (per noi in Italia) Valentino ha capito di essere ancora una volta il più forte e Stoner ha capito, per la prima volta, che cosa significasse avere la propria carena vicina a quella di un 7 volte campione del mondo.
UNO COME TANTI
Dopo il traguardo Valentino, il Fan's Club e tutte le persone che vogliono bene al "fenomeno" italiano hanno messo in scena una nuova parodia per rendere omaggio a questo ottavo trionfo: un notaio che validava la vittoria, il trionfo, gli otto titoli mondiali.
Durante il giro di pista prima Stoner, poi Pedrosa, Lorenzo e via via tutti i piloti del grande circo hanno avvicinato Valentino, gli hanno porto la mano, una pacca sulla spalla, hanno reso omaggio al "Re".
All'ingresso del paddock c'era chi come Marco Simoncelli (trionfatore poche ore prima nella classe 250) era diventato un fan svegatato di Valentino, con tanto di maglietta celebrativa in mano, felice come un tifoso qualunque.
Mattia Pasini (altro nostro portacolori della classe 250) si è lasciato andare in un'abbraccio, testimoniando una volta di più quanta stima esista nei confronti del Sig. Rossi, stima dovuta per il grande feeling che Valentino ha sempre avuto con tutti, o quasi, i piloti, stima che nasce e cresce supportata dai consigli, le parole di conforto, una presenza costante (sempre presente a bordo pista durante la partenza della classe 125) che ha fatto crescere sportivamente e non solo tutti i talenti che gravitano nel circus del motomondiale.
Valentino Rossi è il ragazzo della porta accanto, nonostante viva a Londra, Valentino Rossi è il ragazzo che adora, vive e respira i vecchi compagni di "cassate" (così direbbe lui), nonostante sia conosciuto, idolatrato e voluto in tutto il mondo.
Valentino Rossi è il ragazzo che non nega mai un saluto, una parola, un sorriso a nessuno, nonostante sia paragonato ad una star di immensa grandezza, Valentino Rossi è il ragazzo "normale", di una famiglia "normale" che sa tanto di italiano, nei modi, nei termini, in quel suo parlare l'inglese con accento romagnolo.
Valentino Rossi è il ragazzo che porta sempre rispetto e considerazione per l'avversario, che non ha mai peccato di presunzione, mai detto una frase infelice, mai una parola fuori posto, nonostante abbia la consapevolezza di essere il migliore, il numero uno.
Valentino Rossi è diventato Valentino Rossi per tutte queste ragioni, Valentino Rossi è amato e visto come uno qualunque per tutti questi motivi, perchè dopo avere vinto l'ottavo titolo mondiale ha dichiarato: "adesso facciamo un po di festa, ma poi subito al lavoro, perchè il prossimo anno dobbiamo essere pronti, troveremo in pista avversari agguerriti, troveremo team che lavoreranno molto per batterci e noi dovremmo lavorare ancora di più per non farci battere".
Firmato: Valentino Rossi, Campione del Mondo classe MotoGp 2008
di Cirdan

sabato 27 settembre 2008

LA PALLA NON E' ENTRATA

Novanta minuti di calcio (calcio... che parolone!) e nessun tiro in porta, anzi sì, uno, di Del Piero che ha scheggiato il palo, quindi non in porta.
Questo è ciò che ha espresso la Juventus nell'anticipo pomeridiano al Marassi di Genova contro la Sampdoria.
Una tristezza imbarazzante.
Non uno schema, nessuna idea, un mucchio di palloni gettati nella metà campo avversaria con sopra affrancata la scritta: SPERIAMO.
Due esterni, Camoranesi e Nedved, che non hanno fatto altro che imbucarsi nell'imbuto blucerchiato perdendo continuamente palla e rendendo inutili quelle rarissime sovrapposizioni del duo tecnico-dinamico Grygera-Molinaro.
Amauri ha sofferto di solitudine, Del Piero, inutile, ha portato palla per tutta la gara facendosela sistematicamente soffiare da Accardi, salvo poi guardare l'arbitro con la speranza di vedere in lui il volto di Maria De Filippi e la fantomatica busta da aprire, per trovarci un calcio di punizione.
Sissoko ha corso, tanto, tantissimo, peccato che le comparse per il film Forrest Gump siano state già scritturate, e abbiano già recitato.
Poulsen dovrebbe aver giocato, dovrebbe.
Al quindicesimo della ripresa il "pling plong" dell'altoparlante dello stadio ha dato comunicazione alla trasmissione "Chi l'ha visto" che lo stesso non era pervenuto sul terreno di gioco.
Mirante, portiere blucerchiato, è andato a casa senza fare la doccia, causa innalzamento della temperatura corporea per nostalgia del pallone.
L'entità ancora non definita che siede sulla panchina bianconera ha provato in tutte le maniere ad invertire le sorti del match: quando le squadre sono rientrate sul terreno di gioco, dopo il primo tempo, ha riproposto l'identico undici iniziale, e visti gli eccezionali benefici di questa scelta, ad un quarto d'ora dal termine dell'incontro, ha sostituito l'uomo della busta di Maria De Filippi con Iaquinta per la gioia di Amauri che ha finalmente trovato qualcuno con cui parlare, e in conclusione ha ritenuto opportuno non sprecare due sostituzioni cercando di terminare i tempi regolamentari sullo zero a zero per andare con più tranquillità ai tempi supplementari.
Poi l'arbitro ha fischiato la fine.
L'entità si è guardata intorno, incredula, ha visto Giovinco togliersi la tuta e pensando che potesse entrare in campo cambiando la fisionomia alla partita, si è diretto verso di lui per fermarlo, per poi accorgersi che con Cassano si stavano semplicemente scambiando la maglia.
Assorto si è diretto verso lo spogliatoio pensando: anche oggi la palla non è voluta entrare, la palla, ma noi non siamo obbligati a giocare per vincere.

IL NIENTE

Pubblico il pensiero di un amico, di un tifoso, di un bianconero vero.
Di un'anima stanca, vuota, svuotata, con tanta di quella voglia di combattere che viene puntualmente demotivata ad ogni apparizione del niente, perchè qualcosa, un qualunque qualcosa un significato lo dovrebbe comunque avere.
di INUNMONDOCHE
QUESTA JUVE NON VUOL DIRE NIENTE
Perchè una squadra un significato qualsiasi ce lo deve pure avere.
Questa è una squadra in cui i tifosi mettono molti significati: la rivincita contro l'Inter, la dimostrazione di forza dopo Calciopoli, l'orgoglio dei campioni rimasti in B, la Juve che, nonostante tutto, è sempre la Juve.
Eppure, cari tifosi, ce lo hanno detto chiaramente. Basta ricordare Buffon, dopo il vittorioso Inter-Juve dell'anno scorso, che disse a chiare lettere a Mughini, che parlava di resa dei conti, che a lui non gliene fregava proprio nulla, che erano discorsi per Mughini e gente come lui, ma non per loro. I giocatori, i professionisti. Gente che svolge la propria professione e vive di contratti da rinnovare e piani quinquennali da soddisfare. Non c'è Inter, Calciopoli, serie B, che tenga.
Intendiamoci: partite brutte della Juve ne ho viste, come ho vissuto stagioni deludenti. Prima della Triade e anche con la Triade (per mia fortuna molte meno).
Ma la Juve pareggiante a Marassi è stata un'altra cosa. Una squadra senza contenuto. Il nulla con il niente intorno. Non era una squadra appena stata in B, non era una squadra che vuole superare l'Inter, non era una squadra rancorosa. E naturalmente non era una squadra vincente, compatta, affamata di vittorie.
Non assomigliava per nulla alla squadra pre-Calciopoli, ma non aveva nemmeno nulla di una squadra che Calciopoli l'ha appena subita. Una squadra con una ferita ancora da rimarginare.
Devo essere sincero: a parte qualche partita in B, punti nell'orgoglio da qualche Carneade un po' troppo su di giri, e qualche sussulto l'anno scorso, nessuna delle due squadre sopra citate si è quasi mai vista.
Però, che volete, abbiamo tutti provato ad illuderci. A dirci che la Juve è sempre la Juve.
E invece non è la Juve.
Intendiamoci: questa squadra può giocare molto meglio di così, e ha giocato molto meglio di così, le partite storte capitano, e tutte le obiezioni che volete.
Ma provateci voi ad appassionarvi per le polemiche tra Ranieri e Mourinho. Io non ci riesco.
Provateci voi a immaginare sognanti, come fa Guido Vaciago, la Juve del 2018 con "Giovinco capitano, Del Piero presidente, Buffon allenatore, Nedved responsabile delle giovanili e Camoranesi capo degli osservatori in Argentina". Provateci voi perchè a me i brividi non vengono.
Provateci voi a inorgoglirvi per le punzecchiature di Cobolli e Lapo all'Inter, per il presidente che non capisce la B, ma poi accetta un'editoriale in prima pagina sulla Gazzetta che parla della storia dei successi della Juve come una storia "di imbrogli". A firma Cannavò/Moratti. Io proprio non ci riesco.
E non ho voglia di parlare di Poulsen o di Molinaro, di Giovinco o di De Ceglie. Non ho voglia di parlare di Ranieri e della guida tecnica. Perchè se ne può parlare, certo, ma ancora non è il punto.
Bisogna parlare, per una volta, della guida non tecnica ma morale, motivazionale.
Ce l'ha detto Buffon: non esiste.
Questa è una squadra di professionisti che cercano di fare il meglio possibile, commettendo qualche errore, all'interno di un piano quinquennale disegnato dalla dirigenza. Un piano quinquennale che prevede che la Juve torni a lottare per vincere qualcosa nel 2011. E' bene ricordarlo. Perchè questi stessi profeti della finale a Roma, ce lo ricorderanno quando qualche juventino in più si sveglierà, disilluso e svuotato da questa squadra.
Questa non è una squadra che porta dentro Calciopoli.
Ce lo hanno detto, lo volete capire?
Quelli siamo noi.
Che speriamo che i giocatori siano come noi.
Non è così.
Loro facciano pure come se Calciopoli sia finita.
Ma così, questa squadra non vuol dire niente.

LORENZO IN POLE

MotoGP - Motegi, Qualifiche: Michelin in forma, Lorenzo in Pole.

Jorge Lorenzo torna in pole position nel GP del Giappone.
Sono passati quasi 6 mesi dall'ultima volta in cui lo spagnolo è partito dalla prima posizione in griglia ed era il GP di Estoril.
Il suo tempo di 1'45"543 gli consegna il record della pista e tiene lontano Casey Stoner (a 3 decimi) e Nicky Hayden (Repsol Honda).
Sono proprio i due futuri compagni di squadra della Ducati Marlboro a condividere la prima fila insieme a Lorenzo in questo A-Style Grand Prix of Japan.
Valentino Rossi si deve accontentare della seconda fila. Il suo tempo non infrange la barriera dell'1'46 (1'46"060); di fianco a lui domani in griglia ci saranno Dani Pedrosa (Repsol Honda) e Loris Capirossi su Rizla Suzuki.
Completano la top ten Colin Edwards (Yamaha Tech3), Randy de Puniet (LCR Honda), Shinya Nakano (San Carlo Honda Gresini) e James Toseland (Tech3 Yamaha).
La quarta pole in stagione per Jorge Lorenzo, la 30esima in carriera, significa anche il ritorno di Michelin nella prima posizione in griglia. Non succedeva dal Gran Premio di Le Mans, più di 4 mesi fa.
In quell'occasione fu Pedrosa a conquistare la pole sul circuito francese.

PROCESSO GEA, NOVITA' DALLA PROCURA DI ...ROMA


Dunque il 20 settembre è stato reso noto che Luciano Moggi è stato iscritto nel registro degli indagati della procura di Roma per il reato di calunnia nei confronti del Maggiore dei Carabinieri Attilio Auricchio e dell'ex direttore sportivo della Roma, Franco Baldini.
"Baldini e Auricchio si dovrebbero vergognare", aveva detto Moggi in aula lo scorso 17 giugno. "La vicenda appare come una cosa macchinata e predisposta. Sono sconcertato: non ci sono prove, ma solo chiacchiere contro di me".
Per provare a capire perché l'imputato possa essersi spinto a fare affermazioni così gravi davanti al giudice, facciamo un piccolo passo indietro.
Secondo Bartolozzi e Mensurati (nel loro "Calciopoli, collasso e restaurazione di un sistema corrotto"), il rapporto tra il Maggiore dei Carabinieri e i dirigenti romanisti sarebbe da far risalire alla vicenda delle fideiussioni fasulle dell’estate 2003: l’ultimo giorno disponibile prima della scadenza dei termini, Franco Baldini e la consulente finanziaria Cristina Mazzoleni cercano di fornire alla Covisoc le garanzie per l’appianamento dei debiti giallorossi, ma si trovano di fronte all’impossibilità di giustificare un buco 7,5 milioni di euro rilevato dall’ente di controllo.
Invece di spedire la Roma in C2 come la Fiorentina, la Covisoc, nella persona del segretario Turchetti, si mostra disponibile a sistemare le cose in extremis, fornendo anche un nominativo a cui provare a rivolgersi. Dopo un complicato giro di telefonate (descritto compiutamente qui), i dirigenti giallorossi rimediano una fideiussione che Turchetti, dati i tempi strettissimi, accetta sulla fiducia, e in ritardo rispetto ai termini previsti (il giorno dopo).
In seguito a più accurati controlli, la fideiussione si rivela falsa, eppure non solo la Roma riesce a sfangarla, ma Baldini, il 7 agosto, ai giornalisti parla di "estorsione" ordita dalla pur accondiscendente Covisoc. Allora Turchetti, risentito, chiama la Roma minacciando l’esclusione dal campionato, e ne avrebbe ben donde, ma per tutta risposta i dirigenti romanisti sporgono denuncia ai Carabinieri nei suoi confronti (per maggiori dettagli, vedi qui).
Circostanza ricordata da Auricchio davanti al giudice Fiasconaro: "Avevo conosciuto Baldini - ha detto l'ufficiale dei Carabinieri in qualità di teste al processo Gea - quando era venuto a presentare un esposto contro ignoti a nome della Roma per la vicenda delle false fideiussioni".
E’ sufficiente per parlare di macchinazione? Ovviamente no. Ma intanto analizziamo gli altri sviluppi.
Secondo un articolo pubblicato dal Giornale il 5 luglio scorso, a firma Gian Marco Chiocci, gli inquirenti del processo GEA starebbero cercando altri elementi per supportare le loro accuse. Se così fosse, sarebbe un nuovo indizio della fragilità dell’impianto accusatorio.
Tre sarebbero i "nuovi" fatti sotto la lente degli inquirenti:
1) Il caso Bergamo-Sensi, nato da un’intercettazione del 2002 in cui l’allora designatore, agente assicurativo dell’Ina Assitalia per la provincia di Livorno, raccontava a un amico di essere stato favorito dall'allora presidente romanista nella stipula di polizze (all’epoca Ina era sponsor dei giallorossi) in cambio della presentazione di una lista di 5 arbitri a lui graditi. Ai tempi ci fu un'inchiesta di un pm romano (lo stesso del processo GEA) che portò all'archiviazione nel 2006. Per i dettagli, vedi qui.
2) La “pace” fra Moggi e i Sensi del 7 luglio 2004, benedetta niente meno che dal sindaco juventino Veltroni, con tanto di Rosella che incensa Lucianone. Da allora, secondo la ricostruzione, le quotazioni di Baldini nella società giallorossa avrebbero iniziato a precipitare, mentre cominciarono a circolare voci di una sua sostituzione col figlio di Moggi (per altro mai avvenuta) per la rabbia della tifoseria.
3) L’intercettazione tra Moggi e Giraudo in cui, nell’estate 2004, i dirigenti juventini parlavano di «un contratto televisivo» per la Roma da subordinare alla cessione di Emerson. Secondo la vulgata mediatica di Farsopoli, sarebbe la prova di un ricatto perpetrato dai malefici Moggi e Giraudo per impadronirsi del giocatore brasiliano. Ma la Juve non era parte di alcuna holding di telecomunicazioni e non si capisce a che titolo Giraudo avrebbe potuto influire sulla destinazione dei diritti televisivi altrui. La canea forcaiola del 2006 volle vedere nell'intercettazione un riferimento a Sky, ma in modo del tutto fantasioso, anche perché il contratto della Roma con l'emittente venne stipulato nel novembre seguente, più di due mesi dopo la cessione di Emerson, avvenuta con la piena soddisfazione della società capitolina, che riuscì a strappare 15 milioni più Brighi. I diritti televisivi erano entrati a un certo punto nella trattativa sotto forma di un quadrangolare (per quattro anni, con proventi di sponsor e TV a favore della Roma) che i bianconeri volevano mettere sul piatto insieme ai 15 milioni già offerti (vedi qui). Nella telefonata incriminata, Moggi e Giraudo fanno considerazioni sull'opportunità di organizzare il quadrangolare (appunto comprensivo di diritti televisivi per la Roma) solo contestualmente alla cessione di Emerson, sospettando che i dirigenti romanisti volessero usare il centrocampista brasiliano solo come specchietto per le allodole.
Dal quadro che emerge dalle indiscrezioni del "Giornale", dunque, sembrerebbe che gli inquirenti stiano inseguendo un'ipotesi accusatoria di questo genere: finché Baldini lavorava alla Roma, il potere moggiano si sarebbe adoperato per vessarla; una volta uscito di scena lui, il terribile Luciano da Monticiano avrebbe allentato la sua morsa letale, consentendo alla Roma di operare sul mercato più agevolmente (vengono citati ad esempio gli arrivi nel 2005 dei pregiati Taddei, Nonda, Kuffour).
Il ruolo di Baldini nel processo si dimostrerebbe dunque centrale, e ciò verrebbe confermato anche dal fatto che, oltre all'incriminazione per calunnie, Moggi è stato messo sotto inchiesta anche per delle minacce che gli avrebbe rivolto il 19 giugno scorso, prima di un'udienza. «Sono stato minacciato da Moggi», aveva detto Baldini in aula. «Mi ha detto "buongiorno pezzo di m**da" e poi con il dito puntato a pochi centimetri dal naso ha aggiunto: "guarda che così finisci male"». Tutto ciò in un udienza nella quale, messo a confronto con Baiocco, l'ex ds giallorosso era stato platealmente contraddetto.
Inoltre, il pm Palamara avrebbe appena formalizzato l'iscrizione sul registro degli indagati anche per il calciatore del Napoli, Emanuele Blasi, con l'ipotesi di reato di falsa testimonianza. A che proposito? Manco a dirlo: per aver contraddetto la versione di un altro testimone chiave dell'accusa, l’ex procuratore Stefano Antonelli, il quale, sempre secondo le informative del 2005, si sarebbe presentato da Auricchio nel gennaio di quell'anno per consegnargli la registrazione di telefonate nelle quali il padre del calciatore lo licenziava per avere combinato troppi pasticci con la Juve.
A questo punto verrebbe da chiedersi se si tratti di un processo alla GEA world o a Luciano Moggi, il cui unico legame con la ormai disciolta società di procuratori è il fatto che uno dei titolari fosse suo figlio. Ma soprattutto viene da chiedersi perché viene concesso tutto questo credito al Baldini, che ha avuto importanti responsabilità dirigenziali in una società da anni protagonista di vicende alquanto controverse.
Proviamo a ricapitolare:
Anno 1999: Per i regali natalizi l'A. C. Roma non bada a spese: Rolex d'argento per gli arbitri, Rolex d'oro per i designatori Bergamo e Pairetto. Scoppia lo scandalo e i costosi orologi vengono restituiti.
Anno 2001: Baldini, da due anni dirigente della Roma, viene condannato dalla giustizia sportiva a 9 mesi di stop per la vicenda del passaporto di Recoba, nella quale, recita la sentenza "ebbe un ruolo ben piu' rilevante ed efficiente di quello di semplice tramite". Il tutto in seguito a un'inchiesta della procura di Udine che nel maggio 2006 condannerà Oriali e Recoba per concorso in falso e ricettazione.
Anno 2002: Caso Bergamo-Sensi. In un'intercettazione il designatore parla di elenchi di arbiri graditi presentati da massimi dirigenti giallorossi. L'inchiesta che ne consegue si esaurirà nel 2006 dietro sollecitazione del pm del Processo GEA, che chiederà al GIP l'archiviazione.
Anno 2003: A luglio la Roma viene iscritta al campionato pur non avendone i titoli. A finire sotto inchiesta è un segretario Covisoc compiacente, e solo perché non accetta di passare pubblicamente per il responsabile di una fideiussione fasulla non presentata da lui. La sua testa verrà tagliata dall’Ufficio Indagini della Figc.
Anno 2004: La Roma, sempre in gravi difficoltà economiche, per appianare i debiti deve privarsi di alcuni suoi gioielli. Samuel viene venduto tranquillamente all’Inter, mentre il passaggio di Emerson all’odiata Juve suscita non pochi imbarazzi: per la stampa, Baldini, con la cessione di Emerson, fa un grande affare, di importanza vitale per le casse giallorosse; per la tifoseria romanista, invece, è un grave sfregio che si aggiunge al passaggio di Capello ai bianconeri, e Baldini comincia a defilarsi dalla conduzione della società.
Anno 2005: Secondo la prima informativa redatta da Auricchio, il 14 aprile Baldini si reca a deporre contro Moggi. Tra le tante bizzarrie del documento, la vicenda dei Rolex, su cui la locale procura aveva aperto un’inchiesta archiviata nel 2002, viene giustificata in quanto “goffo tentativo di proporsi in chiave di simpatia con la classe arbitrale” e fatta passare, a mo' di cappello dell'indagine, per un atto mirato a contrastare un presunto condizionamento arbitrale di Juve e Milan.
Anno 2006: Le informative romane finiscono sui giornali e scoppia Farsopoli. Tra le altre esce l’intercettazione sulla cessione di Emerson: la Guardia di Finanza indaga sul caso, perquisendo addirittura la casa del brasiliano e controllando i suoi conti, stabilendo alla fine che era tutto in ordine.
Vero o no che tutte le strade di Farsopoli sembrano portare a Roma?
Roma, che oltre ad essere la città che diede i natali all’ematologo D’Onofrio (come chi? L’autore della perizia sull’Epo, ovviamente, quella demolita dalla sentenza d’appello nel processo sul doping juventino), ospita la redazione di un giornale, il Romanista, che ai tempi di Farsopoli sembrò tra i più lesti a disporre delle informative sfuggite alla sorveglianza degli inquirenti.Roma, dove i lupacchiotti locali sono sempre e comunque "parte lesa".
Roma, dove a processo ci finisce Moggi, semmai, e per le attività di una società per la quale nemmeno lavorava, né tantomeno sovvenzionava.
E ora queste nuove incriminazioni per calunnie e minacce.
Bene. Si approfondisca e si accertino eventuali responsabilità, giusto, e il prima possibile.
Non come in quell'altro caso, quello dell'inchiesta sulla “rivelazione di segreti di ufficio(art. 144, c.p.p.) per la fuga di notizie che nel maggio 2006 diede inizio al linciaggio mediatico ai danni di Luciano Moggi e degli altri inquisiti. Sono più di due anni che aspettiamo novità, ma tutto tace.
Su Repubblica del 15 giugno 2006, Bonini e D'Avanzo scrivevano: "La novità è che a Napoli, l'ufficio del pubblico ministero individua il luogo e le persone che, uniche, hanno potuto violare il segreto. I nomi sono ora, nero su bianco, negli atti trasmessi alla Procura di Roma. C'è un'accusa grave in queste carte. La fuga di notizie, sostengono a Napoli, è stata così imponente e distruttiva che deve essere stata "autorizzata dal comando del Nucleo Provinciale dei carabinieri di Roma e da alti ufficiali dell'Arma da cui gerarchicamente dipende quella struttura".
Sarebbe bello poter sperare che sia questa la volta buona.

QUATTRO GOCCE DI PIOGGIA

Oggi a Marassi non scenderà (queste le ultime notizie) in campo la "formica atomica", al secolo Sebastian Giovinco.
Solo panchina per lui, con probabile ingresso a partita in corso.
E con immenso dispiacere per i milioni di tifosi bianconeri di serie C, che si aspettavano una pronta riconferma per l'attaccante extrasmall dopo la prova di spessore contro il Catania.
Il presidente bianconero Cobolli Gigli, intervistato ai microfoni di Sky Tv ha rilasciato un'intervista in cui sintetizzava in un "zic" quello che manca alla squadra per essere perfetta.
Di sicuro le formiche non fanno "zic", e per rendere quasi perfetta una squadra come quella attuale, la presenza di Giovinco appare alquanto indispensabile.
L'allenatore Claudio Ranieri, in conferenza stampa, ha stimolato le menti dei giornalisti con un discorso molto filosofico sulle vittorie e sul modo di interpretare la partita successiva in base alla partita precedente.
Discorso che farebbe di conseguenza prevedere la presenza in campo di Giovinco, ma tant'è che così non sarà.
Insomma uno stato confusionale senza precedenti.
A noi, semplici tifosi di serie C, rimane la speranza che tra filosofia e "zic" oggi a Marassi cadano quattro gocce di pioggia, perchè si sà, quando sentono l'acqua le formiche diventano protagoniste.

ALITELECOM

Più che il salvataggio di Alitalia, mi pare il salvataggio della Cgil. Era riuscita, miracolosamente, a mettersi nella condizione di prendersi tutte le responsabilità. Le è stata consentita la precipitosa marcia indietro. Hanno pesato, e non poco, le spaccature interne alla sinistra, peseranno quelle interne alla Cgil, acuite dall’aver dovuto sedere allo stesso tavolo con l’Ugl, dimostratasi anche più lungimirante.
Vedrete che questa roba non sarà senza conseguenze.
Dopo settimane in cui Alitalia è stato il tema principale, qualcuno si accorgerà che c’è un problema assai più grande: Telecom Italia. I lavoratori da mandare via sono quattro o cinque volte quelli di Alitalia, il debito enorme, i guadagni decrescenti, la proprietà instabile ed il piano industriale, quindi una visione strategica dell’avvenire, resta una promessa. Per “salvare” Alitalia, visto che il proprietario era ancora lo Stato, si possono prendere i debiti in carico al contribuente e lasciare che dei privati provino a far funzionare la parte operativa della società. Non è bello, ma si fa. Telecom, invece, è già stata privatizzata, in modo inverecondo, e non è verosimile che per “salvarla” lo Stato si riprenda ora i debiti, che all’epoca della privatizzazione neanche esistevano. Far entrare, in misura determinate, fondi sovrani, del resto, è il contrario della pretesa italianità. E’ vero che la libica Lafico, nel 1975, entrò in Fiat, senza che per questo ne sia cambiata la nazionalità, ma è anche vero che allora esisteva la Mediobanca di Cuccia, che garantì l’operazione e la successiva uscita, e che gli Agnelli furono da lui commissariati. Non c’è più nulla di simile, oggi.
Alierta, amministratore di Telefonica, è in grave difficoltà quando, in Spagna, gli chiedono conto di un’operazione costosa e che non ha reso nulla. Tutte ragioni che spingono verso la rottura di un falso equilibrio, anche se fanno tutti finta che non sia vero. Per questo è piuttosto surreale il gran putiferio su Alitalia, già fallita da dieci anni, mentre si tace su un tema assai più grave. Anche perché le linee di telecomunicazione hanno valore strategico e di sicurezza, in un Paese, mentre la nazionalità di chi mi porta da Milano a Catania assai meno. Sarebbe comico, alla fine, se si dovesse chiedere consigli a Rovati.

ROMA TORDIVALLE - BATTERIE DELL'81° DERBY ITALIANO DEL TROTTO


81ø Derby Italiano Trotto-Batteria A 2100mt.
1 Letter From Om 14,6 15,1 P. Romanelli
2 Lando Correvo 14,1 14,1 G. Lombardo jr
3 Libeccio Grif 13,8 13,8 M. Smorgon
4 Lana del Rio 13,5 13,5 Santo Mollo
5Laser Bi a 15,2 14,8 R. Andreghetti
6Lino Om p 14,0 23,2 E. Bellei
7Look Mp a 15,7 15,7 R. Ossani
8Legier Mb ap 15,2 17,4 P. Gubellini
9Lelia del Ronco 15,4 15,4 L. Becchetti
10Last Minut di No 15,5 15,8 Gc. Baldi
11Lemon True Sm 15,6 15,6 G. Minnucci
12Langdon Grif 15,5 0,0 O. Kihlstrom
Batteria che, togliendo LANA DEL RIO, appare molto ma molto complicata per il passaggio in finale.In avvio ci sarà battaglia sicura tra LETTER FROM OM e LANDO CORREVO per trovare la seconda posizione alla corda, diciamo che probabilmente Lando riuscirà a scavalcare l'allieva di Paolo Romanelli che si sitemerà seconda alla corda.
E LIBECCIO GRIF?, Indubbiamente è il soggetto che dopo Lana ha le credenziali maggiori per accedere alla finale, ma riuscirà a trovare schema proprizio? E soprattutto, dove riuscirà a sistemarsi considerando che dopo i primi 400 metri le posizioni di testa saranno verosimilmente così: Lana, Lando e Letter?
Sostanzialmente conterà molto il ritmo che imprimerà Lana alla corsa e soprattutto chi si troverà al suo fianco dopo i primi 500 metri.
Se arrivasse LASER BI, come presumibile, Roberto Andreghetti a differenza di Lufti Kolgjini (nel Marangoni) non avrà alcun interesse a spingere sull'acceleratore, cercando il più possibile di risparmiare energie per i 600 conclusivi.
Quindi considerando delle frazioni nell'ordine del 30 di molto abbondante (30.9-31.3-30.8) è presumibile che la risalita negli ultimi 800 metri potrebbe essere complicata.
Ridisponiamo quindi le file: Lana al comando, con di dentro Lando secondo sotto seguito da Letter, in pariglia esterna ai lati di Lana si presentrà Laser, che essendo di scuderia potrebbe fornire punto di riferimento al compagno LINO OM, o viceversa, a seconda degli ordini di scuderia.
E poi c'è anche il targato Souloy, LEGIER MB, con Pietro Gubellini in regia, pronto sicuramente al colpo ad effetto, cercando di "rubare" il tempo alla risalita di Libeccio, trovando magari la schiena in pariglia esterna proprio di Laser o Lino.
Insomma meno semplice di quel che sembra, e ripeto, secondo me saranno i parziali per i primi 1200 metri di corsa che risulteranno determinanti al fine del risultato, e considerando che Santino Mollo non spingerà più di tanto sull'acceleratore prevedo una qualificazione con un tempo "normale" che risulterà determinante per Lando Correvo.
SELEZIONE QUALIFICATI:4/2/6/1/8/3
81ø Derby Italiano Trotto-Batteria B 2100mt.
1Laika Ek 16,4 16,4 R. Andreghetti
2Lagas Bi 14,0 14,0 D. Nobili
3Lexus Font ap 16,0 16,4 P. Gubellini
4Lorenz del Ronco 14,2 16,4 M. Minopoli jr
5Lisa America p 14,4 14,7 A. Guzzinati
6Little Games 15,5 15,6 A. Gocciadoro
7Lupomar 15,5 16,4 G. Maisto
8Luxor delle Badie 15,0 14,6 O. Kihlstrom
9Love Story Nor 17,2 17,2 Lor. Baldi
10Le Roy Dvs a 18,9 0,0 E. Bellei
11Lex di Jesolo 16,0 14,3 G. Minnucci
12Livio del Pri 14,0 14,7 G. Lombardo jr
In questa seconda batteria, secondo me quella che sarà la più veloce delle tre, la battaglia a partire sarà infuocata, molto infuocata.
Secondo me davanti ci và LAGAS BI e non ci sono storie, con quel numero non potrebbe essere altrimenti.
E forse questo lo sa sia Pietro Gubellini che il "francesino", al secolo Mario Minopoli jr, i quali cercheranno in tutte le maniere di serrare il più presto possibile secondi alla corda.
Presumibile che ci vada LEXUS FONT, immaginando che LORENZ DEL RONCO le provi tutte a partire per sopravanzare Lagas, il quale tutto sommato avrebbe più interesse a mandare Lisa America e non l'allievo di Mario, che potrebbe finire ancor prima di iniziare le sue speranze Derby.
Ricapitolando: Lagas Bi davanti, con alla corda Lexus Font seguito da Laika Ek e dopo i primi 500/600 metri di corsa via libera a Lisa America, oppure: Lagasi Bi davanti che desiste e lascia Lorenz al comando con Lexus terzo alla corda e altrettanto via libera a Lisa America.
Di LISA AMERICA va aperto un capitolo a parte, essendo insieme a Lana del Rio, il soggetto che ha dato fino ad ora le garanzie migliori per questa leva 2005.
Grande duttilità, un'enorme potenziale e una condizione che è cresciuta a dismisura corsa dopo corsa che ne fa la vera antagonista per Lana in questo 81ø Derby.
Sostanzialmente sono questi i 4 che dovrebbero andare dritti dritti in finale.
Ultime due citazioni per: LAIKA EK, mezzi inespressi, e LIVIO DEL PRI, benissimo sulla distanza.
SELEZIONE QUALIFICATI:5/2/3/4/1/12
81ø Derby Italiano Trotto-Batteria C 2100mt.
1Lou Kronos 12,7 14,9 L. Kolgjini
2Light Kronos ap 13,8 13,8 A. Guzzinati
3Le Roi Gar 16,4 16,9 R. Vecchione
4Lord Capar 14,9 15,0 O. Kihlstrom
5Loredan As ap 0,0 16,1 G. Maisto
6Lemon Ice 15,0 15,0 A. Gocciadoro
7Levriero Rivarco 14,7 14,7 E. Bellei
8Latin Lover Gams 14,8 17,2 M. Smorgon
9Long Drink Lucy 15,2 15,9 P. Gubellini
10Lapidario ap 16,6 16,6 G. Lombardo jr
11Labirinto Sas a 12,8 0,0 R. Andreghetti
12Lavec Kronos 13,8 17,1 G. Minnucci
Ultima batteria dalla quale prevedo una sorpressisima.
Di LORD CAPAR preferisco non esprimere giudizi (lo conosco talmente poco che lascio a chi lo conosce meglio di me trarre conclusioni).
Così come per LOU KRONOS.
Sicuramente sono e saranno i soggetti che avranno le maggiori credenziali per accedere alla finale e tutto sommato la speranza e che sia tale.
Di quel poco che ho visto di Lord Capar è soggetto molto veloce nelle fasi di avvio e c'è da credere che possa assumere in breve il comando per una marcia di trasferimento fin sul palo, con LIGHT KRONOS che dovrebbe sistemarsi secondo alla corda e magari provare a batterlo sulla retta di Tordivalle.
Lou Kronos, a sensazione, non mi sembra un soggetto velocissimo, di conseguenza l'interesse prioritario di Kolgjini sarà quello, se così realmente fosse, di trovare posto dietro a Light per riuscire ad accedere alla finale.
Detto di questi tre, con leggera preferenza per il Kronos affidato ad Andrea Guzzinati, cito colui che secondo me potrebbe essere la sorpresissima della corsa: LE ROI GAR.
Il portacolori della Stall Carsko ha, secondo me, fin'ora non espresso il vero potenziale che ha nei garretti.
Lo considero un soggetto che possa dare il meglio di se sulla media distanza.
Non avrà un parziale risolutore, come nemmeno una grossa velocità di base, ma guardandone il modello e le prerogative, ha un passo costante che potrebbe mettere in difficoltà i soggetti sopraccitati.
Arriva a questo appuntamento con la fiducia del team, una condizione in crescendo e con il sulky un sempre più ispirato Roberto Vecchione (driver che a me personalmente piace moltissimo).
Onestamente questa batterie non presenta grandi difficoltà e oltre ai soggetti elencati, degli altri, il solo LEVRIERO RIVARCO, affidato alle sapienti mani di Enrico Bellei, mi sembra quello in grado di dare ulteriore sale alla corsa.
Un'ultima citazione la faccio per LABIRINTO SAS, affidato da Ehlert ad Roberto Andreghetti arriva a questo appuntamento sorretto da una condizione superlativa.
SELEZIONE QUALIFICATI:2/3/4/1/7/11
di Cirdan

venerdì 26 settembre 2008

SULL' "HONDA" DI ANDREA DOVIZIOSO


MotoGP - Andrea Dovizioso pilota ufficiale Repsol Honda dal 2009
Andrea Dovizioso è stato annunciato come nuovo pilota ufficiale della Repsol Honda in una speciale conferenza stampa tenutasi questa mattina a Motegi. Il rookie della MotoGP rookie ha impressionato con i risultati ottenuti con la RC212V satellite nel 2008, e HRC ha ritenuto opportuno portarlo nel team ufficiale al fianco di Dani Pedrosa.
"Da sette anni corro con una moto Honda perché ho sempre sognato di diventare un pilota ufficiale HRC, adesso ho l'opportunità di far parte del team Repsol Honda e sono molto contento", ha detto Dovizioso dopo l'annuncio.
Il 22enne rimpiazzerà cosi il partente Nicky Hayden (Ducati Marlboro) diventando il secondo pilota ufficiale HRC.
"La Motogp richiede un attento lavoro di messa a punto e di sviluppo per poter essere competitivi e pensare di poter vincere le gare e il campionato. Per questo occorre essere un pilota di un team ufficiale".
La decisione di promuovere Dovizioso è stata semplice per il presidente HRC Masumi Hamane, che ha ringraziato il contributo del pilota italiano nel corso di questi sette anni.
"Crediamo nel suo talento e ammiriamo il suo approccio alle gare. La sua dedizione nel lavoro ha impressionato tutti in HRC. Andrea ha affrontato il primo anno in Motogp con la mente libera e nella sua stagione di debutto ha evidenziato di possedere il carattere e le qualità necessarie per avere successo", ha dichiarato Hamane.
"La Motogp è la classe più esigente ma il talento, la determinazione e la voglia di imparare sono state ricompensate, come dimostra la sua attuale quinta posizione in campionato. HRC fornirà il miglior supporto tecnico possibile affinché Andrea possa esprimere tutto il suo potenziale e ci auguriamo una relazione felice e coronata di successi".

LIBERE DI MOTEGI

In una sessione per lunghi tratti dominata da un ritrovato Dani Pedrosa su Repsol Honda, è Casey Stoner a spuntarla alla fine, grazie al tempo di 1'48.121 ottenuto nel suo 15º giro.
Lo spagnolo vice campione del mondo 2007, che trova il suo giro veloce nell'ultima delle sue 23 tornate, chiude a 0.073s dal tempo dell'australiano e può guardare con serenità ad un fine settimana che potrebbe riportarlo sul podio dopo 5 assenze consecutive.
Valentino Rossi trova la terza posizione (1'48.510) precendo altri due italiani in quarta e quinta piazza: Andrea Dovizioso (JiR Scot Team) e Loris Capirossi (Rizla Suzuki).
Chiude la top six Sylvain Guintoli (Alice Team) a sei decimi dal tempo di Stoner, mentre Hayden (Repsol Honda), Marco Melandri (Ducati Marlboro), Toni Elias (Alice Team) e Randy De Puniet (LCR Honda) completano le prime dieci posizioni.

giovedì 25 settembre 2008

LEXINGTON INFINITIF

Nei giorni scorsi, per la precisone venerdì 19 settembre, al Red Mile, il 4 anni italiano Infinitif ha sostenuto una terza prova di qualifica.
Dopo le prime due, sempre disputate sulla stessa pista di Lexington, rispettivamente il 12 agosto in 1.57 e il 22 agosto in 1.55, stavolta il figlio di Pine Chip, in sulky come nelle precedenti occasioni Jean-Pierre Dubois, si è espresso in 1.53.1.
Velocissimo il primo mezzo miglio coperto in 54.3 e diviso in 27.2 e 27.1, poi una seconda metà di percorso meno violenta in 58.3, anche questa con due parziali molto simili tra loro, 29.2 e 29.1.
Anche se l'indicazione è assai relativa, trattandosi di una qualifica, perciò senza alcuna dotazione in palio, va aggiunto che Infinitif ha lasciato a quasi 8 lunghezze un'ottima tre anni come Bella Dolce, 1.54.4, e ancor più indietro il pure noto e valido Surtees Hanover, a circa 12 lunghezze in 1.55.3.
L'ultima corsa ufficiale di Infinitif resta la finale del Derby italiano 2007, vinta nelle mani di Pietro Gubellini, ottava vittoria su altrettante uscite in carriera.
AS da Trotto & Turf di giovedì 25 settembre 2008

INTERCETTAZIONI & RICATTI

Le procure di Bolzano e Roma reciprocamente s’accusano d’avere passato, ai giornalisti, le intercettazioni telefoniche di Prodi (relative alla vendita di Italtel, ma che riguardano tutt’altro). Chi abbia ragione non lo so, ma è irrilevante, perché una cosa la sappiamo con assoluta certezza: tutti i segreti istruttori pubblicati dai giornali vi arrivano per mano dei magistrati.
Nel frattempo il Parlamento prova a regolare diversamente l’intero capitolo intercettazioni, ma anziché guardare al futuro lo sguardo dei politici è rivolto al recente passato, ovvero alle intercettazioni già raccolte e non ancora pubblicate.
La giustizia, in Italia, non esiste più da tempo.
Al suo posto si trova una grottesca, e costosa, parodia.
Quel che conta, nei fatti giudiziari, è la tempistica con cui vengono aperti, allargati, passati ai giornali, quindi fatti sparire. L’esito processuale è l’ultima cosa, arriva dopo anni, quando nessuno se ne interessa.
Non grazie ai processi ed alle sentenze, ma grazie alle intercettazioni fatte avere ai giornali abbiamo cambiato equilibri politici, vertici della Rai e destini aziendali. Della ragione e del torto s’occupano i fessi, agli altri interessa la sostanza.
Nessuno vuole parlarne, ma ci sono, oggi, due fronti che friggono nell’olio delle intercettazioni. Nella sinistra è in atto uno scontro che riguarda il futuro, ed a muoversi con maggiore decisione e precisione è il gruppo che fa capo a D’Alema. Ma l’affondo ritarda, anche perché sono in agguato le intercettazioni fatte all’epoca delle scalate bancarie. I tribunali non se ne occuperanno, ma i giornali pubblicherebbero.
Il governo, dall’altra parte, è molto forte, anche a causa dell’opposizione sempre più in crisi, ma anche qui si dice vi siano intercettazioni pronte sulla rampa di lancio, aventi sullo sfondo roba senza rilievo penale, ma di sicuro effetto mediatico.
Prodi detesta sia il governo che l’opposizione, e siccome conosce bene il gioco del potere, fa il sadico e dice: pubblicate tutte le intercettazioni che mi riguardano.
Berlusconi si tenga la solidarietà, la sinistra applauda e si suicidi.
Detto in altre parole: senza tribunali, con magistrati interessati solo alla carriera, con le leggi ridotte a grida o pezze colorite, s’avanza trionfate la Repubblica fondata sul ricatto.

mercoledì 24 settembre 2008

QUARTA GIORNATA - TRA CONFERME E CONFERME


Turno infrasettimanale di campionato, con le capoliste impegnate in incontri, quantomeno sulla carta, alla portata: la Juventus all'Olimpico contro il Catania e l'Inter a San Siro contro il Lecce.
In una serata dove è definitivamente esploso il talento di Sebastian Giovinco (migliore in campo in assoluto), tolto inspiegabilmente negli ultimi 5 minuti di match da mister Ranieri, la Juventus non è andata oltre il pareggio contro un Catania che ha impostato una gara tutto pressing e fisicità.
Nella prima frazione di gioco i bianconeri sono apparsi al di sotto dello standar abituale, non riuscendo a creare occasioni degne di nota sotto la determinazione e la corsa messa in campo dagli uomini di Zenga.
Ma il vantaggio è arrivato comunque grazie ad un'invenzione sulla fascia sinistra di Giovinco, cross di mancino da fondo campo e terzo gol in altrettante partite di campionato per Amauri, che ha insaccato di testa alla destra di Bizzarri, nella prima ed unica vera occasione creata dai bianconeri nel primo tempo.
Nel secondo tempo è andato in scena il Giovinco show, sulla fascia sinistra è stato imprendibile ha saltato con una facilità disarmante chiunque gli si ponesse davanti con stop a seguire e dribbling degni di un fuoriclasse.
La Juventus del secondo tempo è apparsa tutt'altra squadra rispetto a quella scesa in campo durante la prima frazione, e seppur con un Del Piero non ispirato come in altre occasioni è andata ripetutamente vicina al raddoppio.
Ma è stato il Catania, complice un pallone sfuggito su cross dalla sinistra ad un sempre e comunque ottimo Chiellini, a trovare con Plasmati (dalla C1 ai gol con Inter e Juventus) la rete del pari con un colpo di testa che non ha lasciato scampo a Manninger.
Da quel momento la Juventus si è riversata nella metà campo siciliana creando almeno 5/6 occasioni nitide da gol.
La più clamorosa, sempre da un'invenzione di Giovinco, è capitata prima sulla testa di Del Piero, che ha girato di testa un pallone arrivato da uno spiovente dalla sinistra del giovane talento bianconero incocciando la parte alta della traversa e, nel proseguio dell'azione è stato ancora Amauri che sempre di testa, dopo la respinta del montante, ha incocciato nuovamente il palo.
Come accennato è stata alquanto inspiegabile la scelta di Ranieri di togliere a pochi minuti dal termine Giovinco, sostituito da Pavel Nedved che ha sprecato una favorevole occasione di destro dal limite dell'area nei minuti di recupero, scelta tecnica che nulla ha avuto a che fare con problemi fisici del giovane azzurrino.
Da quel momento sulla fascia sinistra il Catania non ha più sofferto, e nonostante un buon colpo di testa di Salihadzimic su calcio d'angolo di Del Piero la partita si è conclusa, dopo 5 minuti di recupero, sul 1-1.
Occassione sicuramente sprecata per mantenere la vetta della classifica da parte dei bianconeri, e buona, l'ennesima, prova da parte del Catania.
Per la Juventus c'è comunque molto da salvare anche in una serata che non ha portato i tre punti.
Seba Giovinco su tutti, ha dimostrato classe, talento e soprattutto una fortissima personalità, prendendosi in più di un'occasione la responsabilità di far cambiare passo alla squadra, oltretutto riuscendoci ampiamente.
Ancora bene Amauri, capocannoniere stagionale con 4 gol, devastante sulle palle alte, una forza della natura nei corpo a corpo e una tecnica che non può altro che continuare a migliorare.
Buona anche la prova degli altri due azzurrini Marchisio e De Ceglie, anche la prova di Marchionni, fino al momento della sostituzione, è stata positiva.
La difesa non ha molto da recriminare, e Chiellini, nonostante lo svarione in occasione del pareggio degli isolani, è stato il migliore del pacchetto arretrato.
Le basi per continuare il buon cammino intrapreso ci sono tutte, soprattutto se si punterà sui giovani.
Un nome su tutti Giovinco, che, nonostante le dichiarazioni di Ranieri nel pre-partita "non gli si possono dare responsabilità che non gli competono", da stasera tutti i tifosi juventini vorranno vedere in campo dalla prossima partita.
Si deve smettere in questo Paese di considerare i giovani talenti come coloro che "si devono ancora mettere le scarpette da calcio" (cit. Ranieri), quando nel momento in cui scendono in campo offrono alla squadra e al pubblico pagante uno spettacolo come quello offerto da Giovinco.
L'Inter al pari della Juventus ha sofferto e non poco contro un buon Lecce.
Partita senza alcun turnover (il solo Maicon in panchina) la banda di Mourinho ha offerto un primo tempo che definirlo sterile sarebbe un complimento, di Zlatan Ibrahimovic l'unico spunto di cronaca, con una punizione dai 25 metri che ha incocciato la parte interna della traversa.
Nella ripresa "the special one" ha inserito Maicon e Quaresma sulla fascia destra cercando di allargare ulteriormente il gioco, e qualcosa in più si è visto, senza però rendersi realmente mai pericolosa.
A metà ripresa l'inserimento di Cruz al posto di Chivu è stato determinate.
Infatti da un cross dalla destra di Maicon, Ibrahimovic è riuscito nell'assist di testa per l'attacante argentino che ha segnato il gol del vantaggio.
Con 4 minuti di recupero la partita è terminata con il risultato di 1-0 mantenendo l'Inter in vetta alla classifica.


A Marassi andava in scena una Roma in cerca di continuità, sia di gioco ma soprattutto di risultati.
Ed invece è andato in scena il solito grande Genoa che dopo aver strapazzato alla seconda giornata il Milan ha replicato con la banda Spalletti, con un impeccabile Diego Milito, autore di una doppietta.
Dopo il vantaggio di Sculli (come con il Milan) la Roma ha cercato di riorganizzarsi e con De Rossi ha raggiunto il pari sull'ennesima palla da fermo, facendo terminare la prima frazione sull'1-1.
Nella ripresa, con la partita in grosso equilibrio, è stato Diego Milito che, agganciando un pallone buttato all'interno dell'area piccola da Milanetto, ha riportato in vantaggio i rossoblu.
La Roma ha comunque molto da recriminare dal punto di vista arbitrale visto che pochi minuti dopo è stato annullato inspiegabilmente un gol a Panucci.
Su una palla filtrante di Menez il difensore giallorosso era tenuto abbondantemente in gioco da Ferrari che non aveva seguito il proprio reparto, ma l'assistente di Brighi ha inspiegabilmente alzato la bandierina ed il risultato è rimasto di 2-1 per i grifoni.
Due minuti dopo per la Roma finivano le speranze di rimonta per l'espulsione di Daniele De Rossi, reo di un brutto fallo ai danni di Palladino.
La Roma, molto nervosa, creava ancora una sola occasione a 5 minuti dal termine con il subentrato Aquilani che girava di testa sopra la traversa.
L'apoteosi rossoblu arrivava all'88 con la doppietta di Diego Milito, capocannoniere del torneo in comproprietà con Zarate.
E se questa serata infrasettimanale non ha portato bene al fuoriclasse laziale, troppe le occassione sprecate, è andata benissimo a Pandev e compagni che con un rotondissimo 3-0 hanno surclassato una Fiorentina disastrosa in difesa.
I viola erano partiti bene, comandando la partita e facendo giostrare a proprio piacimento il ritmo della gara, ma non avevano fatto i conti con le ripartenze dei biancocelesti che già nel primo tempo, con Zarate, avevano avuto due chiarissime occassioni per sbloccare il risultato.
Ma l'inizio di ripresa è stato devastante per gli uomini di Prandelli che nel giro di 10 minuti hanno incassato l'uno-due firmato Mauri-Pandev e solamente 5 minuti dopo, con una difesa imbarazzante, hanno incassato il 3-0 firmato di testa da Siviglia.
Una Lazio sorpresa in questo inizio di campionato, un ottimo lavoro da parte di Delio Rossi che grazie ad una squadra attenta e soprattutto letale nelle ripartenze è già riuscito ad inanellare 3 vittorie su 4 gare disputate.
Malissimo la Fiorentina, dopo la sconfitta di Napoli e la prima vittoria, sofferta, interna di domenica scorsa ha subito una sonora sconfitta, non tanto nelle proporzioni quanto nella modalità, denotando una difesa troppo fragile e mal sorretta dal centrocampo, Gilardino non può sempre fare miracoli e, con Champions alle porte e un campionato che sta riservando molte sorprese, una inversione di tendenza è quanto mai urgente.
Il Milan dei tre palloni d'oro era atteso a Reggio Calabria per la prova di maturità in vista del Derby.
E maturità è stata, nonostante una gara non proprio bella ne tantomeno perfetta, ma i tre punti sono arrivati grazie agli uomini gol del momento, Borriello e Pato.
Per il Milan la cattiva notizia è arrivata proprio per il vice capocannoniere della scorsa stagione, che al 15' della ripresa è uscito per un risentimento muscolare che lo mette in forte dubbio per la sfida del Meazza di domenica sera contro l'Inter.
Una brutta tegola che arriva proprio nel momento in cui il Milan aveva trovato finalmente il centravanti che gli serviva.
Le note liete arrivano comunque da Kaka, altra ottima prova la sua, da Seedorf, insostituibile in questo inizio di stagione e dall'altro brasiliano Pato, aspettando naturalmente Ronaldinho.
In un vuoto San Paolo per le note vicende andava in scena una gustosissima Napoli-Palermo.
Hanno vinto i partenopei, con il solito Hamsik, autore di tre reti in altrettante uscite stagionali e la prima realizzazione stagionale del "panterone" Zalayeta, per i siciliani ha accorciato le distanze su calcio di rigore Fabrizio Miccoli.
Ennesima grande prova per gli uomini di Reja, che oltre ad una condizione fisica invidiabile stanno esprimendo un buon calcio abbinandolo a risultati eccellenti.
Il Palermo esce sconfitto dal San Paolo solo nel risultato avendo comunque confermato i notevoli progressi fatti nelle ultime settimane.
Dagli altri campi è arrivata la larga vittoria in trasferta dell'Udinese orfana di Di Natale, 3-0 al Dall'Ara di Bologna contro i felsinei, che si possono ritenere insieme al Cagliari la squadra più in crisi del torneo.
Cagliari che ha perso la sua quarta consecutiva allo stadio Atleti Azzurri d'Italia contro l'Atalanta di un sempre più ispirato Doni che ha trascinato i suoi alla terza vittoria in campionato servendo un'assist d'oro per la rete di Floccari, facendo in modo che Gigi Del Neri, dopo la matricola Chievo, continui a fare miracoli in provincia trovandosi dopo quattro giornate, in comproprietà con la Lazio, al secondo posto in classifica.
Il turno infrasettimanale si è concluso con due pareggi: Chievo-Torino 1-1 e Siena-Sampdoria 0-0, pareggi che hanno smosso le classifiche delle sopraccitate ma che non hanno ancora dato la prima vittoria alla Sampdoria di Mazzarri, rivelazione della scorsa stagione, e domenica a Marassi arriva la Juventus.
Un turno di campionato che ha confermato il buon momento di forma di molti, nonostante qualche passo falso come quello della Juventus, e un'inizio di stagione difficile di altri, Roma e Fiorentina su tutti.
Un torneo che continua a regalare risultati sorprendenti per Lazio e Atalanta, appaiate a 9 punti dietro la capolista Inter con 10, dell'ottimo momento di Napoli e Juventus che seguono terze a 8 punti.
Vittoria importante dell'Udinese in trasferta che, con un grandissimo Catania, occupa la quarta posizione con 7 punti, il Milan delle due sconfitte consecutive si è abbondantemente ripreso con altrettante vittorie portandosi, in comproprietà con Genoa e Palermo, a quota 6, in attesa di ridurre ulteriormente lo svantaggio dalla vetta proprio domenica nel Derby contro l'Inter.
Come accennato, Roma e Fiorentina si ritrovano con soli 4 punti, e vista anche la condizione molto approsimativa di entrambe la crisi di risultati potrebbe non finire qui, considerando anche i molti impegni a cui la Champions le metterà di fronte.
di Cirdan