Troppe contraddizioni, sul cielo d’Europa. I mercati aprono bene, accogliendo la lieta novella degli aiuti tedeschi alla Grecia, ma la stessa Germania fa saltare la riunione dei diciassette Paesi dell’euro, perché fatica a cofinanziare il fondo salva stati (Efsf). Leggo i giornali italiani e vedo rimbalzare i giudizi positivi di Angela Merkel sulle cose importanti fatte dal nostro governo (come fosse la capo classe di quando la scuola non era politicamente corretta, sicché si divideva la lavagna in due e s’assegnava a uno, non esattamente il più simpatico, il compito di separare i buoni dai cattivi). Poi leggo il testo di quel che ha detto al Bundestag e ci trovo la previsione delle “conseguenze catastrofiche” cui noi italiani andiamo incontro, assieme agli spagnoli, in caso di fallimento greco. Leggo i giornali nostrani e ci trovo lettere di banchieri che dicono di sostenere le imprese e previsioni rassicuranti sul credito futuro. Poi leggo il Wall Street Juornal e ci trovo, in prima pagina, un Alberto Nagel, amministratore delegato di Mediobanca, che parla della situazione “difficilissima” del sistema bancario europeo, talché siamo ben lungi dall’avere imboccato il cammino verso la normalità. Leggo che Standard and Poor’s considera imminente il crollo greco, ma anche che gli spread scendono. E siccome tutte queste cose non hanno la benché minima speranza d’essere coerenti fra di loro comincio a temere che la scelta di comprare tempo, fatta dall’Unione Europea, somiglia un po’ troppo allo sprecarlo.
M5S Senato: Gioco d'azzardo e partiti
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Distinti colleghi, sono certo che la stragrande maggioranza di voi non ha alcun legame di lobby e condivide l'urgenza di una stretta normativa contro slot ma...
1 ora fa


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