...il Rock lo preferisco corretto Blues

sabato 31 gennaio 2009

HA VINTO IL CALCIO

Torino, Stadio Olimpico - Si è appena conclusa Juventus-Cagliari, valevole per il ventunesimo turno di campionato; ha vinto il Cagliari ma poteva perdere, ha perso la Juventus ma poteva vincere, alla fine ha vinto il calcio.
Tra i ventidue in campo hanno meritato di vincere quelli con la casacca rossa (i sardi), che hanno espresso un calcio a tutto campo, con un ritmo di gioco e una tecnica individuale da far ricordare il gioco del primo Perugia di Galeone (l'allenatore degli isolani, non a caso è un certo Max Allegri, titolare inamovibile di quella squadra), la Juventus da par suo ha giocato una gara stratosferica nella prima parte di match (quando le energie erano ancora a freccia in su), sovvertendo il vantaggio di Biondini con un uno-due firmato Sissoko (stacco di testa in area di rigore) e Nedved (botta sul primo palo dal limite dell'area), ed uno straripante Amauri che ha aperto la difesa rossoblu in più di un'occassione.
Nella ripresa la Juventus ha giocato da grande squadra cercando il definitivo 3-1, e invece ha subito due splendide ripartenze dei sardi che con Jeda e Matri (quest'ultimo subentrato ad Acquafresca) hanno ribaltato il risultato in un clamoroso 3-2.
Finite le energie la Juventus ha dato l'impressione di non potre più fare nulla, mentre il Cagliari, con ancora una grande condizione fisica, ha fatto girare il pallone fino al novantesimo.
Si spengono le luci, e se per il Cagliari la notte che verrà avrà un sapore antico da festeggiare, datato quarantuno anni fa (l'ultima vittoria dei sardi in casa della Juventus), per la Juventus, dopo aver perso le due gare che avrebbero potuto seriamente cambiare la stagione, domani toccherà tifare per i cugini, sperando che a San Siro non facciano andare gli indossatori di scudetti altrui a +9.

DANIELLA SARAHYBA

Daniella Sarahyba Fernandes (Rio de Janeiro, 8 luglio 1984) è una modella brasiliana. Anche sua madre, Mara Lucia Sarahyba, in passato fu un'apprezzata modella.
All'età di 3 anni, dopo la segnalazione di sua madre, posò per la prima copertina: il magazine brasiliano Pais & Filhos. A 12 anni iniziò la carriera di modella, posando per alcune linee di indumenti per bambini.
È apparsa, sia nell'edizione 2005 che in quella del 2006, dello Sports Illustrated Swimsuit Issue; mentre attualmente è sotto contratto con le case di moda H&M, Spiegel e Benetton.
Ultimamente è stata scelta come testimonial da Victoria Beckham per la linea di moda che la ex Spice Girl sta per lanciare.










BORDELLO E PANDEMONIO ...CALCISTICO

Si sono accorti - a distanza di ben 31 mesi - che Paparesta non fu chiuso all'interno dello spogliatoio dello Stadio Granillo da Luciano Moggi e Antonio Giraudo.
Al termine della gara Reggina-Juventus, giocata in data 6 novembre 2004, e conclusasi 2-1 per i calabresi, il direttore generale della Juventus Luciano Moggi e l'amministratore delegato Antonio Giraudo furono indagati per concorso in sequestro di persona nell'ambito dell'inchiesta condotta dalla procura di Napoli, rei secondo quest'ultima di aver chiuso a chiave negli spogliatoi l'arbitro Paparesta ed i suoi collaboratori Cristiano Copelli e Aniello Di Mauro. Un comportamento nato dal fatto che la terna arbitrale non avrebbe assicurato "un esito favorevole della gara della Juventus". L'arbitro e guardalinee sarebbero stati "privati della libertà personale" e minacciati con "plurime espressioni verbali". La circostanza sarebbe emersa da alcune telefonate intercettate.
Oggi se ne sono accorti ...noi lo sapevamo già.
di Cirdan

DONNE, LAVORO ED OBAMA

Il politicamente corretto degenera facilmente nel demenziale. E’ successo a proposito della presunta legge di Obama, presentata da tutti come destinata a sancire la parità salariale fra uomini e donne, oltre che come esempio da seguire. Peccato che la notizia sia destituita d’ogni fondamento, l’immaginaria asserzione è sbagliata nel merito e l’Italia ha appena finito d’essere condannata per discriminazione ai danni dei … maschi.
Negli Usa si è rimediato ad un diverso problema: una signora s’accorse che il proprio salario era ingiustificatamente inferiore a quello dei colleghi maschi e fece causa, ma la corte suprema obiettò che avrebbe dovuto agire entro 180 giorni dalla firma del contratto, la nuova legge, ragionevolmente, stabilisce un termine di 180 giorni dall’ultimo stipendio. Il resto, ovvero tutto quello che abbiamo letto, è fantasia perversa.
Stabilire, per legge, i livelli e le eguaglianze salariali è un errore madornale, che conosciamo e che danneggia l’economia ed i lavoratori. E’ ovvio che, in un Paese civile, non possono esserci discriminazioni di alcun tipo, neanche salariale, basate su elementi quali il sesso, il colore della pelle o la fede religiosa, ma questa è la sostanza dell’eguaglianza e libertà dei cittadini, mica una prescrizione da tradurre in busta paga. Per quella valgono la produttività, la capacità, l’anzianità. Noi, oltre tutto, abbiamo sistemi che favoriscono le donne, che consentono loro di andare in pensione prima, e per questo, relativamente al settore pubblico, ci hanno condannato.
Tutto ciò significa che ...continua

venerdì 30 gennaio 2009

BARACK DI LAMPEDUSA

Cambiare niente perché non cambi nulla. Obama non ha soltanto lasciato al Pentagono il ministro della guerra di Bush e i generali di Bush, ma anche centocinquanta (150) persone di nomina politica. Nominate da Bush.

SHAMEFUL!

Barack Obama, con il termine "vergognoso", è partito ieri all'attacco di Wall Street criticando aspramente la decisione di molte banche di continuare ad erogare forti premi sullo stipendio del 2008, nello stesso momento in cui viene chiesto danaro pubblico per sopravvivere.
"Quando ho letto questa mattina che i banchieri a Wall Street avevano deciso di pagarsi premi sullo stipendio per 20 miliardi di dollari - ha proseguito Obama - nel momento in cui queste stesse istituzioni sono sull'orlo del collasso, non si può far altro che costatare che si continua a perseguire la strada dell'irresponsabilità".
Un Obama molto irritato ha aggiunto: "Ci sarà tempo per ottenere dei profitti, e ci sarà tempo per ottenere dei bonus. Ora non tempo per simili richieste. Questo è un messaggio che ho intenzione di inviare direttamente agli interessati".
La notizia è stata oggetto di dure prese di posizione su molti giornali americani; su tutti la "columnist" del New York Times, Maureen Dowd, non ha risparmiato nessuno, concludendo il suo editoriale con un esplicito: "Bring on the shackles. Let the show trials begin".
L'attacco di Obama a Wall Street era quasi inevitabile: negli stessi giorni in cui le banche hanno reso noti i loro "bonus", il Tesoro si accinge a comunicare il nuovo progetto di riscatto dei titoli tossici dalle istituzioni finanziarie americane. Il nuovo costo stimato, secondo indiscrezioni che circolavano ieri a Washington, si aggira fra i mille e i duemila miliardi di dollari. Più elevato del Tarp, il Troubled Assets Relieved Program, il pacchetto di salvataggio da 700 miliardi di dollari approvato lo scorso autunno dal Congresso. E persino più elevato del pacchetto di stimoli per l'economia in discussione in questi giorni al Congresso, il cui valore finale è stimato in circa 900 miliardi di dollari. Il nuovo pacchetto di aiuti, dopo gli interventi all'inizio dell'anno scorso e dopo la formulazione del piano di salvataggio autunnale, dovrebbe supplire a quel che il Tarp non ha poi fatto: riscattare titoli tossici dalle istituzioni in difficoltà per consentire loro di migliorare i bilanci, di avere maggiore liquidità disponibile e, soprattutto, di riprendere ad erogare del credito.
Il Washington Post scrive: "The American people understand that we've got a big hole that we've got to dig ourselves out of". Con queste parole Barack Obama ha proseguito la dura critica nei confronti di quella classe dirigente che usufruisce di premi e delle grandi imprese che continuano a fare grandi acquisti.
Dopo la riunione a porte chiuse Obama ha aggiunto: "Un pericoloso senso di irresponsabilità, che ha prevalso da Wall Street a Washington, ha portato la nostra economia a vivere questo difficile momento, ecco perché, nel mio discorso inaugurale della scorsa settimana, ho voluto battere sul tasto della responsabilità, una nuova era di responsabilità".
Obama, ha concluso chiedendo esplicitamente a tutti gli amministratori delegati in che modo useranno gli aiuti che riceveranno dal pacchetto di stimolo, spronandoli a descrivere quale sarà, da oggi in poi, il loro senso di responsabilità economica.
di Cirdan

FARSOPOLI, TRA TIFO E PASSIONE

Questa volta non vogliamo parlare di processi, di sentenze, di codici e norme, e tutto quello che in questi lunghi trentadue mesi ci ha accompagnato per cercare di capire cosa stava succedendo.
Mai abbiamo fatto illazioni, e sempre ci siamo poggiati sui fatti, ma quei processi e quelle sentenze, inevitabilmente, ci hanno rubato l’anima, strappato il cuore.
Alcuni hanno gridato, altri, non sapendo, hanno preferito tacere, qualcuno si è incazzato con chi era stato messo alla gogna, e non accorgendosene stavano tutti compiendo l’irreparabile: dimenticarsi che cos’è la Juventus. Ricordo perfettamente, in giovane età, quando con mio padre facevamo centinaia di chilometri per andare a vedere giocare Bettega, Zoff e Furino; andavamo anche la notte, per vedere i lanci millimetrici di chi mise il foie gras sul pane, indirizzati a chi la notte la faceva diventare bella.
Erano anni in cui, durante l’attesa fuori dai cancelli, si mangiava il pane con la mortadella, si beveva il vino (io no, ero piccolo) dal fiasco portato da casa, c’era addirittura chi, venendo dal sud Italia, si portava all’interno di un termos la pastasciutta calda da mangiare nelle serate fredde di Torino. Dicono che era un altro calcio. Balle. Era lo stesso calcio che si è giocato, vissuto e tifato fino all’estate del 2006.
Era il calcio che portava via dalla mente i pensieri, i problemi, che allora come oggi attraversavano la settimana dal lunedì al sabato, per poi dimenticarsene, saltando il solito turno, la domenica.
Era il calcio di Trapattoni, fischiato prima perché ritenuto difensivista – anche quando metteva contemporaneamente in campo Rossi, Platini e Boniek – e dopo perché teneva in panchina un ragazzo nato a Conegliano Veneto, ed appena approdato alla prima squadra da neo campione del torneo della città del carnevale.
E’ stato il calcio, per quelli nati negli anni settanta, del buio, che ha sfiorato i due lustri di astinenza dalla vittoria, per poi rivedere la luce grazie ad un pugno di professionisti che rimarranno per sempre nella storia bianconera.
E’ stato il calcio delle centinaia di articoli scritti per la partenza di un uomo da centocinquanta miliardi di lire, commentato da migliaia di tifosi anche nel peggior bar di Caracas.
E’ stato il calcio delle “notti magiche”, e anche se quella volta non hanno cantato Bennato e la Nannini, la coppa l’abbiamo alzata per davvero.
Tutto questo, e molto, molto altro, ha appassionato per anni i milioni di tifosi bianconeri sparsi in Italia e nel mondo, facendo crescere attese, nascere e morire amicizie per poi ritrovarle un giorno come un altro sui gradoni di uno stadio, in alcuni casi fomentare anche il più innocuo degli impiegati alle poste, per giunta sposato, con prole e iscritto ad una qualunque associazione di pace.
In quasi tre anni, per amore dei nostri colori, ci siamo ingarbugliati l’anima con ogni sorta di carta processuale, di informativa, di intercettazione, per porci quantomeno un dubbio.
Questo oggi vive dentro di noi, e con orgoglio e forza, senza timore e rassegnazione, andiamo avanti senza rinnegare nulla di quello che abbiamo perseguito, perché lo abbiamo fatto per la nostra maglia, per la nostra Juventus, avvicinandoci ad essa come forse mai ci era capitato di fare.
Ma quello che fa male, tanto male, è trovarsi ancora nella terra di Farsopoli, con davanti agli occhi una legge che non c’era e che ha cancellato la Storia e tre anni di calcio, e chissà quanti altri ancora.
Ma non dobbiamo dimenticare mai una cosa: ci hanno tolto il dominio indiscusso per settantasei giornate consecutive, due scudetti, il posto che ci spetta in Italia e in Europa, ma mai potranno toglierci la passione, quella passione per cui, dopo le tagliatelle mangiate la domenica a casa della zia, siamo nati: tifare la Juventus, con una bandiera o con un articolo.

PIAZZA E SPESA PUBBLICA

La perdita dei posti di lavoro è cominciata, il tema degli aiuti al settore automobilistico è posto. La crisi non proietta ancora la sua influenza sui consumi, e questo capita sia perché fette di mercato protetto hanno aumentato il loro potere d’acquisto, sia perché si sono intaccati i risparmi. Ciò spiega il successo delle svendite e l’esaurirsi dei pacchetti esotici presso le agenzie di viaggio. Ma la divaricazione, la distanza fra chi ha protezioni e chi no, si allarga velocemente, come per uno sciatore che corre in pendenza ed ha perso il controllo: o ruzzola o si scianca.
Le previsioni sono fosche nei numeri, ma concepite secondo un approccio ottimista. Il presupposto è che nella seconda metà dell’anno arriverà la ripresa. Trattasi di speranza, e sembra più la chiacchiera di una macumbeira che non la proiezione di un economista. Molte delle politiche chieste (dalla sinistra, dai sindacati ed anche dagli imprenditori) sono tipiche del sostegno alla domanda, che, però, non è crollata affatto. Non ancora, almeno. E non basta dire: “si deve fare qualche cosa”, reclamando un keynesismo che farebbe ridere il vecchio Maynard, perché se pompo più quattrini in un mercato che compera prodotti esteri avrò solo aggiunto inflazione a recessione, avvelenando tutti. Tremonti ha ragione a resistere, perché allargare il debito con spesa pubblica improduttiva è suicida. Ed è preoccupante vedere tanti reclamare la spesa pubblica senza essere capaci d’immaginare una diversa politica pubblica.
I soldi statali sono indispensabili, ma ...continua

giovedì 29 gennaio 2009

244 A 188: LA CAMERA DICE SI!

La Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato il piano di stimolo dell’economia per 825 miliardi di dollari proposto dal presidente Barack Obama. Ora il provvedimento passa al Senato, dove ci saranno probabilmente una serie di emendamenti, il che significa che la bozza di legge dovrà tornare alla Camera, perché il testo approvato deve essere lo stesso nei due rami del Congresso. Obama auspica che la legge venga varata a metà febbraio con un appoggio bipartisan. Obama resta convinto che il piano di rilancio economico da lui proposto sarà varato rapidamente, ottenendo un ampio appoggio bipartisan in seno al Congresso. Almeno per il momento l’ottimismo di Obama è stato smentito dai fatti: il voto è stato favorevole - 244 contro 188 - ma tutti i repubblicani hanno votato contro e non capitava da qualche secolo che tutti i repubblicani votassero allo stesso modo.
In aggiunta alle altre modifiche della parte fiscale del pacchetto, la Commissione Finanze del Senato ha aggiunto un 70 miliardi di dollari, una disposizione volta a prevenire l'imposta da applicare per classe media, spingendo il costo ad un totale di 890 miliardi.
La Commissione Finanze ha inoltre aggiunto una disposizione che avrebbe ridotto le tasse per le imprese. Le parti stanno preparando degli emendamenti per apportare ulteriori modifiche, compresa una proposta che potrebbe ridurre drasticamente le tasse, dal 35 per cento al 5,25 per cento.
di Cirdan

INSULTOPOLI

Tutti offendono tutti, ma nessuno si offende più. Nazista, fascista, razzista, antisemita, mafioso, hitler, videla, scemo: ormai le parole svolazzano iperleggere, sradicate, intercambiabili, svuotate di peso culturale e storico, voci qualsiasi in un parolaio senza chiaroscuri. Alla magistratura ormai abbiamo delegato persino di decidere che cosa sia lesivo della nostra dignità: non si dice più «mi hai offeso», si dice «è un reato». A far la differenza dovrebbe esser rimasto solo il pulpito, il chi sia a dire che cosa.
Chi se ne frega, dunque, se una qualsiasi comiziante di Piazza Farnese ieri ha additato «i delinquenti che oggi occupano le istituzioni italiane»: è solo una ragazzetta. Ma ieri un capo-partito, Antonio Di Pietro, ha definito «mafioso» un comportamento della prima carica dello Stato. Mentre Franco Frattini, un ministro, il giorno prima aveva definito «antisemita» (non anti-sionista, non anti-israeliano, non insopportabilmente fazioso) Annozero di Santoro, applaudito da un’altra parlamentare che in passato aveva definito fascista e antisemita anche il vignettista Vauro e persino me.
Intanto ...continua

RIUNIONE AL PENTAGONO

KEBAB O NON KEBAB: QUESTO "NON" E' IL PROBLEMA

E ora tocca al Kebab: l’infinita serie di provvedimenti legati in qualche modo all’immigrazione che parlamento, comuni e istituzioni varie assumono si è arricchita di un nuovo piatto.
Il provvedimento del comune di Lucca che vieta “ristoranti di altra etnia” nell’area del centro storico, segue l’esatta impostazione di tutti i suoi predecessori: preso in sé rischia di essere demente, se fosse però inserito in un serio contesto riformatore e regolatore dell’integrazione di etnie e culture, potrebbe essere assolutamente valido. La demenza del provvedimento è evidente, là dove quel provvedimento auspica che comunque venga inserito un qualche piatto della tradizione culinaria toscana, nei menù etnici. Il solito pastrocchio da azzeccagarbugli, che banalizza e rende tragicomico un tema drammatico.
Se in Italia vi fosse una qualche traccia di una cultura urbanistica, se le nostre star mondiali dell’architettura sospendessero per un attimo l’emissione delle loro parcelle milionarie per costruire grattacieli, sarebbe chiaro il disastro che si è verificato in questi ultimi dieci anni nei centri storici del centro nord. All’inzio, appare in un quartiere, una macelleria haram, che vende carne macellata secondo la shari’a; passano pochi mesi e il macellaio affitta un seminterrato e vi apre un “centro di cultura”, in realtà, una moschea; contemporaneamente qualcuno impianta sempre nell’area di quel isolato, prima un negozio per chiamate telefoniche internazionali e infine uno sportello per l’invio di denaro –lecito e illecito- in patria. I negozi di Kebab, intanto, sono già fioriti e strapieni. Les jeux sont faits, su queste palafitte, naturaliter, si costruisce aggregazione abitativa e sociale. E’ passato un anno dall’apertura della macelleria e ...continua

IL LINCIAGGIO DELLA LEGGE

Soffiano sul fuoco, che li brucerà. Ho il voltastomaco, a proposito di rumeni, violentatori e dintorni. Non tollero ipocriti e profittatori. E’ stato arrestato, ad Avellino, un professore sessantenne, accusato d’allungare le mani sulle studentesse. C’erano numerose denunce, una ragazza ha subito intollerabili abusi, è ai domiciliari. Ma il (presunto) maialone nostrano non fa notizia e non c’è nessun indignato parlante. Scommetto: tornerà libero, non perderà il posto e sarà condannato, se lo sarà, quando non avrà l’età per scontare. Ma a nessuno frega niente. I rumeni, invece, quelli sì che sono un piatto ghiotto.
Auguro loro che la sentenza li raggiunga prima della decorrenza dei termini di custodia cautelare. Accertare la loro colpevolezza spetta ad un tribunale, ma, a naso, direi che la galera se la sono meritata. Aggiungo che sono favorevole all’introduzione del reato d’immigrazione clandestina, e se la Romania, comunitaria, ci spedisce troppi delinquenti si può anche spiegarle che i trattati vanno rivisti. Ma le scene televisive del “dagli al rumeno” fanno schifo, anche perché la ressa era principalmente di cameraman e fotografi, alla ricerca di qualche italiota che testimoniasse la voglia di linciaggio. Abbiamo una legge che proibisce di fotografare una persona in manette. La cosa non si risolve mettendo un pallino sulle manette, o tagliando la foto per farle sparire. La legge c’è, ma nessuno la fa rispettare e pare nessuno ne comprenda il significato. Che rispetto merita un Paese che stampa le leggi sui rotoloni soffici, destinandole ad uso acconcio? ...continua

mercoledì 28 gennaio 2009

TRA BUONA FEDE E IMPEGNO

L'Inter "ibrahimovicizzata" vince a Catania grazie al talento svedese (quello venduto nel 2006 per un pezzo di pane) e all'ennesimo episodio arbitrale (in buona fede) a favore: gol regolare annullato a Paolucci sullo 0-1.
Il Genoa del "principe" Milito blocca il Milan "beckhamiano" a San Siro, la Roma "tottiana" vince la quarta partita consecutiva e si porta ad un solo punto dalla zona Champions.
La Juventus "canterina", quella che vincerà lo scudetto fra tre anni (forse), resciuscita l'Udinese "dinataleiana" che non vinceva questa sfida dal campionato 1994/95, e ritorna mestamente in quel limbo dove non si sà se si è fatti di carne o di pesce.
Ma come in ogni azienda che si rispetti bisogna "sempre" seguire gli ordini che arrivano dal datore di lavoro, e se lo scudetto bisognerà vincerlo fra tre anni perchè impegnarsi oggi.

L'UOMO PIU' IMPORTANTE DI WASHINGTON

A Washington si dice, scherzando, che la persona più importante della capitale non sia Barack Obama, ma il suo rumoroso capo dello staff, Rahm Israel Emanuel. Al punto che, domenica, il New York Times ha raccontato come Emanuel abbia passato il telefonino al presidente chiedendogli di prendere al suo posto la chiamata di un senatore repubblicano perché lui era troppo impegnato a fare altre cose. Emanuel è certamente l’uomo chiave dell’Amministrazione Obama e il suo ufficio è il crocevia politico dove si decide la sorte delle proposte obamiane e si elabora la strategia per realizzare le idee del presidente. Eppure in questa prima settimana obamiana nella West Wing, ricca di decreti esecutivi che hanno fatto clamore non soltanto perché hanno ribaltato alcune decisioni di George W. Bush, ma anche per i punti aperti che hanno lasciato, la persona più importante e decisiva è stata un’altra: Greg Craig. Sessantaquattro anni, già difensore di Bill Clinton al processo di impeachment e consigliere di politica estera e di difesa di Ted Kennedy e di Madeleine Albright, oggi Craig è il consigliere legale della Casa Bianca, l’avvocato della presidenza Obama, l’advisor con cui il neo presidente sta cercando cautamente di smontare pezzo dopo pezzo i pilastri della guerra al terrorismo di Bush, lasciandosi però aperta la possibilità legale di utilizzarne gli strumenti che reputerà necessari per sconfiggere al Qaida. Chi ha assistito alla cerimonia con cui Obama ha presentato e poi firmato i decreti sulla chiusura di Guantanamo, sul trattamento dei prigionieri e sulle prigioni segrete della Cia si è accorto che il presidente ha spesso cercato con gli occhi l’approvazione del suo consigliere e a un certo punto lo ha pure chiamato in causa: “Greg, ho dimenticato qualcosa?” ...continua
di Christian Rocca
pubblicato su "il Foglio" del 28 gennaio

CI VOGLIONO 80 ANNI PER ESSERE SAGGI IN ITALIA?

Presidente Cossiga,
Lei mi conosce dal 1992, quando il Prefetto Vincenzo Parisi - Capo della Polizia - ci ha presentato, in una circostanza tragica per la storia del nostro Paese.
Ho apprezzato la lucidità del Suo ricordo e le considerazioni che mi ha voluto esternare nella Sua telefonata di questa mattina.
Ero sicuro che prima o dopo sarebbe intervenuto in questa vicenda, che mi vede involontario protagonista.
Spero - anche col Suo autorevole contributo - che gli uomini delle Istituzioni e della politica sappiano riflettere su questa mostruosa mistificazione.
Lei sa bene che io - nella modestia delle mie funzioni - sono stato sempre e soltanto dalla parte dello Stato e non sono mai venuto meno al giuramento di fedeltà alla Costituzione ed alle sue Leggi.
Ho operato solo al servizio di valenti magistrati - Giudici e Pubblici Ministeri - nell'esclusivo fine di ricerca della Verità e di affermazione dei principi di Giustizia, anche nei confronti di chi è stato ingiustamente accusato di delitti che non aveva commesso.
Commosso Le rinnovo il mio grazie e La saluto, con i migliori sentimenti.
Gioacchino Genchi

ARCHIVIO GENCHI: COSSIGA, CONSULENTE HA RISPETTATO LA LEGGEROMA(ANSA) - (ANSA) - ROMA, 28 GEN - "Dopo aver ascoltato in tv Gioacchino Genchi ed avere letto tutto quanto è stato scritto su di lui e sulla sua attività sia di funzionario della Polizia sia di consulente di numerosissime procure, mi sono convinto che ...continua

LA "QUIETE" DOPO L'ODISSEA

C'è un parere favorevole alla domanda presentata dalla famiglia Englaro per il ricovero di Eluana in una delle strutture di sua competenza. Lo ha riferito il vicedirettore generale della casa di riposo udinese "La Quiete", Luciano Cattivello, spiegando che il parere, anticipato stamani dal Messaggero Veneto, "non significa che la Quiete abbia già dato il proprio via libera all'accoglienza di Eluana per l'attuazione della sentenza di sospensione del trattamento di alimentazione-idratazione artificiale".
"Eluana, in stato vegetativo da 17 anni - ha aggiunto Cattivello - si trova ora in lista di attesa al Distretto sanitario, dove un'unità di valutazione ha espresso parere positivo alla domanda di ingresso in una delle diverse strutture che fanno capo allo stesso distretto, tra le quali c'é anche "La Quiete"".
"Presentata e ammessa la domanda - ha detto Cattivello - si tratta ora di verificare se chi si offre, cioé la nostra azienda di servizi alla persona, è in grado di soddisfarla. Stiamo ancora verificando se possiamo eseguire la sentenza - ha aggiunto - nel rispetto della legittimità e della legalità".
Cattivello ha riferito, poi, che il percorso di verifica "é alle battute finali".
A suo parere, "la Quiete dovrebbe esprimersi per il sì o per il no all'accoglienza di Eluana per il fine settimana".
Qualora la casa dovesse dare parere favorevole, "ci vorrebbe poi una serie di giorni prima dell'arrivo di Eluana - ha concluso Cattivello - perché si devono preparare i locali e organizzare l'equipe medica".
Un'altra vittoria legale per i familiari di Eluana Englaro, in questa che è una vera e propria odissea del dolore. Il Tar ha accolto, infatti, il ricorso di Beppino Englaro e ha annullato il provvedimento con il quale la Regione Lombardia aveva negato la possibilità a tutto il personale sanitario di interrompere l'alimentazione e l'idratazione artificiali a Eluana, autorizzazione concessa, invece, il 9 luglio dai giudici della Corte d'Appello di Milano.
"Non posso che essere soddisfatto", ha detto Beppino Englaro, il padre di Eluana, che aveva impugnato il provvedimento dello scorso settembre della Regione Lombardia con riserva di chiedere la sospensiva. Sospensiva chiesta infatti lo scorso 31 dicembre. Giovedì scorso, davanti alla terza sezione del Tar, si è tenuta l'udienza camerale che inizialmente doveva appunto riguardare le richiesta di sospensiva.
Ma su richiesta del professor Vittorio Angiolini, legale di Englaro, e dell'avvocato Franca Alessio, curatrice speciale di Eluana, i giudici hanno deciso di entrare nel merito della vicenda e, con giudizio breve, emettere una sentenza, relativa alla richiesta di annullamento dell'atto amministrativo della direzione generale dell'assessorato alla Sanità. Viene da chiedersi, a questo punto, quante altre sentenze a favore devono ottenre i familiari di Eluana per vedere la fine della loro odissea.
Intanto il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, è stato indagato dalla Procura di Roma con l'accusa di violenza privata, in merito al caso di Eluana Englaro. Gli atti, predisposti in seguito ad una denuncia dei radicali, sono stati inviati per competenza al Tribunale dei Ministri che dovrà valutare la fondatezza delle accuse. Secondo quanto si sottolinea a piazzale Clodio l'avvio dell'inchiesta è "un atto dovuto", in seguito alla querela presentata nei confronti di Sacconi. Nella denuncia presentata dai radicali e depositata alcune settimane fa dall'avvocato Giuseppe Rossodivita, si ipotizzava il reato di violenza privata aggravata nei confronti dei sanitari della casa di cura Città di Udine e chiedeva di verificare in che termini le affermazioni di Sacconi avessero impedito di dar corso al decreto della corte d'appello di Milano. "A nostro parere, dopo le verifiche del tribunale dei ministri, gli atti dovranno essere mandati alla giunta delle autorizzazioni a procedere - ha detto l'avvocato Rossodivita - pensiamo che sarebbe giusto che Sacconi non si trincerasse dietro i benefici delle attribuzioni del parlamentare e del ministro e si lasciasse, nel caso, processare".
di Cirdan

MANI TESE E PUGNI CHIUSI

Ieri, durante la lunga intervista trasmessa dal canale satellitare al-Arabiya, il presidente Obama ha ribadito l’importanza di parlare con Teheran per stabilire con chiarezza dove siano le nostre differenze, ma anche dove esistano strade potenziali di progresso.
Una rievocazione di quanto detto durante il discorso dopo il giuramento a 44° presidente degli Stati Uniti " ...sappiate che siete dalla parte sbagliata della Storia, ma che vi tenderemo la mano se sarete pronti ad abbassare il vostro pugno... ".
Obama ha riassunto le colpe del regime di Teheran: le minacce a Israele, il programma atomico per dotarsi dell’arma nucleare, l’appoggio alle organizzazioni terroristiche della regione.
Oggi arriva la risposta di Ahmadinejad, probabilmente ignaro di cosa sia una mano tesa, ma sempre più consapevole di come bisogna tenere i pugni chiusi: "Metta fine al sostegno dell'illegale e falso regime sionista - ovvero Israele - e chieda scusa e risarcisca l'Iran per le interferenze americane degli ultimi 60 anni".
Un sfida aperta, da parte del presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, al nuovo presidente americano Barack Obama: "Quelli che parlano di cambiamento devono presentare le scuse al popolo iraniano e provare a rimediare agli atti malvagi e ai crimini compiuti in passato contro l'Iran", ha aggiunto in un discorso trasmesso in tv.
Elecando una serie di atti compiuti dagli Usa contro Teheran, a partire dal golpe del 1953 con cui fu rovesciato il premier di allora Mohammed Mossadegh, Ahmadinejad ha rincarato la dose: "Se parlate di cambiamento, bisogna mettere fine alla presenza militare americana nel mondo, dovete ritirare le truppe e restare all'interno delle vostre frontiere".
In conclusione il presidente iraniano ha chiesto a Obama di dire la verità sugli attentati dell'undici settembre.
"Così come sull’Olocausto – ha detto Ahmadinejad – anche sull'undici settembre non fu rivelata la verità, ma gli attentati furono un pretesto per attaccare l'Iraq e l'Afghanistan e uccidere milioni di persone".
Dialogare con i mullah è sempre un piacere, così ameno che tra mani tese e pugni chiusi a Barack Obama saranno cadute le braccia.
di Cirdan

INTERCETTAZIONI ...

... il Governo punisce i giornali. Ma le spese folli degli "orecchioni"?
Intercettare si potrà come prima e per gli stessi reati di prima. L'unica cosa che non si potrà più fare sarà pubblicare gli stralci delle intercettazioni. A pagare non saranno i giornalisti singoli, ma gli editori in persona. I giornali, dunque, c'è da scommettere che non pubblicheranno più un rigo di quel che accade tra gli spioni e gli spiati. Questo l'accordo trovato nella maggioranza di governo. Tutti i reati che oggi sono intercettabili in base all'attuale legge vigente continueranno ad essere intercettabili. Si agirà invece sul sistema dei tempi e dei controlli. I tecnici di Lega e Pdl hanno così stabilito di lasciare la legge attuale per quanto riguarda i reati che potranno essere intercettati. «Ma abbiamo fissato il vincolo per quanto riguarda la durata - spiega il ministro Alfano - e cioè le intercettazioni potranno continuare per 45 giorni (contro i 90 di adesso) prorogabili di altri 15, eccetto i casi di mafia e terrorismo». «Presenterò un emendamento, come governo, che toglierà il carcere per i giornalisti. Si affermerà comunque il principio di responsabilità del giornale, cioè dell'editore». Favorevoli o contrari alla pubbblicazione delle intercettazioni, quel che è certo è che, per intercettare, le procure spendono un sacco di soldi. Il monitoraggio introdotto dal ministro della Giustizia Angelino Alfano gli ha consentito di verificare che «i Procuratori della Repubblica, tranne poche eccezioni, non esercitano alcuna verifica sulla tipologia di spesa, che è fuori controllo. E parliamo di centinaia di milioni l'anno». E sul resto del sistema giustizia, stendiamo un pietoso velo. La riduzione dei giorni di "intercettabilità" dovrebbe mettere una pezza allo spreco. Ma i giudici dovranno essere sensibilizzati sull'uso delle intercettazioni, da attuare solo quando necessarie. Altrimenti leggi, accordi ed emendamenti saranno serviti a niente, se non a leggere qualche gossip in meno.

AFGHANISTAN, LA PIU' GRANDE SFIDA DEGLI STATI UNITI

Nella giornata odierna, il presidente Obama sarà in visita al Pentagono per incontrare il segretario alla Difesa Robert Gates. In "agenda" la visione completa della situazione in Iraq e in Afghanistan.
Sarà presentato il piano di implementazione di truppe statunitensi in territorio afghano, con un numero che si aggirerà intorno alle 17.000 ulteriori unità.
Secondo Robert Gates, in un futuro relativamente prossimo, l'America sarebbe in grado di soddisfare le esigenze di un più cospicuo insediamento nei territori afghani, aggiungendo che: "La decisione finale per distribuire le truppe supplementari in Afghanistan potrebbe risolversi con l'invio di due contingenti entro la tarda primavera e un terzo entro la metà del periodo estivo".

BICAMERALE E FALSIFICAZIONE

D’Alema ripete spesso che le riforme costituzionali non si sono fatte perché fu Berlusconi a far saltare la commissione bicamerale. Lo ha fatto anche a “Malpensa Italia” e Vittorio Feltri ha chiesto di vederci chiaro. Il conduttore, Gianluigi Paragone, ha dato un utile contributo in tal senso, osservando anche che l’ora tarda avrebbe conciliato più il sopore che la verità. Ora che siamo svegli, vorrei aggiungere che la domanda non è solo ben posta, ma di agguerrita attualità. Giacché la risposta è: non si poterono fare quelle riforme perché la sinistra si sarebbe sfasciata affrontando il tema della giustizia, mentre la destra s’era già sfasciata, perdendo la Lega.
A presiedere il gruppo incaricato del capitolo giustizia era Marco Boato, ex Lotta Continua, verde (non si sa se per convinzione ecologista od opportunità elettorale), garantista. La “Bozza” che porta il suo nome conteneva varie cose, giuste, fra le quali la poi approvata riforma dell’immunità parlamentare. Conteneva anche la separazione delle carriere, come è normale in qualsiasi parte del mondo civile. In Italia no, perché contro quella, ed altre cose, si scagliò il partito delle toghe, anche mediante la voce di Gherardo Colombo, che coltiva in maniera intermittente il dovere della memoria. Lo ha ricordato Paragone, non ci torno. Quello, però, fu solo il segnale, la squilla che chiamò alla battaglia per la demolizione dell’opera riformatrice. Partecipò la sinistra dei Bruti Liberati, quella giustizialista e fascistoide, partecipò il leghismo con il cappio e certo non si oppose la destra con agganci nelle procure.
Berlusconi si prese l’incarico di dire che ...continua

CIAO MINO

martedì 27 gennaio 2009

NELLA GIORNATA DELL'OLOCAUSTO

A Roma si parla del museo dell'Olocausto, ed è giusto che non se ne discuta solo oggi, giorno destinato alla commemorazione, ma sempre, quando si vogliano ammonire i giovani sul pericolo di inimmaginabile degenerazione e di tragica caduta etica, incombente in ogni momento sulle nostre coscienze.
Ma proprio per questo, proprio per la terribile ripetibilità di tanti orrori, io voglio ricordare oggi non solo gli Ebrei massacrati nei campi nazisti e traditi da molti loro vicini di casa. Non solo loro, ma anche le vittime di altri analoghi eccidi, di cui il XIX e il XX secolo sono pieni, frutto tragico di società dotate di strumenti di sterminio più evoluti della loro coscienza. Con loro, poi, furono rinchiusi e massacrati anche Zingari e omosessuali, intesi anche loro come creature degenerate da sottoporre a pulizia etnica.
Ma c'è anche molto altro nell'elencazione degli orrori ...continua

GAZA, ROTTA LA TREGUA?

Questa mattina un soldato israeliano è rimasto ucciso e tre sono rimasti feriti in un'esplosione presso il confine con la Striscia di Gaza. Lo ha annunciato la tv di Dubai Al Arabiya, senza fornire alcun dettaglio. Fonti militari israeliane hanno rifiutato ogni commento sull'accaduto.
Il Los Angeles Times riporta che lo scontro sarebbe avvenuto nei pressi della centrale di Gaza, ai valichi di frontiera del Kissufim. L'esercito israeliano ha riferito che un "esplosivo" detonante, verso le 9 del mattino, è esploso durante un pattugliamento lungo la recinzione di confine.
Secondo la testimonianza di alcuni palestinesi residenti vicino alla frontiera, un piccolo gruppo di persone armate, due o tre, si sarebbero mosse verso la recinzione di confine nella prima mattinata. In seguito hanno sentito esplosioni e spari. L'imboscata non è ancora stata rivendicata nè da Hamas nè da alcuna delle altre sigle islamico-radicali attive nella Striscia.
L'aviazione israeliana avrebbe quindi attaccato un obiettivo palestinese vicino a Khan Yunes, uccidendo un militante e ferendone un'altro. Un secondo missile sarebbe stato lanciato nel pomeriggio, centrando uno scooter e ferendo altre due persone. In seguito alla ripresa delle ostilità le autorità israeliane hanno deciso di chiudere tutti i valichi commerciali che collegano la Striscia di Gaza con il suo territorio.
Quella di oggi è la prima vittima da quando, il 18 gennaio scorso, è entrata in vigore la tregua a Gaza, dopo 22 giorni di operazioni militari israeliane contro Hamas.

MILITANTI PALESTINESI UCCIDONO SOLDATO ISRAELIANO

Reporting from Gaza City
Militanti palestinesi, in un attacco di questa mattina, uccidono uno soldato israeliano e ne feriscono altri due, di cui uno gravemente.
Lo scontro è avvenuto nei pressi della centrale di Gaza, ai valichi di frontiera del Kissufim. Gli scontri potrebbero costituire una minaccia per il cessate il fuoco a Gaza iniziato lo scorso 18 gennaio.
L'esercito israeliano ha riferito che un "esplosivo" detonante, verso le 9 del mattino, è esploso durante un pattugliamento lungo la recinzione di confine.
Israele ha risposto immediatamente al fuoco, e secondo fonti mediche locali sarebbe stato ucciso un agricoltore locale.
Nonostante Obama abbia dichiarato in un'intervista con il canale di notizie via satellite arabo Al Arabiya, che è giunto il tempo di tornare al tavolo dei negoziati, questo episodio rischia di riaprire la crisi arabo-israeliana.
La Reuters riporta la testimonianza di alcuni palestinesi residenti vicino alla frontiera che avrebbero assicurato di aver visto un piccolo gruppo di persone armate, due o tre, che si muovevano verso la recinzione di confine nella prima mattinata. In seguito hanno sentito esplosioni e spari. L'imboscata non è ancora stata rivendicata nè da Hamas nè da alcuna delle altre sigle islamico-radicali attive nella Striscia.
Questa mattina un soldato israeliano è rimasto ucciso e tre sono rimasti feriti in un'esplosione presso il confine con la Striscia di Gaza. Lo ha annunciato la tv di Dubai Al Arabiya, senza fornire alcun dettaglio. Fonti militari israeliane hanno rifiutato ogni commento sull'accaduto.
Secondo le prime informazioni, un missile anticarro sarebbe stato sparato contro una postazione delle forze di difesa israeliane nei pressi del valico di Kissufim. Quella di oggi è la prima vittima da quando, il 18 gennaio scorso, è entrata in vigore la tregua a Gaza, dopo 22 giorni di operazioni militari israeliane contro Hamas.

INTERCETTAZIONI: GLI SCANDALI, LO SCANDALO

C’è poco da scandalizzarsi per le tangenti, le infiltrazioni mafiose, i lavoretti privati, le soffiate che sono venuti fuori con le “rivelazioni” dell’intercettatore pentito.Lo scandalo, quello vero, quello di cui tutti gli altri sono una conseguenza naturale, che, semmai, c’era da meravigliarsi non fosse ancora emersa, è che le intercettazioni siano diventate nel nostro Paese uno dei “grandi lavori”, da dare in appalto, che ci siano società per azioni per concorrervi, che un funzionario di Polizia stia per anni in “permesso sindacale” per diventare un boss delle intercettazioni, mettendo da parte un archivio colossale, in cui pare siano custodite (si fa per dire) le conversazioni di centinaia di migliaia di cittadini.Anni fa un “addetto ai lavori” mi confidò che in certi periodi si era proceduto addirittura ad intercettazioni “per campione” sugli utenti di intere pagine dell’elenco telefonico.
Lo scandalo è che i magistrati facciano la commedia di far finta di applicare il Codice di procedura che regola quando le intercettazioni sono ammesse,come il P.M. può richiederle, come il G.I.P. può autorizzarle.
Come se non si trattasse di una commedia.
Tutto avviene con moduli prestampati ...continua

SCARAMANZIE A DOPPIA IDENTITA'

"Preferisco sbagliare per eccesso di prudenza piuttosto che fare promesse difficili da mantenere"
Sarà per scaramanzia, sarà perchè è più saggio non fare promesse che non si è sicuri di mantenere, sarà perchè il presidente Cobolli Gigli è un tipo prudente, fatto sta che basta pronunciare la parola scudetto per vedere il patron bianconero schermirsi. Il numero uno della Vecchia Signora preferisce non fare voli pindarici e ribadisce il pronostico che fece quando la sua Juve torno in A: il tricolore arriverà a Torino fra 3 anni.
Ma lo avrà detto Cobolli o Gigli?

MEMORIA RITUALIZZATA, IMBECILLI E PERICOLI REALI

Chiedere di considerare reato il negazionismo è un errore. Lo è anche mettere sul conto della cattolicità le castronerie dette da tal Richard Williamson, in arte vescovo ricomunicando. Si deve stare attenti a non sbagliare il bersaglio delle critiche, che pure devono essere severe, od a trasformare in ritualità la memoria.
L’universo dei campi di concentramento attende ancora d’essere indagato. Non (solo) per quel che fu, ma per come e perché nacque. Dove e ad opera di chi. Tema scabroso, rispetto al quale la condanna del nazismo, pronunciata in modo scontato, ha un effetto anestetico. Può capitare che, nel tempo, sorga qualche altro imbecille a sostenere l’inesistenza dello sterminio programmato, ma mi guarderei bene dal trascinarlo davanti ad un giudice, temendo tanto il dibattimento quanto la sentenza. Lo si ricopra di pernacchie, e tanto basti. Taluni lo seguiranno? Che i simili si attirino è legge di natura. Che vadano, dove meritano. Non è irrilevante, invece, ricordare non solo lo sterminio, ma da dove giunse e cosa lo rese possibile. Non basta il nazismo, perché l’antiebraismo era fiorente nella Francia dei lumi ed i campi di sterminio li volle Lenin, quando Hitler ancora imbrattava le tele.
L’identità ebraica, rivendicata come esclusiva, creò ...continua

IL CONGRESSO, OBAMA E I DETTAGLI DELLA GUERRA POLITICA

Il Presidente Barack Obama ha promesso di trasferire le risorse militari lontano dall'Iraq e spostarle verso l'Afghanistan e il Pakistan, aggiungendo che quello è il fronte centrale nella lotta contro il terrorismo e l'estremismo. In un piano avviato durante l'amministrazione Bush e approvato da Obama, il Pentagono ha in programma di raddoppiare il contingente di 34000 forze americane in Afghanistan. ...continua
Nel frattempo Barack Obama tende la mano al mondo musulmano e, nella sua prima intervista concessa a una televisione araba, Al Arabiya, afferma: "Gli americani non sono vostri nemici". Il presidente statunitense ha anche ripetuto il suo impegno a recarsi quanto prima nella capitale di un grande paese musulmano. ...guarda il video

VIOLENTANDO LA GIUSTIZIA

Politici e magistrati s’affrettino a sentire il soffio di barbarie, che arruffa l’Italia. Da loro stessi generato, intenti a curare i fatti propri ed incapaci di capire quale danno hanno arrecato ed arrecano alla giustizia ed alla convivenza civile. Nel mentre la guerra per bande corporative alimenta l’ennesima sceneggiata, c’è un popolo che s’industria alla giustizia autogestita, un mondo politico che, incoscientemente, si scaglia contro misure cautelari, scambiate per pene, ed una casta togata che, irresponsabilmente, pretende di non avere controlli, lavorando quando e dove capita, senza mai rispondere dei numerosi e terribili errori.
Lo scandalo non è che un presunto violentatore, presunto reo confesso, sia mandato, in via cautelare, agli arresti domiciliari, ma che, in quelle condizioni, non si pronunci la sentenza definitiva, in un giusto tribunale, condannando a meritata pena, da scontarsi. I politici che oggi s’indignano, facendo piedino alla baldracca giustizialista, sono gli stessi che domani taceranno, quando quel signore tornerà libero per decorrenza dei termini. Ed i magistrati, che oggi scoprono le sole buone ragioni per togliere la libertà prima del giudizio, sono gli stessi che tengono in galera per sei mesi chi è sospettato di una bancarotta o di un qualsiasi intrallazzo che attiri i riflettori, rilasciando una raffica di dichiarazioni alla stampa, salvo poi perdere il tempo necessario affinché il giudizio si trasformi ....continua

lunedì 26 gennaio 2009

LE COSE NON CAMBIANO/2

DERA ISMAIL KHAN, Pakistan 26 gennaio 2009
Bicicletta bomba uccide nel nord-ovest del Pakistan, almeno cinque le vittime e venti i feriti.
L'esplosione si è verificata su una strada principale nel DERA Ismail Khan, e la maggior parte delle vittime erano a piedi.
Indiziati dell'attentato sono i Talebani e al-Qaida. DERA Ismail Khan si trova vicino alle zone tribali del Waziristan, dove tre giorni fa cinque missili hanno colpito il Sud Waziristan, uccidendo almeno 22 persone, questo stando alle informazioni rilasciate dai funzionari dell' intelligence pakistana.

CI CAPISCONO POCO

Nel discorso del neo-presidente Usa Barak Obama era "evidente" una forte "discontinuità" sulla politica estera, rispetto all'amministrazione Bush. Lo dice il segretario del Pd Walter Veltroni durante 'Otto e mezzo' su La7.
Quello di Obama, dice Veltroni, è stato "un discorso in cui era molto evidente il segno della discontinuità rispetto alla amministrazione precedente, sui temi del rapporto col resto del mondo, con l'Islam . Ne esce una mappa nuova".
Si, questa mappa!

PROSEGUE IL SILENZIO

In Italia non si sa niente, o meglio, i giornali non riportano nulla, ma soltanto tre giorni dopo che Barack Hussein Obama è diventato il 44 ° presidente americano, cinque missili hanno colpito il Sud Waziristan, uccidendo almeno 22 persone, questo stando alle informazioni rilasciate dai funzionari dell' intelligence pakistana.
Il governo pakistano non ha voluto diffondere immediatamente la notizia, ma oggi il ministero degli esteri ha formalmente rilasciato una dichiarazione sull'uccisione dei civili.
"With the advent of the new US administration it is Pakistan's sincere hope that the United States will review its policy and adopt a more holistic and integrated approach towards dealing with the issue of terrorism and extremism" ha citato testualmente la dichiarazione.
Ma allo stesso tempo è chiaro che la campagna di attacchi iniziata da Bush la scorsa estate, continuerà, perché si crede che sia il modo migliore per colpire al Qaeda in Pakistan.
"Questa è una perdita per il nostro paese", ha detto Mohammad Yaqub, un residente di Rawalpindi. "Tanti bambini perdono ogni giorno la vita, donne, grandi e piccoli. Come in Palestina o in Iraq. Ci sono un sacco di problemi per i musulmani. Non dovrebbe essere così".
Robert Gibbs, Press Secretary della Casa Bianca, nella conferenza stampa ha dichiarato: "Non voglio discutere sulla questione".
A distanza di quattro giorni prendo atto che Christian Rocca aveva ragione: "...non c'è ancora niente sui siti dei giornali italiani, Obama che bombarda anziché dialogare pare non sia una notizia, non può essere vera".

CI HA MESSO POCO/4

Christian Rocca informa ...
... e noi diffondiamo.
Mentre i giornali italiani continuano a non parlarne, il governo pakistano chiede a Obama di non lanciare altri missili. Pakistan Urges Obama to Halt Drones
E "le piazze pashtun insorgono". Qui il video.

SIAMO TUTTI SEGNATI NELLA RUBRICA DEL GRANDE FRATELLO

Gioacchino Genchi, ha accumulato una quantità esplosiva di intercettazioni, tabulati, numeri telefonici: chi dice 350.000, chi 578.000. Forse non sono registrazioni, ma solo elenco di contatti. Anche di parlamentari, di Pollari, di De Gennaro. Di chiunque. Genchi, per incarico di De Magistris, sa chi ha telefonato a chi. Insomma, ha compilato la rubrica del Grande Fratello! In Italia, infatti, un Pm può intrufolarsi ovunque, non per sanzionare reati compiuti, ma per “ipotizzarli”, anche per inventarseli –come ha fatto De Magistris- collegando logicamente, numeri di telefono tra “sospetti”. La rete dei controlli telefonici intrappola la vita di chiunque e questo permette a certi Pm di sfornare a ritmo continuo teoremi accusatori. Lo schema De Magistris-Genchi è semplice: l’inquisito Tizio, telefona a Caio, quindi… tutti quelli che telefonano a Tizio e poi a Caio, sono inquisibili. Poi, si inventa l’ennesima, Cupola, si conquista così la prima pagina e magari –se altri magistrati, o anche il Csm, smontano tutto- ci si dichiara vittime e –Di Pietro tronotuante- l’effetto politico è acquisito. Il tutto, contro ogni principio di diritto. Ci si chiederà: come è possibile? .....continua
di Carlo Panella

CI VIENE QUASI DA RIDERE

...e non potrebbe essere altrimenti.

Sono passati circa novecento giorni da quel 14 maggio 2006, giorno in cui sul neutro di Bari la Juventus si aggiudicò il suo ventinovesimo scudetto battendo la Reggina per 2-0, e da allora la Juventus - per cause ancora da giudicare - non ha più dato fastidio.

E' diventata "simpatica", perché così hanno voluto padroni e dirigenti; si è fatta un anno in serie B, lasciando campo libero agli indossatori di scudetti altrui; è tornata silenziosamente in serie A, priva dei campioni che ne facevano parte.

Tutti, o quasi, avevano anticipato quello che oggi è diventato lo slogan di ogni americano, e non solo, che ha votato il primo presidente di colore a stelle e strisce: "è iniziata una nuova era".

L'era del "possono finalmente vincere tutti", l'era del "calcio pulito", l'era che ogni errore arbitrale, dopo quel 26 maggio 2006, sarebbe stato da considerare in buona fede, e non più pilotato da una "cupola".

Tutto è filato liscio per due anni: l'Inter si è aggiudicata finalmente due scudetti (quello in segreteria non lo citiamo per correttezza nei confronti delle persone intelligenti), il Milan ha potuto partecipare alla Champions League (per di più vincendola) e la Roma ha fatto incetta di secondi posti, finali di Coppa di Lega e finali di Coppa Italia.

La Lazio e il Napoli non hanno vinto lo scudetto, l'Atalanta e la Sampdoria non sono andate in Champions League, eppure tutti erano finalmente contenti, e magari pure cornuti e mazziati, l'importante era sbandierare ad ogni occasione il solito slogan: "ora finalmente possono vincere tutti" (cosa a cui sinceramente non ho mai creduto; avete mai visto in Spagna vincere il Numancia, o in Inghilterra il Middlesbrough?).

Tutti felici e contenti fino a sabato sera, ore 22:30 circa, quando dagli studi di Sky è intervenuto telefonicamente Andrea Della Valle - patron della Fiorentina - che si è dichiarato indignato dal continuo comportamento dei giudici di gara nei confronti della sua squadra, precisando che il suo disgusto è in relazione agli errori commessi dall'arbitro Saccani nell'incontro Juventus-Fiorentina, e chiedendo esplicitamente se si fosse tornati ai vecchi tempi.

A distanza di ventiquattro ore, sempre ai microfoni di Sky, è intervenuto "the special one" - al secolo Josè Mourinho - dichiarando che l'arbitro Celi non poteva avere la giusta esperienza per sopportare le pressioni dopo quello che è accaduto in settimana in Coppa Italia e nel week-end per le partite del ventesimo turno di campionato. Il tecnico neroazzurro ha rincarato la dose sottolineando che l'arbitro, nel match Inter-Sampdoria, ha fischiato sistematicamente contro la compagine meneghina, e che la sua espulsione è nata per aver chiesto alla giacchetta nera se aveva paura a fischiare a favore dell'Inter. Ai giornalisti che per dovere di cronaca gli hanno chiesto cosa pensasse dell'episodio che ha visto coinvolti Cordoba e Pazzini, ha risposto in maniera molto sintetica, tirando nuovamente in ballo la Juventus: "Rigore era quello di Mellberg su Jovetic".

Prima di andare avanti vogliamo evidenziare un dato: la Juventus, dopo i due anni e mezzo di "simpatia", con la vittoria contro la Fiorentina per 1-0 era tornata in testa alla classifica, in comproprietà con i neroazzurri.

All'improvviso i quotidiani hanno ricominciato a scrivere di "scandalo", di rigori negati; gli addetti ai lavori hanno ricominciato a sentirsi indignati, altri a rivolgersi ai direttori di gara intimidendoli con domande del tipo: "Cos'hai paura?".

E qui, inevitabilmente, ci viene quasi da ridere, e a domandare: adesso che la "cupola" che pilotava e condizionava partite e campionati interi non c'è più, a chi darete la colpa?

E ancora: ma questa non doveva essere la nuova era del calcio pulito, dove ogni decisione arbitrale, giusta o sbagliata, deve essere considerata in buona fede perché finalmente non più condizionata?

Ma la cosa che ci fa ancora più ridere è che ora che la Juventus è tornata a dare "fastidio" qualcuno si domanda se si è tornati ai vecchi tempi.

Ridendo ci congediamo, non prima di avere dato due "dritte" al presidente bianconero Giovanni Cobolli Gigli. Caro presidente, che Lei voglia o non voglia questa è la storia della Juventus, è la storia di queste maglie, a prescindere da chi le indossi. Ho visto giocatori normali, se non addirittura scarsi, diventare giocatori indispensabili per l'obbiettivo comune, giocatori che in una qualunque altra squadra sarebbero rimasti ai margini per poi sparire nelle serie minori senza lasciare un segno. Questo fa parte del "dna" bianconero, e a distanza di due anni e mezzo la prova sta scritta nella classifica: secondi a soli tre punti di distacco dalla prima con ancora diciotto gare da giocare.

La seconda più che una dritta è un consiglio: cerchi di stare il meno possibile al telefono, non vorrei mai che qualcuno si inventasse l'ennesimo illecito, magari chiamandolo "illecito simpatico", e Le assicuro che potrebbe non farLa ridere.

di Cirdan

UNA DOMENICA IN BUONA FEDE/2 - LA PAURA

Mourinho nel dopo gara Inter-Sampdoria:
"È un contrasto dove muovono tutti e due le braccia, se questo è rigore, ce ne sono cinquanta a partita. Rigore era quello di Mellberg su Jovetic"
"La mia squadra aveva vinto sulla Roma con un fuorigioco di dieci centrimetri e si è parlato tanto di questo problema del fuorigioco, per dieci centimetri. Ma il gol di Mexes di oggi è di venti centimetri in fuorigioco..."
"Questo arbitro di stasera non ha esperienza e su di lui c'era troppa pressione visto quello che era accaduto in settimana e nelle partite di oggi pomeriggio. Fischiava sempre contro di noi, e in quel momento gli ho solo chiesto se aveva paura di fischiare a favore dell'Inter"
"...siete persone oneste per poter giudicare in modo altrettanto onesto quello che è successo"
Talmente onesti che abbiamo visto un fallo di frustrazione di Adriano non sanzionato dall'arbitro Celi; talmenti onesti che abbiamo visto un pugno - sempre di Adriano - sferrato a Gastaldello non sanzionato dall'arbitro Celi; talmente onesti che abbiamo visto un fallo di braccio di Cordoba in area di rigore non sanzionato dall'arbitro Celi; talmente onesti che abbiamo visto una netta trattenuta - sempre di Cordoba - ai danni di Pazzini in piena area di rigore non sanzionato dall'arbitro Celi.
In questa domenica in buona fede una sola cosa ha fatto paura: gli orrori di Celi pro-Inter.

GIUleMANIdallaJUVE


SANREMO: VINCE IMPERIA, PERDE IL PUBBLICO

Tribune desolantemente vuote di fronte alle telecamere di Rai Uno, ma grande partecipazione di pubblico comunque, al Corso Fiorito 2009 di Sanremo, vinto dal carro di Imperia. Questa la cartolina, per fortuna allietata dal sole, fornita dai carri fioriti che hanno allietato l’ultima domenica di gennaio. Circa 50mila persone hanno raggiunto Sanremo e, anche se la maggior parte degli spettatori hanno preferito la ‘gita del panino’, in molti hanno affollato i bar ed i ristoranti del centro, subito dopo la manifestazione.
Alla fine ha vinto Imperia ...continua

domenica 25 gennaio 2009

MEAULNES DU CORTA

E' suo, a media di 1.12.5, il Prix d'Amérique 2009

UNA DOMENICA IN "BUONA FEDE"

Ogni qual volta che un episodio arbitrale non venga digerito da Tizio o da Caio, c'è sempre di mezzo la Juventus. Ogni qual volta.
E casualmente si fa sempre un gran baccano, scrivendo a nove colonne "che scandalo!"
Ed è come il "tana libera tutti", che salva coloro che vengono "aiutati" da errori in "Buona Fede"
Ma stavolta Moggi non c'entra niente, o per essere più precisi non c'è.
Alcuni scrivono che il mondo del calcio è medievale, sostenendo che se fossero prese in considerazione le nuove tecnologie il calcio potrebbe diventare democratico, e chi detiene il potere non potrebbe più esercitarlo, mettendo in condizione anche chi non si chiama Juve, Inter o Milan di vincere il campionato.
Ma anche in questa circostanza Moggi non c'entra niente, o per essere più precisi non c'è.
Altri hanno indetto un'iniziativa - pacifica - per il turno infrasettimanale che si terrà mercoledì 28, scrivendo su di una maglietta viola che "tre indizi fanno una prova".
La Disciplinare, trentaquattro mesi fa, mescolando tre indizi è riuscita addirittura ad inventare un illecito (strutturato, associativo o ambientale; erano incerti anche sul nome da assegnare), naturalmente senza che una legge lo provasse.
Lì Moggi c'era, ma la legge mancava, ed oggi ne abbiamo la prova.
Si chiama "Buona Fede", o almeno così si sente dire in giro.

CI HA MESSO POCO/3


La notizia è stata data dal NYT e dal WP Suspected U.S. Missile Strikes Kill at Least 20 in Pakistan
Venerdì ne ha scritto Christian Rocca
Sabato ne ha scritto anche "La Stampa" a firma di Maurizio Molinari
Oggi la denuncia arriva da Kabul, dal Presidente afghano, Hamid Karzai
Sui siti dei giornali italiani non ne sanno niente. Come sottolinea "camillo", Obama che bombarda anziché dialogare pare non sia una notizia, non può essere vera.

GARANTITI E DISOCCUPATI

La firma del protocollo per la riforma della contrattazione è un fatto positivo, rientrante nel capitolo delle innovazioni strutturali, apparentemente immateriali, di cui si ha urgente bisogno. Una delle novità riguarda il modello unico contrattuale per il settore pubblico e per quello privato, quel che vale da una parte, insomma, vale anche dall’altra. Un bel passo in avanti, ma non significa che si cancellano le differenze, che non solo restano, ma meritano d’essere meditate attentamente.
Il settore pubblico non è esposto al mercato, quello privato sì. Nel settore privato molti perderanno il lavoro, nei prossimi mesi, in quello pubblico no. I dipendenti pubblici hanno, mediamente e negli scorsi cinque anni, guadagnato potere d’acquisto reale, più dei privati. Pertanto i pubblici arrivano sul ciglio della crisi senza rischiare la sicurezza e potenzialmente avvantaggiandosi della deflazione. Se ai dipendenti pubblici si sommano i pensionati si descrive il perimetro di un’Italia vasta, che vive di trasferimenti e, sebbene non ricca, sicura. Ciò, con il mordere della crisi, potrebbe scatenare un conflitto d’interessi con l’Italia esposta alla concorrenza, più povera ed insicura. Sarebbe assai pericoloso, ma non accadrà.
In realtà i confini dell’Italia protetta sono netti ...continua
pubblicato da "Libero"

ESPLODERA' IL PIU' GRANDE SCANDALO DELLA NOSTRA STORIA

''Sta per uscire uno scandalo che forse sara' il piu' grande della storia della Repubblica. Un signore ha messo sotto controllo 350mila persone''......
Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi
''Quando ero io a parlare tutti dicevano che lo facevo per interesse personale. Invece io segnalavo un pericolo per la democrazia ma tutti facevano finta di non vedere e di non sentire. Uno spettro cosi' ampio di tabulati, che riguardano personalita' di vario livello, francamente e' cosa che lascia sgomenti e che ha il sapore del ricatto''......
Lo ha detto l'ex Ministro della Giustizia Clemente Mastella
di Cirdan

sabato 24 gennaio 2009

"SILURO" DAL BRASILE PER TELCO

Sono in arrivo nuvole dal Sud America, dal Brasile specificamente, per Telecom Italia, anzi più esattamente per Telco, la holding che controlla il colosso delle telecomunicazioni italiane. Telco è composta da Telefonica, Generali, Mediobanca, Intesa San Paolo e da “Sintonia” della famiglia Benetton. In sostanza la Consob brasiliana ha sentenziato che Telco dovrà fare un’opa (valutabile tra gli ottocento milioni e il miliardo di euro) sulla controllata Tim Partecipacoes. La comunicazione spiega che, in quanto acquirente del potere di controllo indiretto di Tim Partecipacoes, ha l’obbligo giuridico di realizzare un’opa in favore degli azionisti minoritari della società. Telecom Italia possiede il 100 per cento di Tim Brasil, che a sua volta detiene l’81,32 per cento di Tim Partecipacoes..... continua

CI HA MESSO POCO/2

Dunque, tra i grandi giornali, solo la Stampa con Maurizio Molinari ha raccontato che, al quarto giorno di presidenza, Barack Obama ha lanciato cinque missili in due attacchi militari in Pakistan (almeno venti morti). Repubblica e Corriere niente.... continua

CAROLINA "Pampita" ARDOHAIN

Ana Carolina Ardohain Dos Santos (born January 17, 1978 in General Acha, La Pampa) is a model and television personality from Argentina, also known by the nickname Pampita.
Her mother Tanhia Dos Santos is Brazilian (Santa Catharina) by birth. At the age of 17, Ana left home and went to Buenos Aires. She worked in sales until a casting agent spotted her. The casting agent wanted not only a pretty face but a girl with character.
Her still photography work includes the likes of Victoria's Secret and Wonderbra. She has also been featured in advertising campaigns for Honda and Coca-Cola. At times she is seen posing practically nude and has many racy photos to her name.[citation needed] Ardohain also has hosted her own TV variety shows, "El Rayo" and "El Sitio", which were ratings winners.
During the FIFA World Cup South Korea-Japan 2002 campaign, Ardohain was voted the national football (soccer) team's representative, or "Godmother" as many called the honorary post. She was invited by Televisión Española to the TV program El Show de Flo in September 2002. She continued as actress in the Argentinian TV series "Rebelde Way" (2003) and "Doble Vida" (2005). In February 2004 she was jury and Queen of the International Music Festival of Viña del Mar, in Chile, and became a personality very popular in Latin America.
Ardohain has generated negative comments from other Argentine models. Gossip columns frequently cited how models Nicole Neumann and Julieta Prandi called Pampita a "mucamita" (servant girl or maid) and "muqui" (short for mucamita), essentially labeling her as coming from short peasant stock and not worthy of the high-class world of fashion modeling.
Ardohain married model and photographer Martín Barrantes in November 2002. In September 2005 she separated from Barrantes in the midst of a tumultuous media-hyped rumor that she was having an affair (which she denied). She rather quickly began dating and living with Benjamín Vicuña, a famous actor from Santiago, Chile. Newspapers published photos of Ardohain walking her beagle, clearly showing that the model was pregnant. In late 2007, Ardohain's lawyer publicly stated that he had "proof" that Ardohain had not committed adultery, that her marriage to Barrantes was all but over at the time of their separation, lacking only a formal divorce proceeding.
Ardohain and Vicuña had a girl, named Blanca after Vicuña's grandmother. Ardohain has been quoted as saying, "This is a child that we have been waiting for and have loved since the first moment. I'm so proud, having done things without hurting anyone." The birth also bought about a reconciliation between Ardohain and her mother. Vicuña and Ardohain welcomed son Bautista on February 29th, 2008.
Ardohain was a contestant on the Chilean version of Dancing with the Stars, "El Baile en TVN" while pregnant with her second child. She is considered the top model of Argentina and had a reputation for partying. But she now shies away from the glamours of the model's life, instead opting for quiet nights with Vicuña. She is also known for her various charity works. Carolina and her mother participate in Capoeira, an exotic Brazilian martial art that combines dance and fight.














di Cirdan

"I WON"


"Stiamo vivendo una situazione senza precedenti e la crisi economica deve essere affrontata nel migliore dei modi". Con queste parole Obama ha iniziato la sua prima riunione, da quando ha assunto l'incarico di presidente, con i nove leader democratici e repubblicani alla Casa Bianca, aggiungendo che serve una maggiore sorveglianza della spesa da parte delle istituzioni finanziarie che ricevono denaro.
Per far fronte alla crisi, ha continuato Obama, il piano di stimolo prevede una spesa da 825 miliardi di dollari, e si dovrebbe raggiungere un accordo tra l'Amministrazione e il Congresso entro una settimana.
In cifre questa dovrebbe essere la suddivisione: 358 miliardi per i progetti di opere pubbliche, altri 192 miliardi di spesa e 275 miliardi riguardanti i tagli fiscali.
Il Senato ha cominciato a lavorare su una parte del piano di stimolo, ed in particolare sui 275 miliardi di disposizioni fiscali, compresi i tagli per le imprese e per i produttori di energia rinnovabile che si differenziano dal pacchetto casa.
Il gruppo propone anche un credito d'imposta di 2500$ per contribuire a pagare i college, e 87 miliardi di dollari per aiutare gli Stati che lottano con i loro bilanci, e per il programma di Medcaid a favore dei poveri e ai portatori di handicap.
Il Senato ha inoltre rilasciato una sintesi delle proposte di spesa, compresi i 140 miliardi di dollari per le infrastrutture e la scienza, con 27 miliardi indirizzati alla costruzione e alla riparazione delle strade.
"Mi rendo conto che intorno al tavolo delle trattative ci sono ancora alcune differenze tra l'amministrazione e i membri del Congresso", ha detto Obama, aggiungendo che bisognerà venirsi incontro per non perdere altro tempo di fronte alle problematiche che rendono necessario un intervento immediato, respingendo in maniera colorita le proposte di ridurre al minimo il piano di spesa: "Ho vinto io!", ha ricordato, secondo alcuni presenti.
Il leader repubblicano del Kentucky, Mitch McConnell, si è detto soddisfatto per il tono della riunione e la volontà di Obama e del Congresso dei Democratici di ascoltare le idee repubblicane: "I do think we'll be able to meet the president's deadline", ha detto McConnell mentre lasciava la Casa Bianca.

di Cirdan

TORTURE E PROBLEMI MORALI

Il dibattito sulla tortura è importante non solo perchè arriva al cuore dei nostri valori, ma perchè il pericolo per le città americane non arriva solo dai carri armati e dagli eserciti, ma dalle intenzioni dei singoli individui..... continua