...il Rock lo preferisco corretto Blues

mercoledì 30 giugno 2010

UNA NOTTE MAGICA

Ci siamo, questo mondiale è giunto al suo epilogo. Otto partite e poi calerà il sipario, su di un continente che c'ha raccontato la sua storia, i suoi colori, il suo modo di vedere il calcio, su di un Paese che solo quarant'anni fa era imbarbarito da violenze e crudeltà. 

SENTENZA INELUDIBILE

Sentenza non digeribile e gravida di conseguenze, quella che condanna Marcello Dell’Utri a sette anni di carcere, per concorso esterno in associazione mafiosa. La formula di rito è: attendiamo di leggere le motivazioni. Ma questa è una posizione ipocrita, perché quella lettura sarà un problema dei soli avvocati, i quali dovranno redigere il ricorso in cassazione. Il dato pubblico e politico è evidente: Dell’Utri è un uomo decisivo nello sviluppo sia dell’impresa che della politica di Silvio Berlusconi, appartiene al ristretto gruppo dei fondatori, in entrambe le avventure, una sua collusione con la mafia porrebbe (la sentenza non è definitiva) un problema insuperabile.

UN CALCIO CREDIBILE

Ci siamo, è arrivato il verdetto, il calcio deve essere credibile, basta una firma per la Gazzetta ed inizierà una nuova era.
Questa mattina (ieri ndr), in prima pagina sul giornale rosa, campeggia la scritta: ”Firmate su gazzetta.it . Il nostro appello per un calcio credibile” .
Unico responsabile degli errori macroscopici che hanno condizionato l’esito di due grandi sfide mondiali è Blatter, il “grande capo” del calcio che non vuole la moviola in campo.
Per chi ha capito il meccanismo che ha portato a calciopoli e il ruolo rivestito dal giornale rosa, non si può che sorridere leggendo questa levata di scudi.

UN MARZIANO

Ieri ho guardato la televisione, che generalmente guardo poco, cercandoLo.
Non volevo, e non voglio, sapere come, dove e perché, a questo ha già pensato il destino a raccontarlo, ma qualcosa mi ha attirato. Forse perché sapevo che avrei visto Salvo piangere, forse perché immaginavo che Rocco, con la voce rotta, potesse raccontare un aneddoto, un episodio. O più semplicemente perché avevo voglia, ancora, di Lui: del suo sorriso, dei suoi occhi, di quel modo di fare e di dire che per cento giorni, di due lustri fa, aveva rapito quella cosa che non guardo, quasi, mai.
Poi ho spento, capendo una volta di più perché non la guardo, capendo una volta di più perché Lui non la sopportava. Poi, però, ho acceso il computer, cercandoLo ancora e trovandoLo come l'ho sempre conosciuto, come Lui è stato capace di farsi conoscere. Ora un invito: spegnete la televisione e leggete qui sotto, Lui vorrebbe così...

martedì 29 giugno 2010

NOBEL PER LA PACE / 47

Secondo attacco obamiano in due giorni, cinque i morti.

BIDONI

Quasi 294 milioni di euro andati in fumo. Questo il "valore dell'energia" che si ritrovano oggi in tasca i 78.759 risparmiatori che nel maggio del 2006 investirono complessivamente 414 milioni di euro sulla Saras. Ovvero la società di raffinazione petrolifera della famiglia Moratti che si apprestava ad andare in Borsa all'insegna, appunto, de "Il valore dell'energia".

IL CARRO DEI PERDENTI

Dove va a finire il carro del vincitore lo sappiamo, nel calcio come in politica. Lasciamo stare per un momento la seconda, visibilmente intrecciata con il primo. E rimaniamo al pallone.
Il carro del vincitore nel Mondiale tedesco del 2006 era quello di Lippi, della squadra, del commissario Guido Rossi, di tutti i ministri di Prodi al seguito a partire dall’amnistiante preventivo Mastella, di Carraro pur dimessosi da presidente federale per quella banale storiuccia di Calciopoli, del suo vice di allora, Giancarlo Abete, del responsabile della comunicazione della Federcalcio oggi anche direttore generale, Antonello Valentini (forse il meno colpevole per essere arrivato “dopo” nella stanza dei bottoni”), e insomma di tutti gli scampati allo Scandalone e più in generale del “movimento calcio” che così salvava la ghirba e controponeva alla macchia la Grande Smacchiatura.

CIAO PIETRO

STASERA TOCCA AL MAGO


A Solvalla una "stecca", che ci può stare, a Roma nuovamente in pista, per dimostrare che il numero uno è lui.
In Svezia la rottura allo stacco ha compromesso una corsa che avrebbe potuto vederlo frantumare i cronometri, stasera, e sui 2100 metri, una nuova occasione per ribadire che il capoclasse dei quattro anni è lui.

BRIGANTI E MANDARINI

E’ in corso un importante giro di nomine, che rimette in moto la giostra del potere. I più si soffermano a studiare la mappa degli spostamenti, seguendo la ragnatela delle amicizie, delle gratitudini, dei crediti accesi e dei debiti saldati, cercando di prevedere l’andamento del borsino dei potenti, anche per correre a raccomandarsi con i potentati di riferimento. Nel calderone finisce di tutto, non distinguendosi le autorità di garanzia (dalla Consob all’Agcom all’Antitrust) dalle aziende detenute dallo Stato (dalle Ferrovie alla galassia Rai) passando per le casseforti finanziarie e consulenziali (dalla Cassa Depositi e Prestiti a Invitalia). Né, di distinguere, sembrano capaci i candidati e gli aspiranti, che passano da una funzione all’altra, con evidente consapevolezza delle proprie capacità. In questo festival del “dove vado e cosa mi dai”, si segnala la vera anomalia del mercato italiano, cui nessuno sembra far caso.

lunedì 28 giugno 2010

DOPO BRANCHER

Ha ragione Aldo Brancher: quanta cattiveria, quanta durezza, ha dovuto subire. Anche da parte nostra. Ma occorre si renda conto di quanta sprovvedutezza politica, quanto azzardo istituzionale, quanta dabbenaggine comunicativa e quanta arroganza sostanziale vi è nella catena di eventi di cui egli è più oggetto che protagonista.
La condotta di ciascuno si presta a critiche radicali.

MONDIALI 2010: ARGENTINA-MEXICO 3-1


UN OTTIMO MESSICO SPAVENTA L'ARGENTINA, TEVEZ TRASCINA L'ALBICELESTE AI QUARTI - Con una doppietta di Carlos Tevez, ed un gol, il quarto in questo mondiale di Higuain, l'Argentina si sbarazza del Messico, porta a quattro le vittorie consecutive e vola direttamente ai quarti di finale dove incontrerà la Germania, devastante poche ore prima contro l'Inghilterra.
Al Soccer City Stadium di Johannesburg, l'Argentina doveva confermare le ottime impressioni destate durante il girone di qualificazione che portava alla seconda fase, mentre il Messico dei giovani si ritrovava dopo quattro anni nuovamente di fronte all'Albiceleste.

domenica 27 giugno 2010

MONDIALI 2010: MATCH PREVIEW - ARGENTINA-MEXICO

ASSEN: HIGHLIGHTS


“Sono passate tre settimane dall’incidente e due da quando sono stato dimesso dall’ospedale: sono molto contento perchè il mio recupero sta procedendo correttamente. Mi sento molto meglio e sto tornando alla vita normale anche se, per una vita “completamente normale” dovrò aspettare finchè non tornerò in sella alla mia moto!
Cammino con le stampelle e tra qualche giorno potrò probabilmente appoggiare il piede per terra. Sinceramente non mi aspettavo di stare così bene poche settimane dopo l’incidente, tanto fisicamente quanto nello “spirito”.
La riabilitazione sta procedendo con sedute nella camera iperbarica e alcuni esercizi. Sfortunatamente continua a farmi male la spalla, ma sto lavorando sulla muscolatura per ridurre il dolore. Se tutto procederà per il verso giusto il mio obiettivo è quello di tornare a Brno per Gran Premio della Repubblica Ceca del 15 agosto.
Ho anche cominciato a uscire di casa e i miei amici non mi hanno mai lasciato solo per nemmeno un secondo, ma, tuttavia, non ero solito passare così tanto tempo a Tavullia! Mi mancano la moto, la squadra, il paddock e per questo spero di tornare il più presto possibile. Ci sentiamo presto, anzi, ancora meglio, ci vediamo presto.
Ciao, Valentino“.

IN FONDO AL POZZO

Prendete l’incapacità e sommatela all’arroganza, moltiplicate per il corporativismo ed elevate alla potenza del giustizialismo, in questo modo avrete ottenuto la misura della profondità del pozzo di vergogna in cui è precipitata la giustizia italiana, portandosi appresso tutta intera la nostra vita civile, politica, economica e anche condominiale. Che sia una schifezza, la nostra giustizia, ce lo dicono le graduatorie internazionali, il buon senso, e l’averlo scritto qualche migliaio di volte, ma lo spettacolo di questi giorni è stomachevole. Siccome non è finita e finirà male, meglio non lasciar correre.

NOBEL PER LA PACE / 46

Altro attacco obamiano in Pakistan, il quinto del mese di giugno, il quarantatresimo dall'inizio dell'anno.
Stavolta due i morti.

sabato 26 giugno 2010

GABRIELA BARROS



ASSEN: LA GARA

Non si ferma più. Inarrestabile la rincorsa al primo titolo mondiale per Jorge Lorenzo, vincitore anche del Dutch TT di Assen con la solita inesauribile condotta di gara, affossando le residue speranze altrui. Non sono più indispensabili giri veloci da fantascienza o “remontade” da antologia: per il leader del mondiale al Circuit Van Drenthe è bastato partir bene confermando la pole position conseguita il venerdì, tenere un passo ragguardevole senza offrire spazio a Pedrosa o Stoner per il sorpasso, andare in fuga in un momento studiato in precedenza, il 12° giro, quando ha preso la via della quarta vittoria stagionale su sei gare.

QUANDO IL CASO SI RIAPRE

Due procuratori aggiunti, due dei magistrati che in questo momento guidano la procura di Milano: Alfredo Robledo, capo del pool che si occupa di reati contro la pubblica amministrazione, e il suo collega Edmondo Bruti Liberati, in procinto di insediarsi sulla poltrona di capo della Procura. È nelle loro mani la sorte dell’inchiesta-bis sul caso dei dossier illegali di Pirelli e di Telecom, aperta nei giorni scorsi. Con la sentenza che ha condannato - ma solo per una parte - delle accuse - l’ex capo della security Giuliano Tavaroli e gli altri imputati, il giudice preliminare Mariolina Panasiti ha rimandato tutti gli atti alla Procura perché torni a indagare. Nel mirino del giudice, i piani alti di Telecom all’epoca dei fatti: a partire da Marco Tronchetti Provera, allora presidente della compagnia telefonica e tuttora numero uno di Pirelli. Nelle motivazioni depositate, la Panasiti scrive senza mezzi termini che Tronchetti sapeva tutto. E che era nel suo interesse che agiva la struttura guidata da Tavaroli.

MONDIALI 2010: SECONDA FASE

CIAMPI SI FERMI

Silvio Berlusconi era il mandante delle stragi di mafia. Massimo D’Alema era complice e divenne presidente del Consiglio per fare un piacere alla mafia. Romano Prodi ebbe un ruolo poco trasparente, diciamo connivente. Non so fra quanto tempo giungerà in libreria l’intervista autobiografica di Carlo Azeglio Ciampi, certo è che, se continua a spararle così grosse, si dovrà interrompere la trepidante attesa e invitarlo a fare un cosa dignitosa e seria: tacere.
Intervengo sul punto perché detesto l’ipocrisia e la viltà, mentre il Presidente Ciampi è uno di quei personaggi che inducono l’una e l’altra. Sembra che sia un’offesa alle sacre carte metterne in evidenza gli svarioni. Nel caso di Ciampi sono gravissimi e multipli, ma ho visto la sola reazione de Il Foglio. Quindi me ne occupo. Con rispetto, ma senza timori reverenziali.

venerdì 25 giugno 2010

CHIEDETEVI IL PERCHE'

Comunicato stampa
La dèbacle italiana ai mondiali di calcio rappresenta il peggior risultato mai conseguito dalla nostra nazionale nella sua storia. La pochezza di idee e del gioco espresso rappresentano, indubbiamente, la più grande mortificazione per un paese che di calcio vive.
Ma non faremmo opera meritoria se non ricordassimo il motivo per il quale tale disastro sportivo si sia perpetrato. L’estate 2006 ha rappresentato un punto di rottura dell’intero movimento calcistico italiano. Lo scempio compiuto sulla società Juventus, vera e propria fucina delle nazionali “mondiali”, e sia pur più blandamente su altri club come il Milan, altra società che tanto ha dato ai colori azzurri, non poteva non produrre disastrosi riflessi sull’intero movimento calcistico italiano. Non è un segreto che l’Italia pesa nel ranking Uefa sempre meno, così come non è un segreto il flop europeo di Donadoni. Se a tutto ciò aggiungiamo le sconfitte per le assegnazioni degli europei di calcio 2012 contro l’Ucraina e la Polonia e 2016 contro la Francia, quando l'unico titolo di merito riconosciuto all’Italia è stato il progetto del nuovo stadio della Juve, il misero stato in cui versa attualmente il calcio italiano risulta evidente. Tanto più se si considera che le ultime vittorie “nazionali” sono di una squadra con 11 stranieri.
Petrucci, Abete, Guido Rossi e Palazzi, siete Voi i padri di tale scempio!!!

GIUSTO COSI'

Siamo usciti dal mondiale africano perdendo contro la Slovacchia una partita che bisognava vincere per forza. Si chiude un cerchio apertosi quattro anni fa e si chiude nel modo peggiore possibile.L’Italia si classifica ultima in un girone che comprendeva la Nuova Zelanda, e purtroppo non era il mondiale di rugby.

ASSEN: POLE POSITION


Doveva andare così: Jorge Lorenzo al TT Circuit Van Drenthe di Assen fa sua la seconda pole position stagionale e consecutiva dopo Silverstone, la 37° in carriera (11 in MotoGP) grazie ad un ottimo 1′34″515 spiccato proprio all’ultimo dei 31 giri (tanti) percorsi nell’ora a disposizione. Il leader del mondiale è parso davvero con un buon vantaggio di margine sugli inseguitori, più dei quasi 3/10 comparsi nel responso cronometrico. Questa mattina nelle prove un ruolino di marcia interessante sul passo nonostante un motore a fine esercizio (tre punzonati in questa prima parte di stagione), questo pomeriggio la pole position.
Basi importanti per prospettare una gara d’attacco come già accaduto a Silverstone. Toccherà a Randy De Puniet e, soprattutto, Casey Stoner azzardare l’offensiva, al fianco del #99 in prima fila. Se per il pilota transalpino del team LCR Honda non è più una sorpresa, per l’ex iridato una buona sessione macchiata soltanto con un problema allo scadere che l’ha costretto a guardare tutti dai box nei conclusivi e decisivi minuti.
Per sua fortuna la prima fila è salva anche da Ben Spies, ottimo quarto a conferma di una costante crescita che lo proietta tra i sicuri protagonisti della gara di domani (e della seconda parte di stagione), anche a scapito del connazionale Nicky Hayden quinto nonostante una mattinata condizionata da un problema al propulsore ed una scivolata.

COSI' NON VA

Così non va. Meglio dirlo in modo ruvido: così la baracca viene giù. Il presidente del Consiglio non aveva ancora finito di decollare per il Canada che i problemi non risolti hanno innescato conflitti destinati ad aggravarsi. Poco male, potrà pensare qualcuno, è la solita sceneggiata politica. Ma non è così, perché i nodi non sciolti rischiano di bloccare tutto, soffocando anche quella ripresa economica intravista da Confindustria e, comunque, penalizzata da tagli alla spesa che, in assenza di riforme e liberalizzazioni, hanno un effetto recessivo.

giovedì 24 giugno 2010

MONDIALI 2010: IL CERCHIO S'E' CHIUSO

Tre partite senza vittorie, senza squilli, senza niente: l'Italia lascia il Sud Africa concludendo il girone all'ultimo posto, dietro Paraguay, Slovacchia e Nuova Zelanda; sì, anche la Nuova Zelanda ha fatto meglio degli azzurri.
Ma questo era preventivabile, almeno da coloro che in quella maledetta estate del 2006, che vide la Juventus "vincere" la Coppa del Mondo sul prato di Berlino, vissero sulla propia pelle la fine del calcio italiano, mentre un Paese intero era in piazza a festeggiare.
Ed in "piazza", in quella maledetta estate del 2006, c'erano anche le istituzioni del pallone italiano, tutti in prima fila, tutti saliti sul carro dei vincitori dopo aver chiesto la testa di chi, per presunte ed ancora oggi sconosciute irregolarità, era finita sui giornali solo un mese prima di quel meritatissimo trionfo.
Il calcio italiano, e non raccontiamoci balle, è finito quattro anni fa, da allora solo schiaffi, sonori e umilianti: sempre fuori dalle coppe continentali, sempre ai margini nelle scelte dei Paesi che ospiteranno le prossime grandi manifestazioni, e dulcis in fundo, dopo la tragica spedizione europea di Donadoni, fuori anche dai mondiali in corso in Sud Africa, conclusi alle spalle della Nuova Zelanda.
Giornali e televisioni, da domani, analizzeranno colpe e colpevoli, santi e peccatori, senza entrare nel merito ma seguendo i vari sentimenti popolari: dalle mancate convocazioni di Cassano e Balotelli alle scelte scriteriate di Lippi nel convocare giocatori bolsi e senza più stimoli.
Ma nessuno, o quasi, penserà ad Abete, a Petrucci, a Guido Rossi, a Palazzi, perché nessuno, o quasi, sarà capace di domandarsi di chi è figlia la disastrosa spedizione azzurra.
Il dato di fatto, però, è chiaro: si è chiuso il cerchio, sportivo, di quella vergognosa santa inquisizione denominata Calciopoli, che altro non ha lasciato che cenere, dopo i roghi che in ogni angolo di Paese illuminarono le "verità" di perdenti e falliti.
GLMDJ

13

La questione, adesso, comincia ad essere seria: Mara Op ha vinto la sua tredicesima, su tredici, corsa in carriera.
Ha vinto ancora una volta staccando tutti, ha vinto ancora una volta con una facilità disarmante, ha vinto stabilendo, alle Mulina di Firenze, il suo record personale: 1.13.2
Una bella storia quella dell’allieva di Leonardo Cherubini e dei colori della scuderia Tre A. Vincitrice su 4 piste diverse e per la prima volta in pista da mezzo miglio, c'è da chiedersi: quali sono i limiti di Mara?
Qui avevo scritto che l'ippica è passione, storia, voglia di natura, libertà ma soprattutto sogni, e quest'ultimo Mara continua a non volerlo fermare.

ARGENTINA '78


Taluni grandi eventi sportivi vengono sovente ricordati per fattori che con lo sport non c’entrano nulla. Uno di essi è il campionato mondiale di calcio del 1978 disputato in Argentina, che fu vinto dalla squadra padrona di casa. Questo esito sarebbe stato, secondo appunto una certa vulgata, esclusivamente frutto del regime politico presente all’epoca nel Paese sudamericano, regime ovviamente sgradito a chi è di questa opinione.
E’ davvero opportuno quindi far riemergere che cosa accadde realmente in campo affinché certe interpretazioni politiche non finiscano col sostituirsi ai fatti sportivi, cancellandoli completamente dalla memoria. In questo modo inoltre ognuno potrà farsi un’opinione senza esserne all’oscuro.
Il Mondiale cominciò in modo alquanto sfortunato per l’Argentina, visto che si ritrovò in un girone giustamente denominato “di ferro”. Ne facevano infatti parte tre formazioni europee di tutto rispetto: Italia, Francia e Ungheria. Nessuno pertanto vaneggiò, né ha mai potuto vaneggiare, di sorteggio pilotato o truccato.

RACCONTIAMOCI DELLE BALLE

Abbiamo negli ultimi giorni parlato del decadimento del nostro calcio, lo abbiamo fatto analizzando dei semplici fatti, dalla politica sportiva alla tecnica, dalle istituzioni alla giustizia sportiva, arrivando alla conclusione di come non funziona niente e di come l’intero sistema non è più credibile.
Poi c’è tutto quello che gira intorno al calcio e che in qualche modo lo alimenta, come la stampa sportiva.
Un enorme reality i cui protagonisti rimangono aggrappati ad una realtà non credibile, ma che si ostinano a proporre per poter salvare i loro privilegi.

L'URNA OPERAIA

Hanno fatto girare la notizia che Sergio Marchionne sarebbe arrabbiato, per il risultato del referendum fra i lavoratori di Pomigliano d’Arco. Non ci credo, perché ha vinto. Anzi: ha fatto cappotto. La superficialità di certe analisi si deve alla visione italocentrica, del tutto inadatta a leggere le cose del mercato globale, una visione che impedisce di vedere il gioco doppio condotto da Fiat: agli operai italiani, in questo caso di Pomigliano, come alle autorità politiche e alle rappresentanze sindacali, si mostra che i soldi per gli investimenti potrebbero andare in Polonia, ma agli operai, alla politica e al sindacato polacchi si fa vedere che potrebbero restare in Italia. E’ vero che lo stabilimento polacco è quello a più alta produttività, ma se questo esaurisse la riflessione non si capirebbe perché Fiat ha preso in considerazione l’ipotesi di riportare sul suolo natio una parte della produzione. Solo patriottismo?

mercoledì 23 giugno 2010

LA FIGURA DELL'ARBITRO

«La figura dell’arbitro di calcio, da sempre, offre motivi di dibattito e polemiche. È nel DNA del tifoso, dell’opinione pubblica, e dei media, con la moviola a fare da cassa di risonanza per recriminazioni e per intentare processi sull’operato dei direttori di gara. Si parta da una premessa: l’errore è insito nella natura umana, ci può stare, senza che questo autorizzi o alimenti ipotesi di complotto ai danni della società di turno. Credo che quest’anno debba esistere un comune denominatore nell’analizzare il ruolo rivestito dagli arbitri di gara: sono i veri vincitori del campionato 2009-2010, tra l’altro avvincente e bellissimo».

BAND OF HORSES

Non li conoscevo, ma il buon Camillo ha pensato bene di farmeli conoscere. Così li ho ascoltati.
Qui sotto, su un taxi nero di Londra, cantano una versione unplugged di una delle loro canzoni più belle, Ode to LRC. Camillo ha ragione, sono bravi.

ZUFFA E FUFFA

Manderemo degli esploratori, per scoprire la Padania. Manderemo dei cartografi, per descriverne i confini. Manderemo degli storici dell’arte, come Vittorio Sgarbi, che si annette il merito d’avere indicato a Umberto Bossi il nome di quei luoghi, per la verità intesi come ambito culturale e con un diverso accento: Padanìa. Ma una volta che avremo accertato la consistenza di un territorio che si estende su più regioni, constatando che non risponde ad un prefisso telefonico internazionale, ma a prefissi distrettuali italiani, non avremo fatto un solo passo in avanti. I leghisti sono maestri nel far parlar d’altro, e gli altri ci godono ad abboccare, ma la guerra apertasi dentro la maggioranza ha poco a che vedere con quali inni si suonano, per quali squadre si tifa e quali ampolle si agitano. Questa è fuffa, con rispetto parlando, la sostanza si trova qualche piano più in basso.

martedì 22 giugno 2010

MONDIALI 2010 - MARTIN PALERMO: IERI, OGGI ...

MONDIALI 2010 - ARGENTINA-GRECIA 2-0


SEGNA ANCHE PALERMO E L'ALBICELESTE FA IL PIENO DI PUNTI - Con un rotondo e anglosassone 2-0, l'Argentina si sbarazza anche della Grecia e conclude il girone al primo posto e a punteggio pieno, con sette reti realizzate (con quattro uomini diversi) e una sola subita. Bene ancora una volta il gruppo di Maradona, che riesce a produrre un possesso palla imbarazzante, mischiato ad accelerazioni che mettono sempre e comunque le difese avversarie in allarme. Ancora sfortunato Leo Messi, che prima trova il numero uno greco in serata di grazia, e anche quando Tzorvas nulla potrebbe è il palo a dire di no al capitano più giovane che l'Albiceleste abbia mai schierato in un mondiale.
Al gol di Martin Demichelis, sempre pericoloso nelle palle da fermo, è seguito il raddoppio a firma di un altro Martin, Palermo.
Negli ottavi il gruppo di Maradona affronterà il Messico (domenica sera ore 20:30), giunto secondo alle spalle dell'Uruguay nel gruppo A, e Leo Messi si deve ancora sbloccare...

CORRENTI E SPIFFERI

Di correnti ce ne sono già fin troppe, a destra come a sinistra, non sono un pericolo da evitare, un male da contrastare, ma una realtà con cui fare i conti. A scarseggiare, invece, sono le idee, le proposte, i programmi. Le correnti esistono, ma sono cordate d’amicizie e d’interessi, nel migliore dei casi eredità di un passato oramai più sbiadito che lontano. Sono il riflesso di un mondo politico che non sa fare politica.

COSA SALVIAMO?

Si ritorna a parlare di “fair play finanziario”, la politica dei conti “puliti”, quella che non dovrebbe permettere ai “furbetti” del bilancio di trarre vantaggio da operazioni poco limpide, come quella di avvalersi delle "scatole cinesi", per esempio.

lunedì 21 giugno 2010

VASCO LONDON INSTANT LIVE


Da domani in tutti i negozi il documento sonoro, VIBRANTE ed EMOZIONANTE, dello straordinario concerto di Londra. Disponibile su 2 CD Limited Edition e Digital Album.

SILVERSTONE: HIGHLIGHTS

MITI E RITI LEGHISTI

Non ho mai nutrito timore per i miti e i riti leghisti. Sono l’incarnazione comunicativa di un politico dotato di fiuto fine, Umberto Bossi. Gli estremismi secessionisti e razzisti non sono gradevoli, ma alla loro praticabilità non ho creduto. Talvolta sono le piccole cose a soccorrere, quando i fenomeni sembrano complicati, così trovai istruttiva la storia della giovane deputata, cattolica integralista al debutto, vandeana conclamata, eroina in camicia verde e imbronciata presidente della Camera dei Deputati, poi astuta interprete del piccolo schermo, con sfoggio di lattex. Come trovai significativo il matrimonio civile del capo supremo, il guerriero barbaro, coniugato dal sindaco leghista di Milano, che lasciò sorridente la sposa nel mentre scoppiava in singhiozzi non propriamente maschi. Ora sono passati venti anni, e ancora i leghisti si riuniscono sul sacro campo. Cornuti per diletto e pronti a brandire l’ampolla per fare effetto. La mia proposta, di terroncello disincantato, è la seguente: proviamo a parlare di cose serie.

domenica 20 giugno 2010

SILVERSTONE: LA GARA

Ha vinto Jorge Lorenzo, dominando dal primo all'ultimo metro. Impressionante il suo ritmo gara già dai primissimi giri, girando costantemente 6/7 decimi meno del gruppo inseguitore, capeggiato dagli ottimi Dovizioso e De Puniet. Ora che Valentino Rossi è fuori dai giochi, Pedrosa non riesce a trovare continuità e Stoner incappa in amnesie come quella odierna, per il "parafuera" sembra veramente l'anno giusto per conquistare il titolo iridato. Ottimo secondo si è classificato Andrea Dovizioso, ribattendo tutti i tentativi di rimonta dei vari Hayden, Spies e soprattutto De Puniet. Ora l'italiano si ritrova in seconda posizione mondiale a "soli" 37 punti dal maiorchino, e c'è da scommettere che sarà un sicuro protagonista per tutta la stagione. Bene le Ducati, anche se in questa stagione non hanno ancora conquistato un podio, sia con Hayden (4°) che con Stoner. Quest'ultimo, dopo una partenza a dir poco comica (da terzo in griglia ad ultimo dopo la prima curva) si è reso protagonista di un recupero impressionante, riuscendo a pochi giri dal termine a scendere sotto il 2.04; un quinto posto futuribile. Male l'altra Honda ufficiale di Pedrosa, a cui sono stati davanti sia De Puniet, ottimo per tutto il week-end, sia Simoncelli, settimo e autore della miglior gara stagionale.
Chiusura, e copertina, dedicata a Ben Spies, il talentuoso pilota americano che è riuscito ad aggiudicarsi il primo podio della MotoGp della sua carriera. Gara a dir poco perfetta, condita dai colpi di genio di un ragazzo che con una Yamaha clienti ha reso il pomeriggio inglese emozionante e divertente; ne riparleremo presto.
Su Bikeracing i risultati di giornata.

KYMY GRAND PRIX 2010

In partenza sbagliano Lisa America e Copper Becch. Al comando Irving Rivarco. Dopo 600 metri Brioni chiede strada a Pippo Gubellini, che non la concede non conoscendo le categorie. Nulla si muove fino agli 800 finali, dove dopo recupero mostruoso viene via Lisa America, in terza ruota e dopo aver perso non meno di 80 metri in partenza. Affianca Brioni per tutta l'ultima curva, dove collassa Irving Rivarco e la lotta si ristringe a 4 Cavalli: Brioni, Lisa America, Oceano Nox eTriton Sund.
La spunta Brioni, su Oceano Nox, Lisa America eTriton Sund; i quattro in una lunghezza, quinta leggermente discosta Ilaria Jet.
Considerazioni.
Lisa America fa una cosa da cineteca, credo irripetibile, spaziale.
Brioni se la suda tutta: 2.100 metri aria in faccia; bene anche Ocean Nox, sufficente Triton Sund, che con quello schema doveva vincere; credo che siamo al capolinea di una carriera eccellente. Ilaria benino, se si pensa alla Ilaria dello scorso anno. Irvin Rivarco vittima.
Tempo al Km: 1.12,7 sui 2.100 metri su pista leggermente allentata.

FUGHE COSTITUZIONALI

Cambiamo la Costituzione e liberiamo l’impresa, dice il governo. Troppe regole nuocciono al mercato, ricorda il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi. Visto che soffia ‘sto popò di vento liberista, anche la sinistra si ricorda d’aver fatto qualche cosa di buono, così Pier Luigi Bersani rimette mano alle “lenzuolate”. E noi, che in difesa del mercato conduciamo battaglie che ci portano a prendere schiaffi da ambo le parti, a due a due finché non fanno dispari, non sappiamo se sentirci confortati o presi in giro. La seconda che ho detto, mi pare più probabile.

sabato 19 giugno 2010

SILVERSTONE: "TORNO SUBITO"

NOBEL PER LA PACE / 45

Altro attacco obamiano in Pakistan, questa volta 15 le vittime.

SILVERSTONE: POLE POSITION


Il pubblico della MotoGP è abituato a vedere Jorge Lorenzo in pole position: con quella di Silverstone siamo a 10 nella classe regina, 36 nel Motomondiale nonostante sia la prima stagionale. Non si è più avvezzi nel vedere così tante cadute e vivere di continue preoccupazioni sulla salute dei piloti. Valentino Rossi Ko per almeno 3 mesi a seguito del botto del Mugello, a rischio anche la partecipazione al Gran Premio di domani per Dani Pedrosa, caduto rovinosamente al suo ultimo giro utile nelle qualifiche nel tentativo di migliorare la sua terza posizione in griglia...

SOFIA ZAMOLO



DISTRUZIONI

Il mistero del dossier Como tiene viva l’attesa per gli sviluppi della vicenda Telecom, quasi quanto quella per la sentenza sul deferimento Menarini-Ceravolo che slitta a lunedì, dopo Italia-Nuova Zelanda, o per la vigilanza Juve annunciata da Andrea Agnelli anche ieri. E ieri è stato il primo giorno d’udienza per la distruzione sancita per legge dei dossier che hanno violato la privacy degli spiati: ebbene, però, le opposizioni in aula alla distruzione di file sono state massicce. Anche l’arbitro De Santis, attenzionato in «modo molto approfondito» ( Cipriani dixit) da Tavaroli dopo l’incontro a tre con Facchetti e Moratti, di cui il presidente nerazzurro non ebbe memoria nell’interrogatorio da Borrelli in Figc il 3 ottobre 2006, s’è opposto col suo avvocato Irma Conti alla distruzione del dossier Ladroni: sarà la pietra d’angolo per la richiesta di danni dell’ex arbitro. Una richiesta danni, quella di De Santis...

FORTUNATI O SELEZIONATI?

È del 17 giugno, una dichiarazione del presidente dell’Anm, Luca Palamara, sulle intercettazioni pubblicate ad indagini in corso che riporto interamente: «Si possono contare sulle dita di una mano. Io ricordo l'intercettazione di Fassino, il libro nero di Calciopoli, Trani e poi l'inizio dell'inchiesta Abu Omar. In tutti gli altri casi abbiamo trovato la pubblicazione e diffusione di materiale non più segreto ma portato a conoscenza normalmente delle parti con deposito degli atti preliminari».
Ma che fortuna! Calciopoli è nella top ten delle eccezioni; anche questo è un nuovo record!
Poi inutile stare li a disquisire sul fatto che Luca Palamara sia stato parte attiva proprio all'interno di un filone di calciopoli; ricordiamo che anche lui ha “approfittato” di questa eccezione proprio per sorreggere l’impianto accusatorio nel processo Gea, dove svolgeva il ruolo di pubblico ministero, autore dell'inchiesta assieme a Maria Cristina Palaia.

DEMOLIZIONE IN CORSO

Per avere il quadro clinico del governo non servono esami sofisticati, analisi raffinate per capire cosa circola nel suo sangue, basta guardargli sotto la palpebra e fargli tirare fuori la lingua. Nell’occhio c’è ancora il segno di un’impressionante ditata, talché si è giunti prima a mettere la questione di fiducia sul disegno di legge relativo alle intercettazioni telefoniche e, poi, a prendere in considerazione l’ipotesi di rinviare la discussione a settembre. Ma, scusate, se la fiducia era necessaria per sveltire l’iter, com’è possibile che ci si prenda una pausa d’un paio di mesi? L’alternativa, del resto, sarebbe quella di accettare ancora emendamenti alla Camera, dopo quasi due anni di discussione, quindi tornare al Senato, nel qual caso sarebbe stata votata la fiducia su un testo diverso da quello destinato a divenire legge. Sulla lingua, invece, ci sono le macchie delle cose non dette, sicché si è arrivati a presentare la manovra economica sotto forma di decreto legge e, poi, non solo ad ammettere, ma a reclamare la necessità di cambiarla. Al Senato gli emendamenti presentati sono già migliaia, in gran parte dalla maggioranza. Siccome si tratta di sintomi non ragionevoli, è evidente la presenza di una situazione patologica.

"ARMIAMOCI... E PARTITE!"

Un perfetto, coinvolgente appello alla nazione che si potrebbe titolare: “Armiamoci e… partite!”. Ancora una volta, Barack Obama ha dato prova delle sue straordinarie capacità oratorie, e purtroppo, ancora una volta, ha confermato la sua straordinaria allergia nell’impegnarsi in prima persona nel risolvere le crisi. Problemino che delega ad altri, quasi non si fosse ancora accorto di essere l’uomo, il leader, con più poteri al mondo, a capo del paese più potente del mondo. Oltre ai voli pindarici sulle energie pulite, alla definizione della portata storica della catastrofe, alla nomina di Ray Mabus quale “zar del Golfo” con pieni poteri operativi, alla assicurazione che la Bp pagherà i danni (“ma non eccessivi”, ha poi corretto Obama, che deve rimediare ad una crisi diplomatica con l’Inghilterra causata dal suo scaricare le colpe solo sulla Bp), il paese, e il mondo, si aspettavano di sapere “cosa” esattamente farà la Casa Bianca. Ma Obama non l’ha detto. Sono passati 58 giorni dall’esplosione della piattaforma petrolifera...

UN BIG BEN PER NON FERMARSI

Quando questa mattina sono arrivato in piazza Bresca ho pensato di mollare tutto, perché vedere il mio passato, il presente ed il futuro andare così in fumo”. Lo ha detto Andrea Di Baldassare, titolare del "Big Ben", locale andato a fuoco in piazza Bresca nella mattinata di ieri. Dopo alcune ore dall’incendio e qualche ora trascorsa in tranquillità a casa, Andrea è tornato più combattivo grazie, soprattutto, alla solidarietà espressa dalle varie categorie della città dei fiori.

venerdì 18 giugno 2010

NON C'E' SPERANZA

Questo schifo proseguirà per altri dieci o vent’anni, Falcone & Borsellino continueranno a essere strattonati da una parte e dall’altra sino a essere definitivamente svuotati - forse già lo sono - di ciò che veramente furono e di ciò che veramente fecero. Sui loro nomi e sulle loro fotografie andrebbe seriamente proposta una moratoria, una sorta di imposta da far pagare ogni qualvolta si ritenga di dover imbracciare la loro icona come una clava. Ma è troppo tardi, lo è da una vita, è dall’estate 1992 che la loro memoria è finita nel canaio. Senza contare il relativo parentado in circolazione, i fratelli e le sorelle e le cugine, personcine dignitose mischiate ad autentici casi umani. Scaraventare il cadavere di Falcone & Borsellino ai piedi dell’avversario politico - come ha tentato di fare stavolta l’Espresso, arruolandoli nella campagna contro la legge anti-intercettazioni - resta comunque una porcata peggiore di quella che ha riguardato altri personaggi ed «eroi» pure defunti. Va oltre ogni fisiologia.

OPERAI SENZA POLITICA

Mi metto nei panni degli operai che martedì prossimo, a Pomigliano, dovranno dire sì o no al piano proposto dalla Fiat, già firmato dai sindacati, ad eccezione della Cgil. Mi metto in quei panni e mi ci ritrovo scomodo, perché la scelta non dovrebbe essere solo mia e dei miei colleghi. Se mi regolerò seguendo i miei interessi immediati voterò a favore, come voterà la grande maggioranza, ma se ragionerò in termini generali mi verranno dei dubbi. Da Pomigliano, insomma, è scappata la politica, dopo avere compartecipato al disastro.

giovedì 17 giugno 2010

MONDIALI 2010 - ARGENTINA-SUD KOREA 4-1

UN'ARGENTINA AL MINIMO DEI GIRI SUPERA UNA BUONA KOREA - Nel 1986, proprio il successo contro la Corea del Sud lanciò l'Argentina dell'allora giocatore Maradona verso il successo finale. Oggi, ventiquattro anni e qualche giorno dopo quella giornata, è un'altra Argentina, diversa solo nei nomi, ma non nella sostanza, a distruggere nuovamente la Corea del Sud e a volare verso gli ottavi di finale.
Lo scrivente, mesi addietro, ha sempre sostenuto il reale valore di una squadra troppo sottovalutata da addetti ai lavori e media nei mesi che hanno preceduto l'inizio della competizione planetaria, compresi i bookmakers, che solo oggi, e dopo la sconfitta della Spagna, hanno rivalutato le chance di vittoria di Messi e compagni, mettendo l'Albiceleste come nuova favorita della competizione.
Una vittoria ottenuta al minimo dei giri, senza spingere troppo, ma facendo leva su di un gruppo coeso e spronato da un Diego Armando Maradona sempre più leader, sempre più vero allenatore di una squadra che tra le proprie fila può annoverare il meglio del calcio mondiale: Messi, Higuain, Milito, Tevez, Aguero, Mascherano; insomma, sfido chiunque a trovarseli contro.
Eppure, nonostante tutto questo, c'è chi continua a sostenere che Maradona non sia all'altezza, non sia in grado di mettere tatticamente in campo la squadra, non abbia le conoscenze per portare l'Argentina fino in fondo. Balle! Maradona è l'esempio lampante di cosa voglia dire essere un trascinatore, un motivatore, uno capace di mettere d'accordo campioni del calibro di Messi e Tevez, di Milito e Higuain, ma soprattutto l'unico in grado di sedere su quella panchina, perché quando vedi Maradona vedi l'Argentina.
Non so se questa squadra l'11 luglio sarà campione del mondo, la speranza quella è, ad oggi, però, è la squadra che più ha impressionato, e non tanto per il valore tecnico a propria disposizione, ma per l'unità di intenti, per il sacrificio che campioni come Tevez e Messi stanno mettendo al servizio di un gruppo, per la gioia di Milito mentre dalla panchina, e con ancora fresco il titolo di campione d'Europa, vede segnare Higuain. E poi c'è un certo Leo Messi, ancora una volta migliore in campo e ancora una volta a secco di gol. Non rimane che aspettarlo, che aspettare le sue reti, questo Maradona lo sa, come lo sa una nazione intera, e quando comincerà a segnare anche Lui l'Argentina di Città del Messico sembrerà un ricordo meno lontano.
GLI HIGHLIGHTS DEL MATCH

SI RICOMINCIA DA ANFIELD

Il 14 agosto sarà nuovamente Premier League, la trasferta di Liverpool il primo passo verso la storia.
All'Emirates Stadium si esordirà il 21, il Blackpool l'avversario.

SPATUZZA PIRANDELLIANO

Discutendo pubblicamente di un siciliano criminale, Gaspare Spatuzza, l’Italia rende involontario omaggio ad un grande siciliano, Luigi Pirandello, mettendone in scena uno dei suoi ribaltamenti della verità. Con assai meno fascino, però, e sicuramente in modo rozzo, perché ‘u tignusu è un animale assassino, ma non il cretino che certuni vorrebbero far credere.
E’ stato arrestato nel 1997 e se ne è stato zitto, per nove anni, in un carcere di massima sicurezza, seppellito nel cemento, ma ancora in grado di comunicare. Dice di avere avuto una crisi mistica, lui che aveva ammazzato don Puglisi, che aveva strangolato e sciolto nell’acido un ragazzino, che per i fratelli Graviano aveva ammazzato decine di volte. Non m’intendo di mistica, ma mi permetto di non crederci. Sta di fatto che, nell’estate del 2008, inizia a collaborare. Non parte compiacendo i procuratori che lo interrogano, come fanno molti, ma trafiggendoli con i riscontrati racconti sull’omicidio di Paolo Borsellino. Così un intero processo, passato in tre gradi di giudizio e la cui sentenza è divenuta definitiva, non solo deve essere ribaltato, ma inquirenti e giudicanti ci fanno la figura, a dir poco, dei superficiali. Lui, Spatuzza, rubò o preparò la macchina che esplose, mentre, fino a quel momento, la giustizia aveva creduto ad un soggetto più assurdo che improbabile, spiantato, drogato, frequentatore di transessuali (la “sdillabbrata”, la sua preferita) e, con tutte queste belle caratteristiche d’affidabilità, raccontò di avere preso parte a vertici mafiosi. Una boiata cubica, che al processo s’era rimangiato. Eppure la giustizia s’era bevuta tutto.

POMIGLIANO DELENDA EST

A Pomigliano d’Arco la sinistra ha perso e perde la voglia d’essere di sinistra, seria e di governo. Con il referendum di martedì prossimo, 22 giugno, quando i lavoratori di quella fabbrica saranno chiamati ad accettare o meno le condizioni poste dalla Fiat, s’innescherà un meccanismo pericoloso, difficilmente governabile, perché sarà mancato, a quanti si oppongono, uno straccio di linea politica, come sarà mancato, a quanti acconsentono, un abbozzo di strategia generale, non legata all’emergenza di far la concorrenza agli operai polacchi (perché di questo, si tratta).

mercoledì 16 giugno 2010

BLACK ICE TOUR LIVE INTRO

MARA OP

L'ippica è passione, storia, voglia di natura, libertà e sogni. L'ippica, anche se banale, è soprattutto cavalli: le loro imprese, le proprie sconfitte. Ma c'è qualcosa che va oltre, qualcosa che l'uomo, spesso, dimentica o fa finta di non sapere: il cavallo ha un'anima, una testa pensante.
Questa storia, raccontata quando ancora le vittorie erano otto da Vieri Berti, rappresenta l'essenza di quanto sopra scritto, rappresenta la risposta ai mille perché di quando ci si domanda: perché ti piace il trotto?
Colpevolmente ho scoperto questa figlia di Crowning Classic e di Zalla Op tardi, un po' perché fuori, Lei, dal giro che "conta", un po' perché "lontana" dal campo che regolarmente frequento.
Da oggi Mara Op avrà un'estimatore in più, anzi, un tifoso, perché l'ippica è passione, storia, voglia di natura, libertà ma soprattutto sogni, e Mara questo sogno non lo vuole fermare. 

MALAFEDE

Ultimamente qualcuno sembra essersi svegliato dal letargo. Proviamo a fare un passo indietro.
Paolo Bergamo. Sono quattro anni che denuncia le sue verità. Lo fa dove gli viene permesso, come all’interno del programma “la Juve è sempre la Juve”; lo fa attraverso un libro (Sono morto in una notte di luglio); lo fa attraverso le interviste e nessuno gli dà peso, nessuno ne chiede la verifica e le sue “dichiarazioni” rimangono per i pochi che hanno voglia di conosce la verità. Fino a poco fa. Poi le nuove intercettazioni risvegliano l’interesse, seppur in minima parte, dell’opinione pubblica e qualche timido approfondimento finisce anche sui quotidiani sportivi nazionali.

AGLI ATTI RIMANE QUESTO

Volevano ridare credibilità al calcio ed hanno finito per non essere più credibili!
La federazione italiana giuoco calcio sta toccando il fondo: per due volte il sistema organizzativo italiano è stato superato (in malo modo) da altre nazioni perdendo l’organizzazione degli Europei ; alla cerimonia inaugurale dei mondiali nessun delegato italiano era presente, eppure la nazionale azzurra si presenta come detentrice della coppa del mondo.
Abete si indigna, parla di “gaffe” e si attende un “chiarimento dalla Fifa”, altrimenti si troverà costretto a scrivere affinché “rimanga agli atti” .
Risposta chiedeva e risposta ha avuto: ”La riconsegna ufficiale della Coppa alla Fifa era già avvenuta il 4 dicembre in occasione del sorteggio. L'iniziativa di giovedì sera era un evento commerciale, nel senso migliore: c'erano diversi ex giocatori”. Pirlo invitato, non ha presenziato perché doveva essere sottoposto ad accertamenti.

INTERCETTANDOSI

Sarà interessante sapere se i quattro magistrati in servizio a Bari e Trani, tre pubblici ministeri e un giudice, così come i giornalisti con i quali parlavano, di quanto andavano facendo gli uffici giudiziari, avranno modo di apprezzare l’opportunità che le loro conversazioni non siano immediatamente riprodotte da ogni mezzo di comunicazione, e la loro condanna popolare non preceda alla grande anche l’ipotesi, ove mai ve ne sia la necessità, che ad essi sia consegnato l’avviso di garanzia o a loro carico avviato un procedimento disciplinare. Sarà interessante, insomma, vedere se, anche in questo come in mille altri casi, si faranno valere due pesi e due misure.

BENDE E BAVAGLI

Due bende e due bavagli, come due pesi e due misure. Questo solo si può dire di larga parte della stampa italiana, che oggi strilla contro l’eventualità di non potere più copiare dagli atti di procura, ma che si guardò bene dallo scandagliare, con mezzi propri, casi clamorosi, come quello della privatizzazione di Telecom Italia, poi degli affari sporchi all’estero, per finire con gli spioni assoldati da questa società e da Pirelli. Storie che non ripeto, perché i nostri lettori, al contrario di altri, le conoscono, avendole lette in tempo reale (pubblicammo anche due libri), talché la tesi oggi esposta dal giudice delle indagini preliminari, sia riguardo al coinvolgimento dei vertici aziendali che al modo distorto in cui è stato trattato il capitolo degli interessi economici dei Democratici di Sinistra, non è altro che l’approdo là da dove noi eravamo partiti.

UN PUNTO NELLA STORIA DEL ROCK' N' ROLL

La ricetta del Rock'n'Roll è semplicissima, e semplice deve rimanere per poter funzionare. E' musica diretta, "ignorante", senza fronzoli, ma col cuore che hanno le cose fatte per durare. Non ci sono segreti in una Rock'n'roll band, apparentemente: energia, affiatamento, mania di grandezza, capacità e peculiarità del poter essere lassù, sul palco, da riempire solo con la tua presenza... tutto semplice sembra.
Altro problema è saperlo mettere in pratica, altro problema ancora è parlare la stessa lingua del pubblico immenso che hai davanti, ed altro problema ancora è reggere sempre allo stesso modo. Il rock è fatto per i ventenni... sembra.

martedì 15 giugno 2010

MAMMI PER LEGGE

L’idea di obbligare i neo padri a non lavorare per quattro giorni, subito dopo il parto, è una stupidaggine a testata multipla, nel senso che contiene numerosi errori, capaci di arrecare danni in più di una direzione. Intanto, e per non cambiare, si riferisce solo ai lavoratori dipendenti, perché per tutti gli altri, dai professionisti ai commercianti, dalle piccole partite iva agli artigiani, il lavoro è reddito, il tempo lavorato è quantità di reddito, e non solo non si ferma il padre, ma tende a fermarsi il meno possibile anche la madre.

LUNARDI & SCAJOLA

Mi sono cascate le braccia, leggendo l’intervista che Pietro Lunardi ha rilasciato a Repubblica: da una parte ha gettato la croce addosso ai (suoi) colleghi, Scajola e Bertolaso, dall’altra ha argomentato dimostrando di non avere la benché minima idea di cosa sia l’etica pubblica. Sulle prime ho pensato che Silvio Berlusconi dovrebbe costringerli a star tutti zitti. Poi, però, ho colto in quelle parole il termometro dei tempi. Ne scrivo, allora, per capire fin dove siamo scesi.
Quel che segue non ha nulla a che vedere con le inchieste penali. In un ambiente sano, che non abbia la peggiore giustizia del mondo, le dimissioni di un governante, o la riprovazione nei confronti di un soggetto pubblico, possono essere invocate del tutto a prescindere dall’aspetto penale. La vita civile non si svolge nei tribunali, o nella loro sostituzione virtuale, rappresentata dai teleschermi.

lunedì 14 giugno 2010

IMPROBABILITA'

La raccolta illegale di informazioni operata da ex-manager di Telecom Italia ha rappresentato "una gravissima intromissione nella vita privata delle persone" ed è improbabile che venisse effettuate all'insaputa dei vertici delle società.

REGIONE CAMPANIA 2010

Ha vinto Mambo Font Sm, a oltre 90/1, precedendo Mirtillo Rosso a media di 1.13.2
Il "cannibale" non è andato oltre un terzo posto, dopo essere rimasto chiuso in corda per un miglio e aver trovato sul suo percorso ogni tipo di intemperia. Che poi ai 400 finali Pietro il grande abbia dovuto fermare di pacca il suo allievo, onde evitare la collisione con Mondiale Ok, fa parte di una serata che, con schema più proprizio, avrebbe visto trionfare il figlio di Pine Chip.

QUANDO C'ERA IL 23

Boston e Los Angeles andranno a giocare gara 6, sul campo dei Lakers (compresa l'eventuale gara 7), sul 3-2 per i Celtics.
Boston e Los Angeles stanno offrendo quello splendido spettacolo che solo Bird e Magic sono riusciti ad offrire nella metà degli anni ottanta.
Poi, però, quando l'"anello" cominciava a "pesare", c'era un solo uomo capace di spostare gli equilibri con un gioco da 4 punti nello spazio di ventidue secondi, gli ultimi dell'ultimo quarto di gara 6, naturalmente della finale.
Quell'uomo ha scritto la storia dell'Nba, questo video l'augurio per un'emozionante gara 6.

NOBEL PER LA PACE / 44

Altri due attacchi missilistici obamiani in Pakistan: quattordici morti.

domenica 13 giugno 2010

TENTAZIONI EXTRAPARLAMENTARI

Luca Cordero di Montezemolo ha ragione: non ci si può solo lamentare. Ma neanche si può campare d’annunci. L’Italia mostra una drammatica carenza di classe dirigente, di cui è segnale anche il continuo prendersela (avendone mille ragioni) con la politica e con i politici, cercando di far credere che tutti gli altri sono vittime o innocenti spettatori. Non è così, e la fuga dalle responsabilità è un termometro di pochezza. Cerchiamo di capire quel che succede.

NAD AL SHEBA SPACCA UNA GENERAZIONE

Nad Al Sheba domina il G.P. Nazionale a San Siro in 1.12.1 (record del mondo per un tre anni sui 2000 metri in pista da chilometro) con il training di Mauro Baroncini (vincitore di questa corsa con Faliero As) raggiante a bordo pista. Vola Nad Al Sheba e supera di un secondo il record della corsa dello scomparso Faliero As 1.13.1. Cresce il 3 anni della scuderia Vayla di Vico e raggiunge sulla pista milanese il terzo successo consecutivo: Elwood Medium, Giovanardi e Nazionale, Una “Triplete” da autentico leader della generazione.

MONDIALI 2010 - ARGENTINA-NIGERIA 1-0


L'ARGENTINA PARTE COL PIEDE GIUSTO, E' GIA' MESSI SHOW - L'Argentina di Diego Armando Maradona conquista i primi tre punti del Mondiale superando 1-0 la Nigeria all'Ellis Park Stadium di Johannesburg: di Heinze, dopo appena sei minuti, il gol partita. Superlativa la prova di Messi che confeziona giocate di altissimo livello, bloccato solo da uno straordinario Enyeama che evita agli africani un passivo ben più pesante e tiene a galla per tutti i novanta minuti il gruppo guidato da Lagerback. E mentre le altre grandi faticano più del previsto (Francia e Inghilterra bloccate sul pareggio), Maradona può godersi questa prima, meritatissima, vittoria.

sabato 12 giugno 2010

NAZIONALE & FILLY

Passato, Presente, Futuro questa è la nostra vista: ricordi, fatti e pensieri.
I giorni passano, ma dentro il nostro corpo c’è un tarlo che rode continuamente, un tarlo che ormai ci appartiene, questo piccola simbolica creatura che richiama la nostra attenzione è l’amore per il cavallo, per le corse. In un momento nero per l’ippica italiana, scossa in questi ultimi giorni per le dimissioni di Baggio, la scala del trotto italiano ospita il tanto atteso Gran Premio Nazionale. I ricordi che abbiamo scaturiscono brividi che corrono lungo la nostra schiena, le rette a fruste alzate, le vittorie di cavalli che hanno poi lasciato il segno nell’Europa che trotta, per fare qualche nome Lana del Rio, Giulia Grif, Daguet Rapide e Viking Kronos. Che sensazioni, che emozioni, serate trascorse in compagnia sotto i riflettori dell’anello milanese, la folla assaliva le tribune milanesi, non aggiungo altro, sarà la vostra mente a spaziare e a pescare i ricordi più belli.

CANDICE SWANEPOEL


venerdì 11 giugno 2010

MUGELLO: HIGHLIGHTS

ASPETTANDO IL "NAZIONALE"

Domani pomeriggio San Siro trotto sarà imperniato sul Nazionale, con relativo Filly.
Tanti a giocarsi la vittoria, uno solo che trionferà.
Parere personale: vince Nad Al Sheba.
Aspettando il Nazionale in America si fanno i record, e questa volta mondiali.
Sulla pista da chilometro di Pocono Downs, Arch Madness (quello che avrebbe potuto partecipare all'Elitloppet al posto di Lucky Jim) confeziona un bel 1:51 spaccato, media di 1.09.

NOBEL PER LA PACE / 43

Attacco obamiano in Pakistan, tre i morti.

PIU' PEZZA CHE BAVAGLIO

La parola “libertà” s’è alquanto sprecata, ieri, al Senato. Il disegno di legge che regola le intercettazioni telefoniche è stato approvato, dopo che il governo aveva posto la fiducia, sicché le opposizioni hanno strillato, sia sul metodo che sul merito del provvedimento. Temo, però, che il prodotto non sia affatto risolutivo e che il clangore sia più recita che realtà. Per il prossimo 9 luglio è stato anche indetto uno sciopero dei giornalisti, anch’essi impegnati a combattere per la libertà. Non parteciperò, sia perché svolgo altra professione sia perché, quel giorno, sono pronto a scrivere anche cartoline, pur di non aderire all’ipocrisia.
Sul metodo, è presto detto: chiedendo la fiducia il governo ha, secondo le opposizioni, strozzato il dibattito parlamentare, imponendo il proprio testo. Peccato, però, che il dibattito “strozzato” è durato settimane e non accennava a concludersi, mentre il testo approvato non è manco per niente quello voluto dal governo. Questa gnagnera dei governi che umilierebbero il Parlamento, con la decretazione d’urgenza e la fiducia, deve finire, anche perché cambia il colore dei governi, ma non il ricorso a questi strumenti. La verità è che il nostro processo legislativo è insensato, maniacalmente ripetitivo, terribilmente inefficiente. Chi abbia a cuore l’importanza del Parlamento dovrebbe chiederne la modifica, cominciando dai regolamenti parlamentari e dal rapporto fra governo e Parlamento. Ma le cose, da noi, seguono un copione diverso: l’opposizione, quale che essa sia, cerca d’impedire al governo di governare. Che questo abbia a che vedere con la democrazia e con la libertà è tesi alquanto bislacca.

CAMBIARE, NON GEMERE

Il governo ha posto la fiducia sulla legge che regolerà le intercettazioni telefoniche, ovvero su un testo che non sarà risolutivo (se ne accorgeranno) e che non attiene alla sua attività più propria. E’ un tema rilevante, non c’è alcun dubbio, ma non direttamente uno strumento di governo. Che abbia posto la fiducia non mi scandalizza affatto, ma è significativo che ciò avvenga nel mentre si annuncia che non solo non sarà posta la fiducia sul testo del decreto anti crisi, ma che, anzi, saranno ben venute alcune modifiche. La fiducia, insomma, è fatta valere dove, forse, non dovrebbe, e ci si rinuncia dove starebbe benissimo, perché l’amministrazione dei conti è materia che il governo non può contrattare, su cui, semmai, cade. Ecco, questo è il tema istituzionale del quale si discorre in modo improprio, con la solita concitazione sincopata, continuamente sommando i torti anziché mettere a confronto le ragioni.

INTERROGAZIONI

L’ Onorevole Renato Farina e il deputato PDL Maurizio Paniz hanno presentato ieri come primi firmatari due interrogazioni parlamentari al sottosegretario dello Sport Rocco Crimi e al ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi su Calciopoli.

ASPETTATIVE MONDIALI

Mancano poche ore all’inizio dei campionati mondiali di calcio 2010 in Sudafrica, quando alle ore 16 italiane i padroni di casa scenderanno in campo per contendere i primi punti al Messico, inserito nel loro girone insieme a Francia ed Uruguay.
C’è chi è in fremente attesa dell’evento: i malati del pallone, quelli per i quali la moglie deve accettare di buon grado che il lunedì sera la televisione sia loro perché c’è Massese-Carrarese, e alla ingenua domanda “ma che ti frega?”, si sentono rispondere concitatamente “ma come, è un derby!”; gli amanti del folklore, per i quali la kermesse mondiale è comunque e sempre un avvenimento da non perdere; tutti coloro nei quali il senso di appartenenza nazionalistico resta sempre nascosto, salvo riaffiorare prepotentemente ad ogni competizione sportiva internazionale; e via di seguito altre categorie, più o meno eterogenee, dagli scommettitori ai giornalisti, che finalmente avranno di che rendere pingue il numero delle pagine (inutili) dei loro quotidiani.

giovedì 10 giugno 2010

BENE LO SCALONE

In tema di pensioni alle dipendenti pubbliche stiamo dando il peggio di noi stessi, e speriamo che l’idea di risolvere tutto in un colpo solo, con un unico scalone, indotto dal pungolo europeo, sia definitiva e immodificabile. La politica dell’opposizione è dissennata, perché pretendono d’opporsi ad una sentenza della Corte di Giustizia e ad un’intimazione della Commissione Europea che, per giunta, sono più che giuste. La politica del governo è stata tremula e improntata al rinvio, laddove invece, lo scrivemmo fin dall’inizio, non solo non ci sono difficoltà nel parificare, come si deve e come è bene, l’età pensionabile di donne e uomini, ma farlo subito neanche “danneggia” le interessate, che sono solo quelle la cui età raggiunge il limite da qui al 2018. Il risultato, paradossale e ridicolo, è che il Paese con un numero di lavoratrici scandalosamente basso e, quindi, con un numero enorme di donne che restano fuori dal mercato del lavoro, riesce a farsi punire per leggi che discriminano e danneggiano gli uomini. Roba da dar la testa contro il muro.

mercoledì 9 giugno 2010

SETTUPLETE

Oggi Camillo scrive di Massimo Moratti: "è stato deferito per aver trattato e acquistato Milito e Thiago Motta con il presidente Preziosi, che era squalificato. "Secondo una interpretazione letterale del regolamento federale", scrive la Pravda rosa, "i contratti di Milito e Motta non sarebbero validi". Secondo l'interpretazione della Pravda rosa, invece va-tutto-bene-madama-la-marchesa, malgrado i due non avrebbero potuto giocare (come ai bei tempi in cui giocava Recoba e non poteva, perché un dirigente dell'Inter sapeva che la sua patente era stata rubata e il suo passaporto italiano falsificato). Ancora una volta c'è una sola società calcistica, una sola al mondo, capace di violare così costantemente regole, leggi e qualsiasi tipo di atteggiamento etico possibile e immaginabile. Dopo il passaporto falso, i pedinamenti di Tavaroli, lo scudetto assegnato dall'ex membro del Cda, la vendita fittizia del proprio marchio, l'abbuono della sanzione Covisoc e il ratto di Ibra, ora arrivano i contratti invalidi. Chiamatela settuplete."

TAGLI E SFREGI

Pur di far vedere che un qualche taglio alle province si fa veramente la maggioranza di governo ha presentato, in commissione affari costituzionali, alla Camera dei Deputati, un emendamento alla Carta delle Autonomie che, invece, porta al risultato esattamente opposto: restano tutte, senza cambiare un bel niente. La trovata consiste nel fissare a 200 mila abitanti il limite minimo per la sopravvivenza di una provincia, sempre che non sia confinante con l’estero, che non si trovi in una regione a statuto speciale e che, novità, non abbia il 50% del territorio con caratteristiche montane (nel qual caso gli abitanti possono essere 150 mila). Il che, dunque, non ha alcun valore di riforma delle autonomie, non semplifica i livelli territoriali, non sfoltisce le rappresentanze elettive e le burocrazie, né porta risparmi.

PIETRE

Anziché la storia s’è a lungo raccontata la farsa, con il risultato che, a quattro anni dal 14 luglio 2006, ancora si può litigare cancellando la realtà. Fu davvero la Juventus a condizionare i campionati di calcio, oppure fu quell'aborto giuridico consumato all'interno delle stanze dello stadio Olimpico a radere al suolo la storia della più grande squadra calcistica dello stivale? Questione che, però, nasconde un problema di ben più grande rilevanza: perché, a seguito di tutte le novità scaturite dai vari procedimenti di Giustizia Ordinaria, allora ci venne raccontato che la sola ex dirigenza della Juventus ebbe contatti (peraltro sollecitati dalla Figc) con i designatori arbitrali? La mia risposta è questa: piaccia o non piaccia così non era. Questa risposta non riscrive la storia, ma cancella la farsa.

IL "MAFIOSO" E IL "GRANDUCA"

Il “cattivo” del pallone fino a venerdì scorso sarebbe stato ovviamente Lucianone Moggi, che chi scrive ha chiamato per decenni “Licio” per rimarcarne il potere e la capacità occulta e occultista. Solo che da quando, ormai da poco meno di quattro anni, mi è motivatamente parso che ci stessero prendendo per i fondelli riversando nella discarica/Moggi tutti i rifiuti possibili, l’unica cosa che potevo fare per rispetto di me stesso e dei lettori era cercare di approfondire, di allargare il bacino della verità. Su che cosa fosse o fosse diventato davvero il mondo del pallone, con Moggi o senza. Perché ho scritto “fino a venerdì scorso”? Perché sabato è uscita su Repubblica un’intervista a Tavaroli, il responsabile della Security Telecom, che fa una serie di affermazioni molto pesanti sul suo ex datore di lavoro, Tronchetti Provera.

martedì 8 giugno 2010

PRE-SEASON

L'Arsenal Football Club ha confermato le due amichevoli pre-campionato che si terranno in Austria nel mese di luglio.

Arsenal v SK Sturm Graz
18:00 kick-off (ora UK)
Mercoledì 21 luglio, 2010
UPC-Arena, Graz

Arsenal Neusiedl V SC 1919
18:00 kick-off (ora UK)
Martedì 27 Luglio 2010
Neusiedl Sportzentrum, Neusiedl am See

NOI NON CI ARRENDEREMO MAI

L’Associazione Giùlemanidallajuve comunica di aver sollecitato, con missiva datata 3 giugno 2010, Uefa, Fifa, Coni e Figc - ciascuno per le sue competenze - ad attivarsi al fine di determinare la sproporzione della pena inflitta alla società Juventus FC Spa. A seguito di tutte le novità scaturite dai vari procedimenti di Giustizia Ordinaria, la Figc viene inoltre esortata, mediante provvedimento in autotutela, alla revocazione dei provvedimenti sportivi dell’estate 2006 con conseguente riammissione al titolo di campione d’Italia 2004/2005 e 2005/2006 per la società Juventus.
Il Procuratore Federale, Dott. Stefano Palazzi, viene infine diffidato, anche ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 328 co. 2° C.P., ad intraprendere tutte le opportune e doverose iniziative al fine di verificare le discutibili posizioni riconducibili ad altri club di calcio. In mancanza, l’Associazione Giùlemanidallajuve adirà le competenti autorità giudiziarie ed amministrative.

GOVERNI SENZA VACCINO

Adesso arrivano i super esperti e si muovono le assemblee parlamentari, ma noi lo avevamo detto subito, utilizzando solo il buon senso: l’allarme relativo all’influenza suina, la A, la temuta H1N1, assomigliava ad una bufala, intesa come fregatura. C’è costata un occhio della testa, pertanto vale la pena di tornarci e di ragionare su cosa fare, in futuro.
La mia ignoranza medica è totale, ma altrettanto vasta è la colpa di quanti hanno abboccato e hanno dilapidato. Sentii puzza di bruciato, più che di malato, perché l’allarme era partito dal Messico, nel marzo del 2009, annunciandosi un virus strano e micidiale, che mieteva vite umane. I giornali facevano a gara, in quel momento come per mesi appresso, nello sparare il titolo più forte e sensazionale, con la stessa capacità critica che usano per annunciare il torrido all’arrivo dell’estate e la glaciazione ai primi freddi invernali. L’allarme era così globale che, naturalmente, non si poteva che prenderlo sul serio. Solo che, dopo giorni di baldoria mediatica, andai a leggere i dati sui decessi, in Messico, confrontandoli con quelli dell’anno precedente, così scoprii l’ovvio: non era successo niente d’impressionante. A quel punto, il 28 aprile, pubblicammo il nostro avviso: attenti, c’è un epidemia che gira per il mondo, ed è la moda delle epidemie.

lunedì 7 giugno 2010

MUGELLO: ROSSI, THE DAY AFTER

Dopo una giornata di totale riposo, oggi per Valentino Rossi al Centro Traumatologico Ortopedico di Firenze era in programma una seconda (“piccola”) operazione, indispensabile per chiudere la ferita. Il Fiat Yamaha Team ha rilasciato l’ultimo bollettino medico in merito, dove vengono riportate le parole del Professor Roberto Buzzi che aveva già operato Valentino nel pomeriggio di sabato 5 giugno poche ore dopo il brutto incidente nelle prove.
“Oggi Valentino è stato sottoposto ad una nuova piccola operazione per chiudere la ferita, adesso sembra in buone condizioni. Abbiamo chiuso la ferita con 15 punti ed il nostro giudizio medico è positivo. Abbiamo usato un leggero anestetico e quando si è risvegliato era in buona forma. La guarigione dall’infortunio al momento sta andando bene, come previsto“.
La prognosi, lo ripetiamo, è di minimo 4 mesi, anche se in molti ipotizzano addirittura di un rientro (al momento improbabile) per agosto.
Valentino Rossi resterà per altri due giorni al CTO di Firenze prima di tornare a casa, con sei settimane di stampelle prima di poter iniziare l’effettiva riabilitazione per tornare in forma.
BikeRacing

UN CALCIO AL MERCATO

In tempi di ristrettezze e sacrifici, ha sostenuto il ministro Roberto Calderoli, anche i calciatori devono veder diminuire i loro redditi e i loro premi. Ecco una cosa totalmente sbagliata, con l’aggravante dell’uso improprio del moralismo un tanto al chilo. Stia attento, il signor ministro, perché se ci si mette a suonare quel tipo di musica diventa irrefrenabile il desiderio di ricordargli che i primi redditi a dovere scendere sono proprio quelli dei parlamentari, che sono troppi e prendono troppo, e che, oltre tutto, gravano direttamente sulla spesa pubblica, al contrario dei calciatori, come di ogni altro soggetto privato che stia sul mercato. Si fa fatica, insomma, se si adotta quel modo di pensare, a non ricordare al ministro che sono ancora tutte lì le province che, un tempo lontano, si volevano abolire, con il loro relativo codazzo di eletti e prebende.

domenica 6 giugno 2010

REALTA' TANGIBILI

Ai sorteggi arbitrali presenziavano, con compiti e ruoli ben definiti, notai e giornalisti: i primi, pubblici ufficiali con il compito di regolarizzare l'intera procedura; i secondi per garantirne l'esito, attraverso l'aiuto materiale.
Bene, né i primi né tanto meno i secondi sono mai stati sentiti dagli investigatori del colonnello Auricchio.
Un notaio, Antonio Ioli, è stato ascoltato nella deposizione di martedì scorso, deposizione che ha, per l'ennesima volta e dopo le sentenze stabilite dal Tribunale di Torino e dalla Corte d'Appello di Roma, fatto emergere che i sorteggi erano regolari. Nella prossima udienza, e questa volta chiamato a deporre dall'avvocato Silvia Morescanti, che difende l'ex designatore Paolo Bergamo, ci sarà un secondo notaio; che ribadisco per l'ennesima volta trattasi di pubblico ufficiale.
Martedì dovrebbe esserci anche Adriano Galliani, che ai tempi di Calciopoli-1 era presidente della Lega Calcio. Poi, in giugno ancora notai, giornalisti e forse anche Tavaroli, che sarà chiamato (come testimone, perché al processo di Milano ha patteggiato) per parlare del fronte Telecom, almeno la parte, consistente, che riguarda il mondo del calcio.

MUGELLO: LA GARA


Ha vinto Dani Pedrosa, davanti a Jorge Lorenzo ed un ottimo Andrea Dovizioso, dominando dal primo all'ultimo metro il circuito del Mugello.
Valentino non c'era, ricoverato al Cto di Firenze, e la sua assenza si è sentita. Di quest'ultima dovremo farcene una ragione per un bel po', visto che i tempi di recupero varieranno da un minimo di due mesi ad un massimo di quattro.

ANNEGANDO NEI RICATTI

L’assenza di giustizia avvelena l’Italia. I magistrati scioperano, ma a scendere in piazza dovrebbe essere l’Italia civile, avviluppata in una rete di minacce e ricatti, intrecciata con mille scandali, che ora emergono e poi s’immergono, per poi riaffiorare al momento giusto. Mai recisa, quella rete, da sentenze che affermino un qualche straccio di verità, benché giudiziaria. A questa matrice infetta appartiene anche la storia degli spioni che furono pagati da Pirelli e Telecom Italia. Anche in questo caso, come in tutti gli altri, prevalgono le tifoserie e le antipatie sul diritto e sull’etica pubblica, talché si consente ad uno dei protagonisti, Giuliano Tavaroli, di rilasciare periodiche interviste, solitamente coincidenti con la bella stagione, nelle quali ribadisce che del malaffare era perfettamente al corrente, essendone il mandante, Marco Tronchetti Provera. Ecco, per le ragioni che qui illustro, credo che questo sia un costume incivile.
Questa è una guerra sporca, resa possibile dalla bancarotta della giustizia. Non casco nella trappola del parteggiare, non ho mai ceduto al solletico di chi tenta d’utilizzare una presunta indignazione personale. Ciò che ha valore collettivo sono i fatti e i misfatti, è il possibile ricatto incrociato, non immaginari risentimenti. E i mali che emergono sono assai più preoccupanti della pur grave ipotesi di un gruppo di spioni pronti a tutto.

MUGELLO: VALENTINO ROSSI OPERATO

L’intervento chirurgico con protagonista Valentino Rossi è perfettamente riuscito. All’Ospedale Careggi di Firenze, trasferito al CTO (Centro Traumatologico Ortopedico), il 9 volte iridato è stato sottoposto all’operazione coordinata dal Professor Roberto Buzzi della durata complessiva di quasi due ore.
L’operazione, come rivelato dallo stesso Professor Buzzi, è pienamente riuscita, ed è consistita nella ricomposizione della frattura mediante l’adozione di un chiodo con 4 viti, escludendo i cosiddetti fissatori esterni grazie al lavoro di riduzione della frattura prima dell’arrivo in Ospedale.
Sono state escluse complicazioni vascolari (lesioni arteriose o venose) facilmente riscontrabili in questo genere di infortunio (frattura del terzo distale della tibia gamba destra).
Il Professor Buzzi, parlando dei tempi di recupero, ha immaginato non meno di 4 mesi per riprendere pienamente l’attività agonistica, con la prognosi che può addirittura protrarsi fino a 6 mesi (in genere per una persona “comune” è intorno ad un anno). Il Dottor Claudio Costa non si è invece voluto sbilanciare, confidando in una pronta reazione di Valentino a seconda dei dolori riscontrati nelle prossime settimane e dalla sua voglia di tornare, quanto prima, in sella.
Nelle prossime ore uscirà un “bollettino” ufficiale anche da parte del Fiat Yamaha Team, che ha seguito in prima persona tutte le evoluzioni del caso.


MUGELLO: POLE POSITION


Qualifiche surreali. Non c’è Valentino Rossi, a circa 35 kilometri all’Ospedale Careggi di Firenze, e la MotoGP fa fatica ad abituarsi ad una situazione che potrà protrarsi per i mesi a venire. In compenso al Mugello ritroviamo la Honda, ritroviamo a Dani Pedrosa che, a suo solito, in silenzio lavora e risolve i problemi anche soltanto nell’arco di 24 ore, come già accaduto a Jerez, come si è replicato oggi a Scarperia. Seconda pole position stagionale, 33° in carriera nel Motomondiale, battuto Jorge Lorenzo grande favorito per questa posizione, costretto ad inseguire per 177/1000 rispetto all’1′48″819 conseguito nel finale dal connazionale della HRC.

sabato 5 giugno 2010

LA SCHIAVONE HA SCRITTO LA STORIA


Francesca Schiavone, trentenne giocatrice milanese, si è aggiudicata il Roland Garros, massima espressione del tennis femminile giocato sulla terra battuta.
E' la prima italiana ad aggiudicarsi il torneo del grande slam, e a distanza di trentaquattro anni replica l'impresa che riuscì ad Adriano Panatta.
Dal punto di vista tecnico-tattico non commento non avendone le capacità, ma ho visto un grande tennis.
Un grande tie-break, giocato con la testa, il cuore e quell'inerzia che solo gli sport individuali ti possono portare ad un meritato trionfo come quello di Francesca. Il mini break alla quinta palla il momento decisivo, con Francesca che si è portata sul 3-2 ed è iniziato lo showtime: quattro punti consecutivi che hanno consacrato la carriera di una ragazza che da piccola sognava di vincere il Roland Garros.

MUGELLO: VALENTINO ROSSI E' OUT


Addio Gran Premio d’Italia, addio mondiale. Valentino Rossi nel pauroso highside nel corso dell’ultima sessione di prove libere al Mugello ha rimediato, come sincera la sovraimpressione della regia internazionale, la frattura scomposta della tibia della gamba destra, con i tempi di recupero di almeno 2 mesi.
Il nove volte iridato al Centro Medico dell’Autodromo Internazionale del Mugello è stato seguito dai Dottor Costa e Macchiagodena della Clinica Mobile e presto sarà trasportato all’Ospedale più vicino (Firenze con ogni probabilità, come da prassi in caso di cadute su questo tracciato).
Nella caduta Rossi ha “piegato” la gamba destra sull’asfalto, con l’osso della tibia uscito fuori dalla posizione naturale: la frattura è stata parzialmente ridotta, ma sarà necessario un medio-lungo periodo di recupero e, probabilmente, l’operazione nelle prossime ore.
Sono stati esclusi, fortunatamente, problemi vascolari. Va ricordato che Rossi non ha mai saltato un Gran Premio nella propria lunga carriera agonistica, ben 230 consecutivi. Con il calendario che prevede dal Mugello a Laguna Seca 6 gare in due mesi la rincorsa al 10° titolo mondiale è già terminata.

ELBE' VAN DER MERWE